Piccoli particolari (effetti collaterali della stupidità )

rottenbyjuliannei8

E così, alla fine, dopo quasi due anni, li hanno trovati, i fratellini di Gravina.
Chi mi segue sa che non amo parlare di fatti di cronaca, di questo tipo di cronaca. Riempiono già le pagine dei giornali e gli schermi Tv dove a trattare l’argomento è gente ben più preparata e informata di me. E infatti non è del ritrovamento dei corpicini, e dello sgomento che tutti proviamo nell’apprendere che sono stati sempre lì, vicino alla loro casa senza che nessuna forza dell’ordine si curasse di esaminare quel pozzo, quella gravina

No, scriverò di particolari che mi hanno colpito, indignato, mortificato. Piccole cose, davanti a quella tragedia, certo. Ma particolari che si ripetono quasi sempre quando accadono questi eventi tremendi. E che io, proprio, non capisco.

Gli applausi della gente che era accorsa sul posto (ma a fare che, se non erano parenti stretti, o amici?…Perchè la gente fa passare per pietà quello che è soltanto morbosità?…) e prima che le bare fossero fatte entrare nel furgone, ha applaudito. Ma applaudito a chi? A quello che resta dei due fratellini? A chi ha recuperato i corpi? A chi, in due anni non è stato capace di trovarli? Ma cos’è sta mania di applaudire ai funerali? I morti vogliono il ricordo, il rispetto non: vogliono fare spettacolo. E se dico queste cose in giro dicono a me che non ho rispetto…

I due minuti di silenzio da osservarsi durante la serata del Festival di San Remo chiesti da Don Di Noto  a Baudo. Io penso che anche i minuti di silenzio siano solo una moda,e abbastanza ipocrita, a mio avviso. Probabilmente le intenzioni di Don Di Noto, che ha fondato un’associazione per la salvaguardia dei bambini erano anche buone. Ma a che serve un minuto di silenzio?… A fare le faccine tristi per sessanta (anzi nel caso specifico centoventi) secondi e poi…via con la musica!!!! No no no, anche questa cosa non la capisco, e mi fa incazzare. Non so se poi ci siano stati, quei minuti di silenzio, non lo guardo, il festival.

Il linguaggio dei media. Allora, sono per la libertà di stampa, per la libertà di espressione. Però, sentire ripetere in continuazione che i bimbi sono morti dopo un’atroce agonia ( e notate che ho visto solo un Tg e ascoltato qualche giornale radio) e leggere le stesse parole sui quotidiani on line mi ha riempito di orrore. Ma non è certo per salvaguardarmi dall’orrore che i giornalisti non avrebbero dovuto adoperare quei termini. Ma per la madre, per il padre (se, come sembra non è stato lui a gettarli nel pozzo). Se ha riempito d’orrore me, come possono vivere loro, ripercorrendo con la mente quell’agonia?  Io mi chiedo: che importanza ha questo particolare? Sono morti. Punto. Seguiranno le indagini (e speriamo che siano più accurate delle precedenti). Punto.
Ma mentre sto scrivendo penso che forse non potevano fare a meno di dirlo. Perché è proprio questo tipo di particolari che molta gente vuole sapere.  E penso anche che i genitori, poi, lo avrebbero saputo comunque. Ma è l’accanimento con cui si utilizza un certo linguaggio, con cui si ripete ossessivamente qualcosa che porta solo dolore o alimenta la morbosità di chi, in queste cose, ci sguazza (vedi l’affluenza di pubblico al processo di Erba, manco fosse una prima teatrale…) che mi ripugna.

Basta, mi fermo qui. Scusate il tono alterato.

Niente musica, questa sera.

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8 risposte a Piccoli particolari (effetti collaterali della stupidità )

  1. anonimo ha detto:

    Quando non si ha rispetto nemmeno della morte è poi difficile pretendere che la gente abbia testa, ma quel che è peggio è che ormai molti, troppi, non hanno cuore.
    Renzo

  2. cristinabove ha detto:

    Quando la stupidità confluisce nel cinismo c’è ben poco da stare allegri…un popolo che si pasce di queste notizie, che reagisce con compunto viso per due minuti al massimo, di fronte alla tragedia, è un popolo che si sta avviando al declino.
    cri

  3. biancabalena ha detto:

    Leggendo il tuo post, cara Milvia, mi sono ritrovata, ho ritrovato il mio smarrimento di questi due giorni, la mia rabbia anche.
    Aggiungo anche una mia amara riflessione, oltre alle tue, che quoto in pieno.
    Ieri sera, guardando quella madre che ha seminato sette figli (ho letto sul giornale almeno) sparsi in varie famiglie affidatarie, pensando a quel padre violento in galera, mi sono chiesta: ma qualcuno ha mai davvero pensato, anche solo per cinque minuti, che quei bambini potessero avere avuto semplicemente un incidente?
    Era così facile pensare che con tali premesse la loro scomparsa presupponesse un crimine, che mi chiedo davvero se non sia stato questo pregiudizio, a decretare la loro fine.
    Ultima beffa: la falsamente contrita, mezzo mascherata lamentela di Baudo e co, perchè la notizia del ritrovamento aveva succhiato share alla prima serata del festival…
    Che miseria.
    Come mi sembra bella, e lucente, al contrario, l’immagine di quei bambini, assieme contro il mondo, fratelli fino alla fine. Forse avrebbero preferito restare là dove stavano, a questo punto. Ancora insieme nel buio, e soprattutto nel silenzio.

  4. anonimo ha detto:

    spettacolo, audience, voyerismo, protagonismo… la morte è diventata un’occasione per ciarlare…
    stiamo parlando di 2 bambini, a cogne si parlava di un bambino, e così via…
    l’interesse principale della gente è scavare nelle vite altrui per scoprire mostri e debolezze…
    uno schifo.
    grazie Milvia per questo post.
    natàlia

  5. comodoro ha detto:

    e’ un buco nero profondo e disperato
    che ti afferra. Beati quelli che credono in Dio. Anche si mi chiedo dove era “lui” in quei giorni?

  6. anonimo ha detto:

    Ho letto con molta attenzione le tue considerazioni e ho ritrovato me stessa dentro le tue parole. La tua rabbia è la mia, come lo sconcerto nel sentire e nel leggere, o nel vedere non la pietà ma una agghiacciante curiosità morbosa, che si nutre di particolari sconvolgenti e che non è mai sazia.
    Bisognerebbe lasciare spazio al silenzio, alla vera partecipazione. Un caro saluto. Piera

  7. lucidimarzo ha detto:

    Tutto vero Milvia e da condividere. E poi si tratta di due bambini e di fronte alla morte dei piccoli tutte quelle storture di cui hai parlato si
    esaltano e la morbosità, il voyerismo dei media e the show must go on “diventano ancora più insopportabili.
    Ricordo un altro bambino caduto in un pozzo a Vermicino tanti anni fa, Alfredino Rampi.
    Ricordo quelle ore come un incubo, a cui partecipai con tutta me stessa. Quel bambino aveva la stessa età di mio figlio e mi immedesimai in quella tragedia come non mi era mai capitato. E poi la televisione trasmise in diretta la
    cronaca dei tentativi di salvataggio e credo che quella trasmissione segnò una svolta nel mondo della comunicazione televisiva. Lo share, come si dice oggi, fu altissimo e i dirigenti televisivi capirono quanto la morte potesse fare spettacolo…
    E invece perché non dedicare energie, tempo e impegno a punire i responsabili di certe situazioni di degrado inaccettabili per un paese civile? Chi ha permesso che quel palazzo fatiscente stesse ancora in piedi nel centro di Gravina? E soprattutto come è possibile che una cisterna fosse lasciata senza alcuna protezione o sistema di chiusura in un luogo accessibile a tutti, anche ai bambini?
    Chi doveva provvedere e non lo ha fatto?
    luci

  8. Soriana ha detto:

    Come sempre mi accade ho provato conforto nel ritrovarmi nelle vostre parole. Mi capita molte volte che quando esprimo le cose che ho scritto in questo post, i miei interlocutori mi guardano come se io fossi una senza cuore…Sono persone che, magari in buona fede, pensano che gli atteggiamenti che io ho stigmatizzato rappresentino una forma di partecipazione al dolore altrui, non rendendosi conto che sono solo atteggiamenti morbosi e superficiali.

    @Sabrina: la tua sensibilità (quella che si avverte in maniera tangibile nel tuo ultimo romanzo) ti ha fatto cogliere i punti salienti della tragedia.Probabilmente si è agito, nello svolgimento delle indagini, proprio con quel pre-giudizio di cui tu parli. E stendiamo poi un velo pietoso, o meglio qualcosa di molto più pesante di un velo, sui comportamenti di Baudo e compagnia.

    @Comodoro: mi sembra che Dio sia latitante da molto, troppo tempo, caro amico…

    @Luci: sai, ci ho pensato subito anch’io a Alfredino Rampi. E hai perfettamente ragione nel dire che proprio in quell’occasione la morte divenne spettacolo…Ci ho scritto anche qualcosa, su quella tragedia e gli avvoltoi che ci hanno volato intorno.
    Spero solo che, sia che sia stato un incidente o sia stato un omicidio, paghino e duramente anche i responsabili di quel dregado che in un paese civile (?) non dovrebbe esistere.

    Renzo, Cri, Sabrina, Natàlia, Comodoro, Piera, Luci: un abbraccio con affetto e solidarietà.

    Milvia

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