Traghettatori di parole

P1040482P1040256Sembra che l’ippocampo sia la zona cerebrale in cui sono insediate le cellule che presiedono al funzionamento della memoria. Ecco, il mio, di ippocampo, deve essere tutto bucherellato, come una maglia di lana lasciata in balia delle tarme.
Da questi forellini se ne è andata una buona parte di quello che è sfilato davanti ai miei occhi, che ha gentilmente colpito le mie orecchie durante i cinque giorni dell’XI edizione del Festivaletteratura di Mantova, o, per dirla come gli organizzatori, la prima dopo 10.
Vi dirò che sono anche preoccupata: non sarà un principio di Alzheimer?
Allora ora che ci scrivo, qui sopra?
Frammenti, coriandoli, spizzichi di parole, magari senza ordine, così, come mi vengono alla mente.

Ma no, di una cosa sono sicura di voler parlare, e subito.
Vorrei iniziare ringraziando una categoria di persone, una categoria di professionisti, cui non si da mai troppo peso, i cui nomi sono sconosciuti ai più: vorrei ringraziare, ma proprio di cuore, gli
interpreti, i traduttori.
Ci avete mai pensato?
I traduttori sono una presenza costante nella nostra vita: ogni volta che leggiamo un libro di autore straniero, o che vediamo un film, un telefilm e, appunto, quando assistiamo a incontri con personaggi di nazionalità estera, loro ci sono sempre, come amici che ci guidano in un percorso ignoto.
Eppure non li conosciamo, non ne parliamo, non siamo loro idealmente riconoscenti.

Per me, e per molti come me, che hanno poca dimestichezza con le lingue straniere, i traduttori costituiscono un vero e proprio ponte. Fra noi e fra coloro che parlano un linguaggio diverso dal nostro, fra noi e un’altra cultura.
Vi segnalerò due nomi, fra questi,  perché io  li trovo particolarmente bravi e li seguo, anche se loro non mi conoscono, da molto tempo: Marina Astrologo e
Paolo Maria Noseda.
Sono proprio loro che appaiono nelle foto di questa sera. 
Marina Astrologo è a fianco di Nathan Englander (e non deve essere stato facile, il suo compito, perché quel giovane autore che vive fra N.Y e Gerusalemme parlava veloce come una macchinetta).

Nell’altra foto ecco Paolo Maria Noseda, accanto a Jonathan Ames, di cui Paolo ha saputo rendere in maniera efficace  il tono dissacrante e ironico di questo autore che è anche un vero e proprio showman.
Sono bravissimi, Marina e Paolo, sul serio…

Vorrei fare una proposta agli organizzatori di Festivaletteratura: nel libretto 100 autori (distribuito a 1 euro  alla Loggia del Grano e che contiene fotografie e note biografiche e bibliogafiche degli scrittori presenti a Mantova) dovrebbero inserire pure gli interpreti. Che, senza di loro, cosa avrei capito delle frasi di John Berger, che ci invitano alla condivisione o come avrei potuto ascoltare il Sogno fatto a Mantova di Yves Bonnefoy? O le risentite parole,  rivolte anche a Marino Sinibaldi,- ma su cui forse bisogna riflettere- di Tariq Ramadam?

Ma mi sto accorgendo che il post sta diventando lunghetto…E che ancora una volta ho fatto tardissimo.  E quindi qui mi fermo. 
Per le "pillole" del Festival (piccole  piccole, vedrete…) rimando a domani notte.
Ma ci tenevo, e tanto, a parlare di questi insostituibili
traghettatori di parole…

Un’ultima cosa: un grazie infinito a Fahrenheit, a Marino Sinibaldi, bravissimo anche lui,  sempre attento, sempre calmo anche nella incertezza che si può creare in una diretta dove fino all’ultimo non si sa bene se gli ospiti riusciranno ad arrivare, sempre sorridente e gentile anche quando lavora fra il frastuono dei motorini, il vocio dei passanti, e tutto quello che in una piazza può accadere.
Ah, ho proprio l’impressione che anche Marino dia molta importanza ai traduttori.
E questo mi fa davvero piacere.

Questo You Tube non ha niente a che fare, forse, con quanto scritto sopra. Ma ascoltatelo e guardatelo: secondo me anche le immagini sono belle.

http://www.youtube.com/watch?v=utKx0umuRNo

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4 risposte a Traghettatori di parole

  1. lauraetlory ha detto:

    Io cerco sempre il nome del traduttore nei libri. Sarà perché leggo soprattutto narrativa americana e inglese e quindi riconosco ai traghettatori di parole il valore enorme di rendermi accessibili quei testi. Fai bene a nominarli perché sono importanti, esagero, almeno quanto gli stessi autori.
    Laura

  2. lucidimarzo ha detto:

    Ciao Milvia, una richiesta di corsa prima di andare a scuola. Ci parli un po’ di John Berger? Ho sentito in modo frammentario l’intervista con lui, ma quello che diceva mi è sembrato molto interessante…
    Ciao e a presto luci

  3. cochina63 ha detto:

    adoro la tua sensibilità!

  4. Soriana ha detto:

    @Laura: Non esageri. I traduttori sono importanti quanto lo sono gli autori. Sono contenta che tu lo pensi.

    @Luci: Ti avrò senza dubbio delusa, ma di più, davvero, non sapevo scrivere.

    @Cinzia: dai, non esagerare…Io odio tutte le ingiustizie, e il poco riconoscimento verso questa categoria mi fa arrabbiare…

    Un abbraccio a tutte e tre.
    Milvia

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