Mira, la più giovane

gabbiani
Questa sera è Mira che appare in scena. E’ l’ultimo personaggio  femminile di Isole (il mio romanzo…incompiuto) che ancora non conoscete. Una ragazzina di quattordici anni, figlia di Nadia e nipote di Celeste e Assunta. Una ragazzina non proprio felice.
Per un…ripasso, potete leggere gli altri capitoli pubblicati entrando nei link qui sotto

http://rossiorizzonti.splinder.com/post/14729728/Isole

http://rossiorizzonti.splinder.com/post/14825988/Ancora+Isole%3A+Assunta

http://rossiorizzonti.splinder.com/post/15300685/Celeste

II- Pensieri

Ma quanto è lontano, il mare? E la strada quale sarà? Quando lui mi parla del mare me lo fa apparire vicino, così vicino che mi sembra di potere immergere la mano nell’acqua, e poi mettermi le dita in bocca e assaporare tutto quel salato. Forse avrei dovuto prendere la corriera, ma allora il gioco “e cammina cammina cammina” non potevo più farlo. Invece così posso giocare alla principessa smarrita che cerca la strada per arrivare al giardino incantato. Come in quella storia che ho scritto l’anno scorso, anche se poi, lì, la principessa moriva. A scuola l’ho fatta leggere a Elisa, e lei ha detto che sono scema, che è meglio che mi faccia un ragazzo, invece di perdere tempo con quelle cretinate. Non le ho detto che io un ragazzo ce l’ho. Non posso raccontare di Arturo. Ah, ecco la merceria. E’ forse il posto più desolato di questo paese abbandonato, con questa serranda mangiucchiata dalla ruggine, e l’insegna dove non si legge più niente. In casa nessuno ne parla mai. Mi piacerebbe vedere cosa c’è, li dentro. Ci penso spesso, anche se non chiedo. Solo quella volta, alla nonna, per l’affitto. Ma lei ha fatto quella faccia brutta, e allora non sono andata avanti. Forse c’è un mostro addormentato, pronto a svegliarsi e mangiarci tutti quanti. Ha ragione Elisa: sono proprio scema. Arturo no, lui dice che sono il suo piccolo genio, che a strofinarlo può esaudire ogni suo desiderio. A volte però fa male. E anche quando si mette a urlare e dice quelle cose da matto, fa male. Quando non riesce a entrare dentro di me, e urla che io lo faccio apposta a rinchiudermi, che sono una piccola troia, che sto con tutti, che ha decifrato un messaggio nel tg della sera prima, che anche se parlavano del traffico sull’autostrada, in realtà il filmato era rivolto proprio a lui, per dirgli in codice quanto io sia troia, e lo ripete sulla mia bocca, troia troia troia, con le labbra che diventano una lama di coltello. Poi si alza e va in bagno, e c’è sempre il rumore dei contenitori dei medicinali che lui scaraventa a terra, e poi torna da me, con il tubetto bianco e azzurro che ormai conosco così bene, mi allarga le ginocchia mentre il verme biancastro esce dal tubetto, e mi spalma di crema proprio lì, e strofina, e io sento come se avessi una candela accesa in mezzo alle gambe. Ma sto ferma. Mi metto a pensare alle onde, alla musica della risacca sulla sabbia, che lui mi ha fatto sentire su un cd. E così che Arturo riesce a fare all’amore. Lo sento mentre si fa grande dentro di me, e i suoi movimenti si confondono con l’altalena delle onde, sei la mia primavera, dice. E io penso che mi fa un male cane, lì in basso, ma che sarà bello quando dopo mi cullerà, e mi spazzolerà i capelli, e mi parlerà come se io fossi una ragazza grande e mi leggerà le poesie. E penso che l’ho strappato a mia madre, e che vorrei tanto che lei lo sapesse.

E ora non mi resta che augurarvi buon ascolto:

http://www.youtube.com/watch?v=BL_mnqfRElM

 

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7 risposte a Mira, la più giovane

  1. anonimo ha detto:

    Un romanzo?
    Facci sapere quando lo terminerai

  2. anonimo ha detto:

    Mira: cambiamo le vocali e incontriamo il mare. Quel mare amato da una ragazzina appena uscita dall’ infanzia e che ha “bruciato” gli anni senza volerlo, con la stessa intensità della crema che le viene imposta. Il contrasto tra il suo voler essere ancora una bambina, che ama le fiabe e le scrive, e l’essere donna è sconvolgente. Solo il sogno, di cui nessuno può impadronirsi, può smorzare il dolore, quello fisico, innanzitutto, e quello dell’animo, così irreversibile.
    Bellissimo questo brano e perfetta l’immagine scelta.
    A presto. Piera

  3. RenzoMontagnoli ha detto:

    Io direi che è opportuno non lasciarlo incompiuto.

  4. anonimo ha detto:

    Mi associo a quanto scrive Renzo Montagnoli.
    FORZA MILVIA!

    Mirella

  5. cristinabove ha detto:

    per adesso ho letto, ma poi aspetto che tu lo finisca, mi piacerebbe leggerlo in cartaceo. non farci aspettare molto, cara Milvia.
    ciao
    cri

  6. cochina63 ha detto:

    GIUSTO, VAI mILVIUCCIA!

  7. Soriana ha detto:

    @Francesco: …se lo terminerò…

    @Piera: il tuo commento mi ha commosso, hai capito perfettamente come sia Mira. E, sai, io non lo avevo notato quel “Mira” che si può tramutare in “mare”…Grazie di cuore. E ritorna qui.

    @Renzo, Mirella, Cri, Cinzia: grazie per gli incoraggiamenti…

    Milvia

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