Luciana in : altre scrivanie

DSCN1043Luciana è una cara amica, una bella persona la cui conoscenza mi ha arricchito la vita.
 E’ a lei che cedo la mia casetta virtuale, questa sera.
Sua è anche la foto, scattata a Grado, pochi giorni fa.

Mi chiamo Luciana e vivo a Roma dove sono nata. Ho due figli ormai grandi che hanno da poco spiccato il volo e sono andati a vivere per conto loro. Sindrome del nido vuoto? Direi proprio di sì, ma passerà…
Mi è rimasto il gatto, Ulisse, poco socievole e un po’ acciaccato in salute, ma ci facciamo una buona compagnia.
Faccio l’insegnante di lettere in una scuola media. Amo molto il mio lavoro ed anche se sono ormai alle soglie della pensione, cerco di farlo con passione perché sono convinta di avere fra le mani grandi possibilità e responsabilità.
Ho molti interessi, forse troppi. Il mio problema è non disperdermi dietro le tante sollecitazioni che mi arrivano e conciliare lavoro e doveri con la voglia di fare e di conoscere sempre cose nuove.
Ogni giorno leggendo, ascoltando la radio, guardando la televisione (poco!) scopro che ci sono mille argomenti, autori, situazioni e problemi che vorrei approfondire e conoscere meglio.
Chissà, forse, una volta in pensione…"

Ai primi di novembre ho fatto una breve vacanza a Grado, in Friuli, ed oltre ad ammirare le bellezze naturali ed artistiche di questa tranquilla ed elegante cittadina lagunare, ho avuto anche l’occasione di rientrare in contatto con la poesia di Biagio Marin.
Non so quanti di voi lo conoscano, ma Biagio Marin è un poeta dialettale che è anche uno dei massimi poeti del nostro secolo.
Nato a Grado nel 1891, ha scritto numerose raccolte di poesie, tutte nel dialetto della sua isola e ha dato a quella lingua dolce e musicale la dignità di lingua letteraria.
Nelle sue opere che coprono un lunghissimo arco di tempo (dal 1912 al 1985, anno della sua morte) canta prevalentemente il paesaggio della sua isola, il mare, il sole, i gabbiani(i corcali), le conchiglie (le scusse) e i sentimenti della gente comune, ma questi dati naturalistici diventano dati del suo paesaggio interiore e le sue poesie hanno una profondità e un potere di suggestione che raramente mi è capitato di incontrare.
Non bastano  certo pochi versi  a dar conto della sua opera, ma vorrei invogliarvi a riscoprirlo così, come è capitato a me, attraverso i caldi colori autunnali  di un breve soggiorno gradese.
Ho scelto una poesia tratta dalla raccolta "Cansone picole" del 1927:

                                Breve istàe de San Martin
                                che tu va basando muri,
                                perché morti xe za i fiuri,
                                co’ la boca d’oro fin;

                                breve istàe che tu carissi
                                le ilusion in fondo ai cuori,
                                e la morte coi to ori
                                tu coverzi, e i to caprissi;

                                va da ela a consolala,
                                che ‘i xe morto ‘l fantulin,
                                e la pianze e la se ‘mala,
                                bela istàe de San Martin.

Breve estate di San Martino/ che vai baciando i muri,/ perché morti son già i fiori, / con la bocca di oro fino/ breve estate che accarezzi / le illusioni in fondo ai cuori, / e la morte nascondi/ con i tuoi ori, e i tuoi capricci; // va da lei a consolarla/ ché le è morto il fantolino, / e lei piange e lei si ammala,/bella estate di San Martino.


Grazie con tutto il cuore, Luci, per averci presentato questo poeta, che io non conoscevo. Lo hai fatto con perizia e amore.

So che a Luci piace Vivaldi, ed ecco quindi questo  video che è bello quanto la musica che lo accompagna.

http://www.youtube.com/watch?v=mZ4Idsk_RYU

Poi, ora, leggete per favore il post con le segnalazioni: tutte interessanti…

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10 risposte a Luciana in : altre scrivanie

  1. anonimo ha detto:

    Mirella ringrazia Luci: per avermi fatto ricordare la bella Grado e Biagio Marin, del quale riporto alcuni versi.

    Tu geri l’orto che nissun coltiva
    co’ la rosa là, sora la spinada,
    co’ la fontana sconta d’acqua viva.

    Me son vignùo de note a luna bianca
    e ‘vemo visto l’alba e la rosada,
    e la stela a ponente cage stanca.

    Tu eri l’orto che nessuno coltiva/ con la rosa là, sopra il rovo, / con la fontana nascosta d’acqua viva.// Sono venuto di notte a luna bianca/ e abbiamo visto l’alba e la rugiada/ e la stella a ponente cadere stanca.

  2. Romeneo ha detto:

    salut amica che ti ho visto sul blog del circolo pasolini!

    ho visto che ti piace il gatto perchè ce lo hai sulla foto del profilo quindi forse ti piacciono i gatti
    anche a me piacciono i gatti e ogni tanto vado a trovare un amico a Vicenza che c’ha sempre un gatto per me che lo prepara con tanta cura

    ho visto che ti piacciono le poesie e ti posto una poesia del 1800 che si chiama come mia moglie,Doina
    che è anche una canzone

    De la Nistru pân’ la Tisa
    Tot Românul plânsu-mi-s-a
    Ca nu mai poate strabate
    De-atâta strainatate.
    Din Hotin si pân’ la Mare
    Vin Muscalii de-a calare,
    De la Mare la Hotin
    Mereu calea ne-o atin;
    Din Boian la Vatra Dornii
    Au umplut omida cornii
    Si strainul te tot paste,
    De nu te mai poti cunoaste.
    Sus la munte, jos la vale
    Si-au facut dusmanii cale;
    Din Satmar pâna ’n Sacele
    Numai vaduri ca acèle.
    Vai de biet Român saracul,
    Indarat tot da ca racul,
    Nici îi merge, nici se ’ndeamna,
    Nici îi este toamna toamna,
    Nici e vara vara lui
    Si-i strain în tara lui.
    Dela Turnu ’n Dorohoiu
    Curg dusmanii în puhoiu
    Si s’aseaza pe la noi;
    Si cum vin cu drum de fier,
    Toate cântecele pier,
    Sboara paserile toate
    De neagra strainatate.
    Numai umbra spinului
    La usa crestinului.
    Isi desbraca tara sânul,
    Codrul – frate cu Românul –
    De secure se tot pleaca
    Si isvoarele îi seaca –
    Sarac în tara saraca!

    Cine-au îndragit strainii
    Mânca-i-ar inima cânii,
    Mânca-i-ar casa pustia
    Si neamul nemernicia.
    Stefane, Maria Ta,
    Tu la Putna nu mai sta,
    Las’ Arhimandritului
    Toata grija schitului,
    Lasa grija Sfintilor
    In sama parintilor,
    Clopotele sa le traga
    Ziua ’ntreaga, noaptea ’ntreaga,
    Doar s’a ’ndura Dumnezeu
    Ca sa-ti mântui neamul tau!
    Tu te ’nalta din mormânt
    Sa te-aud din corn sunând
    Si Moldova adunând.
    De-i suna din corn odata,
    Ai s’aduni Moldova toata,
    De-i suna de doua ori
    Iti vin codri ’n ajutor,
    De-i suna a treia oara
    Toti dusmanii or sa piara
    Din hotara în hotara,
    Indragi-i-ar ciorile
    Si spânzuratorile!

  3. LaVostraProf ha detto:

    Ciao, scusa, è un OT, ma ti invito a un meme, qui

  4. anonimo ha detto:

    Non avevo mai letto poesie di Biagio Marin, ma ora scopro che sono davvero intense, e capisco molto di quello che Claudio Magris in ‘Microcosmi’ di lui, dei suoi gabbiani e delle sue conchiglie, descriveva, usando parole piene d’affetto e stima.
    Capitato qui per la prima volta (non l’ultima)
    Un saluto, Carlo

  5. LaVostraProf ha detto:

    Milvia, mi riscuso, ma l’invito giusto al meme è qui

  6. anonimo ha detto:

    Oh.. Grado, sono stato nel 91, preciso 1991, non sia mai qualche fraintendimento…. compagni di vacanza scadenti, ma cittadina deliziosa, ho ancora ricordi succulenti di un’aragosta… poi la laguna, la vecchia basilica. Uno splendido scampolo di memoria la poesia di Biagio Marin, letta tre volte per affrancarmi meglio a quell’impasto di terra e versi… ciao!

  7. lucidimarzo ha detto:

    Prima di tutto un grazie di cuore alla gentilissima padrona di casa che mi ha ospitato. Sono contenta che il poeta che ho scoperto o meglio “riscoperto” abbia suscitato interesse in qualcuno di voi. Aggiungo che un’edizione, credo completa, delle sue poesie si trova nella collana Garzanti “Gli elefanti” con il titolo “Poesie”. E’ a cura di Claudio Magris ed Edda Serra e contiene anche un’antologia della critica con interventi di Carlo Bo, P.P.Pasolini,Andrea Zanzotto, P.V. Mengaldo e Massimo Cacciari.
    Vorrei spendere ancora qualche parola sulla bellezza anche dei dintorni di Grado con la splendida basilica di Aquileia e le meraviglie longobarde di Cividale del Friuli. Insomma il Friuli è una regione un po’appartata nell’estremo nordest del nostro paese, ma merita di essere riscoperta in silenzio, nel rispetto della sua secolare riservatezza.
    Buona serata a tutti.
    luci

  8. Soriana ha detto:

    @Mirella: grazie per aver aggiunto un’altra bella poesia di questo Poeta.

    @Romeneo: Grazie della visita. Ma…non so, mi hai un po’ spiazzato. Quel riferimento al gatto mi sembra quanto mai…ambiguo? E ancora più spiazzata sono rimasta entrando nel tuo blog. Ma poi ho capito: possiedi un’ironia formidabile. E l’ironia è sempre sintomo di grande intelligenza. Ho interpretato bene, spero. E a proposito di interpretazione, mi spiace molto, ma per la poesia ci sarebbe bisogno di un interprete: mica l’ho capita…Non è che ce la puoi tradurre?

    @Carlo: sono contenta che tu sia arrivato qui, perchè la tua visita mi ha dato modo di conoscere il tuo blog. Che è molto bello. Spero davvero che non sia la tua ultima visita…

    @Gianluca: un micro ma efficace ricordo di Grado, il tuo. Grazie

    @Luci: grazie ancora a te, invece. E grazie delle tue ulteriori informazioni. Sai cosa ho pensato? Che Grado,dalla descrizione che ne fai, forse, ti somiglia.

    Un abbraccio a tutti

    Milvia

  9. lucidimarzo ha detto:

    Non ci avevo pensato, Milvia, ma adesso che mi ci fai riflettere mi sa che hai proprio ragione…
    un abbraccio e a presto
    luci

  10. Soriana ha detto:

    Luciana Calpini in: Altre scrivanie[..] Per la seconda volta Luciana Calpini diventa per una sera padrona di casa di Rossiorizzonti. E’ lei che tempo fa ci ha ricordato il poeta friulano Biagio Marin, qui, esattamente: http://rossiorizzonti.splinder.com/post [..]

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