Nativi Americani

nativiamericani

(In questa foto Paul Showeway)

Quando ero piccolissima, avrò avuto tre o quattro anni, gli Indiani, quelli con le penne in testa, per intenderci, mi incutevano una grande paura: se i miei mi portavano a vedere un film di cow-boys e sullo schermo apparivano scene di battaglia fra indiani e bianchi, o vedevo i …pellerossa  danzare nei loro accampamenti prima del combattimento, chiudevo gli occhi, mi portavo le mani alle orecchie e giravo il viso contro la rassicurante giacca di mio padre.
Poi, verso i sei, sette anni, la paura cedette il posto all’esaltazione. Inutile dire che il mio eroe era John Wayne e che io e i miei amichetti, nella surriscaldata stanza dove venivano proiettati i film dopo la lezione domenicale di catechismo, applaudivamo a ogni vittoria dei musi pallidi…

Pochi  anni dopo il Corriere dei Piccoli iniziò a pubblicare a puntate le vicende di un personaggio che sarebbe poi diventato uno dei più belli e maggiormente amati della letteratura per ragazzi del ‘900: Tommy River, di Mino Milani. E attraverso questo non-eroe, questo cowboy così diverso, così umano rispetto a quelli portati fino allora sullo schermo, capii finalmente  che non erano gli Indiani il male assoluto (come si direbbe adesso), ma che a volte i cattivi potevano essere gli altri, proprio i John Wayne che fino a quel momento avevo ritenuto belli buoni e invincibili.
In seguito, ma ero già grande e ben consapevole che la Storia, o meglio le storie che narrano di Storia, sono spesso fallaci e ipocrite, il cinema americano si decise a dare una lettura più onesta di quanto era successo veramente al popolo dei Nativi Americani. Nel 1970 il regista statunitense Ralph Nelson gira Soldato blu, un vero cambiamento di sguardo sui massacri perpetrati nell’epopea del west, un indice puntato contro chi li aveva veramente commessi.  Fece scalpore, quel film, se ne parlò a lungo. A Soldato blu seguirono poi altri film sulla stessa linea, non so se per convinzione o per moda.

Ma quanto se ne parla, oggi, di quegli eccidi,  di quelle terre rubate, di un popolo sterminato da veri e propri invasori? E soprattutto, perché si parla così poco della loro situazione attuale?
Sarà un post molto lungo, questo, ma ci sono diverse cose che mi preme dire sull’argomento. E voglio pure mettere le loro voci, quelle dei Nativi Americani, e in contrapposizione anche le voci (le orribili voci)
 di chi si è sempre creduto altamente civile e democratico.

 12 ottobre: Columbus day. Grandi celebrazioni negli Stati Uniti, che si riflettono pure da noi, con servizi in tv, pagine di giornali. Si dice di tutto e di più, perfino che la moglie di Mastella è un italo-americana (mi chiedo se questo possa essere motivo di orgoglio, e per chi…Per Mastella? per la moglie? per noi italiani? per gli americani?).
Ma si tace o si parla ben poco della manifestazione che ogni anno, in questa ricorrenza, organizzano i Nativi Americani.  Il Columbus day, giorno di grandi parate in tutti gli Stati Uniti,  rappresenta simbolicamente per gli Indiani d’America l’inizio dello sterminio e dell’umiliazione.
Anche quest’anno, a Denver, fra i manifestanti ci sono stati numerosi arresti, così come accade, puntualmente, ogni anno. Perché non si può certamente turbare questa giornata dedicata a Cristoforo Colombo con le voci dei Lakota, e  Cheyenne, e  Apache, e Blachfoot, e Pona, e Zuni, e
Navajo, e Innu…
I Nativi Americani vivono ancora oggi una situazione di disagio estremo, sia nelle riserve, “gentilmente” concesse fin dall’800 dai vari Presidenti americani che si sono via via insediati nella Casa Bianca, sia nei centri urbani. Hanno condizioni sociali e di vita precarie.  Altissimo è il numero dei suicidi; hanno una scarsissima assistenza medica, non esiste praticamente un adeguato programma di prevenzione per controllare il diabete e l’alto tasso di colesterolo, malattie per cui questo Popolo ha il primato mondiale. Ancora oggi, poi, i Nativi hanno uno sconto sull’acquisto di alcol, in modo tale che tutti possano avere accesso alla bevanda che a loro provoca danni irreparabili viste le diverse caratteristiche biologiche rispetto ai bianchi. Non è forse un sistema programmato di distruzione, questo? E infatti molto, molto frequenti sono i casi di alcolismo.
E ancora: la FEMA (Federal Emergency Management Agency) il cui compito sarebbe quello di gestire le emergenze con l’obiettivo di ridurre le perdite di vite umane e salvaguardare le infrastrutture (l’equivalente della nostra Protezione Civile, credo), vuole assegnare rimorchi tossici agli abitanti delle riserve del Sud Dakota; e altre riserve, poi sono altamente inquinate per l’estrazione di uranio, che causa decessi sia fra i minatori Nativi Americani sia nelle loro famiglie.
Per non parlare di come la loro ricchezza culturale e linguistica, che dovrebbe essere considerata patrimonio dell’Umanità, sia stato svilita. Soprattutto nelle scuole frequentate dai Nativi: in Canada il 90% erano gestite da cattolici e le boarding school americane erano veri e propri lager dove non si esitava a praticare sevizie fisiche e psicologiche al sol fine di convertire i bambini alla cultura occidentale.  E ogni giorno questo patrimonio è messo più a rischio, in uno Stato che di ben altre cose si nutre.
Quello che di più straordinario aveva questo Popolo era il legame con la natura, l’estremo rispetto verso di essa. Sembra, per fortuna, che non sia stato ancora ucciso del tutto, e mi chiedo davvero come debba essere forte questa cultura per aver resistito a tanto scempio.

Con le manifestazioni organizzate durante il Columbus Day, i Nativi Americani chiedono solo di essere ascoltati, chiedono che gli venga ridata quella dignità che fu loro strappata insieme alla terra.
Forse ascoltarli, imparare a conoscere la loro cultura, può essere  essenziale anche per noi: per riprendere, attraverso il rispetto della natura, l’unica via possibile per salvarci dalla distruzione, altrimenti inesorabile.

Ascoltiamo dunque qualcuna delle voci dei Nativi Americani, e paragoniamole con altre, completamente contrapposte e incivili.

" Oh Grande Spirito, la cui voce ascolto nel vento, il cui respiro da vita a tutte le cose. Ascoltami; io ho bisogno della tua forza e della tua saggezza, lasciami camminare nella bellezza, e fa che i miei occhi sempre guardino il rosso e purpureo tramonto. Fa che le mie mani rispettino la natura in ogni sua forma e che le mie orecchie rapidamente ascoltino la tua voce. Fa che sia saggio e che possa capire le cose che hai pensato per il mio popolo. Aiutami a rimanere calmo e forte di fronte a tutti quelli che verranno contro di me. Lasciami imparare le lezioni che hai nascosto in ogni foglia ed in ogni roccia. Aiutami a trovare azioni e pensieri puri per poter aiutare gli altri .Aiutami a trovare la compassione senza la opprimente contemplazione di me stesso. Io cerco la forza, non  per essere più grande del mio fratello, ma per combattere il mio più grande nemico: Me stesso. Fammi sempre essere pronto a venire da te con mani pulite e sguardo alto. Così quando la vita appassisce, come appassisce il tramonto, il mio spirito possa venire a te senza vergogna."
Preghiera per il Grande Spirito
Anonimo
tramandata da Tatanka Mani (Bisonte che Cammina)
(1871 – 1967)


I pellerossa sono come lupi, feroci ma vigliacchi.
Annientarli sarà una passeggiata.

(Col. William Harney, 1855)   
   
La sofferenza di qualcuno é la sofferenza di tutti, la gioia di uno é la gioia di tutti.
(dal Codice Etico del Nativi Americani)

La soluzione del problema indiano è ammazzare tutti gli indiani.
(Gen. William Sherman,1868)

Il solo indiano buono è un indiano morto.
(Gen. Philip Sheridan, 1870)

«Solo dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto…
Solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato inquinato…
Solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato pescato…
Solo allora scoprirai che i soldi non si possono mangiare.
»
(Antico detto degli Indiani Cree)

Qui potete trovare molte altre informazioni.
http://www.nativiamericani.it

E ora, un loro canto, con delle bellissime, fiere, immagini.

http://www.youtube.com/watch?v=1VqoxOcEqpk

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19 risposte a Nativi Americani

  1. redcloud1968 ha detto:

    ma guarda un po’…toh!…un altra indiana. E dire che siamo pochi. Quella poesia era la mia bandiera, il mio spot, in una precedente vita “bloggheriana”. L’adoro. Tranquilla non sono “un’acchiappone” informatico ne un piaggerone e, neppure un piacione sui generis. è l’argomento che mi interessa. Affinità? mah!

    dolce nottata
    un sorriso

  2. redcloud1968 ha detto:

    dolce nottata
    un sorriso

  3. redcloud1968 ha detto:

    io ho due cd “indiani” che ascolto in religioso silenzio…hai ragione tu questa etnia, questa cultura, dovrebbero essere patrimonio dell’umanità. E, in “religioso” silenzio, tutti la ignorano. Forse…dico forse… un post ,of course, per usare la lingua dei “conquistadores” dovremmo scrivere un post, magari a quattro,otto,sedici,mille mani a Grillo. Lo so, se ne già occupato. Ma visto che è il decimo blog letto nel mondo….chissà…Essere visibile con i propri argomenti, seppure in via telematica visto che: appaiono solo sulla televisione (a pagamento e non) solo tronisti, veline, naufraghi e nullità assortite chissà…un grido di dolore, un monito a non ripetere gli stessi errori del passato possa arrivare dove l’indifferenza regna sovrana.
    dolce notte

  4. anonimo ha detto:

    Bellissimo post, Milvia.
    Peccato che non sono riuscita a vedere-sentire il video.
    Avrei inserito qui “Fiume Sand Creek” di Andrè (ce n’è una buona su You Tube) se sapessi come si fa…
    Buona giornata, cara amica.
    Mirella

  5. RenzoMontagnoli ha detto:

    Durante la seconda guerra mondiale abbiamo avuto l’Olocausto e il mondo è inorridito per quanto compiuto dai nazisti solo perchè i tedeschi non hanno vinto. In caso contrario, non ci sarebbe stato olocausto, ma solo una campagna di rieducazione.
    Il vincitore rende un misfatto sempre come un evento normale, anzi tende a circondarlo di un alone di misericordia per un vinto di una civiltà inferiore, secondo lui.
    Gli americani hanno perpetrato scientificamente il massacro degli indiani, ma nella loro storia, fino a poco tempo fa, non si è parlato in questo senso, bensì di un’azione di difesa contro tribù ostili.
    L’ostilità, se c’è stata, è stata determinata solo dall’esigenza di difendere una civiltà che l’uomo dal viso pallido voleva distruggere e che ha distrutto.

  6. lauraetlory ha detto:

    Cara Milvia tocchi un tasto che ci è particolarmente caro. Sui nativi americani abbiamo condotto molte ricerche prima di scrivere Sorelle di Sangue, un romanzo che narra proprio lo scontro tra lo strapotere dei bianchi invasori e la resistenza orgogliosa e rassegnata degli Apache Jicarilla nella zona del Santa Fe’ Trail (attuale Arizona, più o meno) nel 1870. Nello scrivere, com’era scontato, ci siamo innamorate perdutamente di quel popolo libero, fiero, saggio e così vicino alla natura da farne completamente parte, molto prima che i temi dell’ecologia sfiorassero la mente e il portafogli della cosiddetta civiltà occidentale. Chissà se un giorno riusciremo a pubblicarlo. Ma siamo già molto felici di averlo scritto, perché è stato come aver vissuto per qualche tempo accanto a quei nostri personaggi dai nomi suggestivi come Aquila che stride, Cervo Nero, Occhi d’inverno, Coda che suona.
    Laura e Lory

  7. patrizius ha detto:

    In questo giorno di pioggia mi sento una goccia del cielo felice di cadere nel ricordo d’ un pellerossa

  8. cristinabove ha detto:

    Cara Milvia, grazie per queste bellissime pagine…ho copiato la preghiera al Grande Spirito, e la metterò in cornice sulla parete del mio letto.
    La fierezza di un popolo traspare nel tuo scrivere ed è la stessa fierezza della tua grande anima.
    Un abbraccio.

  9. ReAnto ha detto:

    Ai tempi della scuola, il mio “grande “prof .di italiano mi consigliò di leggere “Seppellite il Mio Cuore a Wounded Knee ” Lo lessi e da quel giorno cambiai totalmente la visione che avevo dei pellerossa e dei visi pallidi.

  10. Soriana ha detto:

    @Redcloud: Pazzesco…Tu apri un blog proprio la notte scorsa (un nottambolo pure tu, ho notato) e fai un post sugli Nativi Americani…E così ci incrociamo…Mah, la rete..la rete…che cose fa accadere…
    Sono naturalmente d’accordo su quello che scrivi, sui giudizi che dai sulla tv e sulla società in genere.
    Mi lascia perplessa la proposta per Grillo. Non so, a volte non mi sembra autentico, a volte purtroppo credo che il suo sia un modo come tanti per cavalcare l’onda. Un piccolo dubbio, ma c’è.
    Dolce nottata anche a te. E ritorna!

    @Mirella:grazie, poi il video l’ho sistemato: youtube mi ha spostato tutte le sue cosine senza preavvisarmi… Per De Andrè…c’è una sorpresa nel post di questa notte.
    Un abbraccio.

    @Renzo: Cosa dire? E’ tutto esattamente così.

    @Laura e Lory: non sapevo di questo altro vostro romanzo. Da come lo raccontate, se avessi una casa editrice lo pubblicherei subito…Ma capisco benissimo quanto siate felici anche solo di averlo scritto. Ciao!

    @Patrizius: Poeta, grande poeta anche in un piccolo commento…

    @Cri: Ma adesso, oltre a commuovermi con le tue belle poesie, mi commuovi pure con i tuoi commenti? Grazie, Cri, sono felice di quello che mi scrivi. Non sopravvalutarmi: non sono per niente sicura della fierezza della mia anima. A volte, la mia anima, mi sembra uno straccetto da buttare. Un abbraccio, cara Cri

    @Antonio: E’ vero, mi ero completamente dimenticata di quel libro…Sai, credo che se tu sei così, così…grande, forse lo devi anche al tuo prof.
    Un ciao affettuoso e una carezzina a Giotto.

    Milvia

  11. cantodiluna ha detto:

    Vivevo ai confini
    con il Canada.
    Il nome del mio popolo
    la lingua del mio popolo
    sarebbero difficili
    per te
    da pronunciare
    e non è questo
    ciò che conta..

    Vivevo ai bordi
    fra il villaggio
    e la foresta.
    Sapevo le sapienze antiche
    parlare con i lupi
    le parole degli uccelli
    il nome delle erbe
    e sapevo usarle
    per curare
    ed il mio popolo
    mi amava
    e rispettava.
    Ero una donna libera.

    Nacqui una notte
    sulle rive di un corso d’acqua
    acceso dalla luna
    e mi chiamarono
    Figlia.
    Figlia del Rio Argento.

  12. Soriana ha detto:

    @Cantodiluna: grazie di questo canto!
    Un abbraccio
    Milvia

  13. tristantzara ha detto:

    Un popolo la cui storia è bene non scordare mai. Esempio di immenso rispetto verso la Natura. Conosci il cd “Music for native americans ” di robbie robertson ? no ? ascoltalo allora.

  14. caffestorico ha detto:

    Ciao Milvia se sei appassionata di indiani ti consiglio di leggere questo racconto.
    http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php%3Flev%3D66&cmd=v&id=4112

  15. Soriana ha detto:

    @Tristantzara: Non lo conosco, il cd. Lo cercherò, perchè ascoltando le musiche di quel Popolo si riesce a capire ancora meglio il loro spirito. E è una cosa che mi interessa. Grazie!

    @Francesco: ho letto. Bravo! Sei una sorpresa continua, Francesco….

    Milvia

  16. assuntainombra ha detto:

    che dire quello che hai scritto lascia senza parole sai conosco molto bene i cosidetti cattolici che con il loro fare distruggono tutto ciò che toccano e non mi dicessero che non è così perchè io i loro sopprusi e i loro plagi li ho subiti per ben vent’anni sulla mia pelle e dalle suore e dalle crocerossine la chiesa ovunque va impone i loro dogmi punto

  17. Soriana ha detto:

    Ciao, Assuntainombra! E’ stata per me una sorpresa leggere un commento au post che risale a più di un anno fa. E’ stata così un’ occasione per rileggerlo e per rileggere pure tutti i commenti che ne sono seguiti.
    Condivido il tuo dispregio per certe istituzioni che nulla hanno a che fare con il vero spirito cristiano di cui vorrebbero portare la bandiera. Mi spiace che tu abbia dovuto subire sulla tua pelle le loro nequizie. Purtroppo è capitato a molte, moltissime persone. E per il male che questi sostenitori di una pseudo morale hanno commesso, che commettono, non pagheranno mai.

    Un abbraccio. E se torni a trovarmi sarà per me un grande piacere.

    Milvia

  18. assuntainombra ha detto:

    grazie Soriana per le belle parole mi scuso per il ritardo a risponderti ma sono una frana con internet un abbraccio ora più che mai sono vicina alle popolazioni che soffrono guarda a gaza ……..

  19. Soriana ha detto:

    @Assuntainombra: grazie per essere tornata. Se vuoi, leggi il mio ultimo post, appena pubblicato. E buon anno!

    Milvia

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