Una strada che possiamo percorrere

  
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La foto l’ho scattata a Gerusalemme, qualche mese fa. Forse perché sono condizionata da stereotipi, quell’uomo, con la sua vecchiezza, il bianco dell’abito, il bastone al quale si appoggia, mi ha fatto pensare alla saggezza.  E così l’ho fotografato.

Già, i saggi. Ma ci sono ancora i saggi, nel mondo? E  là, in Israele la saggezza appartiene ancora a qualcuno?

Sì, a qualcuno sì, e ve ne ho già parlato, qui:  Nurit Peled è una donna Saggia, nel più nobile significato del termine. E come lei, fortunatamente, ce ne sono altri, sia Israeliani che Palestinesi. E, nonostante tutti gli sconvolgimenti e la situazione drammatica anche di questi giorni, è a persone come queste che bisogna pensare con speranza.

Ecco perché vi prego vivamente di leggere il discorso che Nurit Peled ha tenuto in occasione del quarantesimo anniversario della nefasta “guerra dei 6 giorni”. Ci tengo davvero che venga diffuso. Se lo leggete, se lo approvate, fatelo conoscere anche ad altri, per favore.

Nurit Peled indica una strada: e forse anche noi, che viviamo nel nostro piccolo mondo sicuro (ma fino a quando, sicuro?) quella strada, quella della verità e della chiarezza, possiamo intraprenderla.

Ecco dove potete trovare le parole di Nurit (dopo essere entrati nel sito fate click su “Nurit Peled”):

www.hawiyya.org/wordpress

E ancora due video: bambini, bambini in guerra, bambini irakeni. Bambini senza futuro.

Vorrei, vorrei tanto davvero che queste immagini diventassero al più presto solo un ricordo, seppur dolorosissimo. Vorrei che mai più un bambino sentisse pronunciare la parola guerra,  Vorrei che mai più un bambino incontrasse un soldato. Vorrei che mai più un bambino vedesse un fucile. Vorrei che mai più. Vorrei che tutti i bambini potesse crescere liberi e sicuri.
Perché sono solo loro la grande  vera ricchezza del mondo.

http://www.youtube.com/watch?v=JmjZOg8LYaI

http://www.youtube.com/watch?v=FOTQPgjMI1s

 

 

 

 

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6 risposte a Una strada che possiamo percorrere

  1. Annalisa55 ha detto:

    Stereotipo o no, e’ una splendida fotografia. Brava.
    (e bellissimo il viso di questo signore, e il suo mezzo sorriso, e gli zoccoloni bianchi)

    (io non riesco a capire come fate. Postate alla una, alle due di notte, io dormo già da -minimo- quattro ore, pensa che mi perdo della vita)

  2. anonimo ha detto:

    In codesta fotografia c’è tutta una vita di attesa, una sconfitta civile tollerata solo con una fede religiosa.
    Per lui non c’è mai stato il tempo: era un vinto prima e lo è anche ora.
    E’ una fotografia di grande valore.

    Fra Castoro da Girgenti

  3. ReAnto ha detto:

    Solo un saluto …ho poco tempo
    🙂

  4. Annalisa55 ha detto:

    Eppure no… Ché io ci vedo ancora attesa, e una qualche speranza.

  5. Soriana ha detto:

    @Annalisa: è splendido il soggetto…Non sono neppure io d’accordo con fra Castoro, questa volta: non ci vedo un vinto, ma un uomo con una grande serenità interiore, e forse anche un pizzico di dolce ironia. Tutto merito suo se la foto è bella.
    (Delizioso il tuo racconto su Arteinsieme…)

    @Fra Castoro: hai già letto il mio commento per Annalisa, aggiungo solo che sono contenta che tu consideri quella foto di grande valore. Sempre merito del soggetto, ripeto. Ciao!

    @Antonio: Thank God it’s friday…

  6. RenzoMontagnoli ha detto:

    Concordo con Fra Castoro.

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