Said Agha

Un grosso sospiro di sollievo. Daniele Mastrogiacomo è libero, e questo avvenimento è senza alcun dubbio motivo di gioia. Se pensiamo a lui, alla sua famiglia e anche a noi stessi: perché ogni volta che un uomo viene ucciso, ogni volta che un uomo viene privato della libertà, tutti noi perdiamo qualcosa.
Siamo felici per Michele e Alice, perché perdere un padre è sempre terribile, ma perderlo in una  maniera così drammatica lo sarebbe stato maggiormente.

Said Agha, di figli, ne aveva quattro. E aveva venticinque anni. Said Agha: che molti mass media, troppi, e troppi anche se fosse solo uno, continuano a chiamare “l’autista”. Said Agha non tornerà a casa, domani. Non tornerà dai suoi figli, né domani né mai.

Ecco, senza nulla togliere alla soddisfazione per la liberazione del giornalista di Repubblica, pensiamo a quei quattro bambini, a quel ragazzo di venticinque anni, piangiamo per il suo corpo scempiato, devastato, mutilato.
Perché, con la sua morte, tutti noi abbiamo perduto qualcosa.

L'abbraccio tra Mastrogiacomo e Strada

L’abbraccio tra Mastrogiacomo e Strada
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8 risposte a Said Agha

  1. anonimo ha detto:

    Come nella vita ci sono ostaggi e ostaggi: di serie A e di Serie B.
    L’autista probabilmente è stato eliminato per dar forza alle richieste dei sequestratori. Se avessero ucciso il giornalista, pensi che ci sarebbe stata tutta questa mobilitazione per liberare l’autista e l’interprete?

    Fra Castoro da Girgenti

  2. anonimo ha detto:

    Ciao Milvia. Ti mando una poesia contro la guerra, l’ennesima, ma questa non l’avevo mai letta prima d’ora. Daniela

    autore: Jaroslav Seifert
    (scritta nel 1965)

    Canzone sulla guerra

    Strozzate la guerra,
    che le donne possano sorridere
    e non invecchiare così rapidamente
    come invecchiano le armi!

    La guerra però dice: io sono!
    Sono dal principio,
    non v’è mai stato momento
    in cui non fossi.

    Sono vecchia come la fame
    e come l’amore.
    Io non mi sono creata,
    ma il mondo è mio!

    E lo distruggerò.
    Sarò presente
    quando il brandello insanguinato a fuoco
    cadrà nel buio

    come la saliva dei bambini
    sul fondo di un pozzo
    quando vogliono misurarne
    la buia profondità.

    Ma noi – e questa è speranza –
    possiamo ancora un attimo,
    ancora un breve attimo possiamo
    riflettere.

  3. anonimo ha detto:

    Temo che Fra castoro abbia ragione:
    ci sono vittime di serie A e di serie B, come uomini di seria A e di Serie B.
    Finchè esisteranno queste differenze, l’umanità ha ben poche possibilità di progredire.
    Renzo

  4. Soriana ha detto:

    @ Fra Castoro: Senza dubbio è per quella ragione che Said è stato eliminato. E credo che molti, alla notizia dell’uccisione del giovane, abbiano tremato pensando solo che la stessa sorte potesse capitare a Daniele. E non mi riferisco ai famigliari, naturalmente, perchè per loro, questa reazione, sarebbe stata più che comprensibile.
    @Daniela: non la conoscevo neppure io, questa poesia. Grazie per averla messa nel blog. Riflettere, è questo che dovremmo fare, è vero.
    @Renzo: grazie per le tue sempre veementi, ma sagge, considerazioni.

  5. ReAnto ha detto:

    Ero a lavoro (strano..).Mi arriva un sms .
    Sms recita la liberazione di Mastrogiacomo.Il mio cuore si riempie di gioia.Leggo ad alta voce l’sms ai miei colleghi.Un commento su tutti:
    Per liberare quel fottuto giornalista comunista abbiamo dovuto liberare 3 talebani.
    Commentate voi perchè io non ho parole.
    Grazie
    Ciao Antonio

  6. anonimo ha detto:

    Caro ReAnto, il problema è ben diverso: la nostra presenza là, esclusivamente militare, ma limitatata. O andiamo per far la guerra e armati di tutto punto, o ce ne stiamo a casa. Personalmente la seconda soluzione è giudicata la più logica: non siamo un popolo di guerrafondai, come testimonia la storia, e poi laggiù nessuno ha mai vinto, nè Alessandro Magno, nè Tamerlano, nemmeno i sovietici.

  7. anonimo ha detto:

    Mi sono dimenticato di firmare la risposta a ReAnto.
    Sono Renzo.

  8. anonimo ha detto:

    Ossidiana edito da Voland l’ho scritto io. E’ l’unico, a quanto pare, che tu non hai comprato a Galassia(“ma me lo ha regalato la redazione di Fahrenheit). Spero che tu lo legga, e che ti piaccia. Aspetto il tuo commento. Silvana Maja

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