Curare a prescindere

Quando ci sono cose che non capisco (e quante, ce ne sono), provo un’enorme difficoltà a parlarne. Ho paura di scivolare nel bla bla bla. Temo di addentrarmi nei discorsi da bar Sport, per usare un’espressione forse abusata, ma quanto mai, oggi come oggi, realistica.  Oggi come oggi tutti parliamo di tutto, tiriamo fuori conigli dal cappello, spariamo sentenze, snoccioliamo soluzioni come grani della corona di un rosario…E molto spesso senza esserci prima informati in maniera precisa sugli argomenti che abbiamo la presunzione di affrontare. Purtroppo anche molta stampa, molti giornalisti cadono in questo vizio. Ma questo è un altro discorso, che richiederebbe tempo e inchiostro a non finire.

Per dire qualcosa su quello che è successo e sta succedendo intorno a Emergency, per dire del mio sconcerto, della mia indignazione e del mio dolore, farò parlare quindi solamente il cuore. Il cuore è impulsivo, non riflette, il cuore. Ma per lo meno è onesto.
 
In un mondo che pare guardare ormai solo alla sopraffazione dei più deboli, in cui le guerre sono dettate (come da sempre, in verità) da meri impulsi economici, in cui la parola “nemico”, “altro”, “diverso da me” sembrano tornare ad avere quel peso schiacciante che pareva si fosse alleggerito nel tempo, in un tal mondo ci sono ancora uomini, associazioni che credono che, pur nelle differenze peculiari, noi si sia tutti uguali in quanto uomini. E in base a questo principio continuano a operare.
Fra le tante, “Emergency”, da molti anni, è la mia associazione di elezione. Un mio punto di riferimento. Un’ancora per continuare a credere che “un altro mondo è possibile”.
Quando è nato questo blog, il primo link che ho digitato fra i preferiti è proprio il suo e nella didascalia allegata ho scritto: perché cura anche i nemici. Perché è questo che Gino Strada e i suoi collaboratori  fanno, attraverso la loro Associazione: non chiedono di appartenenze, di colore, di divise. Vedono solo la carne martoriata, cuciono ferite di bambini, civili, soldati, e, sì, anche di talebani. Perché anche un talebano, un nemico, appunto, è un uomo. Gino Strada e i suoi collaboratori tentano di salvare vite a prescindere.Emergency Già, Gino Strada. Ho avuto più volte l’occasione di ascoltarlo, di vederlo in piazze, in teatri. Le sue parole, il suo sguardo. Le parole e lo sguardo di un uomo Giusto. Ecco non saprei definirlo altrimenti. E un’altra cosa: era un grande amico di Tiziano Terzani. E Tiziano Terzani, la sua amicizia, credo proprio la accordasse ai giusti e agli onesti di cuore.
Ecco perché il mio dolore e la mia indignazione: perché odio le ingiustizie, in maniera profonda e senza mediazioni. E cosa c’è di più ingiusto e ingiustificabile delle accuse aberranti che sono piovute su Emergency nei giorni scorsi? E cosa c’è di più triste e desolante degli operatori di Emergency praticamente costretti ad abbandonare Kabul, a lasciare senza cure chi solo presso di loro poteva trovare assistenza? Eppure non ho sentito tuonare anatemi contro le menzogne diffuse dai servizi segreti afghani, né dai potenti laici, né dai potenti della Chiesa, che di altro amano occuparsi.
Ancora una volta le parole solidarietà, umanità, pace, sono state offuscate dalle ragioni della politica.  E brillano di più, di malefica luce, le parole guerra, indifferenza, odio.

Ho lasciato che fosse il cuore, a guidare le mie dita sulla tastiera del computer. E il mio animo addolorato. Vorrei fare di più. Ma non so cosa.

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3 risposte a Curare a prescindere

  1. anonimo ha detto:

    Scusa perchè vado fuori tema:
    da questa mattina non funziona la messaggistica di Alice Telecom, nè si sa quando potrà tornare a funzionare.
    Renzo

  2. Soriana ha detto:

    Come dire: Alice non abita più lì….
    Ciao.

  3. anonimo ha detto:

    No, è fuggita con Tronchetti il provolone…

    Renzo

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