Ancora Isole: Assunta

morisot_culla_328(Berthe Morisot – La culla)

Avete incontrato Nadia, l’altro giorno, ricordate?  (Per chi non l’avesse conosciuta può avvicinarla cliccando sul nuovo tag Isole.)
Perché allora non farvi conoscere, un po’ alla volta tutta la famiglia Dall’Olmo?
Ecco  allora Assunta, la sorella maggiore di Nadia. Farete la sua conoscenza proprio nel giorno in cui la madre rientra dall’ospedale dove ha partorito Nadia. Eh, sì, abbiamo fatto un bel salto a ritroso nel tempo…


Assunta

    Quando venne il momento del parto di Celeste, Assunta andò a stare da Lucianona, ma il giorno del rientro della madre, la bambina fu irremovibile: voleva tornare a casa sua e aspettarle lì, da sola.
     Per venire dall’ospedale sua madre prese un taxi. Aveva rifiutato l’aiuto del vicino, che si era offerto di andarla a prendere. Arrivò a casa che era quasi mezzogiorno. Assunta l’osservò scendere dall’auto nera, e notò il ventre sgonfio, e il passo un po’ incerto mentre la madre entrava in giardino e poi saliva i tre gradini che portavano al portoncino di ingresso. Il vestito le era diventato largo, come se fosse di una misura sbagliata. La figlia non le andò incontro. Aspettò che Celeste appoggiasse a terra la valigetta, che con difficoltà estraesse le chiavi dalla borsetta, mentre quel fagotto che  teneva sgraziatamente stretto a sé con un braccio, sembrava potesse scivolarle a terra da un momento all’altro. Poi  si allontanò dalla finestra e inspirò profondamente. Strinse le labbra e raddrizzò le spalle. Prese lentamente a scendere le scale che portavano al piano inferiore. Il cuore le batteva forte, con un rimbombo sordo.
     La madre la salutò appena. Entrò nel salottino e appoggiò la neonata sul divano, mettendole due cuscini ai lati del corpo. Altri li stese a terra sul tappeto.
    “Sta attenta che non cada” disse volgendo le spalle ad Assunta. “Io salgo un attimo. Dopo dovrai andare in farmacia, per il latte. Ah, l’ho chiamata Nadia, come volevi tu.”
    La bambina si avvicinò al divano e si chinò a guardare la sorella.  Nadia aveva gli occhi aperti, e Assunta vide che erano azzurri e che sembravano fissarla. Ma le avevano detto che i neonati non riescono a vedere nulla, nelle prime settimane di vita, e si sentì più tranquilla. Avvicinò una mano al piccolo pugno della sorella fino a sfiorarlo. Nadia aprì la manina e le afferrò con forza un dito. La pelle della neonata era calda e lievemente umida. Assunta scrollò la mano e si allontanò un poco. C’era un odore sconosciuto, intorno, lievemente acidulo, che incuteva timore. Riprese a osservarla, tenendosi distante. Gli occhi erano allungati verso le tempie, la bocca era piccola, rosata. I capelli erano una peluria biondissima, il naso minuscolo.
    “Nadia.” Pronunciò Assunta a fior di labbra. E fece una specie di sorriso teso. Nadia, come Nadia Tamelli, la bambina che le era più antipatica fra le sue compagne di prima media.
    Quando la neonata cominciò a piangere Assunta lanciò un breve sguardo verso le scale. Poi attraverso la porta-finestra uscì nel giardino. Ma il pianto la raggiunse anche fuori. Si mise sotto la magnolia, il più lontano possibile dalla fonte di quel suono insopportabile ed estraneo. Ma continuava a sentirlo, sempre più rabbioso, più concitato. Si portò le mani alle orecchie e le premette con forza. Rimase lì, ferma, con il respiro che sembrava bloccato nel petto, con il desiderio improvviso e disperato che l’orologio facesse vorticare all’indietro le sue lancette, e annullasse tutto il tempo trascorso negli ultimi mesi, i giorni spezzati, le voragini, l’assenza. Premeva forte le mani sulle orecchie, fino a sentire un bruciore che sembrava bucarle la testa. Ma il vagito continuava, le pareva sgocciolasse dalle sue dita, da tutta la sua pelle. Era un pianto acuto, desolato. Fu presa dalla paura che non smettesse più, che continuasse all’infinito. Rientrò in casa, attraversò velocemente il salotto evitando di guardare verso il divano. Salì correndo le scale ed entrò nella camera della madre, anche se si era ripromessa di non volerla vedere più, quella camera. Celeste era stesa sul letto, la stanza era in penombra, solo una lama sottile di sole filtrava dalle persiane socchiuse. Stava immobile, con ancora addosso quel vestito largo, un braccio ripiegato sul viso, a coprire gli occhi.
    “Piange” un bisbiglio. Poi ancora: “Piange” con la voce strozzata dal panico.
    Silenzio.
Poi, con voce piatta, senza muoversi, Celeste disse:
    “Avrà fame. E sarà anche sporca. Nella mia borsetta, lì sul comò, c’è la ricetta per il latte. Portati anche il portamonete e vai in farmacia. Fra poco scendo.”
    Nel riporre la borsetta Assunta urtò un oggetto, che ricadde sul ripiano del comò.
 Era la foto di nozze dei suoi.  La raccolse e se la infilò nella tasca del vestito.
Di sotto era tutto tranquillo. Assunta si avvicinò al divano: la piccola dormiva con il pollice in bocca. Una lacrima si era fermata in un angolo delle labbra.

Il video, invece è una cosa a sè, che nulla c’entra…Però è carino…
http://www.youtube.com/watch?v=10w_sEcHlGs

E poi, qui sotto, trovate le segnalazioni….

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5 risposte a Ancora Isole: Assunta

  1. cristinabove ha detto:

    Milvia, questo racconto mi sta attraversando la mente con mille diramazioni di ricordi…occuparsi dei fratelli più piccoli, imparare a crescere prima del tempo…
    Mi incuriosisce, anche. Aspetto il seguito.
    ciao
    cri

  2. Soriana ha detto:

    Beh, Cri, credo che tu sarai stata una sorella maggiore ben diversa da Assunta. Ma capisco quello che vuoi dire.
    Lì, nel romanzo, c’è naturalmente un motivo ben preciso che determina il comportamento di Assunta. Un tremendo episodio che ha determinato il destino delle quattro donne protagoniste.
    E adesso ci scommetto che sei ancora più curiosa….
    Un abbraccio
    Milvia

  3. cristinabove ha detto:

    Certo che sì…
    Non farmi aspettare troppo.
    buona giornata
    cri

  4. anonimo ha detto:

    Cara Milvia, hai da tempo acceso la nostra curiosità attorno alla vita e al destino di queste donne. Guai a te se non ti metti con impegno a fornirci il resto delle loro storie. Se è necessario, trascurando anche il puntuale aggiornamento del tuo bellissimno blog che non manco mai di leggere.
    Mirella

  5. Soriana ha detto:

    Celeste[..] Vorrei farvi conoscere, questa notte, il terzo personaggio femminile di Isole: Celeste, le cui figlie, Nadia e Assunta, avete già incontrato qui: http://rossiorizzonti.splinder.com/post/14729728/Isole e qui: http://rossi [..]

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