Notiziole (su di me)

P1030415(2)Sono sempre un po’ impacciata quando devo parlare della mia scrittura e di qualche soddisfazione che mi capita, ogni tanto, di avere. Non so perché, o forse sì. Perché ho paura di apparire immodesta, di sbandierare cose che, alla fine, hanno importanza solo per me. Però, d’altra parte, mi piace anche condividere con altri quello che di bello mi accade.

Ecco allora le notiziole cui avevo accennato l’altra sera:
Sono risultata vincitrice in due concorsi cui ho partecipato (già la parola vincitrice mi sembra troppo altisonante…)

Premio letterario Parola di Donna, con la raccolta di racconti inediti “Amado mio e altre canzoni”.
Il premio è…la pubblicazione. Di più non so, se non che la cerimonia di premiazione si svolgerà il 28 giugno  nell’Aula Magna dell’Università di Potenza e io mannaggia mannaggia non ci posso andare perché devo lavorare!!! E mi dispiace, perché sarà presente anche Margherita Hack, che è uno dei miei idoli…

La seconda notiziola è questa:

Un mio racconto si è classificato al primo posto al concorso internazionale di narrativa “Storie di donne” indetto dall’associazione culturale Fenalc di Salerno.

La cerimonia in settembre, per fortuna…E lì mi verranno consegnati 600 (seicento) eurini, che, sommati ai 400 del premio Container 2007, e aggiunti ai 600 del premio Container 2006, fanno un totale di ben 1600 eurini: ecco fino a oggi lo strepitoso guadagno della mia attività di scrittrice.
Sono contenta di questo premio, perché il racconto classificato è fra quelli che amo di più. Anzi, ne stralcio alcuni brani (è molto lungo, non posso pubblicarlo qui) per darvene un assaggio. Il titolo è “Que reste-t-il” e narra di un uomo che, in una circostanza drammatica,  si ritrova a leggere il diario della moglie. E a capire cose.

Que reste-t-il

                                Que reste-t-il de nos amours
                                Que reste-t-il de ces beaux jours
                                Un photo, vieille photo
                                De ma jeunesse
                                Que reste-t-il des billets doux
                                Des mois d’avril, des rendez-vous…
                                     

    Ogni casa ha un proprio odore, come un codice di riconoscimento. L’odore rivela consuetudini quotidiane, preferenze di cibi, piccoli vizi.  Ricordi sedimentati lasciano una traccia indelebile sui muri e sulle percezioni, dando a chi abita fra quelle pareti un senso di appartenenza.

    L’odore di quella casa è del tutto estraneo a Nicola. Così come l’anello di gomma blu che lega la chiave con cui ha appena aperto la porta. Nicola sta fermo sulla soglia, allunga lo sguardo nel buio.
Scorge un movimento basso, chiaro, che gli viene incontro. Una forma tiepida gli si struscia contro una gamba. Cerca l’interruttore sulla parete. La stanza si illumina di una luce dorata. Socchiude le palpebre, fa qualche passo, appoggia il sacco a terra. Poi si gira, chiude la porta e si guarda intorno.
Il gatto è tutto bianco, solo un orecchio è nero; ora sta fermo e lo guarda, la testolina sollevata, come in attesa di una presentazione.
Al centro del soggiorno c’è un divano con grandi cuscini dai colori rosso arancio che trattengono le impronte lasciate da corpi. Il pianoforte, sulla sinistra della finestra, ha i tasti esposti, pronto per essere suonato.
Posa le chiavi su un tavolo basso.
Si toglie il soprabito e lo lascia cadere sul divano, proprio lì, dove i cuscini si infossano.

   ……. In piedi, in quella camera da letto veramente troppo calda per lui, Nicola comincia a leggere.

……….Ha cominciato a piovere proprio quando siamo scesi dall’auto, un po’ storditi dal vino bevuto al ristorante. Mi ha preso per mano e abbiamo corso sotto l’acqua fino al portone. Le sue labbra erano bagnate di pioggia. Sapevano di zenzero. Era buio, e non gli ho visto il volto. Le guance sono morbide, già lo sapevo, è stato come se già mille volte le avessi baciate, con piccoli baci affannati e affamati. Mi sono staccata da lui, ho fatto le scale di corsa, il sangue che andava veloce, la vergogna e la gioia fuse insieme.
Gli ho gridato a domani, a domani, ci vediamo domani. Sentivo che mi chiamava, ho aperto la porta di casa, l’ho rinchiusa alle spalle.
E’ questo che volevi, Valeria? mi sono chiesta. Sì, e di più, certo. Ma non sono sicura di essere in grado di affrontarla, questa cosa.
Ho lasciato cadere le chiavi sul divano e sono andata in camera da letto. Mi sono spogliata lentamente, davanti allo specchio. Ho preso in prestito gli occhi di Dario e mi sono guardata. Cinquantadue anni, tutti lì, circondati da una cornice di legno birmano. I seni un po’ cadenti, la pancia con minuscole increspature, le cosce con sottili righe chiare. Un pelo bianco si arriccia sul pube, impietoso fra i compagni biondi. Ho chiuso gli occhi. No, non sono in grado di affrontare la luce. Ho sentito freddo, ho preso la coperta e ho nascosto la mia carne stanca. Il telefono ha cominciato a suonare, ma non ho risposto.

Un breve assaggio, tutto qui.
E sotto, naturalmente, la canzone che mi ha ispirato, in parte,il racconto.

http://www.youtube.com/watch?v=xWAxaHuwg30

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in avviso ai naviganti. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Notiziole (su di me)

  1. anonimo ha detto:

    Ho fatto in tempo a leggere il tuo post prima di spegnere tutto, sono proprio contenta Milvia dei tuoi premi, complimenti davvero, aspetto di leggere il libro che ti verrà pubblicato come premio. Posso dire, a ragione perchè l’ho letto, che il tuo racconto di cui posti una parte, ha meritato in pieno di vincere, mi fa proprio piacere, vedi le tue giornate di tanto lavoro sono state premiate con belle notizie e le tue capacità hanno avuto le giuste gratificazioni.
    Un abbraccio forte e buona notte ora vado…domani è lunedì e che lunedì!!
    la proxima volta che ci vediamo festeggiamo anche queste vincite!
    ciaooooooo
    maria.

  2. anonimo ha detto:

    Bene, anzi benissimo. Mi raccomando di dichiarare i 1.600 Euro.
    E’ un consiglio di

    Fisco Amico

  3. riri52 ha detto:

    Complimenti! Il lavoro produce risultati. Mi pare di ricordarlo quel racconto, bello! Ciao Riri52

  4. RenzoMontagnoli ha detto:

    Cara Milvia,
    sono contento per te. E anche per me, perchè è segno che avevo visto giusto quando ho stilato la recensione del tuo “Donne, ricette, ritorni e abbandoni”, una scrittura fuori dai consieti schemi, con trame non banali, ma veritiere, situazioni, sentimenti osservati da un punto di vista che sa andare oltre la realtà.

  5. RenzoMontagnoli ha detto:

    Dimenticavo una cosa: ma quando mai il fisco è stato amico?

  6. biancabalena ha detto:

    Sono assai contenta per te. Congratulazioni!
    sabrina

  7. Soriana ha detto:

    Beh, che dire? Ringrazio tutti di cuore…Vi ho sentito partecipi a questa mia piccola gioia.
    Ma, Renzo, non è che mi sopravvaluti? Che belle cose, hai detto…

    Amico (?) Fisco (NON Visco, vero?): incassati nel 2007, se ne riparla il prossimo anno. Grazie del consiglio, però.
    Grazie ancora a tutti.
    Buonanotte!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...