Guarda un filo d'erba al vento…

P1030767Avevo appoggiato il giornale sul lettino in quella grande spiaggia di Gaeta e lo sguardo aveva colto di sfuggita un nome, lì, in basso a destra. Sorrisi, ricordo: avevo imparato ad amarlo, quel nome, avevo imparato ad amarlo, quel grande uomo, già da tempo, dalla prima volta che mi ero imbattuta in un suo libro. Mi venne in mente cosa avevo pensato dopo aver concluso la lettura di  "Un indovino mi disse”.
Non avevo pensato: come mi piacerebbe conoscerlo…No, avevo pensato, invece, e per la prima volta in vita mia: ecco, vorrei essere lui…
Mi sdraiai sul lettino e iniziai subito a leggere l’articolo che lo riguardava. Un secondo, e il mio sorriso scomparve. E furono le lacrime.

Era il 28 luglio 2004. Tiziano Terzani non c’era più.
E io non sapevo neppure che fosse malato.
 
Dopo due settimane, il 9 agosto,  all’improvviso, se ne andò anche la mia mamma. Al suo funerale, civile, ma ricco di amore, la accompagnammo leggendo le poesie che lei più amava. Ma a me fu di grande consolazione leggere un brano tratto da “
Un altro giro di giostra”: come un bruco arrivato in cima a un filo d’erba si raccoglie su se stesso per passare al prossimo, così il Sé, arrivato alla fine di una vita, si raccoglie e passa dal corpo vecchio al nuovo.

E con i loro nuovi corpi riuscii, e riesco tutt’ora,  a sentirli incredibilmente vicini, quella grande donna che fu mia madre, e a cui debbo tanto, e non solo la vita, e quel grande uomo che è stato Tiziano Terzani. Che anche a lui, debbo tanto. Per le riflessioni che mi ha indotto a fare, dentro di me, per i suoi pensieri che tento di fare miei, per avermi insegnato come ben si possano coniugare vita e morte, per aver scritto un libro come “Lettere contro la guerra”.
Perché ogni volta che apro un suo libro, ritorna quel pensiero: vorrei essere lui…E questo, forse, mi aiuta a essere migliore.

Questo post lo dedico a una mia grande amica, Erin Mckenney: anche lei non c’è più, da diversi anni. Anche lei, come Tiziano, ha affrontato la malattia non come qualcosa da combattere ad ogni costo, ma come un’esperienza che può anche arricchire.  Non era credente, Erin, che forse è più facile, per chi ha fede… No, era una grande, anche lei.  E le sarò sempre grata per aver condiviso con me questa sua esperienza.  A T.T. sarebbe piaciuta. Nessuna rabbia, in loro. Perché: “Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui: ti passerà anche la rabbia

Ho scritto un po’ di tempo fa questa cosa che incollo qui sotto. Un  omaggio purtroppo modesto a qualcuno che non dimenticherò mai.

Per T.T.(Anam)

Cercando fra pensieri affastellati
nei polverosi archivi della mente
trovai soltanto sottili ragnatele,
gomitoli arruffati,
parole inconcludenti,
ricordi liquefatti,
sbriciolarsi di giorni in un bicchiere,
come pasticche
per un male oscuro.

L’intuizione per un’altra vita
la trovai allora nelle tue parole,
porte socchiuse per guardarmi dentro
con fare  nuovo, in modo luminoso.
E allontanando da me ogni caduta,
vorrei ora privarmi del mio ego
ed esser, come te, un senza nome.

(Pensando a Tiziano Terzani)

E poi il video: non musica, questa sera, ma parole, parole piene di Armonia.

http://it.youtube.com/watch?v=XH6BM4YJYnQ

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6 risposte a Guarda un filo d'erba al vento…

  1. anonimo ha detto:

    Se è un piacere dello spirito leggere i suoi libri, il dispiacere invece è non averlo conosciuto di persona.
    A questo link troverete il mio ricordo:
    http://armoniadelleparole.splinder.com/

  2. lucidimarzo ha detto:

    Mi sono accostata anch’io a Terzani dopo la sua morte e in particolare dopo una puntata dell’Infedele in cui Gad Lerner intervistava il figlio e la moglie e il tema era naturalmente l’approccio alla malattia e alla morte.
    In quel periodo quei due temi mi riguardavano da vicino perché uno dei miei fratelli era appena stato operato a un rene e le preoccupazioni erano tante…ricordo che mi colpì molto, oltre alle parole, la luce negli occhi e il sorriso di quelle due persone e fu naturale il giorno dopo comprare “L’ultimo giro di giostra”…lo riprendo in mano ogni tanto e medito…lui è un grande e a me basterebbe attingere anche a un briciolo della sua armonia…
    ciao e a presto
    luci

  3. cantodiluna ha detto:

    Di lui lessi soltanto “IN ASIA”. Mi conquistò e aprì gli occhi su realtà a me tanto lontane, dissipando qualche dubbio e rinforzandomi in alcune convinzioni fino ad allora preconcette. Il suo passaggio al nuovo filo d’erba e la serenità con cui lo ha affrontato è una capacità che gli invidio.
    Anch’io, in questo giorno, ho un ricordo da condividere. Per chi volesse, è qui:
    http://www.cantodiluna.splinder.com
    Un bacio,
    Stefi

  4. cantodiluna ha detto:

    P.S. = Ma quando torni, benedetta donna?

  5. Soriana ha detto:

    @Renzo: ho (ri)letto il tuo ricordo di Tiziano. Sempre condivisibile. Ben fece quella tua amica a suggerirti di scriverlo…
    Benvenuto in famiglia, Renzo! Sono sicura che il tuo blog ( armoniadelleparole.splinder.com,che invito ad andare a visitare) sarà ricco di cose belle.
    In bocca al lupo!

    @Luci: Ciao, cara Luci. Ricordo quella puntata de L’infedele. La prima volta che vedevo Folco. Anche a me colpì tantissimo la luce che sembrava permeare il suo sguardo. Forse, dopo, ci sono state troppe apparizioni sui media. Mi ha un po’ disturbato tutto quel clamore che si è fatto in seguito. Vedere nelle librerie pile e pile di copie de “La fine è il mio inizio” accanto a pile e pile di copie de “Il codice Da Vinci”, non so perchè, ma mi straniava. E pensavo a Tiziano, che da qualche parte, sorrideva ironico, e, forse, infastidito.
    A prestissimo.Un abbraccio.

    @Stefi: Ho letto il post nel tuo blog. Molto bello, molto toccante. Anche se non amo le commemorazioni, credo che per tutti, e soprattutto per noi blogger bolognesi, sia doveroso, oggi, scrivere di quella tremenda giornata.
    La…benedetta donna è tornata (definitivamente) a casa l’altra sera.
    Ciao! Anche a te un abbraccio, naturalmente.

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