Renzo Montagnoli in: Altre scrivanie

mareRenzo Montagnoli: poeta, narratore, recensore, e…come altro definirlo? Un uomo generoso,  dallo sguardo attento su quello che accade nel mondo e che possiede la grande capacità di denunciare ingiustizie e soprusi attraverso la sua scrittura. Ma lo conosciamo tutti, l’amico Renzo, inutile che io continui. Meglio lasciare a lui la parola. L’immagine e la musica del post sono state scelte da Renzo. Ottima scelta, non vi pare?

Senza terra e senza cielo


 

Notte scura, senz’ombra di stelle

vento teso che soffia di traverso

mare che scatena la sua forza,

s’impenna, rumoreggia,

s’alza quasi al cielo.

Visi terrei, membra infreddolite

stipano il decrepito barcone.

Sul legno s’infrange l’onda

scricchiolano le giunture

un gemito quasi umano

che s’unisce a quello di cento bocche

aperte solo per biascicare

preghiere salmodiate.

La paura,

una serpe che s’annida

e che cresce di ora in ora,

ma là, oltre orizzonte,

c’è la terra dei sogni

l’Eden della povera gente.

Niente più fame,

niente più bimbi

che s’accasciano senza forze,

solo una terra

per ritrovare la dignità di vivere.

Il mare cresce e il suo urlo

sembra quello disperato

di una bestia impazzita,

travolge il barcone,

strappa quegli uomini come fuscelli.

Acqua gelida, buio profondo,

zavorre d’umanità che si inabissano,

un ultimo disperato sguardo

a quel cielo senza stelle,

gente senza terra e senza cielo.

Un sogno che si frantuma,

una speranza che muore.

Nessun Eden per loro,

solo anime spoglie

che  raggiungono il cielo.
 

http://it.youtube.com/watch?v=YO82u7CKj1k

Grazie, Renzo. Spero che tu approderai ancora in Altre scrivanie…

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10 risposte a Renzo Montagnoli in: Altre scrivanie

  1. redcloud1968 ha detto:

    per dirla alla Totò:
    “se per questi versi si perde la testa; per Leopardi cosa si perde?” citazione da “un turco napoletano”.
    sono un po’ acido lo so. colpa di Benigni e di Dante. Dopo aver visto la luce della poesia si fa un po’ fatica a tornar tra i comuni mortali a cui tanta speme preme farsi notare. Avvulsa fu intenzione a recare offesa e, se pur tuttavia, ciò avviene, lungi da me averne intenzione. Ripetormi conviene. Ma null’altro segnalar vorrei l’aduso, abuso, di luoghi comuni far notare. Di affabulatori e falsi poeti siamo pieni. Or con tutto il rispetto di questo caso non conviene. Anzi bella prosa e bell’immagine proviene. Però lo studio della metrica e dell’altrui pensiero meglio sarebbe approfondire se per il futuro passare vuole il tuo pensiero.
    red ispirato :-))
    goodnight

  2. redcloud1968 ha detto:

    Ora, per non passare da sbruffone, la scrivo io una cosa su questi poveri disgraziati sul barcone. Senza paracadute cioè “adesso”, senza pensarci. Come mi viene.
    Innanzi tutto bisogna immaginarsi, immaginarsela, viverla dentro in qualsiasi senso, anche fisico, in PRIMA persona se no non vale.

    “Incredibilmente è questo! questa fine tra onde e marosi con il vento, freddo, caldo, a volte benevolo a volte malefico che mi entra nelle ossa, nell’anima, dentro insomma; nella mia lingua alieno vi suonerebbe questo mio pensiero.
    Voi che di sogni proibiti vi nutrite e che noi avete infettati: maligna speme comune. Abbietto pensiero ci accomuna. Solo che io adesso vedo morir me stesso ed i mie compagni su questo legno antico e fradicio che migliori tempi han veduto, vissuto, sperato come io adesso più non spero. IO che adesso presto sono a vedere la fine ,a vivere la fine; per cosa poi?
    Per vivere o soltanto sperare di vivere come voi.
    Abbietto e, qui mi ripeto, sogno fugace di una esistenza migliore.Fatta di corse e di puttane nell’andar incontro ad un infarto o piuttosto al piombo di un ciarpame umano. Adesso che tutto mi è chiaro maledico voi ed il vostro pensare. Mare fai il tuo dovere inghiotti me ed i miei compari. Che le anime dei nostri bambini nati e poi non nati siano di ombra perenne ai loro giorni ignari. Ignavi”

    red

  3. anonimo ha detto:

    eh il sogno fa parte dell’uomo… a ogni costo. ma a volte è solo istinto di sopravvivenza, non bisogna dimenticarlo…

  4. cristinabove ha detto:

    Segnalo il mio “Giardino”:
    GIARDINO DEI POETI

  5. Soriana ha detto:

    @Redcloud1968:
    Premesse:
    innanzi tutto ho dovuto leggere per ben tre volte il tuo commento. Forse perché mi ero appena svegliata, forse perché lo hai scritto alle 4 di notte e, si sa, la notte amplifica e deforma i pensieri…Un maggiore semplicità di stile mi avrebbe senz’altro agevolato la comprensione di quello che volevi esprimere. Avvulsa (avvulsa???!!!) però da me l’intenzione di fartene una critica.
    Poi, molto banalmente, i gusti sono gusti. E questo vale in particolar modo per la poesia: o ci riempie, e entriamo in sintonia con la mente e il cuore del poeta, oppure passa senza neppure sfiorarci, o magari ci infastidisce.

    Contraddittorio:
    Nessuno qui vuol certo paragonarsi a Dante o a Leopardi (neppure tu, spero…)

    Parli di luoghi comuni: fotografare la realtà, così come molto abilmente, con raziocinio filtrato da sensibilità, fa Renzo Montagnoli in tutto ciò che scrive, credo che sia molto lontano dai luoghi comuni e dalla banalità.

    Per quanto riguarda lo studio della metrica e dell’altrui pensiero sono fermamente convinta che questo autore ne sappia molto più di me (e di te?) e di molti altri che si chiamano poeti messi insieme. A comprovarlo sono le ottime recensioni che critici qualificati hanno stilato sui suoi “Canti celtici”.

    Mi spiace, Red, ma questa volta non siamo per niente in sintonia.
    Spero però che ricapiti un’altra occasione.

    Milvia

  6. RenzoMontagnoli ha detto:

    Premetto che per principio rispetto le altrui opinioni, anche quando sono critiche nei confronti dei miei lavori.
    Può essere che, al di là del gusto, la poesia di cui sopra sia poca cosa e d’altra parte non tutte le ciambelle riescono col buco.
    Del resto, se uno mi muove una critica, motivandola, ne prendo atto e cerco di capire se ci sono dei fondamenti e se sì di correggermi per quanto possibile.
    Concordo che questa poesia non è al top dell’armonia e riguardo alla metrica mi permetto di evidenziare che Montale, Ungaretti, Luzi e Quasimodo scrivevano per lo più non secondo la metrica classica.
    Lungi dal volermi paragonare a loro, ma se questi numi della poesia potevano non vedo perchè non possano anche gli altri.
    Luoghi comuni: dove c’è un naufragio è difficile che non ci sia anche dell’acqua, e nella tua versione anche della nebbia, perchè le tragedie non si svolgono mai come l’hai ipotizzata; da questo punto di vista non concordo proprio.
    Del resto Dante e Leopardi non si toccano, perchè sono dei grandissimi, ma non è nè logico, nè possibile scrivere come loro.
    I tempi cambiano e anche il linguaggio, e di questo si deve tener conto.
    Comunque Redcloud sappi che scrivo anche in metrica, non quella però classica, troppo rigida e fuori dal tempo.
    Come ti ha consigliato Milvia compra i Canti celtici, che non sono cari, e avrai modo di verificare tu stesso.

  7. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunque, Redcloud, qui nessuno crede di essere Dante o Leopardi, autori che tutti stimiamo. Ci accontentiamo di scrivere poesie, di descrivere sensazioni, emozioni e penso che ciò sia bello, perchè aprire il proprio animo agli altri significa comunicare, partecipare, senza velleità di essere dei sommi artisti.

  8. cristinabove ha detto:

    Nuvola rossa, stavolta mi trovi in disaccordo, perchè io delle poesie ho un altro concetto. Penso che possano piacere o non piacere, non essere corrette. E me lo dimostra il fatto che sono tanti i poeti il cui stile non piace a tutti, c’è chi preferisce il verso libero sincopato, chi l’endecasillabo, chi un ritmo costante e chi no…c’è chi considera poesia soltanto versi in metrica e di questi soltanto i sonetti o le ottave, o gli stornelli o gli strambotti, ecc.
    Personalmente ritengo che la poesia risieda in tutto quello che ti fa vibrare l’anima. Poi, se qualcosa mi convince, ne rilevo le caratteristiche che più mi hanno coltpito, altrimenti le lascio senza commento.
    A correggere dei versi in rima, se la metrica non è perfetta, ci sto, e penso anche che sia giusto farlo, ma per chi scrive in versi liberi non vi può essere correzione, solo approvazione o indifferenza.
    cri-pennablu

  9. cristinabove ha detto:

    Mi sono accorta di non aver commentato la poesia, e siccome non mi ha lasciata indifferente, esprimo il mio apprezzamento per Renzo, la cui poesia così come la prosa sono improntate sempre ad uno spirito di grande umanità.

  10. anonimo ha detto:

    mah! resto esterefatta davanti alle discussioni meramente stilistiche…
    comunque, grazie al cielo abbiamo illustri esempi di totale assenza di rime, trovate retoriche, endecasillabi e quant’altro…
    Volendo esprimere un parere assolutamente personale e, quindi, non universale, amo la poesia libera da schemi, metrica e rima.

    quanto alla posia di Renzo, bhè, mi ha dato i brividi e non c’è altro da dire.
    Natàlia

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