Santippe: una vita negata…

P1040968Devo dirlo: se non avessi letto la bella recensione di Renzo Montagnoli, probabilmente non avrei mai acquistato questo libro. E’ un mio limite. Salvo poche eccezioni (ad esempio Le memorie di Adriano della Yourcenar ) non amo le biografie, o le storie su personaggi di un lontano passato.
E invece “Una vita negata” di Franca Maria Bagnoli l’ho letteralmente divorato, e mi ha fatto venire il desiderio di rileggermelo, per soffermarmi sui punti che ho amato maggiormente. Come faccio con i libri che mi piacciono.
L’autrice ripercorre in questo bel romanzo la vita di Santippe, moglie di Socrate. Sì, proprio di quella Santippe il cui nome, da secoli, è sinonimo di donna bisbetica e fastidiosa.
Qui, invece, nelle pagine della Bagnoli, viene fuori una figura femminile del tutto diversa.
Dalla ragazzina che confida i suoi sogni al mare che tanto ama, alla donna che ben presto deve abbandonare le aspettative che pensava poter realizzare sposando quell’uomo saggio che tanto l’ha affascinata fin dal primo incontro; e il carattere di questo personaggio a mano a mano che si procede nella lettura acquista una sorprendente modernità.
Vorrebbe avere un rapporto paritario, Santippe, con il marito. Che li unisse nel corpo e nell’anima come una sola cosa.  Ma anche nell’intimità della notte, le sue profferte amorose vengono accolte dal marito con riserbo e imbarazzo. 

<<L’essere donna l’aveva condannata, oltre che all’emarginazione, ad una vita senza amore. Gli Ateniesi avevano spaccato in due amore e famiglia: alle etere davano amore, alle mogli rispetto e un vago affetto; insomma una cosa grigia e molto mortificante. Ma era poi vero amore quello che gli uomini davano alle etere? Santippe le aveva giudicate sempre severamente, ma ora provava compassione per loro, suppellettili indispensabili negli sfarzosi banchetti di uomini ricchi.
Adesso capiva che ciò che le dava Socrate non era amore.
>>

Santippe è una donna appassionata e passionale, che possiede un’acuta sensibilità, ma che ha soprattutto fame di “sapere”. Che ritiene profondamente ingiusto che le donne vengano tenute all’ oscuro di tutte le decisioni che vengono prese, solo ed esclusivamente dagli uomini,  per amministrare la città. Che si rende amaramente conto pian piano che donne e schiavi non hanno nessuna valenza. E mentre le sue illusioni muoiono, la rabbia prende il loro posto, alternandosi a una specie di distacco, di visione imparziale ma critica della realtà che la circonda.
Non riesce a capacitarsi che il marito, così pronto a parlare con tutti, aristocratici e schiavi, senza distinzione, considerato dalla città intera un grande uomo, sia, fra le pareti domestiche, come tutti gli altri uomini, del tutto indifferente al “sentire” della moglie.
 Diventa così, Santippe,  una sorta di out sider fra le sue pari, e sua migliore amica, sua confidente, diviene Mandane, una schiava di Critone, amico di Socrate. Cosa davvero impensabile. a quei tempi…
Quello che può fare è cercare di trasmettere ai figli le sue idee, attraverso storie che racconta loro, parabole che parlano di libertà e di pace.

Questa è la Santippe narrata da Franca Maria Bagnoli, con passione e con scrittura gradevolissima, tanto che si arriva alla fine del libro quasi senza accorgersene. Una Santippe cui la vita sognata è stata senza dubbio negata, ma che ha la speranza che qualche piccolo seme da lei gettato possa contribuire a migliorare il futuro.

<<Del resto il fatto che i figli avessero accettato il suo modo di vivere senza toglierle né l’affetto né la stima, le facevano sperare che un piccolo seme fosse stato gettato nelle loro menti.
Quanto a lei aveva l’impressione, certe volte, di essere nata in un tempo sbagliato. Ma poi si dava della stupida e concludeva che ognuno nasce, per il fatto che nasce, nel tempo giusto.
Importante –pensava- è sapere guardare lontano, credere che il futuro possa essere diverso dal presente e cercare di vivere il più possibile coerentemente secondo i valori di una società che ancora non c’è ma che è possibile possa esserci domani.
>>.

Non so se Santippe fosse veramente così, come tanto egregiamente la descrive Franca Maria Bagnoli. Ma mi piace pensare che lo fosse.
E soprattutto mi piace consigliarvi questo bel romanzo. Aggiungete anche questo alla vostra lista dei regali di Natale. Magari al posto di qualche oggetto non proprio utile, effimero. Cancellate quello e scrivete:

Una vita negata” di Franca Maria Bagnoli – Collana: Scritture al femminile- Edizioni il Foglio gennaio 2007.
www.ilfoglioletterario.it

Franca Maria Bagnoli è nata a Roma dove si è laureata all’Università della Sapienza in filosofia, ottenendo il massimo dei voti, e ha poi percorso la strada dell’insegnamento.
Ha ottenuto ottimi risultati partecipando a diversi premi letterari. Nel 1998 è stata invitata da Dacia Maraini alla trasmissione “Io scrivo, tu scrivi” di Rai2 per parlare proprio di questo romanzo “Una vita negata”
Nel 2004 ha pubblicato una raccolta di favole e racconti per ragazzi con le   Edizioni Qualevita di Sulmona.
Diversi racconti e testi potete trovarli su Internet.
Franca ha pure un sito letterario. Andatela a trovare qui:

http://www.francamente.net/.

Quello che le donne non dicono…
per associazione di idee mi è venuta alla mente questa. Bello anche il video, nel suo genere. E la canzone è sempre bellissima. E mi ha pure un po’ immalinconito…
http://www.youtube.com/watch?v=4_OGl_gj6hI

Mi raccomando: nel post precedente…imperdibili avvistamenti…E parecchi, anche…

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5 risposte a Santippe: una vita negata…

  1. biancac ha detto:

    lo cercherò…

  2. cristinabove ha detto:

    Mi hai proprio fatto venire la voglia di leggerlo. I dettagli da te segnalati, sono molto intriganti.
    ciao
    cri

  3. RenzoMontagnoli ha detto:

    Un bel romanzo perchè non è solo sulla condizione femminile, ma su quell’uguagliana di diritti che ancor oggi non solo è incompleta, ma è minacciata da chi pretende di essere più uguale degli altri.

  4. anonimo ha detto:

    Grazie, Milve per la tua bellissima recensione. Un abbraccio. Franca Maria Bagnoli.

  5. Soriana ha detto:

    Ciao, Franca. Il libro mi è piaciuto talmente tanto che non ho potuto fare a meno di farne partecipe altri. Per me è stato un piacere.
    Milvia

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