Diario minimo di Milvia (2' parte)

P1060183Era una bella giornata di sole. Gli uccellini cinguettavano allegri…

Ecco, questo potrebbe essere l’inizio di un temino di quinta elementare (sempre che i temi si facciano ancora alle elementari…)

Il fatto è che domenica scorsa è stata veramente una bella giornata di sole…E gli uccellini veramente cinguettavano ….O forse no, il loro cantare l’ho avvertito solo io, ma a cantare, in realtà, era il mio cuore.



Granarolo, domenica 2 marzo ore 10,30
P1060077
La bella libreria/caffè Biblion comincia ad affollarsi. Paola e Sara le gentili e preparatissime libraie accolgono il pubblico con calore e cordialità. L’atmosfera è molto gradevole, e io mi sento del tutto rilassata. Roberta, Angela e Barbara, tre delle magnifiche quattro del gruppo di lettura Liber the, che ha organizzato gli incontri (manca Lucia, che è una globe trotter e, beata lei, è sempre in viaggio…) parlottano fra loro, mettendo a punto gli ultimi dettagli. Arrivano il mio figliolino con Simona, la sua ragazza, e poi Franca e Antonio, i miei cognati, con Carla, un’amica che non vedevo da decenni.
Bene, si comincia. Con piglio da vera giornalista Roberta mi presenta e mi pone qualche domanda. Poi tocca a me.
 
Cosa ho detto non so, è sempre così quando mi capita di parlare in pubblico. Parlo parlo, ma se poi dovessi ripetere i miei discorsi ci sarebbe il vuoto.
L’unica certezza è che a un certo punto ho iniziato a leggere
  il racconto Il  compleanno di Amalia Gargiulo tratto dalla mia raccolta “Donne ricette ritorni e abbandoni” (sì, sempre quella, ma è l’unico libro che ho pubblicato, che ce posso fa’?…)
E mentre leggevo ho percepito nettamente che il pubblico presente mi ascoltava con attenzione, e a mano a mano che procedevo nella lettura, alzando gli occhi, ho notato la commozione di qualche spettatrice.
E’ stato un bel momento, quello. Perché suscitare emozioni è proprio ciò che tento di fare attraverso la mia scrittura.
Sono stata contenta anche che la lettura abbia suscitato molte domande da parte del pubblico.
Insomma, forse, fra le varie presentazioni che ho fatto del mio libro, questa di Granarolo è quella che mi ha gratificato di più. Mi spiego: nelle precedenti il pubblico, anche se più numeroso (a quella che feci a Rimini si vendettero cinquanta copie del libro e a Bologna credo una quarantina) era composto per lo più da amici, parenti e conoscenti. Pubblico facile, quindi. A Granarolo, a parte i succitati figliolino quasi nuora cognatini e amica ritrovata non mi conosceva nessuno. Eppure un po’ di libri sono stati venduti e moltissime persone mi hanno fatto i complimenti.
 

Ne approfitto per ringraziare pubblicamente il gruppo di lettura Liber The
e Paola e Sara, raro esempio di libraie che leggono veramente e amano il loro lavoro, per avermi dato questa possibilità . E, naturalmente, tutte le persone che sono state sedute a ascoltarmi con attenzione, mentre fuori era una bella giornata di sole e gli uccellini cinguettavano allegri…
.

Voglio confessarvi una cosa: questo post mi è costato una fatica incredibile e rileggendolo lo trovo anche piuttosto mal scritto. Mi capita sempre così quando devo dire di me, o del mio libro qui nel blog. Ma mi sono sentita di scriverlo quale piccolo riconoscimento a Roberta, Angela, Barbara, Lucia, Paola e Sara.

Vorrei ora porvi una domanda, o meglio, porre una domanda a chi scrive (e non importa se ha pubblicato o no): ho affermato prima che attraverso la scrittura io vorrei trasmettere emozioni. E voi, cosa volete trasmettere al vostro lettore?

La canzone di Amalia

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in donne ricette ritorni abbandoni. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Diario minimo di Milvia (2' parte)

  1. cristinabove ha detto:

    Linea invidiabile Milvia, fattelo dire!
    E poi interessante tutto il resto.
    ciao, bella signora!

  2. antanz1967 ha detto:

    cara milvia anch’io quando scrivo vorrei trasmettere delle emozioni di solito uso gli amici come banco di prova, se un racconto piace lo pubblico sul blog o cmq lo destino alla pubblicazione

  3. cristinabove ha detto:

    sorpresina per te sul mio blog…

  4. sambigliong ha detto:

    cara milvia,
    il tuo post è, come al solito, delicato.
    sono contento per te.
    sulla scrittura:
    emozioni forti, certo, partendo dal vero.
    un abbraccio
    remo

  5. riri52 ha detto:

    I temi si fanno ancora ma nessun bambino parla degli uccellini, ma del cell, della Play Station e c!
    Che si trasmette con la scrittura? Credo sia una domanda senza risposta, perchè non solo emozioni ma molto altro passa attraverso le parole, senza che noi ce ne accorgiamo! e il più delle volte è inconscio, non costruito. Pensa a cosa riesce a far emergere il prof dai nostri scritti!! Ciao Rita

  6. anonimo ha detto:

    Quando qualcuno legge ad alta voce e in pubblico qualcosa che ho scritto mi prende un’incredibile emozione. “Ma sono stata davvero io a scrivere queste parole?”, mi chiedo quasi incredula.
    Allo stesso tempo, mi è capitato di leggere pubblicamente dei brani scritti da altri e che avevo scelto perché mi toccavano in modo particolare. Anche lì, grande emozione.
    All’inizio scrivevo solo per me, perché tutti i pensieri che ho dentro sarebbero rimasti nascosti, visto che non sono una gran chiacchierona. Poi un maghetto psicologo mi ha fatto capire che alla gente piace leggere le mie cose, anche per come le trasmetto. Ora scrivo anche per gli altri (sui giornali e sul blog), ma sempre cose che mi interessano e che mi emozionano. Fedele al mio linguaggio, come se fosse ancora e unicamente per me. Non devo stupire i lettori “con effetti speciali”, ma rimanere Cristella.
    Un caldo abbraccio dalla Romagna.

  7. Annalisa55 ha detto:

    Mmmm… non lo so, davvero. Non ci ho mai pensato in questi termini. Anche se è vero che, quando scrivo qualcosa, vorrei spesso far ridere o sorridere. Altre volte (quando faccio la persona seria) mi piace far piangere o far pensare. Costringere a ricordare o a sapere. Far perdere la testa per qualche minuto.
    Sono tutte emozioni, queste?

  8. Soriana ha detto:

    @Cri: Grazie, Cri! Una vecchietta magrina, ecco cosa sono…

    @Antanz: Usare gli amici va benissimo, lo faccio pure io…sperando che siano sinceri…

    @Remo: Grazie! Beh, non c’è dubbio: la tua scrittura le emozioni le tramette…e tante.
    Ricambio l’abbraccio

    @Rita: Certamente, con la scrittura si trasmettono molte più cose. Ma io mi chiedevo cosa noi ci prefiggiamo di trasmettere.
    Contenta che i temi si facciano ancora: poi, è normale che gli argomenti cambino…
    Ciao!

    @Cristella: Molto bello quello che hai scritto. E condivido i tuoi pensieri sulla lettura ad alta voce. Dà molte più emozioni che la lettura visiva.
    E “il rimanere se stessi” è indubbiamente uno degli ingredienti per una buona scrittura.

    @Annalisa: …Far perdere la testa per qualche minuto…Che bello!
    Sono tutte emozioni, sì, quelle che ti prefiggi di far sentire al lettore. E…posso dire la mia opinione? Ci riesci sempre…

    Milvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...