Bamboccioni…?

job opportunities(www.intraining.it/.)

Giorni fa ho scritto, in vari modi, intorno al disagio, alla desolante situazione di molti anziani.
Ma anche i giovani, poi, non è che vivano situazioni rosee.
Il raccontino che segue l’ho scritto circa tre anni fa, ma non mi sembra che a distanza di tre anni, nonostante l’avvento di un nuovo governo le cose siano cambiate. E’ che è l’intera società a essere disagiata, a essere malata.
Mah!  Ai  posteri ecc.ecc.

Girointondo

    E adesso anche ‘sto cacchio di pozzanghera. Prima l’autobus che tarda mezz’ora poi sbaglio anche fermata scemo che sono. Sono in ritardo di dieci minuti, cominciamo bene. Lo voglio, quel lavoro, lo voglio. Lavoro?… Contratto a termine, co.co.co, un verso da gallina, no è vero adesso non si chiama più così ma non cambia niente se tutto va bene fra sei mesi a casa. Devo ricordarmi di non parlare ASSOLUTAMENTE di quel lavoro là, quello di Ferrara. Tanto non c’è traccia, ero in nero. Però sei mesi sono meglio che niente. Potrei fare sei mesi di lavoro e gli altri in giro magari che so a Cuba no meglio il Brasile donne mare sole e samba. Così lo senti mio padre, non hai voglia di fare niente, non hai carattere, sono stufo di mantenerti. Ecco, alla seconda traversa ci dovrebbe essere la ditta. I tuoi amici, mi dice sempre, loro sì.
I miei amici…begli amici, come Carlo, che bisogno aveva di andare a dire a quello di Ferrara che mi ero dato malato mentre invece ero andato a Milano per il concerto. Vasco è Vasco, cazzo, poi erano solo due giorni. E la Lory era tutta contenta. In  macchina al ritorno ci siamo fermati nel parcheggio di un autogrill in fondo dove era proprio buio. L’ultimo viaggio lunghino che ha fatto la Punto. Dopo due mesi bum si è fermata per sempre. Prima o dopo che la Lory  mi dicesse che lei voleva sicurezza, voleva uomo casa figli e tutto l’ambaradam.? Boh? Che stronza la Lory. Guarda quel cacchio di pozzanghera cosa mi ha fatto. I pantaloni buoni, quelli della laurea. Tutti schizzati. Una macchina mi ci vuole. Ce l’hanno tutti. Anche gli albanesi. Dove cavolo mettono le targhe delle strade? Ah, eccola: via V. Marini. Via Marini? Sei proprio cretino ti perdi in un bicchier d’acqua, dice lui, forse ha ragione. Ma ho tirato giù la mappa da Internet! Capito, è la prossima. Quindici minuti, già quindici minuti…Forse ai colloqui dovrei portarmi dietro mia madre, che bel figlio sei mi dice, quanto sei intelligente, no mi dice è sbagliato, mi diceva, questo sì. Adesso mi guarda strano anche lei, mi hai delusa, sento che pensa. E non credo che sia solo perché sto perdendo i capelli. È lo stress, mi ha detto Fabio. E ho trentadue anni. E neanche uno straccio di macchina. E neanche uno straccio di ragazza. E neanche uno straccio di lavoro. Che stronza la Lory.
Ecco la strada, alla fine. E il numero? E’ il trentasette?

 

(Da “Donne, ricette, ritorni e abbandoni"  Pendragon 2005)

Naturalmente, questo qui sotto, chi può essere se non Vasco?

http://www.youtube.com/watch?v=ZWwzxcDYeEU

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13 risposte a Bamboccioni…?

  1. ReAnto ha detto:

    Meglio la nostra di gioventù….meno disperati..questo è sicuro.

  2. ReAnto ha detto:

    Meglio la nostra di gioventù ..questo è sicuro

  3. tristantzara ha detto:

    Viaggiare è la migliore cosa che si possa fare nella vita, ho visto ragazzi/e già a 19-20 anni stare in ufficio seduti 8 ore gg. a battere sul computer, ragazzi che stanno bene di suo per capirci, allora un giorno ho chiesto loro: ma che mazza fate qui ? andate via 6 mesi in treno, girate l’europa, andate in sudamerica, insomma fate qualcosa, minchia ! niet ! deserto ! Sono felice però di sapere che essi sono una minoranza, ed è comprensibile il perchè invecchiano di già e male. Morti a 30 sepolti a 70.

  4. lauraetlory ha detto:

    Una tragedia negata quella della generazione dei venti-trentenni attuali. Oddio, anche noi quarantenni non è che ce la siamo cavata alla grande, alla fin dei conti io sono precaria tanto quanto il tipo del tuo racconto. Sarà che l’ho presa bene, che non ho una famiglia da mantenere e via di questo passo. Ma un progetto di vita con questa società è un lusso che non ti puoi permettere. Altro che bamboccioni!
    Laura

  5. patrizius ha detto:

    Una tragedia….a cui tanti (pochi) giovani…reagiscono… e tantissimi vi si adagiano….tanto c’è babbo e mamma…che provvedono a dare una mano…….
    Pochissimi sono quelli che intraprendono qualche forma di lotta o di reazione….fusi come sono dal modello sociale proposto dal ” Grande Fratello “..o dalla grande “sorella società” senza capo nè coda, per non dire di peggio… ovvero dal puro
    ” cazzeggiamento ” e dal turpiloquio.
    Certo qualche fulgido esempio c’è…ma è poco….

  6. cf05103025 ha detto:

    Il racconto fila benissimo tra un flash di uno schizzo e l’altro.

    Qualcosa di affine l’ho letto ieri su LPELS ad opera del bravo Paolo Cacciollati.

    Quella uscita dei bamboccioni di Padoa Sciopa, è una vera stupidaggine, ma grossa.

    Io non so chi sia questo ministro, nel senso che non conosco la sua origine, però immagino che sia uomo che, dotato di indubbio talento genetico, di denari di famiglia, abbia potuto emergere senza troppo sforzo, in anni di sviluppo e non di dissoccupazione, sottoccupazione e precariato.
    E si permette di esprimersi così, stupidamente, dandosi una mazzata, anche al governo di cui fa parte, di conseguenza.

    MarioB.

  7. LaVostraProf ha detto:

    Bello, il racconto 🙂

  8. lucidimarzo ha detto:

    Veramente inopportuna l’uscita di Padoa Schioppa e ridicolo l’intervento finanziario teso a incentivare l’uscita di casa dei cosiddetti “giovani”…questo è uno dei problemi più seri del nostro paese: l’aver tolto ai giovani la speranza e la fiducia nel futuro fa sì che stia venendo su una generazione che è costretta a fare del precariato una condizione di vita e della mobilità un obbligo. Alcuni reagiscono con apparente indifferenza e accettano di farsi mantenere fino a tarda età, ma i più sono dis-perati dentro e il loro malessere si manifesta in tanti comportamenti disturbati e disturbanti.
    Hai ragione Milvia: forse è proprio nei confronti di queste due fasce d’età, i più giovani e i più vecchi, che la nostra società del benessere sta commettendo i delitti più gravi.

  9. anonimo ha detto:

    A proposito di ragazzi che non se ne vanno mai fuori di casa,vorrei dire qualcosa di diverso rispetto a quello che leggo sul blog e che si dice in genere. Per me c’entrano i soldi, ma temo che c’entri molto anche la voglia, magari inconscia, di tanti genitori di tenere i figli con sè per colmare i propri vuoti. Il denaro, la sicurezza economica, sono importanti ma non sono sicura che sia la cosa più importante e lo dico da madre di un 28enne precario che si è appena sposato con una ragazza da poco anche lei disoccupata. E’ vero che sanno che i genitori sono sempre alle loro spalle e non li abbandoneranno mai, ma quante volte si sente dire che due non si sposano perchè non hanno una sicurezza economica? NO, non è per quello che non si sposano o che non se ne vanno di casa. Non sono solo i soldi, sono anche i soldi ma non solo quello. E’ la loro paura di mettersi in gioco (ed è terribile nei giovani) e la nostra paura di restare soli. Perchè forse a parte il nostro ruolo di genitori non abbiamo niente. Non siamo niente. E più o meno inconsciamente trasmettiamo ai figli il messaggio “resta con me che stai meglio, ti faccio le tagliatelle ecc.”, ma siamo noi che stiamo meglio, non loro. Per fortuna qualche giovane non ascolta e se ne va. E la madre ne sente davvero la mancanza. Daniela

  10. lucidimarzo ha detto:

    @Daniela:non sai come ti capisco…anch’io da circa un anno mi ritrovo con una casa grande e vuota perché tutti e due i miei figli sono andati a vivere per conto loro; spesso ho un gran magone , ma poi sono ben contenta che sia andata così e ricordo l’angoscia di quando il più piccolo non riusciva a trovare la sua strada e lo vedevo sempre più cupo e immalinconito…non credo che siamo noi a trattenerli, credo però che oggi siano disposti ad andarsene solo quando hanno tutte le loro sicurezze garantite, il che , naturalmente, avviene molto tardi…
    luci

  11. Soriana ha detto:

    A dimostrazione di quanto anche il problema che riguarda i giovani sia complesso e pieno di sfaccettature, i commenti che avete lasciato sono, per me, del tutto condivisibili. Ha ragione probabilmente Antonio, quando dice che le generazioni passate erano meno disperate, ma forse, aggiungo io, erano più arrabbiate, con una forza di reagire che ora manca.

    Tristantzara ha pure ragione: piuttosto che morire, invecchiare a 30 anni su una scrivania per poche centinaia di euro al mese, meglio viaggiare. Ne ho incontrati, nel mondo, di ragazzi che hanno fatto questa scelta. Sì, probabilmente si ammazzavano di lavoro per 6 mesi, però per il resto dell’anno viaggiavano. Mi sono sempre sembrati ragazzi abbastanza contenti della scelta fatta. Certo una scelta, però, abbastanza inconciliabile con il desiderio di farsi una famiglia.

    Non inconciliabili come possono a una prima lettura apparire i commenti di Laura e di Patrizius: I progetti di vita, come Laura dice, non possono essere realizzati, il precariato non lo permette.
    Ma è anche vero che molti giovani in questa situazione si adagiano, come afferma Patrizius. Forse in questo senso corrono proprio il rischio di diventare “bamboccioni”, semplicemente perchè non trovano dentro se stessi la forza di reagire. Forse “bamboccioni” malgrado loro.

    Non solo Padoa Schioppa si esprime in questa maniera stupida, come evidenzia Mario B.: è tutta la classe politica che sembra parlare con il cervello completamente scollegato alle corde vocali, dove lessico e pensiero sono così squallidi da far venire voglia di andarsene lontano da loro il più possibile. La loro è la vera miseria: la miseria spirituale, purtroppo molto contagiosa.
    (Mi andrò a leggere Paolo Cacciollati, grazie del commento)

    Direi che Lucidimarzo, come le è abituale, ha stigmatizzato i punti focali della situazione. E’ proprio uccidendo la speranza e la fiducia che si rischia di creare “bamboccioni” Ma forse non è
    che si rischia, in effetti: forse c’è un disegno ben preciso,nel volerli creare. Per poi, ipocritamente, accusarli…

    Daniela racconta un’esperienza personale, ma comune a molti genitori, e trae da questa delle conclusioni. E non posso dare torto neppure a lei. Perchè è vero che dietro a questo “non volersene andare” dei giovani, c’è anche la paura di noi genitori per quella nostra casa che si svuota, che diventa più silenziosa, quando i figli la lasciano. E il desiderio di essere sempre utili, e anche quello di proteggerli, sempre e per sempre. Insomma, per noi genitori, è forse molto più semplice preparargli un bel pesce arrosto, piuttosto che dar loro una canna e dirgli: va’ al fiume e pesca. Certo è che il fiume, però, deve esserci.
    Milvia

  12. cantodiluna ha detto:

    Poche sere fa, mia figlia mi ha chiesto: “Mamma, perché non spargi la voce, perché non ti informi se c’è in giro qualche lavoro per me?”
    Io l’ho guardata con occhi tondi tondi ed espressione allocca e ho detto: “Minchia, sto cercandolo per me!”
    Da sette anni cerco il mio lavoro perso dopo 25 anni. Da sette accetto situazioni provvisorie a retribuzioni sempre più vergognose. A 50 anni mio padre sparse la voce e mi trovò il primo posto.
    A 50 anni io sono in gara con mia figlia per trovare un lavoro.

  13. Soriana ha detto:

    Stefy: questa situazione è veramente brutta. Un altro aspetto che ancora non era emerso, nei commenti precedenti. Difficile trovare le parole per risponderti. L’unica cosa che posso fare è mandarti un abbraccio. E sperare con te che qualcosa cambi.
    Milvia

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