Reading sul fiume

P1040093La foto questa volta è mal riuscita: peccato, perché loro, La Compagnia di Arte Dummatica, si meriterebbero molto di più. E quindi mi scuso, con loro e con voi.

Questa mattina mi sono svegliata presto (erano poco più delle 6) al rumore della pioggia. Già, finalmente la pioggia. Lo so che ci voleva. Eppure, egoisticamente, penso a quello che si usa dire: la prima pioggia dopo ferragosto si porta via l’estate. E per me è come se se ne andasse un pezzetto della mia vita. Comunque, ora, non piove più. E cerco il mio pezzetto di vita fra le foglie dell’edera che adornano il mio terrazzino.

Per fortuna ieri sera, invece, non è piovuto. Non avrei potuto altrimenti fare un suggestivo percorso costellato da suoni e parole e immagini sulle rive del fiume Reno.
Ieri, una giornata nera per me, come a volte capita, così, senza motivo. E quel reading sul fiume nella notte è stato una sorta di balsamo. C’era tutto quello che desideravo: il fiume, che amo tanto, il verde degli alberi che si intravedeva  alla luce baluginante delle torce elettriche, la luna (solo un quarto un po’ sbavato nel cielo senza stelle, ma sempre luna, era) e musica, e poesia, e immagini fantasmagoriche sugli schermi piazzati lungo il percorso, attraverso le quali ognuno poteva vedere, poteva immaginare cose diverse. Magari anche leggervi il proprio futuro, come si può fare con le foglioline del the…
Dei vari artisti, tutti interessanti, che hanno partecipato a questo insolito spettacolo vorrei soffermarmi su due, in particolare.
Uno straordinario gruppo musicale (ma forse è riduttivo l’ aggettivo musicale) e un poeta fuori dai canoni. Una cosa, fra l’altro, li accomuna.: di loro ho saputo attraverso Internet, questa rete che avviluppa e dona sorprese e crea incontri e amicizie e alla quale  sarò sempre grata.
Allora: il gruppo è la Compagnia di Arte Drummatica. Ho conosciuto prima virtualmente il loro sax, che si occupa anche delle percussioni e non solo, nel forum di Fahrenheit, poi
Matteo Gabutti l’ho incontrato di persona al Festival letteratura di Mantova, che proprio di Mantova è, Matteo.
Un gruppo originalissimo, che miscela con estro sonorità jazz a musiche che evocano altri mondi, altre atmosfere, utilizzando, oltre agli strumenti classici, altri inventati da loro, costruiti con oggetti di tutti i giorni: una ruota di bicicletta, bacinelle colme d’acqua, una macchina da scrivere e altro ancora. Se volete saperne di più andate a visitare il loro sito
www.compagniadartedrummatica.it
Vi troverete le date dei loro concerti, i titoli dei loro cd (fra l’altro uno dovrebbe uscire a breve) e anche delle interessanti recensioni che vale proprio la pena leggere.

Il poeta…fuori dai canoni, in altro modo non saprei definirlo, è Guido Catalano. Quando ho letto il programma di BE’ Bologna (http://www.pianurareno.org/?q=node/1446)
e ho visto il suo nome fra gli ospiti ho detto: ma guarda un po’…Perché di Guido Catalano ne parla frequentemente, e con apprezzamento,
Remo Bassini, nel suo Blog. E così ero molto curiosa di ascoltarlo.
Beh, mi è piaciuto, sì. Le sue poesie forse farebbero storcere il naso gli amanti di Erato, Euterpe e Talia, ma a mio parere hanno una loro forza, quella dell’ironia, delle similitudini assurde, di far sorridere, spesso con amarezza, però, il lettore. Senza dubbio è molto piacevole ascoltare l’autore mentre le legge. E comunque io, da brava bulemica della carta stampata, ho comprato un suo volumetto.
Anche per Guido c’è un sito. Eccolo:
http://www.guidocatalano.it

Per darvi un assaggio delle sue composizioni riporto qui, con il permesso dell’autore, la sua

La luna quella notte


La luna quella notte
era un morbido cacio
profumata come non mai

decine, centinaia
forse migliaia
di topi
guardavano in alto
guardavano e desideravano

un piccolo morso
si sarebbero accontentati
di un piccolo piccolo morso
di quel grande cacio
morbido, profumato

se tu fossi passata
di lì
quella notte
avresti veduto
migliaia di piccole teste
guardare all’insù

adorare
una luna di cacio
la notte

(Guido Catalano: “I cani hanno sempre ragione” Ediz. SEEd 3’edizione febbraio 2007)

Beh, le vedete, no, le piccole teste puntate al cielo? E forse un significato profondo c’è pure: Illusione e realtà. Quante volte siamo pure noi piccoli topi, soggiogati dalle apparenze e incapaci di cogliere l’essenza reale delle cose…

Come al solito termino questo post (ammappele, è venuto un po’ lunghetto…) con un you tube. Su chi? Ma su di loro, naturalmente: La Compagnia di Arte Drummatica!!!!
Dimenticavo: buona settimana a tutti!

http://www.youtube.com/watch?v=93oa6Bj_r-c

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5 risposte a Reading sul fiume

  1. cristinabove ha detto:

    Forte Catalano!
    E anche la compagnia di Arte Drummatica! quest’ ultima parola non so che significa ma mi piace.
    Ciao
    cri

  2. RenzoMontagnoli ha detto:

    Non dico nulla di Catalano come uomo di spettacolo, perchè non l’ho mai visto in azione e quindi è del tutto impossibile che possa pronunciarmi.
    Come poeta avrò letto sei o sette di queste sue pseudoliriche e francamente dico che, secondo me, non sa nemmeno che cos’è la poesia, e non parlo tanto dei contenuti, ironici invero, ma della struttura, carente sotto ogni aspetto.

  3. ReAnto ha detto:

    Che c’è dentro la tinozza blu ?
    🙂

  4. lauraetlory ha detto:

    Poesia e ironia riescono a coesistere? Credo di si, non sono una grandissima esperta di poesia, vado a naso, a istinto. Seguo ciò che mi piace. Catalano non lo conosco, ho letto la poesia, ho letto cosa ne dice Remo. Preferisco altro genere di versi.
    Laura

  5. Soriana ha detto:

    @Cri: stimolata dalla tua curiosità intorno al nome del gruppo musicale ho fatto una piccola ricerca. Ecco cosa ho trovato:”Una drum-machine è uno strumento musicale elettronico progettato per eseguire ritmi imitando il suono dei tamburo e strumento a percussione.” Penso quindi che il nome provenga da questo strumento, oltre a giocare con la parola “drammatica”. Poi ci sarebbe anche una famosa qualità di tabacco che si chiama drum, ma questo credo non c’entri proprio…

    @Renzuccio: immaginavo che avresti espresso questo giudizio…Ti avevo letto, sai, da Remo…

    @Antonio: credo che ci sia acqua nella tinozza blu. Che viene poi travasata in recipienti di vetro che diventano così strumenti sonori. Sai, tipo passare il dito sull’orlo ecc.

    @Laura: Pure io preferisco altri generi di versi, cara Laura. Però Catalano è gradevole, a volte anche stridente, e può fare perfino tenerezza, con i suoi versi bislacchi.

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