Un'immagine, poi, non troppo lontana…

bambine_lavoro
Un’occhiata veloce sul sito di Repubblica prima di andare a dormire e lo sguardo  mi cade su questa notizia: il 12 giugno è la giornata mondiale contro il lavoro minorile. Non lo sapevo. Non lo sapevo che fosse stata istituita la ennesima giornata mondiale contro o pro qualcosa. E ancora una volta mi chiedo: a cosa servono queste celebrazioni? Questi giorni dedicati a…? E ancora una volta mi arrabbio, perché li ritengo solo lavacri dove le istituzioni, dove i potenti pensano di lavarsi le coscienze. O.K., si diranno,  abbiamo istituito la giornata per.  Ora siamo a posto fino al prossimo anno.
La mia rabbia (posso dire “incazzatura”?) cresce poi leggendo che qui, in Italia, dove pensiamo che i bambini siano tutti pezzi e core, ce ne sono oltre 400.000, dai sette ai quattordici anni , obbligati a lavorare sottopagati e sfruttati. Non in India, o in Birmania, o in Brasile, o che so io, alle isole della Società che manco sappiamo dove sono esattamente, e poi, mica li conosciamo, quei bambini (naturalmente il mio tono è amaramente ironico).  Non in un paese lontano, insomma: ma qui, nel nostro civilissimo, progredito Paese. 

Quat-tro-cen-to-mi-la  bam-bi-ni. 

Come i nostri. Tali e quali.
 
E oggi politici, rappresentanti di istituzioni e simili vomiteranno parole di indignazione. Vomiteranno promesse. E l’unica cosa che crescerà non sarà il benessere per quelle creature sfruttate, ma solo il naso di quei bugiardi.
Sono stanca. Ma non è per il lavoro che ho svolto in ufficio. E’ che sono stanca di giornate dedicate. Che non servono a nulla. Fare, non parlare, bisognerebbe.

Vorrei segnalare un interessante discussione che si sta svolgendo nel blog di Remo Bassini. Si parla di lavoro precario e inesistente. E conseguentemente si parla di politica. E di futuro. In un certo senso si può collegare anche con questo mio post.

www.remobassini.it/blog/?p=745

La canzone-video di questa sera non è per nulla attinente al tema trattato. Però è una canzone bellissima. E credo che alla fine, nonostante tutto, un grazie alla vita dobbiamo sempre dirlo. Sì, nonostante tutto.

http://www.youtube.com/watch?v=FMLQZ5kAwWI

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4 risposte a Un'immagine, poi, non troppo lontana…

  1. angelanonsempre ha detto:

    E’ come la giornata contro la fame nel mondo…che si celebra poi in che modo?con i nostri ed altrui grandi politici ,che ricordano quanto sia una grande piaga quella della fame del mondo,mentre consumano il sontuoso banchetto dell’ennesimo galà per discutere del problema.

  2. anonimo ha detto:

    Gli sfruttati sono sempre i più deboli, quelli che non possono opporsi, che vivono quasi di niente e fra questi i più indifesi sono proprio i bambini. La globalizzazione non è altro che un gigantesco sfruttamento della nuova schiavitù, è un aborto della mente umana, una perversione senza limiti.
    Quando compriamo qualche cosa che arriva dai paesi terzi e che costa enormemente meno dell’analogo oggetto prodotto da noi, perchè non ci chiediamo quanto sangue, quanto sudore, quanta miseria rende possibile questo?
    Le ricorrenze non contano nulla, sono solo l’occasione per spendere parole caritatevoli, per indignarsi per qualche minuto e poi dimenticare tutto.
    No, non è così che si fa per restituire dignità a esseri umani come noi. Si deve, invece, sopprimere l’increscioso interesse di pochi che dominano a loro piacimento questo mondo, che vengono chiamati i grandi della terra, ma che valgono meno di una zolla di quella stessa terra.

    Fra Castoro da Girgenti

  3. anonimo ha detto:

    Ciao Cinzia,
    hai perfettamente ragione sul lavoro minorile. Il problema risiede anche nel fatto che a 400.000 bambini che non lavorano corrispondono 400.000 bambini che non studiano e che non arrivano neanche alla scuola dell’obbligo e una società senza istruzione è perdente fin dall’inizio. Per quanto riguarda il comprare prodotti a costo minimo certamente tutti capiamo che una maglietta venduta al mercato a 5 Euro è prodotta sulla pelle di poveracci sfruttati sino all’osso. Ma è un mercato che esiste e se io guadagno poco e non sono ricca tra una maglia venduta a 50 Euro e una a 5 Euro anche se non della stessa qualità (comunque molto spesso anche quelle a 5 Euro non fanno proprio schifo come qualità visto il prezzo) quale compro? E’ un circolo perverso e vizioso e dal quale difficilmente se ne può uscire a meno di diventare tutti più facoltosi.
    Elisa

  4. Soriana ha detto:

    Angela, Fra Castoro e Elisa: che altro dire? Ci unisce lo stesso sdegno, la stessa rabbia. Forse potremmo fare di più, ma, come dice Elisa, a volte è davvero difficile
    poter scegliere. Lo so che la rabbia, lo sdegno non bastano. Ma per lo meno continuiamo a parlarne, di queste cose.
    Chissà che dalle parole non cadano piccoli semi, che rendano meno sterile questo mondo che si sta perdendo. Un abbraccio.
    Milvia

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