Gabriella Cappelletti in: altre scrivanie

montagneL’amica Gabriella è una valente poetessa, e mi spiace solo che non possiate sentirla mentre legge le sue poesie: le legge così bene che a volte fa venire i brividi, dall’emozione. Ecco, comunque, come si presenta a noi Gabriella.

Gabriella Cappelletti risiede attualmente a Bologna. Ha fatto parte di alcuni
gruppi di scrittura, partecipando a diverse letture pubbliche. Ha collaborato
alla redazione di libri scolastici. Fa attualmente parte delle Donne in Nero
e dell’ Associazione Orlando. Ha pubblicato alcuni testi di poesia:
Faccende d’ amore, Incorporate 1/6, I cieli di  Milo.
Insieme ad altre autrici ha pubblicato "Grecia, un viaggio"  e  "Donne a Gerusalemme".
Ha tre grandi passioni: quella per la politica (con le donne), quella per i viaggi e quella per la poesia e per la scrittura più in generale: un filo che l’ha sempre accompagnata nel corso della vita.

Punto fermo

Bianchi e azzurri splendono

come dardi nell’anima invernale

che si scioglie nel verde

ora cupo ora via via più tenero

mescolato al giallo delle ginestre

e dei maggiociondoli

colori che oggi riassumi

cercando il luogo del bosco

e la rupe dove scorrono

l’aspro e il tenero-

e senti fluire l’estate

e prevedi l’autunno

che include e porta tutte

le gamme del rosso

e – ruggine- e ghiande

In un attimo fluiscono

le stagioni e sembra che

nulla resti. – Ma un profilo

montano riporta fermezza

Guardando fuori lo ritrovi

all’orizzonte – Guardando

dentro lo senti scolpito

in ogni cellula del corpo

e in ogni circonvoluzione

del cervello

E’ questo il punto fermo

che vai cercando?

Grazie, Gabriella! Torna quando vuoi. Mi farà molto piacere.

E, non potendo purtroppo ascoltare Gabriella che legge la sua poesia, godetevi almeno questa musica così serena (e poi andate a vedere, nell’altro post, cosa vi suggerisco questa notte…).

http://www.youtube.com/watch?v=YvJC5t7-zQk

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2 risposte a Gabriella Cappelletti in: altre scrivanie

  1. anonimo ha detto:

    Il punto fermo: un luogo reale e immaginario, esterno e interno, attraverso il quale entrare in contatto col nostro io più profondo e vero.
    Pinkola Estés nel suo libro “Donne che corrono coi lupi” così descrive il suo:
    “Per me… è una sorta di bosco ben ripiegato che porto con me ovunque e che srotolo attorno a me quando ne ho bisogno. Siedo ai piedi dei grandi alberi della mia infanzia. Da questo luogo privilegiato propongo i miei interrogativi, ricevo risposte, poi arrotolo di nuovo il mio bosco , riducendolo alle dimensioni di un bigliettino d’amore.”
    Bello, vero?
    E bellissima è la poesia di Gabriella. Complimenti.
    Mirella

  2. Soriana ha detto:

    Cara Mirella, il tuo commento, e i brano inserito, è altrettanto bello quanto la poesia di Gabriella.
    Un abbraccio.
    Milvia

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