Roberta Giacometti in: Altre Scrivanie

fot1.26Gherard Terborch (ter Borch), Donna che scrive, circa 1665, L’Aia, Mautitshuis
(www.bnnonline.it/attpro/teca5/min/fot1.26m.jpg)

Ho conosciuto Roberta Giacometti poco più di un anno fa, alla presentazione del suo “Pennellate di vita”. Libro che mi ha lasciato un’impressione gradevolissima. Prima di dare spazio a Roberta voglio riportare il commento che scrissi sul sito di IBS dopo aver letto il suo romanzo.

Raramente si trova un libro autobiografico che abbia una tale leggerezza. Sembra proprio che l’autrice, nel raccontare se stessa, si sia messa da parte, impedendo così alla voce narrante di scivolare in facili toni patetici e di nostalgia deteriore. Questo non vuol dire che la voce è fredda, tutt’altro. Ascoltandola ci si commuove, si sorride, si ride, e anche si fanno riflessioni su quello che è stato pure il nostro passato. Lo stile dell’autrice, apparentemente semplice, nasconde, a mio avviso, una ottima qualità di scrittura, un ottimo lavoro su di essa. Dunque, un libro che io consiglio vivamente, certa che entusiasmerà anche voi, come è capitato a me.
Milvia Comastri (18-01-2007).

E ora mi ritiro e lascio la parola alla padrona di casa di questa sera.

Mi chiamo Roberta Giacometti, ho 50 anni vivo a Imola dove insegno, cammino e scrivo.
Ho pubblicato una raccolta di racconti "Lavori in corso" e un romanzo breve  "Pennellate di vita 1941-1995" Bacchilega Editore nel 2006 e quest’anno "Un pugno di sogni" Dieci racconti anni 70 sempre con la Bacchilega Editore. Ogni libro 80 pagine. Sembra essere il mio limite, la mia dote di sintesi mi porta a essere concisa e breve.
Sono una grande impastatrice. Ascolto storie e poi le mescolo inventando la mia realtà più o meno verosimile. Mi piace creare cocktail antropologici, poche descrizioni, molti dialoghi.
I miei racconti sarebbero da ascoltare alla radio, con le voci giuste e gli ascoltatori si farebbero quattro risate o un bel pianto liberatorio.
 
Ecco il mio raccolto "La scrittrice" che ben riassume il piacere che provo nello scrivere.

La Scrittrice

Non sono una vera scrittrice. Non lo sono.
Ma come giustificare, a me per prima, tutto il tempo che passo davanti al computer, mentre batto e ribatto parole alla tastiera, mentre leggo e rileggo a voce alta quello che scrivo per sentirne il suono, il ritmo? Scrivo, o dovrei dire scribacchio? Non mi piace il suono di questa parola. Scrivo. Semplicemente scrivo.
Allora sono una cui piace scrivere.
E cosa scrivo? Sciocchezze, leggerezze della vita. Ricamo attorno a piccoli aneddoti, a voci di paese, a luoghi comuni. Rendo vive persone lontane o solo immaginate. Mi guardo attorno, osservo gli uomini e le donne. Faccio tesoro di ogni incontro. Metto insieme, spero con garbo, futili dialoghi, cercando di cucirli fra loro senza strappi o punti malmessi. Manipolo frasi e personaggi. Annuso ciò che scrivo. Sposto, provo a sostituire, a rimescolare, a togliere e mettere. Soprattutto tolgo. Limo. Cerco di cogliere un’intuizione seppur minima, l’essenza di quello che sento. Provo a dare un senso, una morale.
So di non poter rimettere a posto il mondo. Soltanto un angolo, un tetto, una ferita.
Questo l’ho letto in un libro. Allora lo sottolineo e lo riporto in questo contesto. Ho rubato una frase di un altro scrittore e la faccio mia. Ringrazio il maestro e rifletto. Lo dovrò citare in calce? I miei sono solo racconti, piccoli, leggeri racconti che non meritano formalità.
Dovrei citare allora tutte le frasi che rubo ai passanti, ciò che sento dire mentre faccio la spesa, quello che raccontano i miei amici? Devo ringraziare tutti per gli spunti, le idee carpite? Devo far presente che sto parlando di una vecchia storiella risaputa o che sto per riproporre modi di dire, ovvietà?
Questa è la vita. Io vivo. Memorizzo e poi trasformo. Fatico per rimettere a posto quello che si può, con tenerezza guardo all’annaspare di tutti noi, alla lotta e alla gioia di chi si perde, si ritrova, si smarrisce, si diverte, lavora. Scrivo di loro. Scrivo di me con loro.
Cosa potrei dire ad un simpatico bidello? Cosa potrei rispondere ad uno scorbutico fabbro? Cosa ha di magico da ricordarmi il lattaio o il vecchio calzolaio? O il pompiere allettato? Quale vita li ha resi più o meno sensibili verso altri uomini? Quale fatto? Come raccontarlo in due o tre pagine?
Scrivo, leggo e rileggo.
Cosa far succedere all’infermiera devota e birichina, al falegname scontroso o al saldatore deluso? Come reagiranno l’arrotino offeso e la postina incazzata? Si arrabbierà il carrozziere per quello che gli hanno combinato? Ce la faranno il contadino sdraiato sotto il ciliegio e l’imbianchino super dotato? Come andrà a finire quell’insegnante un po’ razzista, cambierà idea? Si incontreranno il gentile elettricista con la sorda farmacista? Si sposeranno i due cassieri innamorati? E il pizzaiolo scomparso scriverà ancora poesie? E gli uomini balsamici, come l’elettricista o quelli tuttofare, come l’orologiaio, saranno sempre così disponibili o si stancheranno? Il preside andrà finalmente in pensione insieme al vigile? E gli altri scompariranno come ha fatto il prestigiatore?
E le donne che li hanno incontrati, giovani, vecchie, disperate o incredule, sconcertate o esterrefatte, quelle ragazze furbe o incantate, quelle signore innamorate e stupite, quelle mogli annoiate e un po’ nevrotiche, le casalinghe indaffarate, le mamme commosse, le nonne e le zie, le amanti: si ricorderanno di loro?
E io? Continuerò a scrivere di loro, io che sono giovane, vecchia, mamma, nonna, amante e moglie? E a voi, avrò regalato un’ora di leggerezza? Sarò stata capace di farvi sorridere, di commuovervi un poco? Di provare nostalgia? Avete per caso riconosciuto qualcuno?
E… vi piacciono i racconti che senza preamboli incominciano subito con un serrato dialogo? Io li adoro. E i miei finali? Vi piacciono? A me fanno impazzire quando come un soffio o con un guizzo concludono la storia. Spesso non vedo l’ora di scoprire come andrà a finire, perché neppure io lo so. E rileggerò incredula! L’ho scritto io?! O al contrario quando conosco solo la battuta finale e creo il contorno, rendo il tutto credibile? Vi avrò strappato un sorriso, un commento, un’emozione?
E tutti gli altri? Il giardiniere, la commessa, la segretaria, il giornalista, la cantante, il cantiniere, l’autista, la magliaia, la cartomante, lo stradino, il camionista: dove sono? Busserà alla mia porta il minatore affumicato, mi tormenterà di notte l’astioso droghiere, e la storia un po’ spinta della massaggiatrice ve la racconterò?
Continuerò con lavori in corso tre, quattro, cinque?
Basta! griderà l’amico correttore di bozze, non ne posso più dirà il mio fidanzato, ancora due m’inciterà la ragazza di mio figlio, continua così mi scriverà l’amica lontana che li aspetta per posta, mamma! sospirerà solo mia figlia dubbiosa, mamma, mamma, dirà eccitato mio figlio sorpreso, sei banale mi confiderà l’amico intellettuale, mi diverti spero dichiari la collega, sono carini mi esorterà mia sorella, cambia idea saranno le parole dell’amica sempre a caccia di qualcosa d’originale!
Ehi, calma! È solo un gioco!
Sono storie. Storie infinite. Piccole schegge di vita. Andranno dove vorranno. Dove vorrete voi che le leggerete. Dove la vita e il tempo le porteranno. Finiranno nel fosso se andranno veloci. Resteranno a farci un po’ di compagnia se sapranno rallentare.
Solo storie. Imbastite e poi cucite con fili di tanti colori.
Scrivo, leggo e rileggo.
Allora sono una scrittrice. Solo per voi.

Grazie Roberta! Proprio un bel racconto, lieve, e in questi tempi cupi penso ce ne sia proprio bisogno.

Anche la musica che ho scelto mette allegria…

http://www.youtube.com/watch?v=XUJJoMwFdUA

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in altre scrivanie. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Roberta Giacometti in: Altre Scrivanie

  1. cristinabove ha detto:

    interessante scrittura questa della Giacometti.
    cri

  2. Soriana ha detto:

    Ciao, Cri. Ha una bella scrittura lieve e gradevolissima, Roberta.
    Un abbraccio, Cri, forte, che sono un po’ giù.

    Milvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...