Myosotis è meglio

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Quando Alex, mio figlio, era alle elementari, lui e io, nei pomeriggio del 7 marzo, andavamo dal fioraio e compravamo un gran mazzo di mimose. Lungo il tragitto gli raccontavo di quelle donne arse vive nella fabbrica, decenni e decenni prima, là in America (ho sempre pensato che si possa parlare di tutto, con un bambino, basta trovare le parole giuste). Gli dicevo il perchè dell’8 marzo. Poi, a casa, dividevamo il grande mazzo in mazzetti, tanti mazzetti gialli tutti uguali, tanti quante erano le sue compagne di scuola, e uno, uguale agli altri, per la maestra. Non costavano ancora tantissimo, allora, le mimose. Non so poi cosa Alex raccontasse a scuola, forse di quella lontana tragedia avrà raccontato,  o forse no. Ricordo solo che mi ascoltava con attenzione, e faceva domande che richiedevano risposte, che  poi stimolavano altre domande, che…Insomma, se mio figlio, come credo, oggi ha rispetto del mondo femminile, forse è anche per quei pomeriggi di marzo.
Poi, in pochissimi anni, tutto si è evoluto, cioè, involuto, volevo dire, rapidissimamente. E l’8 marzo si è vestito come i Sanvalentino e le festedellamamma, e lefestedeipapà e il luccicantenatale. E.

E le donne, le festeggiate, hanno cominciato a uscire in branco, ad affollare ristoranti tutto compreso (cena, striptease maschili e optional vari).
E i fiorai a procurarsi valanghe di mimose e a buttare i cartellini dei prezzi del 6 marzo e a sostituirli con altri, con prezzi maggiorati.
E gli uomini, mariti, compagni,  amanti, figli, amici, a riempirsi le braccia di mimose e ad alleggerirsi il portafoglio.
Come per le scatolette a forma di cuore dei baci perugina il 14 febbraio.
Con la stessa frenesia con cui tutti ci riversiamo nei negozi nei giorni che precedono il Natale.
Come tutti noi, bravi figli, troviamo inconcepibile non fare almeno un regalino alla mamma, o al papà, in quei giorni ormai santificati solo dal consumismo.
Feste finte, sono diventate, tutte. Feste di plastica. Feste indotte.

E chi ne parla più di quelle donne arse vive, che la giornata di oggi dovrebbe ricordare…
Sì, qualcuno ne parla, è vero. Non mi piace generalizzare, e so che ci sono altre manifestazioni che nulla hanno a che fare con striptease e abbuffate (non ho niente contro lo striptease, ma, mi chiedo, perchè allora solo l’8 marzo?). Ma mi sembra che la maggior parte di noi abbia perduto il vero senso di questa ricorrenza.
E le mimose mi sono diventate estremamente antipatiche. Non le voglio, le mimose, io. Trovo che siano un omaggio banale e ipocrita e obbligatorio, ormai.

Meglio, cari amici uomini, andare in un prato, raccogliere un mazzetto di  myosotis, anzi di nontiscordardime, nome molto più evocativo, e portare quello alle vostre compagne. Magari appoggiato a un bel libro.
Che non fa mai male, quello.


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14 risposte a Myosotis è meglio

  1. anonimo ha detto:

    carissima milvia,
    come condivido quello che scrivi
    sebbene, lo ammetto, quando stamane un mio collega mi ha telefonato per farmi gli auguri ( cosa che detesto insieme alle mimose), di fronte alla sua domanda,
    sai perché la festa delle donne si festeggia l’8 marzo? sono rimasta un pò spiazzata nel senso che, ahimé, avevo rimosso l’atroce episodio cui fai riferimento anche tu.
    Poi ho letto il tuo post e mi son detta: oddio, anch’io ho perso il senso di questa ricorrenza!
    Non so se posso rimediare consigliando a te e a tutte le donne che passeranno per il tuo blog di acquistare questo libro
    ” Le donne che leggono sono pericolose” ,un album di immagini che ritraggono donne intente a leggere (Una storia della lettura in immagini dal XIII al XXI secolo, recita il sottotitolo del volume), con riproduzioni a colori da Simone Martini a Van Gogh, da Fragonard a Vallotton.
    Io personalmente lo acquisterò questa sera alla fine della mia giornata lavorativa per cui non posso ancora esprimere un giudizio ma la recensione su TTL di sabato scorso, mi sembra una garanzia.
    Per concludere,
    ti saluto, cara milvia, con questa bella poesia di tagore

    Donna, non sei soltanto l’ opera di Dio,
    ma anche degli uomini, che sempre
    ti fanno bella con i loro cuori.
    I poeti ti tessono una rete
    con fili di dorate fantasie;
    i pittori danno alla tua forma
    sempre nuova immortalità.

    Il mare dona le sue perle,
    le miniere il loro oro,
    i giardini d’ estate i loro fiori
    per adornarti, per coprirti,
    per renderti sempre più preziosa.

    Il desiderio del cuore degli uomini
    ha steso la sua gloria
    sulla tua giovinezza.
    Per metà sei donna, e per metà sei sogno.

  2. anonimo ha detto:

    ho dimenticato di firmarmi,
    rosy

  3. OraSesta ha detto:

    non fossi un po’ troppo restia alle “mobilitazioni”, proporrei una petizione perché il nontiscordardime diventasse il fiore simbolo di questa festa.
    o magari perché sostituisse i baciperugina… ma non è la sua stagione, sicché in quel caso comincerebbero a coltivarlo nelle serre, così diventerebbe un fiore-merce come la mimosa…
    allora io proporrei di fondare il movimento per la liberazione dei fiori dalle serre…

    scusami, mi sono lasciata un po’ andare :))

  4. anonimo ha detto:

    Queste giornate “di festa” ormai hanno solo scopi commerciali e si sviliscono ogni anno che passa.
    Siamo arrivati al ridicolo che oggi al TG5, per parlare dell’emancipazione delle donne, hanno intervistato una soldatessa.
    Essere un militare, essere comandato per uccidere, stride un po’ con l’immagine di tenerezza di un essere femminile e mi sembra che sia stata una scelta esecrabile.
    Renzo

  5. ThankYouNote ha detto:

    un bacio e tantissimi auguri:)
    Dario

  6. lucidimarzo ha detto:

    Sono anch’io piena di compassione per le povere e innocenti mimose. Quest’anno hanno pensato bene di fiorire molto in anticipo in modo da scampare, almeno in parte, al massacro che si consumava in questi giorni…da un po’ di anni poi le donne hanno imparato a reagire con sarcasmo e ironia agli incauti maschietti che si lanciavano in auguri e festeggiamenti vari…meglio così, forse anche questo serve a far riflettere l’altra metà del cielo…
    io, a modo mio, ho celebrato la donna rivedendo insieme alla mia classe,
    questa mattina, il bellissimo film di Gianni Amelio “Il ladro di bambini”.
    Lì c’è una bambina di undici annni costretta a crescere in fretta, molto in fretta, dalla miseria morale degli adulti…si atteggia a donna, si lacca le unghie, si difende con malizia ma poi si riappropria con gioia dell’infanzia che le è stata rubata e ritrova per poche ore felici l’innocenza che credeva di aver perduto per sempre…bellissimo, intenso , pieno di sfumature…
    le mie ragazze l’hanno seguito con un’insolita attenzione e hanno capito, hanno chiesto, hanno commentato…i maschi anche, ma sono rimasti in silenzio…
    Un caro saluto a Rosy che ritrovo nel blog di Milvia…
    luci

  7. McMorris ha detto:

    Capito qui per caso e …
    guardacaso guarda (2 guarda e 2 caso) il mio avatar.

    Salutissimi.
    MC 🙂

  8. Soriana ha detto:

    @Rosy: Due ringraziamenti, anzi tre: per esserti fermata qui, per la bellissima poesia (amo infinitamente Tagore), e per aver segnalato quel libro, il cui titolo già dice tanto.Poi la pittura…che bello.. Bene, oltre al libro di Cristiano Cavina, domani, comprerò anche “Le donne che leggono sono pericolose”.
    @orasesta: lasciati sempre andare così, se ti vengono fuori delle proposte così…intriganti.
    @Renzo: Certo, la commercializzazione dei sentimenti, dei ricordi e delle emozioni che certe feste potevano avere all’origine è davvero svilente…La soldatessa come simbolo di emancipazione lo è altrettanto. Ma d’altra parte essere comandato per uccidere stride anche con l’immagine dell’uomo.
    @Grazie, Dario!
    @Luci:mi è piaciuto molto quello che hai raccontato. Ecco, così, bisognerebbe festeggiare l’8 marzo!
    E’ vero, le mimose sono innocenti, vittime anche loro..
    A tutti: grazie per i commenti, oggi particolarmente sentiti. Un abbraccio.

  9. Soriana ha detto:

    @Mcmorris, il terzo guarda caso:stavo scrivendo il mio commento mentre tu scrivevi il tuo!!!
    Ciao, ritorna.

  10. anonimo ha detto:

    va bene, le povere mimose innocenti sono vittime delle nostre fisime. Ma i nontiscordarme sono forse fiori di serie B? Direi di lasciare finalmente in pace i fiori.
    Ondina

  11. anonimo ha detto:

    Non fiori, dunque, ma opere di bene.

  12. anonimo ha detto:

    ben detto, mister x.
    ondina

  13. ReAnto ha detto:

    Vero quello che dici Milvia….Anche mia moglie tutti gli anni racconta a Tommaso ,mio figlio, quello che avvenne quel drammatico 8Marzo…
    Giornata di lotta non di festa mi ripete ogni anno mia moglie..
    …….. le mie colleghe hanno “lottato”con cena e striptease !!!
    ….cosi tanto per far quadrare il cerchio.
    Ciao e buona domenica

  14. Soriana ha detto:

    Ciao, Antonio. Forse è ora di portare in ufficio altre poesie…
    Un abbraccio a tua moglie e a Tommaso.

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