Lo Scrittore (e con la ESSE maiuscola)

Un ragazzo. Questo penso ogni volta, quando lo vedo arrivare da lontano. Non è mica lui, penso., accidenti alla miopia.  Così, mi dico. Anche se lo conosco bene. Lo conosco esattamente da 47 anni.

Mino Milani è arrivato in ritardo, oggi, alla Biblioteca dei Ragazzi  della Sala Borsa, a Bologna. Colpa di Trenitalia. Il treno fra Pavia e Milano ci ha messo un sacco di tempo, e così la coincidenza  per Bologna è saltata. Ma i ragazzini hanno aspettato pazientemente. Ragazzini “stranamente” educati, e interessati all’evento. Accompagnati da una bravissima insegnante. L’ho capito dal modo in cui si rivolgeva ai suoi alunni, e anche da come loro si rivolgevano a lei. Anche questa cosa mi ha colpito felicemente in questa mattinata nebbiosa. Allora, ho pensato, si può continuare a sperare…
Poi lui è arrivato. E ancora mi sono meravigliata e ancora ho pensato: un ragazzo. Con quel fisico snello, il giaccone sportivo, il rosso del maglioncino che si intravedeva. E avvicinandolo, poi, ancora l’ho pensato. Perchè questo grande scrittore porta nello sguardo il ragazzo che è stato.
Mino Milani compirà 79 anni il prossimo 3 febbraio. Ma forse la scrittura , soprattutto quella dedicata ai ragazzi, lo ha mantenuto giovane.
L’approccio con il pubblico  nasce sempre con grande naturalezza, in questi incontri. Non fa mai introduzioni. Fa parlare i ragazzi, fin da subito. Anche oggi è andata così. E quei giovani lettori abbandonano la timidezza, e partono con le domande a raffica. Milani risponde con semplicità, con umanità. Direi con  grande onestà, ecco. Parla anche della durezza della vita, con chiarezza, ma senza spaventarli. Alla domanda: perchè è diventato scrittore per ragazzi? risponde: perchè c’erano troppi libri bugiardi, nella letteratura infantile, libri che volevano far credere che il mondo  è  solo buono e onesto.
Parla del suo bambino, che se ne è andato  alla nascita, parla dei suoi gatti,  Sibillino e Giovannino. Dice che ha smesso di fare il giornalista quando ha capito che non poteva più sopportare di trovarsi davanti a fatti di cronaca troppo dolorosi, mi commuovevo troppo, ha detto, mi facevo troppo coinvolgere. Bisogna avere grinta, per essere giornalista. E la grinta con l’età sparisce.
Non istiga i ragazzini alla lettura. Dice solo che la differenza, oggi, è fra chi ha letto e chi non ha letto. Ma, aggiunge, se un libro, arrivati a pagina 16 non vi piace, lasciatelo. Questa è una regola d’oro, per Mino Milani, la ripete ogni volta. Per gli adulti la regola cambia un po’: la pagina è la 32.
A chi gli ha chiesto come si fa a diventare scrittori, risponde: “ci vogliono quattro cose: fortuna, testa dura (ma tanto, dura, perchè gli editori mica sono lì ad accoglierti a braccia aperte, la maggior parte delle volte ti ignorano, quando mandi loro un manoscritto) , leggere tanto (non si scrive, se non si legge) “aggiunge ” e Umiltà, questa la cosa principale. ”
Per il viaggio, continua, mi sono portato dietro un vecchio libro, di un autore che è praticamente sconosciuto: “La valle degli uomini silenziosi”. Un libro bellissimo, dice, e chi se ne frega della celebrità, l’importante è che chi legge provi emozioni.
Gli chiedono anche quanto tempo dedica alla scrittura: sei ore al giorno, risponde. E aggiunge. la condizione per scrivere è avere l’animo tranquillo.
Si è giunti alla fine. Ordinatamente le classi (due prime medie della città) si avvicinano  per autografi e dediche. Sono sorridenti,  i ragazzini, commentano fra  loro le risposte. Bello.

Questa cosa dell’Umiltà. Me la diceva anche allora, 47 anni fa. Quando io, ragazzina di quattordici anni, abbonata al Corriere dei Piccoli e  innamorata di Tommy River, uno dei primi e più celebri dei suoi personaggi, il primo antieroe della letteratura per ragazzi, forse,  e innamorata pure da anni di un sogno più grande di me, quello di diventare scrittrice, gli scrissi, senza neppure dirlo ai miei, così, perchè doveva essere una cosa solo mia, all’inizio. E mi misi in attesa della risposta. E la risposta arrivò, e con essa arrivò anche una amicizia  che dura ancora  sorprendentemente dopo tanti anni e  di cui mi sento molto orgogliosa. Non perchè lui è famoso, ma perchè è un grande, grande uomo.
Anche se in anticipo voglio scrivere ora:buon compleanno, dottor Milani! Le auguro di cuore di rimanere il ragazzo che è ora.

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3 risposte a Lo Scrittore (e con la ESSE maiuscola)

  1. Annalisa55 ha detto:

    Grande uomo, il dottor Milani.

  2. anonimo ha detto:

    Un bel ritratto, scritto non solo con il cuore.
    Renzo

  3. anonimo ha detto:

    Brividi Milvia, leggendoti, bella questa storia, bello incontrare persone vere nella propria vita.
    Maria.

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