Torino: il primo giorno

Torino, 10 maggio 2007-05

A Torino è praticamente già estate. Il treno arriva “normalmente” con 45 minuti di ritardo. Grazie per aver scelto di viaggiare con Trenitalia, dice il diffusore di banalità e bugie.
Davanti a me un signore alto giacca bianca pantaloni bianchi bel cappello bianco si sta avviando verso l’uscita. Un signore d’altri tempi, penso, mentre mi affretto per uscire a mia volta. Lo supero, gli getto un’occhiata: ma è lui, è il Dario! Senza Franca, ma è proprio lui. Beh, non capita tutti i giorni di viaggiare con un premio Nobel! Ringrazio Trenitalia per avermi fatto viaggiare con lui…

Naturalmente perdo il primo incontro al quale mi ero prefissata di assistere: Lance Henson,  poeta cheyenne.  Era alle 14, l’evento, e io arrivo al Lingotto che sono le 15 passate.
 
Non ci sono ancora molti visitatori, oggi. E’ il primo giorno, e ancora si può girare senza problemi di intralcio fra i vari stand. Attraverso velocemente i settori, noto che lo spazio dedicato alla Fiera è aumentato, quest’anno. Arrivo davanti alla postazione di Radiorai.

I tre autori israeliani parlano con Marino Sinibaldi dei loro libri: Alona Kimhi (Lily la tigre); Nevo Eshkol (Nostalgia); Rina Frank (Ogni casa ha bisogno di un balcone), titolo, questo, che mi piace molto: non potrei vivere in una casa senza balcone, io.
Alona Kimhi dice che la violenza, l’aggressività che si può sviluppare fra uomo e donna, in Israele, è senza dubbio influenzata dalla violenza, dall’aggressività che costituiscono una peculiarità del suo Paese, uno Stato maschilista, lei aggiunge, in contrapposizione all’ebraismo, che viene visto come qualcosa di soft, di gentile, di femminile.
Già mi verrebbe voglia di comprarli tutti e tre, quei libri, le storie che i traduttori riportano mi sembrano tutte interessanti e belle. Ma mi sono ripromessa di non fare acquisti. E so già, però, che cederò a tutti quei richiami, tutti i bisbigli che, quasi pronunciassero il mio nome, usciranno dalle pagine esposte in Fiera. Ah, una parola per i traduttori: mi incantano sempre. Sono (quasi) sempre bravissimi. Meriterebbero di essere conosciuti allo stesso modo degli autori che vengono da loro tradotti.
Segue, come ospite, Mario Calabresi, figlio del commissario Calabresi, naturalmente. Ed è della nostra Storia, che ora si parla. Del fatto che mentre gli scaffali delle librerie sono pieni di libri scritti da ex brigatisti, di loro, delle vittime e dei famigliari, si parla poco. Non scrivono, loro. Ecco anche il motivo per cui Mario Calabresi ha scritto il suo “Spingendo la notte più in là”. Per narrare non solo del padre, della sua famiglia, ma anche di altri figli colpiti da questi lutti. Alcuni di loro erano veramente molto piccoli, quando rimasero orfani. E sono ancora segnati da queste tragedie in modo quasi irreversibile. Molti sono ancora pieni di rabbia. E alcuni si sono rifiutati per anni di conoscere come gli avvenimenti si sono svolti, rifugiandosi in una chiusura totale. Non so se questo libro potrà aiutarli, ma me lo auguro.
Ecco poi un…insipida Susanna Tamaro che accompagna Monique Truong, una giovane scrittrice vietnamita, autrice de “Il libro del sale”. Ancora la parola nostalgia: quella che permea la vita del giovane cuoco vietnamita che lascia la sua patria per andare a Parigi, al servizio di due eccentriche americane, Gertrude Stein e la sua compagna Alice B.Toklas. Ecco, anche questo libro mi sussurra: comprami, comprami…
E’ il momento, rituale per Fahrenheit a quest’ora, della poesia. Lance Henson (meno male che lo ritrovo qui..) legge sue poesie. Una, molto toccante, anche in lingua cheyenne. Una cosa, dice, Lance: “Noi, nativi americani, viviamo circondati dall’America, non viviamo in America.”

Massimo Finazzer Flory, che alle 20 presenterà in Sala Gialla uno spettacolo dal titolo “L’altro viaggio di Rainer M. Rilke “,dice una frase che mi colpisce: “Il libro è l’estensione della memoria e dell’immaginazione”. Come a dire: come si può vivere senza libri?

Siamo alla conclusione. Che bella sorpresa! Gianmaria Testa, Gabriele Mirabassi, e Erri De Luca!
Meglio non si poteva finire… Un piccolo assaggio del loro spettacolo “Chisciotte e gli invincibili” sarà presentato alle 19 in Sala Gialla. Ci andrò, certo. Gli invincibili, che sono tutta un’altra cosa dei vincitori.

La sala Gialla è gremita. Parole e musiche che dicono di migranti, di guerre, di battaglie per vivere e sopravvivere. Perché “i sangui degli Abeli non possono essere ammutoliti" dice Erri.

Ritorno in albergo, stanca morta. Contenta, però. Devo ancora cenare. Una paella nella splendida cornice dei murazzi concluderà questa mia prima giornata torinese. E oggi incontrerò fra pochissimo due amicizie virtuali, Sabrina e Elisa. Con la speranza che possa nascere ancora una volta un’amicizia vera.
Scusate errori, imprecisazioni, noie. Non ho tempo di rileggere…

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7 risposte a Torino: il primo giorno

  1. anonimo ha detto:

    E se vi dicessi che domani sarò a Torino? Non arrivo per la Fiera del Libro, ma per altre cose. Può essere che faccia un salto a dare un’occhiata, per pura curiosità.

    Fra Castoro da Girgenti

  2. cochina63 ha detto:

    caro fra’ castoro se vedi queste brave donnine baciale per me!
    Milviuccia che invidia! una pizza con voi mi sarebbe proprio piaciuta! e per giunta, forse, vedrete la mia nuova creaturina prima di me! Rabbia, grrrrrrrrr!

  3. ReAnto ha detto:

    Grazie Milvia.
    Definirei la puntata odierna di Fahre ,………strepitosa? O è poco?

  4. Soriana ha detto:

    @Fra Castoro: se fossi presuntuosa direi: ma lei ha perso la meravigliosa occasione di conoscermi…Ma siccome non lo sono dico che per me sarebbe stato un onore conoscerla, e avrei poi anche soddisfatto la curiosità di vedere svelata finalmente la sua identità… Ma è poi passato dal Lingotto?
    @Cinzia: ci saranno altre occasioni, per quella pizza, ne sono certa…
    @Antonio: non proprio fantastica, però…

  5. anonimo ha detto:

    @Milvia: purtroppo non ne ho avuto il tempo, ma ero, e lo sono anche ora, curioso di vedere una grande fiera del libro. Non so se avrei fatto acquisti, perchè già a mie mani ne ho diversi da leggere ( ho una biblioteca con circa 9.000 volumi ).

    Fra Castoro da Girgenti

  6. Annalisa55 ha detto:

    Milvia, io non ce la faccio a venire a Torino. Ieri e l’altro ieri ho preferito un corso con uno scrittore qui vicino, e oggi sono abbastanza stravolta da riununciare a tre ore di macchina avanti e ‘ndré… però mi spiace… però ho riso tanto per l'”insipida” Tamaro (ti piace assai, eh?)

  7. Soriana ha detto:

    @Fra Castoro: 9000 volumi?? Ma sarà zeppa di libri anche la cappelletta del convento!!!! E…butto le stupidate: “malihalettitutti”??? E “comefaconlapolvere”? E sonoinordinealfabetico? E Melissa P è sotto la P o sotta la M.?

    @Annalisa: mi è dispiaciuto molto non incontrarti. Ci sarà un’altra occasione, spero presto. Sìììììì!!!! L’adoro la Tamaro!!!!!

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