Gianmaria Testa

ll concerto inizia con la lettura di una poesia di Erri De Luca, "Naufragi." E questo è già un buon inizio. Gianmaria Testa è anche un buon lettore, oltre a essere un ottimo cantautore, coadiuvato, ieri sera, da più che valenti musicisti. D’altra parte lui ha sempre collaborato con i grandi, qualche nome a caso: Fresu, Rava, Pietropaoli.

Il teatro è piccolo, e neppure troppo affollato. Pur avendo prenotato solo poche ore prima dello spettacolo, siedo in prima fila, posizione centrale. E pensare che il prezzo del biglietto non è elevato, a paragone di quanto si paga per assistere a concerti di altri cantautori. Forse al grandissimo pubblico Testa non è ancora molto conosciuto, sebbene abbia avuto grandi riconoscimenti dalla stampa specializzata. E’ invece un grande beniamino dei Francesi. Eh, già: sempre così. Vuoi mettere con Gigi d’Alessio????

Il tema del concerto è la migrazione, i migranti. Le carrette che affondano, i mari scuri attraversati dai diseredati, dagli scacciati da guerre dimenticate. Canzoni, parole, tratte dall’ultimo cd uscito nell’ottobre 2006: “Da questa parte del mare”. E Gianmaria Testa, presta questa sua voce calda e velata, che negli anni è diventata ancora più ricca e profonda, a coloro cui voce è negata. Anche se lui dice: “Non ho scritto per loro, non ne sarei capace. Ho scritto per me, e per quelli che, come me, stanno da questa parte del mare”.

Per noi, quindi, ha scritto e canta queste sue canzoni Gianmaria: perché impariamo a vivere la differenza come valore, perché ci ricordiamo che pure noi siamo stati migranti, vessati, umiliati, rifiutati. Così come lui ci racconta nella splendida

 “Ritals”

Eppure lo sapevamo anche noi
l’odore delle stive
l’amaro del partire
lo sapevamo anche noi
e una lingua da disimparare
e un’altra da imparare in fretta
prima della bicicletta
lo sapevamo anche noi
e la nebbia di fiato alle vetrine
il tiepido del pane
e l’onta di un rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto
e sapevamo la pazienza
di chi non si può fermare
e la santa carità
del santo regalare
lo sapevamo anche noi
il colore dell’offesa
e un abitare magro e magro
che non diventa casa
e la nebbia di fiato alle vetrine
e il tiepido del pane
e l’onta del rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto.

Sì, pure noi lo sapevamo. Non dimentichiamocene.

Bel concerto, dunque.. E bellissimo cd, questo “Da questa parte del mare”. Ancora una volta Gianmaria Testa non ha deluso. Alla fine piovono applausi, fischi di entusiasmo, richieste di bis. Accolte, queste ultime, con generosità: altri quattro brani. Poi, con un sorriso, il cantautore saluta e le luci si accendono in sala.

Torno a casa e mi sento più ricca.
testa

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10 risposte a Gianmaria Testa

  1. ReAnto ha detto:

    Ho avuto l’occasione di ascoltare il suo ultimo lavoro, non è il mio genere preferito, ma gli riconosco una certa bravura.E come tuti i veri e capaci artisti spopola all’estero e non a casa propria ….il conto torna!

  2. anonimo ha detto:

    E’ un imitatore e nulla più, dotato di scarsa musicalità.

    Fra Castoro da Girgenti

  3. Soriana ha detto:

    Questa volta, caro fra Castoro, non siamo d’accordo…Imitatore di chi, Gianmaria Testa?

  4. cochina63 ha detto:

    non lo conosco… ora m’informo.

  5. cochina63 ha detto:

    bello il tuo racconto da renzo. baci.

  6. anonimo ha detto:

    Su Arteinsieme solo bella roba.
    Peccato che cochina non me ne voglia fornire…
    Renzo

  7. ReAnto ha detto:

    Anche io ho letto il tuo racconto .
    Sai che sei brava?
    Ciao Antonio. 🙂

  8. Soriana ha detto:

    Grazie, ragazzi! E grazie a Renzo per avermi pubblicata…Sono un po’ agitata. Poi capirete perchè.

  9. ReAnto ha detto:

    Per chi non lo conosce Click! cliccate sulla canzone,ascoltate e zitti! :))

  10. Soriana ha detto:

    Ma grazie!!!!!! Sei un genio, Antonio…
    Non è che sei disposto a dare lezioni…telematiche sulla…telematica???

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