Ci sono religiosi & religiosi…

20070922_173015_6C99BE14Già ieri sera avevo intenzione di parlarne, ma non ho avuto il tempo per documentarmi. La  decisione di affrontare questo argomento è stata poi rafforzata oggi, leggendo il post di Patrizius, che trovate qui: http://poetaperdere.splinder.com

Come molti sapranno in questi giorni migliaia di monaci buddisti stanno protestando contro lo spietato regime militare che opprime da decenni lo stato del Myanmar. Alla notizia, questa volta, i mass media hanno dato grande visibilità, e la cosa mi ha piacevolmente stupito, visto che poco si parla, in genere, di questo Paese, di questa ex Birmania dove si perpetra quotidianamente ogni tipo di violazione dei diritti umani. Così come, sempre a proposito di monaci buddisti, ben raramente si leggono notizie degli eccidi, delle torture e delle vessazioni che questi  subiscono in Tibet, da più di cinquant’anni, da parte del governo cinese.

Già dal 19 agosto scorso la popolazione, insieme a centinaia di monaci,  aveva cominciato a scendere nelle strade per protestare contro il caro-vita (pensate che la benzina è aumentata del 500%, portando come è logico una pioggia di aumenti su tutti i generi di consumo). Ma ora il numero dei partecipanti è aumentato tantissimo, ai monaci si sono aggiunte, forse per la prima volta, anche le monache  e proprio di oggi è la notizia che vi partecipano anche alcuni parlamentari, intellettuali e personalità dello spettacolo. Si parla di 10.000 monaci buddisti e 10.000 civili riuniti davanti alla pagoda Sule, che sorge nel centro della capitale, l’ex Rangoon.
E io spero davvero che da tutto questo possa nascere una svolta positiva, perché la vita, nell’ex Birmania, non è certo facile.

Da qualche anno il Myanmar è diventata una meta turistica. Ma chi vi si reca e soggiorna negli alberghi di lusso sulla costa, e si aggira nei templi scattando foto da far vedere bellamente agli amici a casa, sa veramente cosa succede in quel Paese?
In Myanmar vige un regime militare che governa tramite il terrore; il premio Nobel per la Pace
Aung San Suu Kyi, vincitrice delle ultime elezioni libere è agli arresti domiciliari da allora; si utilizza il lavoro forzato di milioni di persone, anche vecchi e bambini, che molto spesso appartengono a minoranze etniche, e che vengono obbligati a costruire strade, ferrovie e altro in condizioni assolutamente disumane. E ancora: l’ex Birmania è il Paese con il più alto numero di bambini soldato al mondo (circa 50.000), perché pure i bambini vengono costretti ad arruolarsi. Per non parlare della pratica della tortura che viene utilizzata sui prigionieri politici. Ma, purtroppo, il Myanmar non è certo il solo Paese al mondo ad applicare la tortura. Come ben sappiamo anche grandi paesi cosiddetti democratici se ne servono.

Ecco, vorrei che su questo si riflettesse: molte volte, quando andiamo in giro per il mondo, non ci rendiamo ben conto di dove siamo veramente, non ci rendiamo conto (e a volte facciamo finta di non saperlo, perché ci fa comodo) che sotto l’apparente bellezza, sotto quello che a noi pare meravigliosamente esotico, si nascondono morte e orrore. Forse, prima di recarsi in vacanza, bisognerebbe documentarsi meglio, e fare anche delle scelte sulle destinazioni dei nostri viaggi.

E mi preme aggiungere anche questo: mentre i nostri ministri di culto, a cominciare dal loro capo supremo, assisi sui loro scranni più o meno imponenti, fanno udire la loro voce per condannare  cose come l’aborto (anche quando il concepimento avviene in seguito a uno stupro), le unioni fra i gay, la ricerca sulle cellule staminali, la libertà di scegliere una morte dignitosa, altri religiosi, quei monaci buddisti, fanno ben altro. La loro voce si leva in difesa di un popolo oppresso, e con quel popolo scendono nelle strade. “Questa è una battaglia fra dhamma e ahdhamma" –cioè fra giustizia e ingiustizia-, si legge sui volantini che i monaci distribuiscono nelle strade. Hanno mai fatto questo, i nostri sacerdoti? Lo hanno mai fatto, tutti insieme, voglio dire, quando i loro paesi di appartenenza erano strangolati da becere dittature?
Beh, a me non risulta.
Ma forse sono io a non conoscere bene la Storia.

http://www.youtube.com/watch?v=2ckRHsnwJi4

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9 risposte a Ci sono religiosi & religiosi…

  1. patrizius ha detto:

    Complimentarmi è poco per questo tuo bel post che fotografa in maniera davvero esaustiva la tragica situazione di quello sventurato paese e la nobile lotta intrapresa per il loro popolo dai monaci buddisti, alias ” bonzi “, e ora anche dalle monache.
    Come sempre lo spirito o meglio sarebbe dire l’ anima dell’ Oriente, è capace di dare risposte concrete e si spera efficaci con forme di lotta pacifiste, come già ci ha insegnato il il Mahatma Gandhi. Speriamo davvero che l’ energia delle preghiere di quersti monaci buddhisti sia più forte dei cannoni del regime.

  2. RenzoMontagnoli ha detto:

    Riuscito l’accostamento fra chi predica bene e fra chi dovrebbe predicare bene, e non lo fa.
    Mi sembra non ci sia da aggiungere altro se non che la non violenza ha una forza interiore a differenza della violenza che è solo esteriore.
    E chi manca di anima prima o poi cade.

  3. cochina63 ha detto:

    brava, è un post che avrei voluto scrivere anche io: mi son sempre chiesta come mai dei monaci non fregasse niente a nessuno, meno male che qualcosa cambia ogni tanto…

  4. cochina63 ha detto:

    ah, hai un messaggio privato…

  5. Soriana ha detto:

    @Patrizius: Grazie! Sarà che amo molto l’Oriente, che quando ci vado (e cerco di non farlo con l’atteggiamento di una “turista”) mi sento di essere tornata a casa: sarà per questo che “sento” l’anima, come tu dici, di quella parte del mondo. Soprattutto entrando in un tempio buddista, anche se io non ho alcun credo religioso. Sentire i canti di quei monaci, vederli sorridere, soffermarsi a guardarli mentre sono in meditazione, ma anche vederli ridere e scherzare fra loro: pure questo mi fa capire quanta differenza ci sia fra loro e l’atteggiamento spirituale di molti, troppi, dei nostri sacerdoti.

    @Renzo: sottolinei una cosa molto vera, Renzo, quando descrivi la differenza fra violenza e non violenza.E hai scritto anche una frase molto bella: chi manca di anima prima o poi cade. Non so se questo sia vero, ma fa bene al cuore pensarlo.

    @Cinzia: Anch’io, sai, sono anni che me lo chiedevo. E quando ho potuto ne parlavo con gi amici. Ma sai, anche a loro, poi, non gliene fregava niente.
    un abbraccio, Cinzia. (ho letto e ti ho risposto)

  6. lucaintona ha detto:

    Ciao. Ho scritto anche io qualcosa a proposito, e forse lo abbiamo fatto contemporaneamente, forse no, ma di sicuro lo abbiamo fatto scrivendo le stesse prime righe!!

    luca

  7. tristantzara ha detto:

    Speriamo davvero che q.cosa cambi,è uno Stato tra i più impenetrabili che ci siano.

  8. Soriana ha detto:

    @Luca: ben approdato qui, prima di tutto…Sì, ho letto…Che bello, però…Questi incroci, coincidenze, punti magnetici ,o qualsiasi cosa siano, che si trovano nella rete mi piacciono un sacco. A parte gli scherzi, il tuo post è molto bello.

    @Tristantzara: Credo, spero, che qualcosa cambierà. Già il fatto che in questi giorni se ne parli tanto è sintomatico. Hai letto il bellissimo articolo di Bernardo Valli su Repubblica di ieri?
    Benvenuto, Tristantzara!

    Milvia

  9. cantodiluna ha detto:

    Certo che scatenare le forze militari sull’esercito più pacifico per eccellenza al mondo sarebbe un autogol delle potenze mondiali un po’ difficile da mascherare sotto la bufala del terrorismo. Sono curiosa di vedere come, chi manovra Bush e anche la Cina, cambieranno strategia per globalizzare anche quel povero paese.Stefi

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