Un Natale di 11 anni fa

immigrati2La notte di Natale del 1996, nelle acque davanti a Porto Palo, naufragò una carretta del mare. Persero la vita 283 migranti pakistani, indiani e cingalesi. 
Sono passati 11 anni, e ancora quella immane tragedia non è stata chiarita. Chi non ne ricordasse i particolari può andare a visitare questi siti.

http://www.meltingpot.org/articolo1075.html

http://www.meltingpot.org/articolo10486.html

http://www.lankelot.eu/index.php/2006/07/18/394/

Stranamente ho trovato solo questi. Non ho fatto una ricerca completa, ma nelle tante pagine di google che ho visitato dopo aver digitato la chiave “Porto Palo,” ho rilevato moltissimi siti che parlano di questo paese come località turistica, che pubblicizzano hotel, ville, appartamenti per la villeggiatura. Che è giusto che ci siano. Ma che sono veramente tanti, troppi, se si paragonano al numero esiguo di siti dove si possono trarre informazioni su quel terribile Natale del 1996.

E’ stato pensando a quelle vittime dimenticate da tanti, abbandonate anche nella morte dalle istituzioni, che nel gennaio dell’anno scorso ho scritto per loro :

Porto Palo


Ci sono voci, là sotto.

Ci sono invocazioni a un Dio che non è il nostro,
ma come il nostro è lontano e indifferente.

Ci sono voci, là sotto.

Ci parlano  sommesse dei loro sogni,
del diritto a una vita, di speranza.

Ci sono voci, là sotto.

Gridano la paura, i mesi e mesi
nel ventre ostile di una nave matrigna.
Ci dicono del freddo, della fame,
del tempo fermo,
dell’assenza del giorno.

Ci sono voci, là sotto.

Raccontano piangendo
della caduta in quel mare di morte
delle  braccia scomposte.
dei piedi scalpitanti,
dei richiami, 
del rombo nelle orecchie,
dell’acqua nei polmoni.
Della discesa.
E giù
e giù
e giù…
Senza più risalire.

Ci sono voci, là sotto.

Ci sono voci che attendono giustizia.

Bologna, 4 gennaio 2007 alle 22,30

http://www.youtube.com/watch?v=EGCy5_sRx-g

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in la mia scrivania. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Un Natale di 11 anni fa

  1. winyan ha detto:

    chi vuoi che sia sveglia a quest’ora?? ciao milvia, non dico niente su quello che hai postato, i commenti secondo me non servono più di tanto in questa sede,hai fatto bene a ricordarlo,l’oceano atlantico è pieno di ossa di quelli che una volta venivano a forza deportati dalle loro terre per diventare schiavi in altre, ora che si muovono loro sponte e, comunque, obtorto collo, nessuno li vuole, ma, se riescono ad arrivare qualcuno è sempre disposto a sfruttarli, altri mari si stanno riempendo di ossa, cambiano i modi ma le logiche son sempre le stesse.
    buona notte se sei ancora lì.
    maria.

  2. RenzoMontagnoli ha detto:

    Ci sono voci che attendono giustizia.
    E aggiungo “ma non l’avranno mai.”
    Di tutti gli animali l’uomo è il più feroce, è l’unico che sfrutta i suoi simili, è il solo che uccide per il piacere di uccidere.
    2000 anni di cristianesimo non sono serviti a nulla, se non a ingrassare le chiese che lo predicano.

  3. cristinabove ha detto:

    Grande, Milvia!
    Posso metterla nel mio giardino?
    cri

  4. Soriana ha detto:

    Grazie, amici cari, per associarvi in modo così sensibile e intelligente a questo mio post…

    @Cri: E me lo chiedi? Sarebbe, per me, un vero onore diventare una pianticella del tuo giardino…

    Buonissima domenica a tutti!
    Milvia

  5. anonimo ha detto:

    Ciao Milvia,
    stive buie ammassate di corpi, privati della dignità, che affoga in puzzo d’orina, in disperazione… quei barconi sono l’ultima speranza, sono il sogno che porta alla fine.
    natale 1996, ma tante, troppe altre date… preghiere, ma quale Dio?
    quale? qualunque sia il Suo nome, quale Dio può osservare questo scempio?
    la poesia è forte, ti taglia dentro, ti proietta immagini come diapositive che girano nel cervello, impressionano, lacerano… e tutto continua a tacere, ma mai smettere d’urlare, Milvia.
    grazie.
    Natàlia

  6. glodalessandro ha detto:

    Nel giardino dei poeti ho lasciato il mio commento. Quì timidamente aggiungo: ari-complimenti per ricordare questo tipo d’evento che purtroppo non avrà fine, almeno fino a quando l’uomo non sarà in grado d’insegnare l’amore e la comprensione verso il prossimo… ci vorranno millenni.
    Glò

  7. winyan ha detto:

    Scusa il pessimismo Glò, ma millenni sono già strascorsi ed altri non cambieranno la situazione se pure ce ne saranno….

  8. argeniogiuliana ha detto:

    Mi associo e ai commenti aggiungo il mio silenzio impotente.Bellissima la tua poesia che si sente:sgorga dal cuore

  9. Soriana ha detto:

    Grazie a tutti! Anche se la mia è la voce di un moscerino (ma hanno voce, i moscerini?…) non mi stancherò mai di parlare di di cose che reputo intollerabili.
    Milvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...