Hasta siempre, comandante

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Prendo spunto dall’articolo di Gordiano Lupi pubblicato domenica da Renzo Montagnoli. (http://armoniadelleparole.splinder.com/post/14865893/Il+Che+poeta)

Confesso: non sapevo che il Che avesse scritto poesie. Sono andata a cercarne qualcuna e lascio qui integralmente questa “Vieja Maria” di cui avevo letto con commozione qualche verso nell’articolo dianzi citato.
Mi sembra una bellissima poesia.

   

Vieja Maria

(Dedicata da Ernesto Guevara de la Serna
a una vecchia messicana incontrata nell’Ospedale
Generale di Città del Messico nel dicembre 1954)

.
    .
    Vieja Maria, vas a morir;
    quiero hablarte en serio:
    Tu vida fue un rosario completo de agonias,
    no hubo hombre amado, ni salud, ni dinero,
    apenas el hambre para ser compartida;
    quiero hablar de tu esperanza,
    las tres distintas esperanzas
    que tu hija fabricó sin saber como.
    Toma esta mano de hombre que parece de niño
    en las tuyas pulidas por el jabón amarillo.
    Restriega tus callos duros y los nudillos puros
    en la suave vergánza de mis manos de médico.
    Escucha, abuela proletaria:
    cree en el hombre que llega,
    cree en el futuro que nunca verás.
    Ni reces al dios inclemente
    que toda una vida mintió tu esperanza.
    Ni pidas clemencia a la muerte
    para ver crecer a tus caricias pardas;
    los cielos son sordos y en ti manda lo oscuro,
    sobro todo tendrás una roja venganza,
    Lo juro por la exacta dimensión de mis ideales
    tus nietos todos vivir n la aurora,
    muere en paz, vieja luchadora.
    Vas a morir, vieja María;
    treinta proyectos de mortaja
    dirán adiós con la mirada
    el día de estos que te vayas.
    Vas a morir, vieja María
    quedarán mudas las paredes de la sala
    cuando la muerte se conjugue con el asma
    y copulen su amor en tu garganta.
    Esas tres caricias construidas de bronce
    (la unica luz que alivia tu noche)
    esos tres nietos vestidos de hambre,
    auorar en los nudos de tus dedos viejos
    donde siempre encontraban alguna sonrisa.
    Eso ser  todo, vieja Maria.
    Tu vida fue un rosario de flacas agonias,
    no hubo hombre amado, salud, alegría,
    apenas el hambre para ser compartida,
    tu vida fue triste, vieja María.
    Cuando el anuncio de descanso eterno
    enturbía el dolor de tus pupilas,
    cuando tus manos de perpetua fregona,
    absorban la ultima ingenua caricia,
    piensas en ellos… y lloras,
    pobre vieja María.
    –No, no lo hagas!
    No ores al dios indolente que toda una vida
    mintió tu esperanza
    ni pidas clemencia a la muerte,
    tu vida fue horriblemente vestida de hambre,
    acaba vestida de asma.
    Pero quiero anunciarte,
    en voz baja y viril de las esperanzas,
    la mas roja y viril de las venganzas
    quiero jurarlo por la exacta
    dimensión de mis ideales.
    Toma esta mano de hombre que parece de niño
    entre las tuyas pulidas por el jabón amarillo,
    restriega los callos duros y los nudillos puros
    en la suave vergánza de mis manos de médico.
    Descansa en paz, vieja María,
    descansa en paz, vieja luchadora,
    tus nietos todos vivirán la aurora,
    LO JURO

.
 Ed ecco la traduzione:

    Vecchia Maria, stai per morire,
    voglio dirti qualcosa di serio:
    La tua vita è stata un rosario completo di agonie,
    non hai avuto amore d’uomo, salute e denaro,
    soltanto la fame da dividere coi tuoi;
    voglio parlare della tua speranza,
    delle tre diverse speranze
    costruite da tua figlia senza sapere come.
    Prendi questa mano di uomo che sembra di bambino
    tra le tue, levigate dal sapone giallo.
    Strofina i tuoi calli duri e le pure nocche
    contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.
    Ascolta, nonna proletaria:
    credi nell’uomo che sta per arrivare,
    credi nel futuro che non vedrai.
    Non pregare il dio inclemente
    che per tutta una vita ha deluso la tua speranza.
    E non chiedere clemenza alla morte
    per veder crescere le tue grigie carezze;
    i cieli sono sordi e sei dominata dal buio,
    su tutto avrai una rossa vendetta,
    lo giuro sull’esatta dimensione dei miei ideali
    tutti i tuoi nipoti vivranno l’aurora,
    muori in pace, vecchia combattente.
    Stai per morire, vecchia Maria;
    trenta progetti di sudario
    ti diranno addio con lo sguardo
    il giorno che te ne andrai.
    Stai per morire, vecchia Maria,
    rimarranno mute le pareti della sala
    quando la morte si unirà all’asma
    e consumerà il suo amore nella tua gola.
    Queste tre carezze fuse nel bronzo
    (l’unica luce che rischiara la tua notte)
    questi tre nipoti vestiti di fame,
    sogneranno le nocche delle tue vecchie dita
    in cui sempre trovavano un sorriso.
    Questo sarà tutto, vecchia Maria.
    La tua vita è stata un rosario di magre agonie,
    non hai avuto amore d’uomo, salute, allegria,
    soltanto la fame da dividere coi tuoi.
    E’ stata triste la tua vita, vecchia Maria.
    Quando l’annuncio dell’eterno riposo
    velerà di dolore le tue pupille,
    quando le tue mani di sguattera perpetua
    riceveranno l’ultima, ingenua carezza,
    penserai a loro… e piangerai,
    povera vecchia Maria.
    No, non lo fare!
    Non pregare il dio indolente che per tutta una vita
    ha deluso la tua speranza
    e non domandare clemenza alla morte,
    la tua vita ha portato l’orribile vestito della fame
    e ora, vestita di asma, volge alla fine.
    Ma voglio annunciarti,
    con la voce bassa e virile delle speranze,
    la più rossa e virile delle vendette,
    voglio giurarlo sull’esatta
    dimensione dei miei ideali.
    Prendi questa mano di uomo che sembra di bambino
    tra le tue, levigate dal sapone giallo,
    strofina i tuoi calli duri e le nocche pure
    contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.
    Riposa in pace, vecchia Maria,
    riposa in pace, vecchia combattente,
    i tuoi nipoti vivranno nell’aurora,
    LO GIURO

http://www.youtube.com/watch?v=-mOjijV4jA0
Risentire questa canzone, vedere questo video mi ha fatto salire le lacrime agli occhi: che sia la notte? O la giovinezza che se ne è andata? O forse è perché il Che è stato l’ultimo degli eroi? Oggi c’è solo vuoto, non ci sono più canzoni da dedicare, non ci sono comandanti poeti. Oggi, tristemente, c’è solo il conteggio dei morti, c’è solo la morte degli ideali.

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11 risposte a Hasta siempre, comandante

  1. cristinabove ha detto:

    Cara Milvia, grazie di questo regalo di poesia di un eroe, anche se ha fatto venire le lacrime agli occhi anche a me.
    un abbraccio
    cri

  2. patrizius ha detto:

    Grazie, Milvia per averci elargito questa bella poesia del mitico Che, l’ultimo eroe romantico della Storia, e l’ ultimo grande idealista.
    Patrizius

  3. hiperion ha detto:

    Non è facile dire “lo giuro”. Lui ha mantenuto la parola. Non è facile!
    Ciao

  4. argeniogiuliana ha detto:

    Grazie di cuore per questa poesia, per questo inno, per questo canto. E ringrazi te anche il dio inclemente che Che menziona. Perchè finchè vi saranno persone come te, come Cristina, come Gloria, una speranza c’è CHE.”Hasta la vctoria.Hasa siempre comandante”-

  5. RenzoMontagnoli ha detto:

    Ormai è un personaggio leggendario, un uomo di una coerenza e di un senso della giudizia incredibili.
    Penso che non sarà facile che l’umanità abbia ancora uomini simili, ma sono sicuro che, prima o poi, il seme che ha gettato germoglierà.

  6. glodalessandro ha detto:

    Di rara bellezza. Ma di forte speranza… crescente. Grazie

  7. winyan ha detto:

    Bella la foto,il Che credo che sia uno, se non il più fotografato personaggio storico, nei musei di cuba ci sono tantissime sue foto; bella la poesia, neanche io sapevo che ne avesse scritte;tra gli innumerevoli libri che di lui parlano io ho letto Senza perdere la tenerezza di Taibo II,e veramente ne viene fuori una persona eccezzionale, che ti rimane addosso, non facile ma di una forza incredibile, di una tenacia e resistenza uniche, coerente, schiva, schietta, potentemente affascinante per queste sue qualità, un uomo vero, nel senso di essere umano.
    ciao,
    maria.

  8. Soriana ha detto:

    Prima di tutto un caloroso benvenuto a chi è approdato qui per la prima volta.
    E a tutti grazie per i commenti: è un constatazione altamente consolatoria appurare che il Che sia un comune denominatore non solo di nostalgia ma anche di speranza.
    In particolare a argeniogiuliana: grazie per l’apprezzamento, sono lusingata ma…dubbiosa di essere come tu dici…

    Hasta la victoria siempre!!!!
    Milvia

  9. anonimo ha detto:

    innanzi tutto grazie per aver pubblicato questa poesia; poesia che racchiude un pensiero, una filosofia di vita, un’intera esistenza dedicata fino all’estrema maledetta conseguenza ad un ideale, ad un sogno di civile crescita umana..
    questa poesia che basa tutto sulla speranza atea di un cristianesimo fatto di lotta, di uguaglianza, di riscatto, è a dir poco splendida e, al contempo, dolorosa.
    Un estremo saluto ad una piccola “lavorata” donna, nonna, come tante che hanno vissuto vite di lotta per la sopravvivenza dei propri cari, per la speranza di un futuro senza fame… così lontano dal nostro consumistico andare, dalle nostre ultralevigate manine di fata…
    che dire? un po’ d’amarezza nel pensare che uomini come Che siano morti per un ideale che oggi – tracciando le somme e guardandoci intorno, esaminando le varie sfaccettature di nuova schiavitù che le nostre occidentali e democratiche società ci propinano – appare solo falsamente raggiunto, travisato… e sempre più miraggio e chimera.
    magari nascesse un altro Che… ne avremmo davvero bisogno.
    Natàlia Castaldi

  10. Soriana ha detto:

    Sì, Natàlia. Ne abbiamo un bisogno disperato di Che, in questo tempo che tutto brucia producendo solo cenere sterile…
    Un abbraccio, traghettatrice di parole e poetessa. Sono felice che tu ti sia fermata qui.
    Milvia

  11. anonimo ha detto:

    è stato un piacere Milvia!
    Nat

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