Usa e getta (magari dal finestrino…)

P1000250Lei è Agata: una dolcissima cagnolina che anni fa venne a
bbandonata. Poi ha incontrato un angelo. E con lui, Agata, rimarrà per sempre.

TITOLO IX-BIS – DEI DELITTI CONTRO IL  SENTIMENTO PER GLI ANIMALI          

(Legge 20 luglio 2004, n.189)

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Questo dice la legge. Mi piace quel titolo: delitti contro il sentimento per gli animali. Mi piace molto la parola “sentimento” applicata al rapporto fra uomo e animale. E’ l’antitesi del termine abbandono. Difficilmente, infatti, un animale che ti ama ti abbandona.

Noi, invece, essere superiori dotati di anima e intelletto, questa abitudine la pratichiamo senza battere ciglia E’ così semplice!
Molto più semplice che abbandonare un amante, una moglie, un marito. Nessun pianto, nessuna recriminazione, nessuna vendetta. Niente alimenti, nessuna guerra per dividersi figli e mobilio.
Basta far salire il nostro amico in auto, fare un bel po’ di chilometri, fermarsi, aprire lo sportello, spingerlo delicatamente  sul ciglio della strada e ripartire immediatamente. Questo nel migliore dei casi. Nel peggiore, se l’amico è di piccola taglia, lo si mette in un capace sacco del supermercato, si apre il finestrino, e, sgassando,  gli si fa fare un bel volo. Sciao, Toby, a mai più rivederci…
 
E io proprio non capisco. 
Posso comprendere che non tutti possano amare un cane, un gatto. Non credo neppure che chi non ama gli animali (ma che non fa loro del male) sia incapace di amare gli uomini.  A volte, anche se raramente, può anzi essere vero il contrario. Molti nazisti non adoravano forse i loro cani?
Ma mi chiedo: perché prendersi in casa una bestiola, vivere con lei mesi o anni, e poi buttarla via come io non faccio neppure con un vecchio vestito?

Quando si instaura un qualsiasi tipo di rapporto con un altro essere vivente (e ci includo anche le piante…) bisogna essere capaci di assumersi delle responsabilità. Che può voler dire anche fare qualche sacrificio, non essere del tutto libero. Vuol dire alla fine prendersi cura di quell’essere anche per  sempre, certo.
E invece che capita? Che un giorno ci sentiamo soli, magari è una grigia giornata d’inverno e abbiamo litigato col moroso/a. E ci imbattiamo in un cuccioletto di cane o di gatto, e ci diciamo, guarda come è carino, dolce, tenero, ecc.ecc. Proprio quello di cui ho bisogno. Mi farà compagnia. E ce lo portiamo a casa, il cuccioletto.  Ma poi arriva l’estate, e di moroso/a ne abbiamo un altro/a, e c’è il mare che ci aspetta…E Fufy, e Toby  dove li mettiamo? Li abbandoniamo, no??? E’ così semplice…
E questo è solo un esempio.

Poi c’è chi prende la bestiola per le insistenze dei propri figli, chi per far compagnia ai vecchi genitori…Ma quando i figli sono appena un po’ cresciuti e hanno altri interessi, quando i genitori se ne vanno…Insomma, questa bestia fra i piedi non la voglio più, dice lui, e lei risponde: e se domenica, quando prendiamo la statale per andare a…?

E ancora c’è chi compra un cane perché in quel momento è…trandy una determinata razza (a proposito, dove sono finiti i cocker, così di moda negli anni sessanta?), poi magari l’imbecille scopre che la bestiola ha qualche difetto, che all’allevamento lo hanno fregato…e allora via, via anche Arturo (che un cane trandy non si può chiamare Fido…)

Certo. Può succedere che a un tratto il proprietario di un animale domestico sia costretto a separarsene: improvvise allergie, drastici mutamenti di abitudini, cambiamenti di alloggi che non consentono di tenere bestie. Può succedere anche che gli si disaffezioni: non è facile la convivenza con un gatto che fa la pipì per tutta la casa, per esempio… Ma esistono ormai ovunque oasi per cani e per gatti, ci sono un sacco di brave persone che raccolgono animali che non hanno più un padrone. Basta informarsi. Il minimo che si deve a questi piccoli grandi amici, credo.
Ma la verità è che, come fra gli umani, anche fra persone e animali l’amicizia a volte è unilaterale. E allora perché perdere tempo per trovare un alloggio al nostro compagno di vita? Lasciamolo nel parcheggio di un autogrill: che da lì fa fatica a ritrovare la strada di casa…
E se poi attraversando le corsie dell’autostrada causa un incidente, che ce ne importa…Noi siamo già sotto l’ombrellone, gli occhi socchiusi, e ascoltiamo lo sciabordio delle onde. L’ultimo pensiero prima di abbandonarci a un dolce meritato dormiveglia è : quasi quasi il prossimo autunno mi prendo un cane…

P.S.: qualcuno potrà obbiettare che in mondo in cui i neonati vengono buttati in un cassonetto, questo dell’abbandono degli animali è un problema irrisorio. E’ vero, non oso neppure fare un paragone.  Ma, a parte gli abbandoni di animali, abitudine comunque odiosissima e riprovevole, io sono convinta che chi sevizia un cane, chi tortura un gatto fino a farlo impazzire ( e quante ce ne sono, di queste brave persone…) sia capace anche d’altro. Di qualsiasi altra cosa, sia capace.

E ora un romantico affettuoso omaggio alla cagnolina lì sopra. Buona visione, Agata!

http://www.youtube.com/watch?v=Z07lUOE4be0

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in leggeri e pesanti pensieri. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Usa e getta (magari dal finestrino…)

  1. RenzoMontagnoli ha detto:

    E’ un fenomeno costante nell’arco dell’anno, ma che si accentua in estate, perchè molti che partono per le vacanze non vogliono portarsi il cane, nè affidarlo a qualche amico o magari metterlo in un pensionato a pagamento.
    Come per questi cari amici a quattro zampe, anche gli ospedali si vedono ospiti abbandonati, come i nonnini, assimilati nè più nè meno a degli oggetti scomodi.
    Un individuo che abbandona volontariamente il proprio cane è spregevole per due motivi:
    1) perchè non ha sentimenti;
    2) perchè è un asociale. Quelle povere bestie possono provocare incidenti e, anche quando capitano fra le mura ospitali di un canile, costano.
    La multa è troppo poco, ma occorrerebbe la galera.
    Del resto è difficile perseguire chi abbandona il proprio animale di compagnia, non di rado nemmeno iscritto alla ASL, come prevede la legge.
    Anni fa c’era stata una proposta interessante di un deputato di AN che prevedeva l’inclusione nello stato di famiglia dell’animale, cosicchè era sempre possibile verificare se questo fosse presente o meno.
    Per quanto ovvio, nessuno appoggiò questa proposta.
    La cagnetta della foto, Agata, era stata abbandonata, dopo anche essere stata picchiata.
    Durante il periodo di volontariato che ho fatto in un’associazione cinofila lei ha fatto di tutto per farsi notare e adottare da me.
    E così è stato. Ora vive felicemente con me, la porto in qualche viaggio, insomma è diventata di famiglia.
    In cambio mi esprime ogni giorno la sua riconoscenza con un affetto e una fedeltà che nemmeno l’uomo conosce.

  2. biancabalena ha detto:

    Non so che parole esprimere, verso chi “smolla” il compagno di vita a quattro zampe per puro egocentrismo. Cioè, magari ne avrei, ma scritte stanno male…
    Gente della peggiore specie. La peggiore, non ho dubbi. Chi si macchia di una cosa del genere non può essere una brava persona. E punto. Non può.
    Detto questo, per fortuna c’è chi raccoglie, a volte, l’amore disperso da altri. Ad Agata è andata molto bene, mi sembra.
    Un abbraccio
    sabrina

  3. Soriana ha detto:

    Bentornata, Sabrina, qui e a casa! Sì, gente della peggior risma…
    Un abbraccio anche a te.
    Milvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...