…ma dobbiamo andare.

ROAD_COV

“…dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.”
“Per andare dove, amico?”
“Non lo so, ma dobbiamo andare.”

Sono passati 50 anni dalla pubblicazione di “On the road”, il romanzo-simbolo della beat generation. Chi appartiene alla mia generazione ne è stato rapito, l’ha letto e riletto. Ci abbiamo fatto sogni sulle pagine di Kerouac. Sogni di libertà, sul non fermarsi mai, sul bruciarsi, anche, attraverso gli incontri che il camminare, l’andare, il vagabondare rendono possibili. Sogni sulla vita, sull’amicizia, sull’amore, come forse non li avevamo mai pensati.
In cinquant’anni di cose ne sono cambiate tante. E non solo in America, ma ovunque. Nel bene e nel male. Forse più nel male, non so. E allora mi/vi
chiedo: cosa può raccontare, oggi, il libro di Kerouac, alle nuove generazioni? A parte l’uso -e l’abuso- di alcol e droghe, ci si possono riconoscere i ventenni, i trentenni di questo nuovo secolo?  Possono avvertire l’energia, l’avidità di vita che permeano tutte le pagine di “On the road”?  E noi, rileggendole, cosa ci ritroviamo? Forse solo la nostalgia di un’epoca in cui tutto ci sembrava ancora possibile? Ecco, mi piacerebbe sentire i vostri commenti: non  necessariamente analisi letterarie o sociologiche,  ma solo impressioni, ricordi, sensazioni legate all’andare, al consumare scarpe su strade reali o metaforiche. Viaggiare…sì, viaggiare…Ma cosa è il viaggio?  Cosa è, o cosa  è stato, incamminarsi sulla strada, per noi?

www.youtube.com/watch?v=cIu1ujt19wQ&mode=related&search=

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9 risposte a …ma dobbiamo andare.

  1. RenzoMontagnoli ha detto:

    Il viaggio è quello che vorrei fare da un bel po’, ma che per un motivo o per l’altro viene di continuo rinviato…

  2. ReAnto ha detto:

    A proposito domani su Radio3 http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/inviaggioconkerouac/index.cfm
    Milvia , così non vale ! Stavo preparando un post su Jack!
    🙂
    “L’importante è andare ,non importa dove…… il mio motto , e lo è stato per un lungo periodo della mia vita.”
    Jack avrebbe da dire qualcosa ai giovani ,ma i giovani di oggi sono vecchi e la cosa mi amareggia e non poco.

  3. anonimo ha detto:

    Ciao,
    il vecchio Jack! Non l’ho mai più riletto, ma lo segui nei suoi viaggi, purtroppo solo leggendolo…e la smania non è ancora sopita, rinchiusa nel mio inevitabile ruolo,nella mia paura da borghese piccola piccola e comoda comoda..da cui non riuscii a fuggire, e forse è stato meglo così , ma non so… i suoi viaggi non erano solo fuori da tante cose , ma anche dentro se stesso ed in tanti modi…
    chissà se riuscirò mai a rileggerlo!?
    ciao cara milvia,
    un saluto
    maria.

  4. Isognatori ha detto:

    Nel nostro blog, intervistando questo o quel blogger, “Sulla strada” viene spesso smitizzato, tant’è che in un recente sondaggio Sal Paradiso è stato buttato (metaforicamente) giù dalla torre in favore di Arturo Bandini. Per noi il romanzo di Kerouak resta uno dei massimi inni alla libertà umana; e detto fra noi, personalmente preferiamo “Sulla strada” al pur ottimo “Chiedi alla polvere”

  5. giosannino ha detto:

    io non paragonerei Sulla strada con Chiedi alla polvere. Kerouac sogna l’intangibilità della vita. Fante è molto più pragmatico. Paragona Sulla strada a qualsiasi lavoro di Kundera e allora forse sì. Forse ci capiamo.

  6. Isognatori ha detto:

    Non abbiamo paragonato un libro all’altro: li abbiamo semplicemente messi a confronto.
    Non è esattamente la stessa cosa.

  7. Soriana ha detto:

    @Renzo: ti auguro con tutto il cuore che tu possa farlo presto, questo viaggio, e che sia bellissimo.
    @Antonio: Beh, sai, l’idea del post mi è venuta proprio sentendo l’annuncio di quella trasmissione…Fallo, il post su Jack!
    Sono certa che saprai dire cose molto interessanti.
    Non so se i giovani sono “vecchi”. Forse sono già stanchi e senza entusiasmi.

    @Maria: sai, se potessi tornare indietro, vorrei pure io liberarmi dai ruoli e andare…andare…Mah, forse non è mai troppo tardi.

    @Isognatori: ho letto Kerouak e Fante in periodi diversi. Fante molto recentemente. Pur piacendomi molto anche lui, penso anch’io che Jack abbia scritto un meraviglioso, unico, inno di libertà.Lo rileggerò, penso.
    @giosannino: grazie della visita, prima di tutto. E poi una confessione, di cui un po’ mi vergogno: non ho mai letto Kundera…Quindi non so che dire…

  8. giosannino ha detto:

    isognatori,
    oh bè allora pardon, ma letta così sembrava un assimilarli…

    Soriana,
    quanto a kundera il più superclassico è L’insostenibile leggerezza dell’essere. Il giorno che ti verrà la voglia parti da quello, fidati 😉

  9. Soriana ha detto:

    “L’insostenibile…” è stato per anni sul mio comodino. Non so perchè ma rimaneva sempre sotto ad altri libri. Forse perchè allora se ne parlava tanto…e io a volte sono stupidamente allergica ai clamori. Insomma, non l’ho mai letto. Lo recupererò, ora. Grazie per avermelo ricordato, Gio!

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