Ma è poesia?

copertina_nonaldenaroMa può il testo di una canzone essere considerato Poesia? Domanda che non è certo nuova, questa.  E forse, prima di dare una risposta, bisognerebbe chiedersi cosa si intende per poesia.
Beh, risposte ne sono state date tante: dai grandi critici letterari, e anche  da filosofi (che hanno sempre una risposta o non-risposta per tutti i quesiti) e, naturalmente, dagli stessi poeti.
Difficile, per me, riportarle e sintetizzarle; confesso: a volte mi risultano ostiche, incomprensibili. Mi limiterò quindi a riportare due schematiche definizioni estrapolate da un vocabolario (il Devoto-Oli) e dall’ormai usata e abusata Wilkipedia.
Alla voce poesia ecco cosa recita (termine quanto mai adeguato) il Devoto-Oli:  Poesia è l’espressione di un contenuto spirituale in corrispondenza di peculiari schemi ritmici e stilistici, tradizionalmente contrapposta a prosa (che quest’ultima frase mi sembra un po’…lapalissiana…)
Andando nel sito di Wilkipedia troviamo questa definizione: La poesia è l’arte di usare, per trasmettere il proprio messaggio, tanto il significato semantico delle parole quanto il suono ed il ritmo che queste imprimono alle frasi; la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d’animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa.

Se dovessi dire poi cosa sia per me la poesia…non ne saprei dare una definizione generica. A volte può capitare che si alzi come un muro fra me e la parola scritta, o ascoltata. Non c’è breccia, non c’è via che mi porti al poeta. Più frequentemente, invece, la lettura o l’ascolto di una poesia  mi portano a una sorta di illuminazione, di distensione dell’animo, di espansione di qualcosa che se ne stava compresso e sacrificato dentro di me. Una spiegazione forse nebulosa, ma è esattamente quello che provo, e in un altro modo non riesco a esprimermi.
Queste sensazioni le avverto anche quando leggo i testi di alcune canzoni.  Ritorno  perciò alla domanda iniziale: può il testo di una canzone essere considerata una composizione poetica? Mi verrebbe di rispondere affermativamente. Ma forse non è proprio così. Forse, mentre leggo il testo, dentro di me ascolto anche la musica su cui le parole si appoggiano. Ed è solo questa unione che riesce a creare la magia.

In…fiduciosa attesa di sapere anche le vostre risposte, ho fatto un po’ di ricerche su Internet. E ho scoperto che i grandi cantautori non si considerano affatto poeti, dicono che la poesia è ben altra cosa.
Ecco infatti cosa hanno affermato alcuni di loro:

Francesco Guccini: Alla domanda: -Poeta?- risponde : —Poeta no, perché io non ho scritto poesie. Ho scritto canzoni o libri. La poesia è una cosa diversa. Quando si dice: “tu sei un poeta, perché quella canzone lì è poetica…”, no, è sbagliato. Sono pregiudizi tardo-romantici, questi.La poesia è un’altra tecnica. è un altro modo di raccontare. A parte il fatto che oggi la poesia la si legge solo, mentre andrebbe declamata, la poesia ha abbandonato la musica lungo la strada e si è specializzata, rendendo se stessa una cosa completamente diversa. La canzone, invece, deve essere cantata e, ti dico che quando trovo i testi di alcune mie canzoni su delle antologie, non rimango molto convinto. Il testo di una canzone nasce, infatti, per essere cantato e per venire "allargato" dal canto. La dimensione della musica non può venire scissa da quella della parola.- (www.nautilus.tv/9804it/musica/gucc.htm)

Francesco De Gregori: all’intervistatore che afferma: -Esce in questi giorni un’antologia intitolata "L’Italia del Novecento nella poesia del Novecento" (Ediesse editore) che include molti testi di canzoni e tra queste Viva l’Italia.-, lui risponde:
Questione molto dibattuta e, per me, pessima cosa. Mi sembra talmente semplice: la poesia trova la sua musicalità e il suo ritmo nelle parole mentre il testo di una canzone viene scritto in funzione della musica, quindi la parola non è autonoma. La canzone senza musica è mutilata. Io non voglio figurare così accanto a Zanzotto, anche se penso che Viva l’Italia sia una bella canzone: ma con la sua musica. Come se togliessimo la punteggiatura a una poesia. Trovo che sia un omaggio non richiesto, non mi sento più elevato se paragonato a un poeta, non l’ho mai preteso.- (www.repubblica.it)

Mango (premetto che non conosco niente di Mango, solo il nome, ma non so abbinarlo a nessuna canzone), alla domanda su affinità e diversità fra poesia e canzone così risponde: La canzone non può essere poesia. Una canzone può avere un testo molto poetico ma non ha nulla  a che vedere con la poesia. Il testo di una canzone nasce innanzitutto su una metrica dettata, su qualcosa di preesistente. Perché di solito nel novanta per cento dei casi si scrive prima la musica e poi il testo. Raramente succede il contrario. O almeno, succede solamente per un certo tipo di cantautore, alla Francesco Guccini, o alla Francesco De Gregori. La poesia non ha bisogno di una musica, la poesia è musica. (www.wuz.it)

Ecco poi Gianmaria Testa:.. è evidente che il testo di una canzone sta a delle regole diverse dal testo di una poesia. Soprattutto la poesia è quella forma d’arte semplice e complicata che non ammette altra intrusione, la musica e il ritmo stanno già dentro la bella poesia. La canzone è una forma popolare, forse Gainsbourg aveva ragione dicendo che è un’arte minore, sono abbastanza d’accordo. Non so scrivere poesie però voglio potermi leggere i testi senza avere vergogna. E approfitto di questa occasione per fare un invito a tutti quanti: quando volete valutare in qualche modo una canzone, provate a leggere il testo svincolato dalla musica, e se vi fa ridere o, peggio ancora, inorridire non ascoltate più quella canzone. (www.musicacultura.it).

Dunque questi cantautori non si sentono affatto poeti. E se non lo sanno loro, cosa sono…

Ma ecco cosa dice qualcuno che cantautore non è, ma di cantautori ne ha conosciuti tanti, di diverse nazionalità. E anche di poeti, e grandi, ne ha conosciuti tanti. Proprio lei, la Fernanda, la Fernanda Pivano
Fabrizio ha fatto un lavoro straordinario; lui ha praticamente riscritto queste poesie rendendole attuali, perché quelle di Masters erano legate ai problemi del suo tempo, cioè a molti decenni fa. Lui le ha fatte diventare attuali e naturalmente ha cambiato profondamente quello che era il testo originale; ma io sono contenta dei suoi cambiamenti e mi pare che lui abbia molto migliorato le poesie. Sono molto più belle quelle di Fabrizio, ci tengo a sottolinearlo.
Sia Masters che Fabrizio sono due grandi poeti, tutti e due pacifisti, tutti e due anarchici libertari, tutti e due evocatori di quelli che sono stati i nostri sogni. Poi Fabrizio sarà sempre attuale, è un poeta di una tale levatura che scavalca i secoli.
» (intervista a Fernanda Pivano tratta dal libro "Vita di Fabrizio De André – Non per un dio ma nemmeno per gioco" di Luigi Viva edito da Feltrinelli) (www.prato.linux.it).

Allora, alla fine di questo lungo post,  si può forse concludere che loro, i creatori di testi per canzoni, non si considerano poeti, ma siamo noi, professionisti o semplice pubblico, noi che ascoltiamo le loro parole, noi che ci lasciamo avvincere dalle immagini evocative che ci trasmettono, a considerarli tali?

Cosa ne pensate, amici?

E a proposito di Fabrizio D’Andrè metto qui sotto il testo della poesia “il suonatore Jones” tratto dall’Antologia di Spoon River di Edgard Lee Masters e quello omonimo di Fabrizio, dall’album Non al denaro, non all’amore nè al cielo

Più sotto ancora l’ormai abituale video notturno.
Ed è proprio il Suonatore Jones, questa volta con la musica: una delle mie canzoni preferite in assoluto.

Il suonatore Jones  (Da Spoon River)

La terra ti suscita
vibrazioni nel cuore: sei tu.
E se la gente sa che sai suonare,
suonare ti tocca, per tutta la vita.
Che cosa vedi, una messe di trifoglio?
O un largo prato tra te e il fiume?
Nella meliga è il vento; ti freghi le mani
perché i buoi saran pronti al mercato;
o ti accade di udire un fruscio di gonnelle
come al Boschetto quando ballano le ragazze.
Per Cooney Potter una pila di polvere
o un vortice di foglie volevan dire siccità;
a me pareva fosse Sammy Testa-rossa
quando fa il passo sul motivo di Toor-a-Loor.
Come potevo coltivare le mie terre,
– non parliamo di ingrandirle –
con la ridda di corni, fagotti e ottavini
che cornacchie e pettirossi mi muovevano in testa,
e il cigolìo di un molino a vento – solo questo?
Mai una volta diedi mani all’aratro,
che qualcuno non si fermasse nella strada
e mi chiedesse per un ballo o una merenda.
Finii con le stesse terre,
finii con un violino spaccato –
e un ridere rauco e ricordi,
e nemmeno un rimpianto.

Il suonatore Jones (Non al denaro non all’amore né al cielo)

In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.

Sentivo la mia terra
vibrare di suoni
era il mio cuore,
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.

Libertà l’ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.

Libertà l’ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo
per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

Finì con i campi alle ortiche
finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco
e ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.

http://www.youtube.com/watch?v=XvcwkiCDbCk

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in la poesia salva la vita. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Ma è poesia?

  1. anonimo ha detto:

    Grazie Milvia per il bellissimo post.
    E ancora grazie perché stamattina mi sono svegliata del tutto ascoltando alcune delle più belle canzoni di De André.
    Buona giornata
    Mirella

  2. lucidimarzo ha detto:

    Poi ti darò una risposta più meditata, Milvia, ma così, di getto, io non ho nessun dubbio che De Andrè sia un poeta e spesso i suoi testi mi sono sembrati pura poesia in musica. E comunque quella voce così calda e profonda è una delle più belle voci maschili della musica italiana.
    Ciao e buona domenica
    luci

  3. RenzoMontagnoli ha detto:

    Ciò che hanno detto questi cantautori è vero, nel senso che nasce prima la musica e poi vengono scritte le parole.
    Nella canzone la musicalità è indotta dalla base musicale, mentre nella poesia viene costruita con l’uso delle parole, con l’introduzione in punti chiave di assonanze e di dissonanze, con rallentamenti provocati da a capo improvvisi e magari con la prima parola del nuovo verso che comincia a metà della riga, o con accelerazioni attuate con un susseguirsi di termini accrescitivi.
    Poi, e mi riferisco a De Andrè, mi risulta che lui non poche volte abbia operato al contrario degli altri, nel senso che ha dato vita prima alle parole e poi alla musica.
    Comunque è un argomento interessante, meritevole del più ampio dibattito, perchè il concetto di armonia non è solo musicale, ma anche letterario ed è proprio della poesia, ma solo quando si tratta di vera poesia e non di espressioni messe su carta e rivenienti semplicemente da una poeticità dell’animo.
    Avere un animo poetico non vuole dire saper scrivere poesie.
    Si può nascere poeti, ma si diventa scrittori di poesie solo applicandosi, studiando, sperimentando, in una continua ricerca, in un lavoro minuzioso, sconosciuto ai più che immaginano che certe belle liriche si siano formate sulla carta come per magia.

  4. RenzoMontagnoli ha detto:

    Milvia, la poesia salva la vita, ma scrivere di questi argomenti alle 3,40 della notte non aiuta a conservarla…

  5. ReAnto ha detto:

    Una cosa è certa , certe canzoni ci fanno “tremare” come certe poesie.
    Buona domenica.

  6. riri52 ha detto:

    La poesia è emozione, come la canzone e mi pare che sia difficile sezionarne le parti. Il pregio delle canzoni, rispetto alle poesie in senso stretto è che devono arrivare al cuore in fretta, mescolando il ritmo delle parole con quello della musica. Guccini,vecchioni e De Andrè sanno farlo meravigliosamente.

  7. Soriana ha detto:

    Forse una risposta univoca non c’è. Però quello che traspare da tutti i vostri commenti, anche contrastanti fra loro, è che indubbiamente, come la poesia, amche la canzone suscita emozioni ineguagliabili. E, al di là di tanti discorsi, è questa la cosa importante.
    @Renzo: Ma io sono un animaletto notturno…

  8. anonimo ha detto:

    Hanno fatto la stessa domanda domanda anche a De Andrè, e lui ha sempre negato di sentirsi un poeta, dicendo più o meno che ci si considera poeti solo quando si è giovani o quando si è stupidi. Ma io non sono d’accordo. Per me ogni sua canzone è poesia, dal fiume Sand Creek a tutta la Buona Novella. Uno che parla dell’annunciazione come nel Sogno di Maria come può non essere un poeta?
    ciao Milvia,
    Gloria

  9. Soriana ha detto:

    Bentornata, Gloria! Anche per me, infatti Fabrizio era, è, un poeta.
    Un abbraccio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...