La donna che parlava con i morti: di Remo Bassini

P1050213"Devo confessare che un po’ lo invidio, Remo Bassini. Riuscire, come lui fa, a trasfigurare le nostre zozzerie quotidiane in forma di romanzo aiuta a respirare e a vivere meglio"

Queste sono parole di Marco Travaglio, e, avendo io letto tutti i quattro romanzi di Bassini, non posso che condividerle.

Credo che la grande capacità dell’Autore, a prescindere dalla indiscussa buona qualità stilistica della sua scrittura, stia nel creare personaggi che poi è difficile dimenticare. Perché assomigliano a noi, o a qualcuno che noi conosciamo.
Come noi tutti, i personaggi dei romanzi di Remo Bassini hanno mille sfaccettature, innumerevoli sfumature. Nessun bianco o nero, proprio come succede nella vita reale. Con gli eccessi e le debolezze, con gli sconforti e le arroganze che si possono perfettamente miscelare nella stessa persona. E il tutto è trattato, a mio avviso, con un estremo rispetto da parte dell’Autore, con un atteggiamento verso le sue creature che non esiterei a definire di “pietas”.
E questo accade anche con  Anna Antichi, la protagonista de “La donna che parlava con i morti”. Che a volte irrita il lettore, con il suo atteggiamento
 scostante e aggressivo verso tutti e verso tutto, con il suo linguaggio che taglia più di un coltello, ma che poi a quello stesso lettore fa nascere il desiderio di abbracciarla, di tenerla vicino per placarne il dolore che la devasta.

A mano a mano che si procede nella lettura vorremmo dare consigli a Anna, dirle, no, non dire questa cosa, non prendere quella decisione…Vorremmo, insomma, prenderci cura di Anna.
Perchè alla fine, se non è la simpatia, è l’empatia verso di lei che prevale, che cancella del tutto l’irritazione che possiamo aver provato nei suoi confronti. E vorremmo che Anna l’anarchica potesse finalmente essere serena.

E’ questa la magia che la scrittura di Remo Bassini  crea intorno ai suoi personaggi: che non rimangono mai sulla carta, ma hanno ossa e carne e sangue e ci avvolgono e si fanno avvolgere in una sorta di amore, che a volte può avere le sfumature dell’odio. O viceversa.

Come “Lo scommettitore” anche “La donna che parlava con i morti” ha la fibrillante tensione di un giallo, ma sarebbe riduttivo incasellarlo in questo genere, perché è molto di più: è un microcosmo di emozioni, di contraddizioni esistenziali dove tutti possiamo ritrovarci.

Non farò nessun accenno alla trama, non parlerò di Marta, la donna che dà il titolo al romanzo, e che molto abilmente Bassini mantiene in una zona nebulosa, senza metterla mai sotto un potente riflettore, anche se la sua presenza è sempre lì, in ogni pagina, come le ombre di un crepuscolo che angoscia ma al tempo stesso affascina. In questo mio modesto commento ci tenevo proprio a evidenziare il personaggio di Anna Antichi, anzi, non personaggio, ma persona, donna vera.
E un’ultima cosa: mi è piaciuto moltissimo trovare, nelle pagine del romanzo, riferimenti a canzoni, a libri, a scrittori, a film. Rendono la storia ancor più concreta. E poi sarà che alcune di quelle canzoni, qualcuno di quegli autori, li amo molto anch’io. Ma questo, naturalmente, può essere un valore aggiunto solo per me.

Spero che a Remo Bassini, se leggerà questo mio post (e mi scuso con lui se non sono riuscita a esprimermi come lui meriterebbe) piaccia almeno la canzone che ho scelto questa sera.  Il cantante che la esegue era fra i preferiti di Leone, il padre di Anna: ecco, vedete, parlo di loro proprio come se fossero persone vere, persone che ho incontrato nella mia vita. …
Beh, spero che almeno questa mia scelta musicale a Remo Bassini sia gradita.

http://www.youtube.com/watch?v=a33Fa78zK5w

La donna che parlava con i morti
ISBN: 978-88-541-0962-9
Coll. Nuova Narrativa Newton
n. 91 ,  pp. 240
Euro 9,90

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5 risposte a La donna che parlava con i morti: di Remo Bassini

  1. anonimo ha detto:

    Ho letto il libro di Remo Bassini. La tua recensione è davvero molto bella, Milvia
    Ciao da
    Mirella

  2. cristinabove ha detto:

    Volevo già acquistarlo, con la tua recensione mi hai messo addosso anche una grande curiosità…
    Aspetto solo di uscire un attimo dal guscio.
    cri

  3. Soriana ha detto:

    Grazie, Mirella!
    @Cri: se… esci dal guscio (sei una lumachina nel tuo giardino?..) quando vengo a Roma lo andiamo a comprare insieme.

    Milvia

  4. anonimo ha detto:

    Mi piace moltissimo quanto dici di Remo Bassini autore: lo condivido e lo quoto.
    Quoto anche Marco Travaglio (anche lui apprezza Bassini) : trasformare il quotidiano in speciale non è dote comune.
    Altra cosa racconto sempre. Racconto sempre di come io ho conosciuto Remo. E’ stata un’esperienza del tutto significativa. Scrivevo in un blog che si occupava di un problema neurologico, le epilessie. Lessi ed apprezzai alcuni suoi interventi. Seppi dal web master che Remo scriveva. Mi mandò, Remo, una copia del libro che gli chiesi: chi lo aveva letto, dei bloggers, ne parlava bene. Mi incuriosii. Remo me lo regalò chiedendomi di esprimerne sinceramente ogni mia opinione. Era ” IL QUADERNO DELLE VOCI RUBATE” ed io me ne innamorai. Pensai che chi sa tratteggiare simili figure dalle umane debolezze dovesse essere veramente fuori dal comune – che è poi l’idea di Travaglio – e diventammo amici. In pochi abbiamo notato che la presenza di un personaggio epilettico è una costante, come è stato anche per Dostojewski (sebbene in molti critici ne accennino solo in merito a ” I DEMONI” ). Ad ogni buon conto, al di là del mio apprezzamento per l’autore Remo, ripeto, c’è l’orgoglio dell’amicizia dell’uomo Remo.
    Trovo bellissimo il tuo passaggio sull’atteggiamento di pietas verso le sue creature.
    Consiglio a tutti di leggerlo e di regalarlo a natale (visto che ci siamo incrementiamo la scarsa lettura “buona” che si fa in questo paese).
    Gradevolissima anche la musicalità del libro… è veramente da scoprire!

    Paola Cingolani “rossa”

  5. Soriana ha detto:

    Ciao, Paola. Con molto piacere ti ritrovo qui, nel mio blog, dopo averti letto tante volte da Remo, e esserci anche trovate in sintonia su diversi argomenti.
    Anch’io sono innamorata del Quaderno. Se Remo Bassini non fosse la persona sensibile che è, e non fosse così attento alle malattie dell’anima e ai disagi che affliggono questa nostra misera realtà i suoi personaggi non avrebbero lo spessore che li caratterizza. Per essere buoni scrittori bisogna soprattutto “saper vedere”.
    Un abbraccio.
    Milvia

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