Siviglia, un sogno di città (forse)

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Luci. La luce del sole, che esalta, rifrangendosi sulle cupole delle chiese, sui tetti dei palazzi, i già brillanti colori degli azulejos, e sembra davvero, perdonatemi l’immagine così banale, illuminare anche i cuori degli abitanti e dei turisti della bellissima città di Siviglia. Luci notturne, artificiali, ma così ben disposte che non possono che arricchire lo splendido patrimonio di monumenti, vicoli antichi, balconcini, angoli suggestivi di cui Siviglia abbonda. Forse sbaglio, ma nonostante l’alto numero di fari, faretti, lampioni, non mi sento proprio, in questa occasione, di parlare di inquinamento luminoso. Quelle luci rendono la città magica, un luogo di sogno. Insomma, l’impressione altamente positiva che avevo avuto della città Andalusa anni fa, nella mia prima visita, è stata confermata in pieno.
Ma non solo per la indiscutibile bellezza delle sue opere d’arte, ma anche per  l’atmosfera che si respira camminando per le sue strade, attraversando le piazze. Pochissime auto hanno accesso al centro storico, si può  camminare tranquillamente con gli occhi volti al cielo, che è di un azzurro intenso, e scoprire cornicioni adornati di preziose ceramiche, terrazzini circondati da balaustre in ferro battuto dai raffinati disegni. E, logicamente, campanili e campanili e campanili.
Abbiamo trovato molta gentilezza, a Siviglia. Ho avuto l’impressione che perfino le vecchie pietre emanassero gentilezza. Forse è proprio la mancanza del via vai delle auto, quella tranquillità del camminare nei vicoli del barrio senza aver la preoccupazione di appiattirsi contro un muro, per non essere investiti. Io,  se avessi potere di legiferare, chiuderei al traffico tutti i centri storici del mondo…

Una cosa, poi, mi ha particolarmente colpito, e a questo fa riferimento la foto di apertura: una zona della imponente, magnifica da togliere il respiro, cattedrale di Siviglia, viene occupata da più di un mese, in maniera del tutto pacifica, da una delegazione di minatori. Non sono riuscita a capire tutti i motivi della loro protesta. Purtroppo la mia ignoranza in fatto di lingue straniere è vergognosa. Mi sarebbe piaciuto parlare con quegli uomini che ogni sera vedevamo entrare, molto composti, in silenzio, nella chiesa. Mi limito a indicare questo blog http://minerosdeboliden.blogspot.com/ e qualcuno meno ignorante di me potrà saperne di più.
Quello che mi ha colpito, in maniera molto positiva, naturalmente, è che nessuno sembra parlare di “profanazione”, che non ci sia polizia pronta a scacciare gli occupanti. E non ha potuto non tornarmi in mente quello che successe nel’98 a Bologna, quando degli emigranti occuparono la Chiesa di san Petronio. Ben diversamente andarono le cose, con la curia bolognese e la Giunta di sinistra presieduta dal sindaco Vitali strettamente alleati. In quel caso si parlò di profanazione del tempio, e quell’occupazione durò una sola notte…Poi intervenne la polizia.
Qualcosa che non va, probabilmente patti che la provincia andalusa ha disatteso nei confronti dei minatori, c’è, in maniera indubbia. Non credo certo che la Spagna e l’Andalusia in particolare siano il paradiso in terra. Ma penso che permettere questo tipo di protesta ( e anche la modalità scelta dai minatori per protestare) siano senza dubbio cose degne di nota.

Molto altro ci sarebbe da dire su questo mio breve viaggio. Ma altre cose incalzano, oggi. E mi fermo qui. Solo il tempo per un saluto affettuosissimo a Maria e Antonella, mie gradevolissime compagne di viaggio.

Musica perfettamente in linea con l’atmosfera Sivigliana. Che è anche fra le mie opere preferite. Anche se non amo le corride. Anzi, l’unico appunto che, da quanto ho visto, posso fare alla Spagna, è proprio il fatto di continuare questa, per me orribile, tradizione.
http://www.youtube.com/watch?v=ljv0zDATu3c

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5 risposte a Siviglia, un sogno di città (forse)

  1. winyan ha detto:

    Bella l’immagine che hai dato di Siviglia,lo sai concordo, e stavo pensando a quale sia la cosa che rende così piacevole attraversare non solo le belle piazze ed i deliziosi vicoli ma anche l’umanità che li popolano. Rozzamente e semplicisticamente mi viene da dire che è l’alto grado di civiltà, di gentilezza, di mancanza di volgarità, di ficucia, di collaborazione che si percepisce, insomma un senso di comunità e non di singoli individui che, come ormai nelle nostre città, percorrono gli spazi nella quasi totale indiferrenza nei confronti di coloro che li circondano .Naturalmente non penso che sia tutto rosa e fiori, la stessa protesta dei minatori lo dimostra, ma si intuisce che si muovano verso un futuro fatto di cose comuni, che abbiano un senso di appartenenza ad una vita sociale nella quale non solo l’individuo ha valore ma anche il gruppo e forse anche un senso di fiducia verso le istituzioni, non c’era un solo poliziotto fuori quella chiesa ad alimentare tensioni.
    Ripeto, non credo che non ci siano problemi, ma così all’impronta, la sensazione positiva che si prova stando lì,a confronto delle nostre città, mi sembra questa, una colletività che si muove non solo una massa di singoli.
    Un caro saluto anche a te,
    maria.

  2. anonimo ha detto:

    Bello, bello, bello…
    Grazie
    Mirella

  3. cristinabove ha detto:

    Cara Milvia, che bella descrizione! Fai venir voglia di andarci per rivivere queste emozioni che hai provato tu.
    Bella la nota sulla “presa della Cattedrale”…Immagino quello che succederebbe se tutti i diseredati di Roma occupassero S. Pietro, vestiti di abiti usati, non di velluti.
    Un abbraccio
    cri

  4. RenzoMontagnoli ha detto:

    La cattedrale, imponente, con il soffitto che sembra fuggire verso il cielo, e dove vengono incoronati i re di Spagna.
    Ma Siviglia unisce l’antico al moderno, come le costruzioni realizzate per l’expo che accompagnano gradualmente ai nostri giorni con grattacieli e fabbricati mai ripetitivi.
    Una città calda, in tutti i sensi, perchè alla disponibilità degli spagnoli si accompagnano temperature africane.

  5. Soriana ha detto:

    @Maria: hai colto molto bene i punti essenziali della nostra esperienza sivigliana. Un ottimo commento, il tuo, che meriterebbe di essere evidenziato.

    @Mirella: grazie!

    @Cri: probabilmente non riuscirebbero neppure ad avvicinarsi al…vero cuore della chiesa cattolica…

    @Renzo: Infatti anche le costruzioni edificate per l’expò sono belle e armoniose. C’è un ponte, ad esempio, che secondo me è bellissimo. Mi ricorda un’arpa rovesciata, con la sua eleganza e leggerezza.

    Milvia

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