Ola!

217300_lorca1_600(Federico García Lorca en Granada, 1919. Fotografía de Rogelio Robles)

E questa sera… partenza! Siviglia, un ritorno, perché ci ero già stata anni fa. Alla fine, a furia di rimandare, ho dovuto abbandonare l’idea di crogiolarmi al sole sulla spiaggia di una piccola isola. E che Siviglia sia, allora. Che è una splendida città, per cui va benissimo.
Tornerò lunedì 15. A rileggerci a lunedì, quindi. Per ora auguro a tutti buon proseguimento di settimana. E vi lascio con:

le parole di un Poeta.

Una ricetta tipica della Spagna (mica si vive di sola poesia..).

Un avvistamento (http://poetaperdere.splinder.com/ :     ) :una foto, un ricordo, una…nostalgia che dura, per molti di noi, da quarant’anni, forse.

un saluto musicale (non un adios, ma un by by), http://www.youtube.com/watch?v=vTNKPYAJscs

La chitarra

Incomincia il pianto
della chitarra.
Si rompono le coppe dell’alba.
Incomincia il pianto
della chitarra.
È inutile
farla tacere.
È impossibile
farla tacere.
Piange monotona
come piange l’acqua,
come piange il vento
sulla neve.
È impossibile
farla tacere.
Piange per cose
lontane.
Arena del caldo meridione
che chiede camelie bianche.
Piange freccia senza bersaglio
la sera senza domani
e il primo uccello morto
sul ramo.
Oh, chitarra,
cuore trafitto
da cinque spade!

(Federico Garcia Lorca)

GAZPACHO


75 g di pane raffermo a fette, senza crosta
1 kg di pomodori maturi privati dei semi
3 spicchi d’aglio
sale
1 pizzico di cumino in polvere
6 cucchiai di olio d’oliva
5 cucchiai di aceto
circa 300 ml d’acqua

per guarnire:
100 g peperoni verdi piccanti
100 g cetrioli, pelati e affetti finemente
1 piccola cipolla tritata
1 piccolo pomodoro a dadini
2 fette di pane tostate e tagliate a dadini

Pelate i pomodori e mettete il pane a rinvenire in acqua per circa 10 minuti. Togliete l’eccesso di acqua e mettete il pane nel frullatore. Tagliate a pezzi i pomodori e versateli nel frullatore, assieme all’aglio, al sale e al cumino. Tritate fino a ottenere una purea omogenea. Unite olio e aceto e frullate a bassa velocità. Il composto diventa omogeneo e l’olio si emulsiona. Aggiungete un po’ d’acqua e trasferite in una zuppiera. Tenete in frigorifero fino al momento di servire. Mettete i peperoni, i cetrioli, la cipolla, i pomodori e i pezzetti di pane tostato sul fondo di ciascun piatto fondo, poi versate il gazpacho a cucchiaiate.

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12 risposte a Ola!

  1. ReAnto ha detto:

    Olè!
    Ciao e divertiti!

  2. Soriana ha detto:

    Grazie, Antonio! Parto ora.

    Milvia

  3. lucidimarzo ha detto:

    Buon viaggio ,Milvia! Hai tutta la mia “benevola” invidia!
    luci

  4. anonimo ha detto:

    Divertiti
    Elisa

  5. Annalisa55 ha detto:

    Divertiti!

    (io m sono divertita con il link alla foto nostalgica, e mi sono trovata davanti una biondona tutta nuda. Ohibò, che combina Milvia, mi son detta? Poi sono scivolata sotto e ho visto – il Che -, ma intanto la prima impressione è stata un’altra :-))

  6. patrizius ha detto:

    @Annalisa55, hai ragione tu…
    la colpa è mia e non di Milvia..ho aggiunto un altro post con la biondona…
    Chiedo venia

  7. patrizius ha detto:

    Cosa cantano la poetas andaluces…
    Milvia con le tue ricette..attenti di continuo alla mia linea già attentata..

  8. tristantzara ha detto:

    Lessi che un generale disse che aveva fatto più problemi lui con le sue poesie che tutti gli insorti per la guerra civile. Che persona è stata oltre che poeta ?

  9. anonimo ha detto:

    Come è andata a Siviglia?

    Morgan

  10. ReAnto ha detto:

    Milvia dove sei?

  11. Soriana ha detto:

    @Luci: Grazie, è stato davvero un buon viaggio…Grazie anche del messaggino. Avevamo intenzione di risponderti, ma quando l’ho letto stavo visitando non ricordo più che cosa. E dopo ci è passato di mente (avvamo una tabella di marcia che non consentiva troppe soste…). Ma il suo calore (del messaggino) ci è rimasto nel cuore…

    @Cinzia, @Elisa: Grazie!

    @Annalisa: lo vedi che combina Patrizius?

    @Patrizius: Venia accordata…Tranquillo:Quella ricetta non ha troppe calorie…Ciao!

    @Tristantzara:I Poeti sono spesso dei rivoluzionari, è vero. Perchè il Poeta, quando è veramente tale, è uno spirito libero, che non può che amare gli oppressi e detestare gli oppressori. Forse ho scritto una banalità, scusami, ma l’ora è tarda, e la mente è stanca. Però, sì, credo nella forza rivoluzionaria della poesia.
    @Morgan: E’ andata molto bene. Ne parlerò nel post di domani sera. domani sera.

    @Antonio: eccomi! sono qui…Tornata all’ovile…

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