Un paese che diventa il nostro

Ecco, proprio questo può accadere leggendo "Storie di Paese" di Renzo Montagnoli, raccolta di racconti che qualche tempo fa è uscita in formato e-book a cura del sito www.isogninelcassetto.it

 Perche questi diciassette racconti sono belli.  Bella la scrittura, nitida, asciutta, senza sbavature. Ottima anche la tenuta dei dialoghi, quasi da sceneggiatura cinematografica (una peculiarità di Montagnoli, questa).
Ma la cosa veramente apprezzabile è che l’Autore, mano a mano che procediamo nella lettura del testo, sembra portarci dentro, con molta discrezione, in verità, dentro questo suo microcosmo,  e preceduti da lui entriamo nell’osteria, nelle case, nella chiesa, nel piccolo cimitero, nella piazza. E così, improvvisamente ci troviamo seduti vicino ad Annibale Chiocchetti,   e anche noi cominciamo a chiamarlo “il Guercio”, come se lo conoscessimo da quando questo soprannome gli è stato affibbiato e ci mettiamo ad ascoltare con attenzione quello che lui dice, certi che ben presto, senza supponenza, ci impartirà qualche lezione di vita. O ci troviamo ad ascoltare “Nessun dorma” cantata dallo sfortunato e disperato Giacomo Salami, e a emozionarci come gli altri avventori dell’osteria;  e  anche i più mangiapreti fra noi, si troveranno a stimare Don Zeffirino, e forse a desiderare di chiedergli qualche consiglio. O andremo a comprarci un’anguria da Claudio, per fargli un ultimo saluto, prima che il suo chiosco venga travolto dalle ruspe (struggente, questo racconto).
Ma tanti sono i personaggi che incontreremo, come tanti sono, appunto, gli abitanti del paese.
Ognuno ben caratterizzato dall’Autore,  anche con l’uso di pochissime parole. E li riconosceremo quindi subito, da un gesto, da un modo di dire. E cominceremo ad amarli e a ridere e piangere con loro.
Sì, perché ci si commuove, leggendo questi racconti, ma anche si ride, o si sorride. Le ingenuità, la malizia, le ipocrisie, i piccoli eroismi quotidiani, i drammi, la miseria, gli ideali, le speranze, le delusioni, la voglia di andare avanti, l’amicizia, l’amore,  la vita, la morte: tutti questi sentimenti, queste emozioni, questi eventi stanno racchiusi fra le vie, nelle case del paese di Renzo Montagnoli. In un’epoca che in quasi tutti i racconti è quella della guerra o del dopo guerra, ma che, se guardiamo bene, potrebbe essere  anche l’epoca attuale.  E alla fine, quando chiudiamo il libro, capiamo che quel paese è diventato anche il nostro.

Una lettura da consigliare, quindi, anzi da non perdere.

La raccolta di racconti, suddivisa in due volumi, è scaricabile gratuitamente qui;
www.isogninelcassetto.it/montagnoli_1.html

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5 risposte a Un paese che diventa il nostro

  1. ReAnto ha detto:

    Gradita segnalazione.
    E’ già in stampa!

  2. cochina63 ha detto:

    ih! mo’ lo segnalo!

  3. anonimo ha detto:

    Per quanto ovvio, sono commosso per le belle parole, e sono anche contento perchè Milvia si dimostra capace di scrivere pure le recensioni.

    Renzo

  4. Annalisa55 ha detto:

    sì. Brava Milvia. E grazie per tutte le segnalazioni che dividi con noi 🙂

  5. Soriana ha detto:

    Grazie a tutti, e buona lettura. A Renzo, invece, auguro buona… scrittura.

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