Letture di gennaio

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Ogni inizio d’anno mi riproponevo di tener nota dei libri che avrei letto fino ad arrivare al 31 dicembre.  Poi puntualmente  me ne dimenticavo e le pagine dell’agenda che ogni volta designavo ad ospitare nomi di autori e titoli dei loro libri rimanevano bianche, a guardarmi con una certa aria di rimprovero. Questo fino all’anno scorso.
Ma quest’anno, finalmente (un finalmente che ha anche il significato letterale di alla fine, alla fine del percorso, dell’avventura, alla fine sempre più prossima della mia vita, insomma), voglio mantenere il mio proposito. Sarà la vecchiaia, che invoglia a fissare sulla carta momenti, azioni, emozioni, prima che la mente usurata le perda  irrimediabilmente, sarà che ora ho questa agenda virtuale, questa pagina luminosa che amo riempire per condividere con altri le mie esperienze.
Ecco allora che creo, oggi, una nuova categoria: 2008, i miei amori aperti a caso.
Amori perché amo i libri, tutti, anche quelli che mi deludono. All’inizio li amo, anche loro. Aperti a caso perché accanto a ogni titolo riporterò un breve brano del romanzo o raccolta di racconti, o una  poesia, se si tratterà di una silloge, che mi balzerà agli occhi aprendo il libro dove lui vorrà essere aperto.
In linea di massima non esprimerò, in questo tag, giudizi sulle opere che a mano a mano finirò di leggere. Mi piacerebbe però sapere se ho condiviso queste letture con qualche navigante che approda in questo mio porticciolo. E anche qualche commento, mi piacerebbe leggere. E, anche, quali libri questi naviganti (voi, insomma..) avete letto in questo primo mese dell’anno.
Qui sotto quelli che finora ho letto (o sto leggendo) io:

Il ragazzino scivolò giù dal cavallo, attraversò il vicolo a piedi nudi con fare circospetto e sbirciò dentro la casa, poi ci entrò scavalcando la finestra.
Che diavolo fa ? esclamò Rawlins
Mi hai tolto le parole di bocca
Attesero. Ma Blevins non si fece vedere.
Laggiù arrivava qualcuno.

(Cormac McCarthy: Cavalli selvaggi –Einaudi- Tradotto da Igor Legati)



Leon si è aggiustato i dread e ha fatto la voce seria.
Mi ha detto: – Niente cazzate. Va bene?
-Va bene.
-Te ne stai lì dietro. In silenzio. Sotto le coperte.
Ho ripetuto:- Va bene- a bassa voce, tra me e me. E mi sono accucciato sul pavimento del Caravelle, ai piedi dell’ultima fila di sedili. Ho pensato: Come un lemure del Nevada. Stavo rileggendo l’ultima lettera di nonno Viorel.

(Fabio Geda: Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani –Instar libri)

L’arrivo di Isadora al podere Rosignolo avvenne un giorno d’ottobre.
Achille, dopo aver saputo che era incinta aveva deciso che si sarebbero sposati e sarebbero andati a casa sua, che due in più non cambiavano niente.
L’unica a fare storie fu stranamente la signora Luisa, che per una volta le chiese se era veramente quello che voleva. Se c’era una cosa che Isadora desiderava più di tutto era andarsene da lì, dove aveva vissuto i dieci anni più brutti della sua vita.

(Rita Zaghi: Basterà uno sguardo -Edizioni il Melograno)

Una notte di luglio, durante un temporale Gardini e i suoi amici aspettarono che Franca uscisse a cercare la gatta e le tesero un’imboscata. Ubriachi o fatti, non so bene, la rincorsero per tutta la via, riempiendola di insulti e prendendola a sassate. Lei si fece un paio di settimane in ospedale, ma non li denunciò.
Un mese dopo, il padre di Franca morì. Lei mise in vendita l’appartamento e un giorno di settembre trasclocò.

(Grazia Verasani: dal racconto “La ragazza dei rospi” tratto da “Tracce del tuo passaggio” Fernandel)

Quando arrivai a casa sua era intenta a sgranare piselli, volse subito verso il recipiente il viso liscio come uno specchio, impassibile, leggermente più pallido del solito, anche se probabilmente non era mai stato rosato neppure da giovane. Ero venuta per Pollet? , mi chiese con il tono di voce di chi si informa se Viola doveva fare un’altra passeggiata. L’aveva vista all’alba, sentendo il cane abbaiare era uscita, noi non c’eravamo svegliati?

(Magda Szabò: La porta  -Einaudi Tradotta da Bruno Ventavoli)

La donna, massiccia nell’aspetto ma lieve nei movimenti, sollevò con decisione e delicatezza la bimba dei Lazzeri, e la sistemò nella culla di vimini. Era una brava bambina, non le dava gran che da fare, Pure, una ruga netta le segnava la fronte e gli occhi osservavano la creatura con qualche preoccupazione. Fu in quell’atteggiamento che la sorprese Hanny, entrata proprio allora nella cameretta.

(Annalisa Ferrari: Il mio nome dimenticato- Edizioni la Biblioteca che non c’è)


Jamie cercò di indietreggiare velocemente per rientrare nel perimetro della proprietà. Ma i tempi in cui poteva muoversi velocemente erano passati ormai da dieci anni. Una delle stampelle si impiantò nel terriccio erboso tra il bordo dell’asfalto della provinciale e lo sterrato subito sotto l’arco d’ingresso. Tentò di frenare la spinta che si era data, puntando a terra la destra. Un dolore lancinante le artigliò la caviglia, salendo come una saetta lungo il ricostruito tendine esterno. Non riuscì a impedirsi di gridare mentre cadeva a terra sotto gli occhi di quegli uomini e del cameraman che si era immediatamente precipitato avanti per filmare meglio la scena.

(Laura Costantini e Loredana Falcone: Le colpe dei padri) "Le Colpe dei padri", che io ho stampato dal blog Le storie di Laura e Lory  uscirà in allegato alla rivista  Historica.



E ora tre libri che sto leggendo, per motivi diversi, contemporaneamente.

Crepuscolo

Prendi respiro anima mia
dalle paure del giorno
dal sofferto cammino
del tuo corpo…
Hai sopportato lame
d’acuminato dolore per esistere
e ancora un poco prima che la sera
scenda sull’invisibile
orizzonte
arrenditi al miracolo
d’essere viva ancora
nel crepuscolo.

(Cristina Bove: Fiori e fulmini  Edizioni Il Foglio)
che leggo lentamente, assaporando ogni verso, quando i miei pensieri non fanno rumore
.



Erano circa le quattro del pomeriggio quando uscirono tra la folla di manifestanti cattolici giunti al cinema sbagliato. I manifestanti erano in ginocchio a un’incessante Ave Maria ripetuta da un voluminoso e possente stereo portatile. Jack capì all’istante che i cattolici inginocchiati pensavano che stessero uscendo da una proiezione di Je vuos salue Marie di Godard; i cattolici erano venuti per errore a manifestare contro Mishima.

(John Irving: In cerca di te – Rizzoli- Tradotto da Giovanni Giri e Marco Zonetti) che è un libro…fisicamente molto robusto per cui inadatto alla lettura in autobus ecc.

E’ a metà dell’atrio, diretto alla porta, quando mi vede. Gli occhi di Giorge Cooper si stanno ancora adattando dopo il bombardamento dei riflettori. Ha in mano una piccola borsa nera che contiene gli strumenti della sua macabra professione.
“Coop.” La mia voce rimbomba un poco nell’atrio cavernoso.
Ci sono cerchi di sonno arretrato sotto i suoi occhi, e un sorriso quasi stupefatto sotto un paio di baffi sale e pepe.

(Steve Martini: Prova schiacciante – SuperPocket Longanesi – tradotto da Vittorio Cartoni) Piccolo, tascabile, da borsetta, me lo leggo sui mezzi pubblici.

E dopo tutte queste parole una canzone.
Che siccome sono a volte un po’ masochista sono andata a ripescarla in una sezione di You tube che si chiama le introvabili. L’ho ballata tante volte, questa canzone. Allo Sporting Club, qui a Bologna, dove molto frequentemente Pier Giorgio Farina si esibiva. 1200 anni fa, secolo più secolo meno. E oggi, che non sono proprio del tutto allegra, quale ausilio migliore che risentirla?… Fazzolettino, please…

http://www.youtube.com/watch?v=xYLvnD2FJ68

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9 risposte a Letture di gennaio

  1. cristinabove ha detto:

    Grazie, cara Milvia.
    cri

  2. riri52 ha detto:

    Bella idea! Grazie Rita

  3. BarbaraGozzi ha detto:

    Una gran bella condivisione di letture e pensieri…

    Un abbraccio,
    B

  4. Annalisa55 ha detto:

    Per santa Lucia mi sono regalata un quaderno con la copertina rigida coperta di melograni. Faceva parte di una serie per registrare ricette, canzoni, viaggi, pensieri, Io ho comprato quello per i libri. C’è un indice iniziale e una pagina per libro (autore, titolo, chi te lo ha prestato, o consigliato, o dove lo hai preso, ecc., il resto per i commenti).
    Così senza tema di sbagliare, ti elenco le mie letture di gennaio:
    ”La strada” di Cormac McCarthy (bello, triste, angosciante, a volte cupo, apparentemente senza speranza, eppure continui a leggerlo, fino alla fine).
    “La sovrana lettrice” di Alan Bennet (con tante verità sulla lettura e qualcuna sulla scrittura. Asciutto, nitido, pungente. Piccolo, lieve gioiello. Sopraffino colpo di scena finale). “Nudi e crudi”, sempre lui, ho riso proprio.
    “L’acchito” di Pietro Grossi (qualche fatica all’inizio, ripetizioni e pesantezze –sviste dell’editor?- poi scivola via, storia, personaggi, pensieri. E io amo il gioco del biliardo).
    “Il correttore di bozze” di Francesco Recami (un po’ confuso, ma a me interessa la figura del correttore; una sensazione di freddo continuo). “L’errore di Platini”, sempre Recami (resuscita gli anni sessanta ma i personaggi, la storia, ti gelano).
    “A sangue freddo” di Truman Capote (grande, forse perfetto).
    “Eureka street” di Robert McLiam Wilson (qualche déjà vu iniziale, per la storia, per l’ambientazione; da metà in poi si viaggia meglio; c’è un capitolo su un attentato in Irlanda che è magistrale).
    “La ragazza dal cuore d’acciaio” e “Rumbe tumble” di Joe Lansdale (eh, che dire? Io amo Lansdale, sia che scriva un giallo cupo e sanguinolento, sia che scriva di Hap e Leonard e di botte e sparatorie, sia che parli di spiriti maligni e fantasmi).
    Niente di simile ai tuoi, eh?
    Però Fabio Geda l’ho letto quando è uscito, e riletto per il mio circolo di lettura, e quest’autunno ho conosciuto la Szabò con “La ballata di Iza”.
    Mi dirai se vale la pena di leggere Irving?

  5. anonimo ha detto:

    Bel post, Milvia, e ottimo suggerimento. La vuoi però smettere di dipingerti come una vecchietta in fin di vita?
    Mi metto a cercare subito un quaderno come quello di Annalisa…
    Ciao a tutti.
    Mirella

  6. RenzoMontagnoli ha detto:

    Dopo un periodo di opportuno riposo, sto leggendo, forse anche troppo, ma è sempre un’eccellente evasione da problemi personale e soprattutti da problemi generali.

  7. winyan ha detto:

    Io è dal 1995 che tengo un elenco dei libri che leggo durante l’anno…non tengo l’elenco di quelli che compro che secondo me sono anche di più!! :-)ho anche un quadernetto su cui scrivo/scrivevo i miei commenti ai libri che mi avevano colpito di più..abitudine un pò lasciata da parte ultimamente, perchè mi capita di scriverne magari su qualche forum etc. ma che secondo me non farei male a riprendere. Ora sto rileggendo Morte a credito, anzi vado a prenderlo….
    ciao
    maria.

  8. Soriana ha detto:

    Ciao a tutti!

    @Annalisa: sono riuscita a visualizzarlo il tuo taccuino! Sempre grazie alla tua grande capacità di descrivere oggetti e situazioni.
    Dei libri che citi ho letto solo Geda, che ho apprezzato tantissimo. Fra l’altro lo conosco, Fabio, ed è davvero una bella persona.
    Nel libro della Szabò La porta c’è un personaggio femminile caratterizzato così bene, così fortemente inciso sulla carta come raramente mi è capitato di trovare. Lo trovo un libro splendido, e mi procurerò anche le altre opere di questa scrittrice.
    Per quanto riguarda Irving…Beh, forse fra gli autori statunitensi viventi è il mio preferito. Situazioni, quelle che lui narra, a volte grottesche, difficilmente possibili nella vita reale. Eppure, sebbene io non ami troppo il grottesco, mi ritrovo a innamorarmi perdutamente di tutti i suoi personaggi. Ironici, a volte spietati verso i difetti della società americana, avvincenti, divertenti, ma anche attraversati da una malinconica tenerezza,
    i suoi romanzi sono, a mio avviso, da leggere tutti.

    @Barbara: grazie della visita. E’ stato un vero piacere conoscerti di persona!

    E grazie ancora agli amici per l’augurio di bentornata!

    A tutti voi: Ben trovati!!!!
    Milvia

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