Luciana Calpini in: Altre scrivanie

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Per la seconda volta Luciana Calpini diventa per una sera padrona di casa di Rossiorizzonti. E’ lei che tempo fa ci ha ricordato il poeta friulano Biagio Marin, qui, esattamente:
http://rossiorizzonti.splinder.com/post/14811119/Luciana+in+%3A+altre+scrivanie

E ora è tornata, un ritorno a me molto gradito, per suggerirci un altro consiglio di lettura.
La fotografia che apre il post l’ha scattata Luciana, così come sua è la scelta della musica che chiude l’articolo.

Di questo libro mi ha attratto subito il titolo, "Una scrittura femminile azzurrro pallido".
Per una fissata con l’azzurro come me, niente di strano, ma poi anche la copertina era azzurra e al centro della copertina si stagliava una delicata immagine femminile, un
pastello che rappresenta una giovane donna, Laure de Noailles, dipinto da un certo Christian Bérard.
Il nome dell’autore, Franz Werfel, mi era completamente sconosciuto ma, leggendo all’interno, ho appreso che si tratta di uno scrittore austriaco, di origine ebraica. Vissuto fra il 1890 e il 1945, fu in gioventù amico di Kafka e Brod; nel 1929 sposò la figlia di Mahler, Alma, e nel 1938 fuggì prima in Francia e poi negli Stati Uniti.

Il libro di cui vi parlerò non è neanche citato fra le sue opere più importanti, ma a me sembra essere un piccolo capolavoro di introspezione psicologica e la qualità della scrittura è evidente fin dalle prime pagine.

La trama è presto detta: l’azione si svolge a Vienna, primi anni trenta; un brillante funzionario viennese, dopo una giovinezza di stenti e mediocrità, si è ritrovato sposato, per una serie di fortuite circostanze, a una giovane e ricca ereditiera della buona società austriaca e vive tra gli agi e le sicurezze che la sua condizione sociale gli consentono. Una mattina riceve fra la posta una lettera vergata in una "scrittura femminile azzurro pallido". Riconosce subito l’autrice della lettera, una sua antica amante che, dopo alcune settimane di bruciante passione , era stata da lui brutalmente abbandonata. Profondamente turbato, dopo molte esitazioni, legge la lettera e, dietro la richiesta di una raccomandazione per un giovane di razza ebraica,  crede di capire che indirettamente la donna intenda comunicargli che quell’antica storia d’amore
ha avuto un frutto, un figlio di cui d’ora in poi si dovrà occupare…
Riaffiora la vergogna per un amore prima calpestato e poi cancellato e il senso di colpa nei confronti della giovane donna abbandonata e della moglie tradita.
Nell’arco di poche ore subisce una profonda trasformazione , sembra essere in grado di rinunciare, per un improvviso bisogno di verità e di paternità,
a tutti gli agi e le sicurezze pazientemente costruiti  e, in un crescendo di angoscia e ansia riparatrice, si prepara a confessioni e rinunce. La realtà poi lo porterà in direzioni diverse, ma quelle poche righe azzurro pallido lo lasceranno diverso per sempre. Tornerà alla solita vita, ma con la consapevolezza che la sorte gli aveva offerto una possibilità di salvezza che non è stato capace di cogliere.

Colpisce la profondità dell’analisi psicologica, la capacità di esplorare quella zona crepuscolare della coscienza in cui sensi di colpa, per anni soffocati,
improvvisamente si materializzano, in un intreccio di sentimenti, emozioni ed ansie molto umani.
Su tutti i personaggi aleggia la minaccia del clima di intolleranza razziale che rende l’aria sempre più irrespirabile, ma i ricchi e benestanti borghesi fingono di
non vedere e sembrano non rendersi conto delle sofferenze e delle angosce che si addensano su una parte della popolazione austriaca.
Si ritrova in questo libro l’atmosfera di tensione e cupa oppressione che si respira ne “ L’amico ritrovato ” di Uhlman e l’attenzione alla nascente psicanalisi di certe opere di Schnitzler, altro grande scrittore austriaco degli inizi del Novecento.

Infine mi sono piaciute molto le descrizioni della natura e dei paesaggi in cui la vicenda si svolge. Come spesso capita nei libri, la natura sembra seguire, con le sue variazioni di colori, i cambiamenti di umore e lo stato d’animo del protagonista.
Sentite come, all’inizio del libro, l’autore descrive l’aspetto della giornata:

“ Il mondo si presentava oggi come una tiepida giornata di ottobre che in una sorta di estro giovanile si sforzava di assomigliare a una giornata di aprile. Sopra i vigneti che si estendevano intorno alla città si addensavano frettolose grandi nuvole bianche come la neve e dai contorni nettamente definiti. Nei punti in cui era libero, il cielo esibiva un azzurro nudo, primaverile, che in quella stagione appariva quasi spudorato. Il giardino davanti alla terrazza, scoloritosi appena, aveva un aspetto tenacemente estivo. Piccoli venti indisciplinati rimbalzavano spavaldi tra il fogliame che sembrava ancora saldamente appeso ai rami degli alberi ”

Buona lettura a tutti!

Azzurro, non pallido, ma sempre azzurro…

http://www.youtube.com/watch?v=mjW0jPA-xW4

Grazie, Luciana! Sembra davvero un bel romanzo…

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6 risposte a Luciana Calpini in: Altre scrivanie

  1. winyan ha detto:

    Lo lessi molto tempo fa…mi piacque molto, e lo consigliai a molte persone…bello il commento Luci, sai è un pò che volevo rileggerlo, grazie a te e a milvia per avermelo ricordato.
    un caro saluto
    maria

  2. Raqqash ha detto:

    Cari saluti e auguri di buone feste, nonostante il clima nazionale e internazionale sia quello che è…Ma bisogna andare avanti e fare il meglio che si può, io credo.

  3. RenzoMontagnoli ha detto:

    Non conosco l’autore, ma la trama sembra molto interessante.

  4. lucidimarzo ha detto:

    Ringrazio Mivia per l’ospitalità e gli altri per l’attenzione.
    Aggiungo che un altro dei pregi del libro è quello di non essere un romanzo ma un racconto lungo, in tutto 131 pagine. La vicenda si svolge nell’arco di una sola giornata,in un ottobre che comincia come un luminoso mattino d’aprile e si conclude come una piovosa sera di novembre.
    Buona serata a tutti!

  5. cigale ha detto:

    Lo acquistati nei primi anni novanta, in prima edizione Adelphi, anch’io incuriosito dal titolo. E’ un testo raffinato, di grande sensibilità introspettiva. Consigliatissimo.
    😎

  6. Soriana ha detto:

    Mi associo ai ringraziamenti di Luci, a quanti hanno partecipato. E ringrazio Luci, naturalmente, per questo consiglio di lettura, interessante e ben scritto.
    E ricambio di cuore gli auguri a Raqqash
    (certo, Raqqash, che bisogna andare avanti…)

    Milvia

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