E poi?

Illuminare il Colosseo.
Fare un minuto di silenzio.
Scrivere milioni di parole.
Riempire piazze di frasi di sdegno e promesse. 
E poi?

Nel 2006 le vittime di incidenti sul lavoro sono state 1280. Un numero più alto di quello comunicato nell’anno precedente, ci dicono i dati dell’Inail. Un numero che noi leggiamo scorrendo velocemente i titoli dei giornali. Che ascoltiamo distrattamente guardando i notiziari in TV. E che dietro si nascondano nomi, volti, sentimenti, speranze, e figli, e genitori e coniugi, forse non ci viene alla mente.

Di numeri sono piene le notizie. Le notizie tracimano di morti: guerre, incidenti stradali, cancro, droga, omicidi, mafia. E per ogni di queste “categorie” abbiamo istituito ormai una giornata commemorativa.
E allora piovono discorsi, i politici mettono su la loro faccia d’occasione (ne hanno una nutrita collezione, i politici, di queste maschere) e non se ne parla più, fino alla ricorrenza successiva. E i morti (per guerre, incidenti stradali, cancro, droga, omicidi, mafia) possono continuare a crescere.
Perché le parole non bastano, non basta deporre corone, non basta stilare nuovi calendari. A volte, tutto questo, mi fa venire in mente una parola che detesto: ipocrisia. Ci si lava la coscienza e amen. E  che i morti riposino in pace.
1280 morti che potevano essere evitate. Forse non tutte, ma la maggior parte senza dubbio. Le leggi ci sono, ci dicono. E allora?
Allora anche le leggi non bastano, così come non bastano le parole, e le luci e i battesimi di giornate “dedicate a”. Ci vogliono controlli capillari che esaminino che le leggi vengano applicate. Bisogna sanzionare in maniera inappellabile i datori di lavoro privi di coscienza.  Quei datori di lavoro che messi davanti alla scelta se risparmiare euro o risparmiare una vita non hanno dubbi. O ne hanno pochi. Tanto, quasi sempre, non è della loro vita che si tratta, ma di quella di Mario, o di Salvatore, o di Lucia. O, ancora meglio, di Assan. Che Assan, tanto, è un clandestino, e mica esiste.

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15 risposte a E poi?

  1. anonimo ha detto:

    Buon primo maggio Milvia, non mi sento di aggiungere altro al tuo post, tutte cose vere, solo che forse un milione di persone in piazza non sarebbero sprecate perchè si faccia qualcosa per metter fine ad una situazione del genere , perchè in realtà non ci si mobilita per cercare di mettere il punto a questa strage?
    Non lo so ma poco si è fatto fino ad ora sia da parte del potere che da parte di noi tutti che ascoltiamo questi bollettini di morte. Non lo so uno si sente impotente e l’unica cosa che mi viene in mente è questa, anche se forse non servirebbe a niente. e risulterebbe sterile, boh non lo so.
    ciao,
    maria.

  2. anonimo ha detto:

    C’è tutto da rifare. Il mondo attuale è una zavorra che piano piano trascina tutti sul fondo. Non è solo questione di morti sul lavoro, ma di morti degli spiriti, negli animi, di ingiustizie che si susseguono e vengo fatte passare per forme di libertà e democrazia.
    La società capitalistica di stampo industriale, senza valori se non quello fittizio del denaro, ci sta suicidando tutti.

    Renzo

  3. anonimo ha detto:

    Si è vero è tutto da rifare, ma mi domando se non sia necessario un abrutimento ancora maggiore, qualcosa di tremendo che a noi dalle pance piene possa scuotere, che non sia quasi necessario distruggere tutto per poi ricominciare.
    Mi sento un pò catastrofista in questo :-), però mi sembra così lontano un rinsavimento a livello mondiale, l’unico che avrebbe un senso in un mondo in cui tutto è collegato. Ciao, ciao.
    maria.

  4. anonimo ha detto:

    Cerco di non essere pessimista, ma purtroppo per cambiare le cose occorre un evento traumatico, tipo rivoluzione francese.

    Renzo

  5. Soriana ha detto:

    Forse cara Maria, caro Renzo, l’unica cosa che si può fare è continuare a parlare di quello che ci indigna, senza mai cedere. Sottrarsi a chi ci vuole ad ogni costo omologare, a chi ci vuole privare del pensiero. E anche continuare a sperare, perchè è anche nella mancanza di speranza che si annida la morte.

  6. cochina63 ha detto:

    e continuare a indignarci!Io non sono così pessimista, non credo sia tutto da rifare, credi sia tutto perfettibile questo sì.

  7. anonimo ha detto:

    Perfettibile, Cinzia? La schifezza non è perfettibile.

  8. anonimo ha detto:

    Concordo con l’anonimo:
    la schifezza non è perfettibile, altrimenti che schifezza sarebbe.
    Non è questione di essere pessimisti, ma ogni giorno mi accorgo che il mondo sembra accentuare il male che lo divora, senza che ci sia uno spiraglio, una speranza. Quanto a me rimasta solo l’illusione di un’umanità nel vero e autentico senso di questo termine.

    Renzo

  9. Soriana ha detto:

    Cara Cinzia, non si può che credere che questo mondo possa essere perfettibile. Utente anonimo, caro Renzo, abbiate anche voi, vi prego, un filo di speranza. Se no, davvero, non ci resta che piangere…

  10. anonimo ha detto:

    Ma smettetela con tutte queste morti sul lavoro!
    Ci son cose ben più gravi, come il terrorismo contro nostra Santa Romana Madre Chiesa.
    Il cattolicesimo è stato accusato di non accettare la teoria dell’evoluzione. Beh, che c’è di strano, visto che da sempre pratica quella dell’involuzione.
    E Welby diverso da Pinochet, da Franco?
    Normalissimo: Welby era una brava persona; Pinochet e Franco erano invece dei criminali, a cui il vaticano ha dovuto stare vicino con caldo amore per intercedere con l’Altissimo per assicurare un posticino in Paradiso.
    E poi gli attacchi a Monsignor Bagnasco: una cosa incresciosa per uno democratico come lui, che accetta le opinioni degli altri, purchè siano uguali alle sue.
    No, credetemi questa evoluzione del pensiero clericale è un’autentica minaccia a cui il Santo Padre risponderà nei dovuti modi, con fermezza, giustizia e senza misericordia.

    Fra Castoro da Girgenti

  11. anonimo ha detto:

    Fra Castoro,
    certo che lei non ha “peli” sulla lingua…

    Renzo

  12. Soriana ha detto:

    Ben tornato, Fra Castoro! La sua ironia pungente mi è sempre molto gradita.

  13. anonimo ha detto:

    Non è ironia, ma rabbia per come l’uomo distrugge se stesso.

    Fra Castoro da Girgenti

  14. anonimo ha detto:

    ..rabbia, si Fra, hai detto bene , ma la rabbia dovrebbe uscire fuori ad un certo punto, esplodere..ed invece…..chissà dove si sedimenta..
    maria

  15. Soriana ha detto:

    Forse non esplodere, ma usarla come uno scalpello, ogni giorno, per frantumare gli orrori e costruire armonie.

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