Monsieur le President

Pace_bandiera Dove sono finite tutte queste bandiere? Nelle cantine? In scatole di cartone acquistate all’Ikea dove si ripongono i ricordi? Nei cassonetti dell’immondizia? Nel ripiano più alto dell’armadio fra vecchie tute da ginnastica che non usiamo più?
Dove sono finiti i colori arcobaleno che per mesi hanno sventolato gridando “Pace!” dai balconi delle nostre città?  Forse che sono finite tutte le guerre, e io non me ne sono accorta? Forse che non ci sono più vittime di guerra e i giornali non hanno pubblicato la notizia?  Forse che nei vocabolari di tutte le lingue è stata cancellata la parola guerra, perché obsoleta?
O forse perché è stata una moda, dettata da una spinta emozionale, quella di appendere alle finestre, ai balconi delle nostre case, le bandiere della pace?
Qui, nel mio quartiere ce n’erano tante. Ero orgogliosa, di questo. Mi dava un senso di appartenenza. Ora c’è rimasto ben poco. C’è la mia, sbiadita, stanca, forse, ma ancora presente, un’altra in un centro sociale…e ancora qualche altra, forse, un po’ nascosta, un po’ timida. Un po’ stanca, anche lei.

Il mio post di questa sera è in parte dedicato a loro, alle bandiere della Pace. E soprattutto alle bandiere della pace che hanno così fieramente dato colore alle facciate delle case della città di Roma. Se le avete tolte, amici romani, rimettetele alle finestre delle vostre abitazioni. Che sabato mattina Roma si risvegli gridando “Pace!”. Che sia questo il benvenuto della città e della nazione all’illustrissimo signor George Walker Bush, 43’ presidente dei  sempre più democratici e liberali Stati Uniti d’America.
E che in suo onore si cantino canzoni contro la guerra, si canti D’Andrè, e Lennon, si canti Boris Vian:
 "E dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che possono spararmi
io armi non ne ho.
"

 
Come molti, ma non abbastanza nel mondo, sono stanca di guerra, di miserie, di sopraffazioni.  Sono stanca di teatrini dove si rappresentano ipocrite commedie, mentre il mondo vive tragedie sempre più drammatiche.
Loro, i Grandi, si incontreranno sabato. George il Grande incontrerà  il nostro Presidente della Repubblica, il nostro Presidente del Consiglio. E finalmente segreti verranno svelati: Abu Omar, Calipari…chissà, magari anche Ustica.
George il Grande incontrerà  poi un altro Grande, anzi, il più Grande di tutti, il rappresentante di Dio in terra: e con questo Divino, George  il Grande parlerà di grandi temi, in cui ambedue, è logico, credono in maniera assoluta: la lotta per il rispetto della vita e dei diritti  umani, che, come è noto, sono i principi in base ai quali… si applica la pena di morte. E la lotta contro la povertà e le malattie: gli ultimi dati attestano  che, condannando l’uso del preservativo, la battaglia contro l’aids abbia raggiunto, in Africa, ad esempio,  risultati a dir poco stupefacenti. E la povertà, poi…Suvvia, sia il Vaticano che il Governo statunitense si svenano per far sì che i poveri scompaiano, è risaputo… Quindi, mi chiedo, che avranno poi da parlare, se tutto è risolto?
Per fortuna discorsi molto più costruttivi si faranno senza dubbio quando Gorge incontrerà lo scodinzolante bassotto, alla sera, a Villa Taverna. (Taverna deve essere un ossimoro, credo). Sarà allora che anche gli ultimi problemucci che ci affliggono verranno risolti.
E tutti saremo più felici.

Boh, dopo tutto questo che ho detto mi chiuderanno il blog? Ma che ho detto, in fin dei conti? Solo che dobbiamo (anzi, che i cittadini romani, devono) dare il benvenuto all’illustre ospite che venerdì sera giungerà in Italia.

Vi regalo due video, questa sera. Sono in tema.
Buonanotte a tutti. Ho fatto terribilmente tardi anche questa sera.

http://dailymotion.alice.it/video/xtqz3_boris-vian-

http://www.youtube.com/watch?v=M5cL9N-I_90

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32 risposte a Monsieur le President

  1. RenzoMontagnoli ha detto:

    Vengono chiamati i grandi della terra, ma non trovo in loro nulla di grandioso, anzi riscontro ogni giorno una marea di difetti che non trova giustificazioni, se consideriamo la posizione che hanno.
    Sono falsi, superbi, vanitosi, incoerenti, sembrano bambini capricciosi cresciuti troppo in fretta.
    Sapere che il mondo è nelle loro mani mi fa temere per il futuro dell’umanità.
    Dulcis in fundo, hanno anche la presunzione di sapere e invece hanno una formazione culturale di basso livello, tutta basata sull’apparenza e non sulla sostanza.
    Tanto per citare un fatto, a caso, ce n’è uno che ha appena scritto un libro su Gesù infarcito di errori, sì errori e non refusi, alcuni veniali, ma altri sostanziali. Eppure di questo volume ne sono vandure quasi 2 milioni di copie, come a dire che è l’abito che fa il monaco.

  2. rael_is_real ha detto:

    la mia bandiera venne ritirata dopo parecchi mesi, per preservarla dalle intemperie. qui si è in montagna: neve in quantità industriali, quando c’è vento si vola via. non volevo fosse distrutta: mi pareva uno spregio. avrei potuto ricomprarla, se si fosse rovinata: preferivo tenere “quella”, una sorta di simbolismo.
    i miei gatti dormono nel cestone della biancheria da lavare: la uso come copertura dei vestiti e theo e Luce ci ronfano sopra. Perché essendo animali sono puliti da guerre e da paci, non hanno bisogno di queste definizioni, loro sono pace sempre e comunque, anche senza esporre bandiere o lumini alla finestra sull’onda emozionale del momento.
    la pace devo averla dentro io, devo sentirla, devo farla. mettere fuori la bandiera non mi dice più nulla, è esibizionismo, per troppe persone.
    la pace l’ho dentro io e la pratico, per quanto umanamente m’è possibile -pace è sorridere quando mi viene fatto un torto, anche? diciamo allora che son QUASI sempre pacifica- e farci dormire su i miei gatti mi da un senso di pace.

  3. maiucchi ha detto:

    Questo è il Paese dove le bandiere “de la Roma e de la Lazzio” stanno appese per anni… come quella dell’Italia, cui per far coprire gli scandali hanno fatto vincere il mondiale. La bandiera della pace? Purtroppo era diventata di moda pure quella, e come la moda è passata: se più gente l’avesse esposta perchè ci credeva, forse ne vedremmo ancora…

  4. anonimo ha detto:

    La mia bandiera della pace è ancora sul balcone, stracciata dal vento, sbiadita dalla pioggia. Vorrei comprarne una nuova ma non so dove. Vorrei essere a Roma, all’ arrivo di Bush per cantare una canzone di De Andrè. forse non resisterei alla tentazione di gridargli:
    Vergognati e vattene.
    Franca Maria Bagnoli

  5. RenzoMontagnoli ha detto:

    Franca Maria,
    sei più arzilla e battagliera di una ventenne.
    Però, non dobbiamo dire solo a Bush di andarsene, ma a tutti i politici di questo mondo, a tutti quei centri di potere economico che si divertono a giocare con le nostre vite.

  6. anonimo ha detto:

    Caro Renzo, cara Milvia e cari tutti, a me è da un bel po’ di tempo che viene la nausea solo a vederli, questi buffoni che ci succhiano il sangue, che viaggiano gratis in macchine ed aerei che paghiamo noi, che si sono assicurati la pacchia adesso e quando saranno in pensione, alla faccia di chi di pensione ci muore…sono pronti a salire sul carro dei vincitori, nani da baraccone e dubbi propositori di riforme…Le multinazionali di cui molti di loro sono i massimi azionisti, stanno riducendo la terra in un immenso sporco feudo, dove i signori sbafano sulla pelle dei sudditi, ignoranti di essere tali…mentre l’immondezzaio cresce e la terra è diventata un’ immensa discarica. E’ questo il vero problema, la massa è tenuta volutamente nella beota ignoranza, sia da chi manipola l’insegnamento scolastico, sia da biechi sistemi religiosi che promuovono volontariato anzichè giustizia…e nascondendo con notizie banali o di cronaca nera, il continuo perpetrarsi dell’offesa ai diritti più elementari… La corsa, indotta, al consumismo fa il resto…cui prodest?
    Altro che bandiere della pace! Qui ci vorrebbe un miracolo! Se ci fosse chi li compie…ma non si può neanche chiederli a quello che è stato creato ad immagine e somiglianza degli uomini, agguerrito anche lui, patrigno quando occorre, padre padrone quando mostra le sue preferenze…Del figlio se n’è fatto scempio, nei secoli.
    Io non ho più speranze…ma amo tutti gli esseri che anelano la pace e la giustizia.
    Cristina Bove

  7. flound ha detto:

    esatto: era una moda.
    e infatti io al mio balcone appesi ed appendo ed appenderò solo begonie.
    aloha.

  8. anonimo ha detto:

    scusami, ma lo dico con amore.
    l’unica vera pace possibile è quella eterna. l’altra, finché sarà usata (come è stato fatto) per motivi di infima macelleria partitica, resterà un’utopia. ma beati quelli che sono ancora in grado di sognare un’utopia. senza di loro rimarebbe solo un becero consumismmo, del corpo e dell’anima.
    marco

  9. anonimo ha detto:

    Anch’io ho riposto la bandiera ben ripiegata in un cassetto, era l’ultima rimasta a sventolare nel mio palazzo, era ignorata da tutti e solo gli uccellini si accorgevano dei suoi colori.
    Ho riflettuto sul perchè sono sparite dai balconi; quando lo spettro della querra ha sfiorato il nostro egoismo ci siamo tutti allarmati, quindi slogan, bandiere e varie proteste, ma ora che la guerra non ci porta via la nostra apparente tranquillità mettiamo il cervello avvolto nella bandiera e chiudiamo il cassetto.
    L’abitudine alle sofferenze altrui è ormai consetudine, importante è che non ci tocchi l’Io egoista e cieco
    Vorrei tanto svegliarmi un mattino dicendo: era un brutto sogno.!!
    Livia Corradi.

  10. anonimo ha detto:

    Ben detto, signora Livia.
    E’ il nostro naturale egoismo che ci porta ad agire, le paure ci riuniscono, lo scampato pericolo ci divide.

    Fra Castoro da Girgenti

  11. lauraetlory ha detto:

    Ciao Milvia, ti sento sempre nominare da Remo, adesso seguo l’indicazione di Renzo per venirti a leggere. Le bandiere della pace sono sparite, ma lo spirito è rimasto. Leggevo oggi della levata di scudi di Trastevere contro la prevista calata del vecchio cowboy alcolizzato che vuole visitare la comunità di Sant’Egidio. E chi glielo impedisce? Solo non può pretendere che per colpa sua un intero rione venga reso off limits anche a quelli che ci vivono giorno per giorno. Ecco, in quei romani incazzati c’è lo spirito più vero di Pasquino. Il no al potente di turno che viene a passare in rassegna truppe non sue, truppe prostituite ai suoi interessi. Il no di Trastevere vale più di mille bandiere colorate. Se poi tornano anche quelle, sarà una bella festa e una bella risposta.
    Laura

  12. anonimo ha detto:

    E una volta che l’alcolizzato Bush finisce il mandato, troviamo alle sue spalle infiniti Bush, esseri che hanno come solo scopo quello di segnare la nostra vita, e mai nel bene, ma solo nel male.
    Non so se c’è il paradiso, ma sono sicuro che l’inferno esiste, perchè lo viviamo giorno per giorno.

    Fra Castoro da Girgenti

  13. anonimo ha detto:

    Non c’è differenza fra la pace di Bush, coi bambini massacrati in sudamerica, e la sua guerra, coi bambini massacrati in medio oriente. Far sì che se ne vada a casa è solo il primo passo. Ma non può farlo di corsa. La guerra gli serve.
    Laila Cresta

  14. RenzoMontagnoli ha detto:

    Mi sembra, Laila, che tu sia andata fuori dal seminato. Sì, la guerra serve agli Stati Uniti, come anche ad altri paesi: un mondo in eterna ebollizione è più facile da dominare.
    Sta a noi non cadere nel gioco perverso di chi ci manovra, da destra, da sinistra, dal centro, per fare con le nostre vite il suo interesse.

  15. anonimo ha detto:

    Agli 8 grandi bugiardi della terra non interessa un bel fico secco nè della poverta, nè del pianeta.Che la facciano finita con questo circo!
    Ci prendono in giro.

  16. RenzoMontagnoli ha detto:

    Bravo, anonimo. La tua sintesi è lapidaria e, purtroppo, vera.

  17. anonimo ha detto:

    si Milvia le bandiere..ma a che cosa sono servite? anche a me piaceva vedere i colori che pendevano dalle finestre romane…….siamo andati in piazza in tutto il mondo in milioni…e i morti iracheni non si contano, quelli europei ed americani si, l’unico tragico numero di cui siamo a conoscenza…..lo so posso sembrare disfattista….e forse sbaglio..la bandiera ce l’ho naturalmente….ma…boh non so….
    ciao
    maria.

  18. Soriana ha detto:

    Innanzi tutto un caloroso benvenuto a
    chi è entrato qui per la prima volta, e un bentornato altrettanto caloroso a chi da un po’ non veniva a trovarmi. E un grazie di cuore a tutti per i vostri commenti.
    Più o meno è un unico pensiero che li attraversa. Lo sdegno, l’amarezza che provo pure io, il dubbio, anche, che sventolare una bandiera non serva a nulla, e questo è pure parzialmente vero: ma è forse uno dei modi per dire “no”, io non ci sto in questo gioco al massacro.
    Non è mai stata una moda, per me, appendere la bandiera al balcone. Rifuggo da tutte le mode, sia per quanto riguarda l’abbigliamento, sia per l’ultimo best seller in bella mostra nelle librerie. Continuerò a lasciare quella bandiera a sventolare sul terrazzo, anche quando i colori saranno indistinti, anche quando sarà tutta sfilacciata. L’avevo con me a Roma, nell’ormai così lontano (e non solo temporalmente) 15 febbraio 2003, e con me continuerà a restare.
    Mi sono ritrovata comunque in tutti i vostri commenti: nell’amarezza che esprimono, nei giudizi giustamente impietosi espressi sui cosi detti potenti, anche in quel filo di speranza che alcuni
    commenti contengono.
    Un plauso ai trasteverini, e alla loro ribellione.
    E una carezzina a Theo e Luce, i mici di Rael: che continuino a ronfare su quei colori, forse anche così la bandiera può
    essere un simbolo.
    “io non ho più speranze” scrive Cristina, “ma amo tutti gli esseri che anelano la pace e la giustizia.” Beh, anche l’amore
    è comunque un segno di speranza. Continuiamo ad amare, e a indignarci, e a gridare “no”. Scrivendo, parlando anche con chi non la pensa come noi, continuando a guardare il mondo con occhi attenti, non abbassando mai la guardia. E conserviamo anche un filo di speranza, però.
    Grazie davvero a tutti.

  19. anonimo ha detto:

    La guerra che verrà
    (di Bertold Brecht)

    La guerra che verrà
    non è la prima. Prima
    ci sono state altre guerre.
    Alla fine dell’ultima
    c’erano vincitori e vinti.
    Fra i vinti la povera gente
    faceva la fame. Fra i vincitori
    faceva la fame la povera gente
    egualmente.

    РVi lascio questa poesia di Brecht che ci ricorda, semmai ce lo scordassimo Рperch̬ essere contro la guerra e le bandiere della pace a loro modo sono piccole poesie. Daniela

  20. anonimo ha detto:

    Credo che abbiamo dimenticato l’eloquenza del silenzio e dell’assenza.
    Proporrei a tutti gli abitanti di Roma e dintorni di abbandonare la città, come per una fuga da un imminente terrore, in silenzio, disertare strade, piazze e vicoli; tutti i locali, di ogni ordine e genere, tenere ermeticamente chiusi. Gli stessi turisti, provenienti da ogni parte del mondo, informati in proposito, (e lo sanno) deviare il loro itinerario per altri siti. Vanificare in modo assoluto, senza alcun fantasma presente, l’immensa opera di salvaguardia delle loro vite messa in atto e tanto costosa, che noi paghiamo. Per una volta no Global, no cortei, no inni che dànno la corda a insani commenti. Il silenzio e il vuoto dell’umanità intorno a tanta manifestazione di forza. L’isolamento della violenza è la sua condanna.
    Nello spazio silenzioso possono anche tranquillamente sventolare le bandiere della pace.
    L.Panzardi

  21. ReAnto ha detto:

    Poveri romani quanti disagi in questi giorni per la visita di Pinocchio con la Fata…ma poi la balena se lo mangia?

  22. lucidimarzo ha detto:

    C’ero anch’io Milvia, in quella manifestazione del febbraio 2003 (possibile che sia passato già tanto tempo?!!) che ricordi nel tuo post. E’ stata bellissima, colorata, festosa e, malgrado tutto, piena di speranza…
    ci sembrava che i “grandi” di allora non avrebbero potuto fare a meno di sentirci, di cominciare a cambiare, eravamo così tanti…e così convinti…e invece la pace sembra un miraggio sempre più lontano e Bush domani sarà accolto con tutti gli onori perché la politica
    cieca e utilitarista dei nostri tempi non segue i nostri ragionamenti pieni solo di buon senso.
    Ma vi prego, non perdiamo la speranza, non tanto per noi adulti che ormai il nostro percorso di vita lo abbiamo già fatto, ma per i nostri ragazzi a cui stiamo regalando un mondo estremamente complicato e, soprattutto, disperato e un futuro carico di minacce e non più di promesse…non mi chiedete in che cosa dobbiamo sperare perché non lo so, so solo che dobbiamo tenacemente continuare a farlo e avere fiducia nella capacità dell’uomo di cambiare.
    luci

  23. anonimo ha detto:

    @L.Panzardi sono pienamente d’accordo con te, trovo che la tua forma di protesta potrebbe essere ottima,ma come fare a proporla in così poco tempo, il vuoto intorno a lui, e a quello che rappresenta, il vuoto è la cosa migliore.
    Mi piacerebbe una roma vuota di romani e di turisti, al passaggio di tanta arroganza.
    maria.

  24. RenzoMontagnoli ha detto:

    Sì, Luigi Panzardi ha trovato una soluzione dall’efficacia incredibile.
    Un vuoto, un silenzio che parla di più di migliaia di slogan, un rifiuto dell’umanità alla barbarie dei potenti.

  25. cochina63 ha detto:

    io non la misi la bandiera… e adesso non l’ho tolta. Non ti chiuderanno il blog, cara… queste belle cose non succedono più; siamo avvezzi a tutto ormai.baci

  26. Soriana ha detto:

    Questa sera vorrei che questo non fosse un povero blog semi sconosciuto. Vorrei che fosse conosciutissimo, visitato da tutti, famoso come i blog tenuti da persone veramente importanti.
    Perchè ci sono in particolare due commenti che dovrebbero essere letti dal maggior numero di persone possibili. Quello di Luigi Panzardi sul silenzio da usarsi come arma contro l’arroganza che questa visita sottende.
    Silenzio e spazi completamente vuoti di gente: contro l’arroganza, contro le bugie, contro le guerre giuste che mai giuste sono. Vorrei che tutti i romani lo leggessero, quel commento, e ne accogliessero il suggerimento. Ma so che può essere solo un bel sogno, purtroppo.
    Ma anche quello che dice lucidimarzo vorrei che fosse letto da tutti. A me ha commosso, e mi ha fatto anche sentire in colpa. Perchè troppo spesso mi sento senza speranza. Invece Luci ha ragione: dobbiamo sperare per i nostri ragazzi, per la generazione che sta crescendo. Se la speranza muore del tutto resta solo unanotte senza fine.
    Grazie, quindi, a Luigi Panzardi e a Luci.
    E grazie a Daniela (bentornata!!) che ancora una volta ci regala una bellissima e significativa poesia; e ad Antonio per la sua ironia ( anche l’ironia è un’arma intelligente, e non come le bombe, che sono solo stupide); grazie a Maria, Renzo e Cinzia: ospiti abituali e graditissimi, che lasciano sempre doni preziosi.
    Una Roma deserta…come mi piacerebbe, davvero…

  27. anonimo ha detto:

    E’ utopia solo ciò in cui non si crede.
    Sarebbe difficile per domani, ma per il prossimo convegno dei potenti, ovunque avvenga, è sicuramente possibile organizzare il vuoto intorno al corteo. Basta usare la stessa determinazione con cui si organizzano le contromanifestazioni, e tutti i mezzi che già abbiamo, tanti e costano poco: Internet, la stampa favorevole (scarsa), il passa parola e le bandiere della pace con l’aggiunta della parola silenzio esposta su tutti i balconi. Gli altri mezzi di diffusione ce li farà scoprire l’amore per la pace.
    Pensate a quanto sarebbe stato bello vedere in televisione sfilare il due giugno ai Fori imperiali i militari fra due ali di assoluto silenzioso vuoto: questo sarebbe stato il miglior omaggio alla patria.
    E le frecce tricolori godere solitarie delle proprie evoluzioni?
    L.Panzardi

  28. Soriana ha detto:

    Sarebbe bellissimo, Luigi. E forse possibile, sì. Forse l’unica via possibile. Il silenzio fecondo di pace. I mezzi ci sono, è vero. La guerra del silenzio. Mi piace.

  29. RenzoMontagnoli ha detto:

    Ma il silenzio, stranamente, non fa notizia. E poi con il silenzio il vantaggio che una massa compatta esprima così il suo dissenso si scontra con gli interessi di non pochi organizzatori pacifisti che, in perfetta buona fede – intendiamoci -, continuano a credere che l’unione urlante slogan sia il sistema migliore e che consenta loro di apparire leader indiscussi.

  30. anonimo ha detto:

    Le osservazioni di Renzo sono giuste.Il progetto “Silenzio” è realizzabile solo se c’è anche l’adesione di tutte le associazioni che hanno già un’organizzazione storica: devono fare un cambio di strategia. Il concetto è sempre lo stesso: la pace; ora però è necessario cambiare il linguaggio che esprime il concetto, per renderlo più facilmente eseguibile. A mio avviso è più facile realizzare la strategia del silenzio e dell’assenza, che convergere fisicamente tutti in una zona, sempre irraggiungibile da tanti, per manifestare il dissenso.
    Per quanto riguarda l’efficacia del metodo, non ho dubbi: l’isolamento pratico, ideologico e psicologico della violenza, svuoterebbe questa di ogni riferimento e significato; il risultato sarebbe uguale a quello del pallone quando si sgonfia per la fuoriuscita dell’aria (che poi che altro è la violenza se non un pericoloso pallone gonfiato: l’intelligenza dell’uomo ora deve trovare il sistema di sgonfiarlo senza danni).
    L.Panzardi

  31. RenzoMontagnoli ha detto:

    Ti appoggio in toto, Luigi.

  32. Soriana ha detto:

    E’ andata, è già tutto passato remoto…I pinocchi-burattinai hanno ancora una volta assordato il mondo. Organizziamo la guerra del silenzio, davvero, per la prossima volta.

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