Post lunghiiiiiiiiiiissssssimo

fiera_del_libroPerò mi piacerebbe che lo leggeste tutto, e mi piacerebbe pure sapere cosa  pensate: boicottaggio sì, boicottaggio no?

“Paese ospite per il prossimo anno? Solito giochetto fra Ferrero e Rolando Picchioni: lo diciamo? non lo diciamo? Poi, naturalmente lo dicono: si disputeranno il ruolo Egitto e Cile.
Quindi, arrivederci nel 2008, fra le suggestioni di Ibrahim Aslan o di Pablo Neruda.”

Con queste parole terminavo, lo scorso anno, il mio post dedicato alla Fiera del Libro di Torino.
Ma invece le cose non sono andate, o meglio, non andranno, così. Il Cile ha ritirato la sua candidatura (sarebbe interessante conoscerne il motivo: sembra che avesse altri impegni…) e la presenza dell’Egitto slitterà all’edizione del 2009. Pensare che, nel 2007, l’Italia e’ stata ospite d’onore della Fiera del Libro del Cairo, la più importante del Medio Oriente.
Certo che queste righe che ho trovato qui

http://focusonisrael.wordpress.com/2008/02/07/segnalazioni-dalla-rassegna-stampa-del-7-febbraio-2008/

 ….La calunnia è un venticello… Per fortuna ogni tanto c’è chi cerca di bloccarlo. L’Avvenire pubblica oggi una chiara smentita del CdA della Fiera alle illazioni diffuse da Tarik Ramadan, che stanno diventando il Vangelo dei contestatori, tra i quali il filosofo Gianni Vattimo. Primo: non è vero che l’Egitto doveva essere l’ospite di quest’anno, e poi si è optato per Israele, per festeggiare il 60°anniversario della fondazione . L’Egitto sarà ospite nel 2009, in concomitanza con una grande mostra a Venarla. L’ospite doveva essere il Cile, che però ha declinato in quanto già impegnato altrove. Il 60° di Israele è un pura coincidenza, e comunque non si celebra uno Stato, ma i suoi letterati.

mi lasciano a dir poco perplessa: Primo: ero lì, quando l’anno scorso Ferrero e Picchioni avevano preannunciato la presenza dell’ Egitto (o del Cile). Secondo: mi sembra che le due frasi che ho sottolineato siano contraddittorie fra loro.

Allora, fino a ieri, ero molto sicura di una cosa: di essere contraria al boicottaggio della Fiera del Libro, boicottaggio proposto contro la scelta di avere come Paese ospite della manifestazione lo Stato di Israele. Pensavo che la letteratura, gli scrittori, gli artisti, gli intellettuali  non devono pagare le colpe dello Stato cui appartengono, che non si debba identificarli con chi li governa: gli scrittori americani non sono il guerrafondaio  Bush…giusto per fare un esempio. Perché, altrimenti, dovremmo anche boicottare la letteratura americana, e pure i film che ci vengono dagli Stati Uniti, no? Certo che mi era anche venuto in mente che quando si è parlato di boicottare le Olimpiadi, perché si svolgeranno in un paese dove si registra il più alto numero di condanne capitali, la cosa mi trovava assolutamente d’accordo. Contraddizione? Eh, forse sì…
Questa sera, dopo aver cercato e letto molti articoli, pareri pro e contro boicottaggio, dopo  aver letto i tantissimi commenti lasciati nei siti di
www.nazioneindiana.com    www.ilprimoamore.com   loredanalipperini.blog.kataweb.it
mi sento molto confusa.

Non tenendo conto di certi stupidi (e pericolosi) fanatismi da una parte, delle accuse di antisemitismo dall’altra, le cose che ho letto, quelle esposte in maniera civile e non faziosa, pur sui due versanti opposti, mi hanno gettato in una grande confusione.  Insomma, non sono più da che parte stare. O forse sì. Sì, ripensando a quello che è scorso da oggi pomeriggio a ora sullo schermo del mio computer la tesi che mi sento di abbracciare è quella esposta da Dario Fo e Moni Ovadia. Esattamente questa, anche se, come conclude l’articolo che qui riporto, “non se ne parla proprio”

"La gaffe politica – ha detto il premio Nobel  Dario Fo- è stata commessa
perché in un momento grave come questo, con gli stessi intellettuali
pacifisti di Israele che condannano il blocco di Gaza, non si salvaguarda
la pace invitando soltanto Israele". Incalza: "Soltanto offrendo la stessa
opportunità anche alla Palestina si realizza davvero un intervento
pacificatore". Anche Moni Ovadia, ebreo, attore e autore di teatro,
ritiene che l’unica soluzione giusta sia abbattere il più possibile gli
steccati: "Che cosa c’è di meglio della cultura per affrontare in modo
alto questi problemi? C’è una fiera? E allora ci saranno due temi, e
avranno lo stesso diritto di cittadinanza. Perché se è vero che gli
scrittori di Israele sono fra i più importanti e fecondi del mondo intero
è altresì vero che è davvero difficile parlare di questo Stato facendo
finta che non esista un problema Palestina". Ma stando al quotidiano la
Repubblica, l’ambasciata israeliana nell’incontro di ieri con i
responsabili della Fiera – Picchioni e Ferrero – ha fatto capire
chiaramente che non se ne parla proprio. Un no a tutto tondo agli auspici
di buonsenso di Dario Fo e Moni Ovadia.

Qui sotto troverete l’invito al boicottaggio, l’appello contro il boicottaggio, e qualche stralcio di articoli e dichiarazioni intorno a questa vicenda. Certo che ci mancava anche questo…Come se noi non ne avessimo già abbastanza, di problemi. A proposito… la Francia, che al Salon du Livre di Parigi avrà come ospite d’onore Israele, come sta reagendo? La Fiera parigina si svolgerà in marzo, mi sembra, ma non ho sentito nulla in proposito. Che i francesi come unico problema abbiano quello di seguire le vicende amorose di monsieur le President e la bella Carla?

In calce a qualcuno di questi brani ho lasciato un breve commento (non in corsivo).

Fiera del Libro Torino: L’Unione degli Scrittori Palestinesi invita al
boicottaggio

Dichiarazioni di gratitudine per quanti in Italia si sono opposti alla
presenza di Israele come ospite d’onore della prossima Fiera del Libro di
Torino arrivano oggi da Hamza Barqawi, presidente dell’Unione Generale
degli Scrittori e dei Giornalisti Palestinesi in Siria.
L’Unione è tra le organizzazioni di scrittori arabi che hanno annunciato
la volontà di boicottare l’evento piemontese, in programma dall’8 al 12
maggio.
Barqawi, presidente e portavoce della Segreteria generale dell’Unione,
spiega ad Aki-Adnkronos International che il gruppo "ha preso visione dei
dettagli del programma di Torino e, sulla loro base, "lo condanna nel modo più
assoluto".
Barqawi spiega che "ciò che suscita le obiezioni di migliaia di
intellettuali e scrittori palestinesi e arabi è che, proprio mentre si
svela agli occhi del mondo l’identità del sionismo come movimento razzista
e mentre aumentano le condanne alle pratiche e alle continue guerre di
Israele contro i paesi arabi, gli organizzatori della Fiera prendono
questa posizione, che è una sorta di benedizione per tutte queste
pratiche". L’esponente dell’Unione ricorda che Israele "ha creato oltre
650 posti di blocco militari in Cisgiordania, occupata nel 1976, creandovi
propri insediamenti. Nelle sue carceri poi – aggiunge – sono rinchiusi più
di 12mila cittadini palestinesi, tra cui donne e bambini, mentre assedia e
affama 1,5 milioni di persone nella Striscia di Gaza e continua a
distruggere case e tagliare alberi".
"Se queste non sono pratiche razziste e ostili, allora cosa sono il
razzismo e il terrorismo secondo gli organizzatori della Fiera di
Torino?", si chiede Barqawi, meravigliandosi del fatto che gli
organizzatori "sono italiani, un popolo che nella storia ha mostrato la
più grande solidarietà nei confronti dei palestinesi". Il presidente
dell’Unione fa quindi appello agli intellettuali arabi ed europei e alle
case editrici perchè boicottino la Fiera, in quanto i suoi organizzatori
"sfruttano la cultura a beneficio di Israele"
(http://www.newsland.it/)

Nel nome della letteratura: (Appello)

Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008

Con queste firme esprimiamo una solidarietà senza riserve nei confronti degli organizzatori della Fiera del Libro di Torino, nel momento in cui questo evento di prima grandezza della vita letteraria nazionale viene attaccato per aver scelto Israele come paese ospite dell’edizione 2008.
L’appello a cui aderiamo s’intende apartitico, e politico solo nell’accezione più alta e radicale del termine. Non intende affatto definire uno schieramento, se non alla luce di poche idee semplici e profondamente vissute.
In particolare, l’idea che le opinioni critiche, che chiunque fra noi è libero di avere nei confronti di aspetti specifici della politica dell’attuale governo israeliano, possono tranquillamente – diremmo perfino banalmente! – coesistere con il più grande affetto e riconoscimento per la cultura ebraica e le sue manifestazioni letterarie dentro e fuori Israele. Queste manifestazioni sono da sempre così strettamente intrecciate con la cultura occidentale nel suo insieme, e rappresentano una voce talmente indistinguibile da quella di tutti noi, che qualsiasi aggressione nei loro confronti va considerata un atto di cieco e ottuso autolesionismo.
Raul Montanari
 (http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/02/06/nel-nome-della-letteratura/)

Con molta onestà Loredana Lipparini in un post successivo alla pubblicazione dell’appello scrive:

leggete anche le opinioni di chi non concorda con l’appello qui sotto: per me, è importante che si confrontino idee anche totalmente opposte, ma espresse con lucidità e profondità. Per esempio: Marco Alderano Rovelli, il post di Andrea Inglese su Nazione Indiana, con relativi commenti.

Dovremmo ascoltare la voce del poeta israeliano Aaron Shabtaï che ha dichiarato di voler boicottare a titolo personale « sia la Fiera del Libro di Torino, che il Salon du Livre di Parigi, non unendosi alla delegazione del suo Paese ». Egli precisa : ”Non penso che uno Stato che mantiene un’occupazione, commettendo quotidianamente crimini contro i civili, meriti di essere invitato a un qualunque evento culturale. Questo è anti-culturale ; è un atto barbaro cinicamente camuffato da cultura. Ciò manifesta un sostegno a Israele, e forse anche alla Francia, che appoggia l’occupazione. Ed io non intendo parteciparvi.
(http://www.tariqramadan.com/article.php3?id_article=1351)

Quest’anno, in occasione del sessantesimo anniversario della sua fondazione, sarà Israele l’ospite d’onore al Salone del Libro di Torino. L’augurio è che l’anno prossimo lo sia la Palestina, in occasione del primo anniversario della sua nascita. Noi, scrittori e poeti israeliani, parteciperemo a quell’evento con gioia e con convinzione.
(http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200802articoli/29815girata.asp)

 Così termina l’articolo di Avraham B. Yehoshua pubblicato il 4 febbraio dal quotidiano La Stampa, che, per altro, non mi trova d’accordo su molti punti.

Gianni Biondillo spiega perché ha firmato l’appello contro il boicottaggio

…Ed è inutile dire che noi non vogliamo boicottare gli scrittori israeliani, ma il loro governo. Mi pare una foglia di fico. Alla Fiera del libro di Francoforte, quando fu ospite d’onore la Russia del Putin che sta facendo strame della popolazione cecena, nessuna voce critica s’è alzata a chiedere di boicottarlo. O forse i ceceni sono meno frendly? (“mi si nota di più se firmo un appello contro la politica in Cecenia, o se non lo firmo?”). All’Italia ospite d’onore in Francia qualcuno chiese di boicottarci dato che avevamo come capo del governo Silvio Berlusconi (“questo lo firmo. Essere antiberlusconiani è decisamente trendy”).
(http://www.nazioneindiana.com/2008/02/08/perche-ho-firmato-l%e2%80%99appello/)

Le parole di Alain Elkann

L’intellettuale, l’artista non dovrebbe trovarsi ad essere uomo o donna d’azione. La letteratura non è di destra o di sinistra, è al di sopra della politica.
Vorrei solo dire che mi rallegro del fatto che Rolando Picchioni ed Ernesto Ferrero, il presidente ed il direttore della Fiera, non abbiano avuto paura né si siano inginocchiati davanti a minacce di vario genere a scritti polemici a volte solo stupidi o faziosi di intellettuali in cerca di scalpore o di visibilità.
Non solo, ma Grossman ha perso un figlio ventenne nell’ultima guerra in Libano a poche ore dalla tregua.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200802articoli/29880girata.asp

Mah…Queste parole proprio non mi convincono…

Le parole di Vattimo:

 gli scrittori non rappresentino Israele

”Chi accusa noi boicottatori di voler ‘imbavagliare’ gli scrittori
israeliani, o e’ in mala fede o non sa quel che dice”, afferma Gianni
Vattimo in un suo intervento sulla prima pagina de La Stampa, dicendo di
aver firmato l’appello per il boicottaggio dell’invito a Israele come
ospite d’onore alla prossima Fiera del Libro di Torino.
”Chi boicotta non vuole affatto impedire agli scrittori di parlare ed
essere ascoltati. – spiega il filosofo – Non vuole che essi vengano come
rappresentanti ufficiali di uno Stato che celebra i suoi 60 anni di vita
festeggiando l’anniversario con il blocco di Gaza, la riduzione dei
palestinesi in una miriade di zone isolate le une dalle altre (per le
quali si e’ giustamente parlato di bantustan, nel triste ricordo
dell’apartheid sudafricano), una politica di continua espansione delle
colonie che puo’ solo comprendersi come vero e proprio processo di pulizia
etnica”.
”E’ questo Stato, non la grande cultura ebraica di ieri e di oggi, che la
Fiera si propone di presentare solennemente ai suoi visitatori,
offrendogli un palcoscenico chiaramente propagandistico, certamente
concordato col governo di Olmert”, conclude Vattimo ribadendo che
”nessuno dei boicottatori nega il diritto di Israele all’esistenza. Un
diritto sancito dalla comunita’ internazionale nel 1948”.

L’intervento di Aldo Grasso

Alla manifestazione sono stati invitati come ospiti d’onore gli scrittori di Israele e questo ha suscitato il risentimento degli intellettuali arabi che hanno deciso di mobilitarsi contro l’evento. Dai media non è arrivata una sola parola di condanna così Grasso ha deciso di intervenire scrivendo un articolo sul ‘Corriere della Sera’ in cui chiede a tutti quei personaggi televisivi che in occasione del ‘Giorno della memoria’ hanno "riempito i programmi di toccanti testimonianze sulla Shoah" e che adesso invece tacciono, di intervenire contro l’annunciato boicottaggio…
http://magazine.excite.it/news/7295/Fiera_del_Libro_Aldo_Grasso_I_media_intervengano_contro_il_boicottaggio

Non credo proprio che il boicottaggio della Fiera del Libro abbia a che fare con la tragedia e la vergogna della Shoah…Questa di Grasso, a mio parere, è strumentalizzazione e demagogia.

Ma la domanda, da rivolgere a chi propone il boicottaggio, potrebbe essere la seguente: ammettiamo, per amore di ipotesi, che abbia senso, in nome della critica alla politica israeliana, negare il diritto del confronto agli scrittori israeliani, che a volte verso questa politica sono peraltro assai critici, fino a che punto estendere l”equazione?
In altre parole, è corretto pensare, qualcuno l’ha proposto, di boicottare le Olimpiadi perché la Cina fa strame dei diritti umani? O boicottare i film statunitensi, tutti in blocco, in nome dell’opposizione alle politiche di Bush? O anche, perché no, boicottare il turismo in svariate parti del globo verso Paesi non proprio specchiati in tema di democrazia? E perché non gli scrittori iraniani, per dispetto al regime iraniano e alla sua voglia di forca? O la Turchia, in blocco, perché nega il genocidio armeno e tratta male i curdi?

http://fainotizia.radioradicale.it/2008/02/04/boicottare-israele-alla-fiera-del-libro-e-perche-non-le-olimpiadi

Eh, proprio quello che mi chiedo pure io…

….Ecco perché sostengo che questa firma sia troppo comoda, distratta, inconsapevole ed incosciente. Perché sostiene un governo, non una cultura. Un potere, non un popolo. Un brutto potere…. un brutto governo… colonialista e sanguinario… che violenta ogni cultura. Anche la propria.
Israele, come ogni sistema, si serve evidentemente dei suoi scrittori e dei suoi artisti per poter avallare un’idea orribilmente falsa di stato democratico, di pensiero e respiro dell’arte e dell’espressione.
Anch’io firmo e firmerò sempre per la libertà e la pace, per i diritti alla terra ed alla vita, alla cultura, ma di tutti… non di uno contro gli altri. E non di un potere…

(http://albertomasala.blogspot.com/2008/02/nel-nome-della-letteratura.html#links)

Come sempre mi accade sono pienamente d’accordo con il pensiero di Alberto Masala. Ma non so ancora se sono d’accordo per il boicottaggio. Sono sempre più convinta che la soluzione proposta da Dario e Moni Ovadia sarebbe la migliore.

Intervista a Aharon Shabtai (dal Manifesto)
(http://albertomasala.blogspot.com/2008/02/conosco-personalmente-e-stimo-aharon.html#links)

E per finire:  http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=240863

dove potete ascoltare le parole di Stefano Levi della Torre e Loredana Lipperini


In questo video, invece, librai torinesi esprimono la loro opinione

http://www.youtube.com/watch?v=CVja5gAC1bY

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6 risposte a Post lunghiiiiiiiiiiissssssimo

  1. anonimo ha detto:

    Secondo il mio personale parere,il punto centrale della delicata querelle,stà nel fatto che le motivazioni politiche prevalgono sempre sulla logica che avrebbe consigliato una mediazione preventiva prima di decidere su questa scelta,oggi,inopportuna.
    Concordo con le tesi di Dario Fo,Moni Ovadia e Aaron Shaltai.
    Ma è risaputo che il poeta vede l’amico anche nel nemico.

    Gianni Langmann

  2. albertomasala ha detto:

    ma qui non si tratta di opporsi agli scrittori israeliani!
    cavolo:
    ero a San Francisco insieme ad Aharon Shabtai a contendermi con lui l’internet point dell’albergo per 10 giorni, a parlare del suo nuovo amore e del mio bimbo che doveva nascere, a scroccare allegramente colazioni ai congressi degli altri, ecc…!
    Jack Hirschman è il mio più caro amico d’oltreoceano ed è anche quello che traduce i miei libri negli USA!
    Jack Arbib non passa in Italia senza venire a trovarmi e vorrebbe tradurmi, ma in due lingue: israeliano e palestinese!
    Dany Mitzman ha corretto le bozze della traduzione del mio Kerouac!
    tutti ebrei, tutti fortemente ebrei… e potrei continuare…

    L’unico stronzo che ho incontrato è stato Nathan Zach, in Francia, che mi ha fatto alzare all’alba per il suo aereo (il mio partiva tre ore dopo) e non mi ha detto nemmeno grazie quando gli ho offerto un cabaret di croissants caldi appena sfornati, ed ha viaggiato tutto il tempo col finestrino aperto fottendosene delle ragazze sedute dietro (un freddo becco) perché lui è claustrofobico! Ebreo, sì, ma immensamente stronzo e presuntuoso…
    Ma non è stronzo perché ebreo, è stronzo e basta.

    e scommettiamo che di tutti questi l’unico invitato a Torino sarà proprio lui? E indovinate perché?

    allora, finiamola per favore…
    io sono contrario al boicottaggio degli ebrei in quanto tali…
    sono d’accordo anche con Milvia, Fo ed Ovadia…

    SONO INVECE PROFONDAMENTE FAVOREVOLE AL BOICOTTAGGIO DEL SALONE DEL LIBRO E DI TUTTI I SALONI DI MERDA CHE NON FANNO CULTURA… SOLO MERCATO… business… e pure sporco

    e boicotto pure questa idea soffocante di occidente che ci sta uccidendo tutti

  3. cristinabove ha detto:

    Il tuo post lungo e circostanziato mi ha fatto riflettere, così come tutte le altre opinioni cui hai dato risalto.
    A me, come semplice lettrice, mi viene in mente una cosa, e cioè, che senso ha celebrare? In genere, dico, le celebrazioni sono fatte per gli ambiti in cui ci sia agonismo, antagonismo, ecc. ma nel campo della letteratura, non dovrebbe prevalere soltanto il piacere di chi scrive e il piacere di chi legge?
    Di tutto, di ogni argomento, di qualunque disciplina, in totale rispetto e libertà di idee…da quando la letteratura è diventata uno strumento politico?
    cri

  4. anonimo ha detto:

    da sempre…
    da quando esiste, la letteratura è uno strumento politico
    dire il contrario è uno strumento politico….
    l’astrazione apparente è uno strumento politico anch’esso…

    ma cosa intendiamo per politica?

    ci ho scritto un libretto…
    te lo scarichi anche gratis dal blog testi mio…
    ciao
    abbracci
    a.

  5. anonimo ha detto:

    Vivo in Israele, sto cercando il -paese brutto e crudele che voi descrivete e che voi volete boicottare, sto cercando gente cattiva che vuole vendetta , sto cercando un governo fascista. Non trovo niente di tutto questo. Io vedo un paese bello e curato, vedo gente sorridente e preoccupata, piena di dolore alle notizie dei bombardamenti quotidiani su Sderot, citta’ israeliana, vedo un governo demovcratico che ancora non si decide a colpire come dovrebbe il nemico. Nessuna nazione del mondo sopporterebbe quello che sopporta Israele dai suoi nemici palestinesi e dai suoi nemici boicottanti italiani.
    Tra i palestinesi vedo madri felici perche’ il loro figlio ha ammazzato ammazzandosi, vedo gente e bambini che offrono caramelle per ogni ebreo ammazzato.
    Vedo in Italia razzisti vergognosi e ignoranti come Vattimo, ebrei come Ovadia che non crede che Israele debba esistere. Ebrei come Shabtai che non vuole Israele.
    Mi vergogno molto di essere italiana e di apparttenere a un paese cosi’ antisemita. In Francia non boicottano Israele? forse perche’ sono piu’ civili di noi italiani.
    Quando e’ stata ospite la Turchia la avete boicottata a causa del problema curdo? E l’Egitto dove non esistono diritti civili lo boicotterete? Nooo, voi non boicottereste nemmeno l’Iran.
    L’unico paese degno di boicottaggio e’ Israele, l’ebreo fra gli stati.
    Che vergogna.

  6. Soriana ha detto:

    @Gianni: mi hai fatto venire in mente Mario Rigoni Stern, per due cose. La sua affermazione che la poesia salva la vita, e per non aver mai utilizzato la parola nemico nei suoi libri.

    @Alberto: il tuo commento mi ha fatto scorrere bellissime immagini davanti agli occhi. Il viaggiare, il conoscere belle persone…bello, e rassicura, anche.
    Certo, gli stronzi sono stronzi e basta. Non hanno appartenenza…
    Sono dunque d’accordo su tutto quello che hai espresso.
    Anche sulle varie Fiere. Forse. Lo so che è vero, quello che dici, ma mi piace visitarle, mi piace vedere e odorare tutti quei libri. E sai cosa mi piace immensamente? Vedere i bambini che si aggirano fra gli stand, che toccano i libri, li aprono, cominciano a leggerli. Questo mi piace proprio…
    Assolutamente con te, invece, riguardo a questo miserabile, miserevole, meschino occidente.
    Andrò a scaricarmi il libretto, grazie.

    @Cri: eh…ti ha già risposto Alberto.
    Un abbraccio, Cri.
    Un abbraccio a Gianni e ad Alberto.

    @Utente anonimo: ti ho risposto con un
    nuovo post.

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