Letture di febbraio

P1060279

Secondo mese dell’anno, secondo elenco delle mie letture appunto di questo mese, con piccoli brani presi a caso. Cliccando sul  titolo del libro potrete accedere a altre informazioni sullo stesso. Io, salvo per un’eccezione, non farò commenti. A uno, sicuramente, e forse a più di uno, dedicherò più avanti un post. Vi chiederei, però, di scrivere voi qualche commento su queste opere, se le avere lette, o, se volete, parlare qui delle vostre letture di febbraio.

Sabrina Campolongo:
Il cerchio imperfetto
Edizioni Creativa Gennaio 2008

Ricordo l’odore delle tovagliette perché spesso era lì, sopra quelle tovaglie che mi abbandonavo al sonno, con la testa fra le braccia, finché il padrone mi scuoteva,  senza grazia mi pare, e mi diceva –a me, lo diceva a me, non a lei- che era ora di andarcene. Ci mettevo qualche secondo a ricordarmi dov’ero, e subito subentrava la paura di essere rimasta sola, che lei mi avesse dimenticata lì. Invece mia madre era ancora seduta davanti a me, svuotava l’ultimo bicchiere e si alzava a fatica, usciva dondolando sui tacchi e per strada doveva camminare appoggiandosi ai muri. Ai muri perché io ero troppo piccola, e perché ero ancora intontita, troppo gonfia di sonno per offrire un supporto.

Roberto Tossani
I Sassi vanno matti per le Sasse (piccolo romanzo da comodino)
Zandegù editore –2006

All’improvviso scopro come il cuore possa riscaldare un  corpo, come possa essere inebriante e stucchevole la sensazione di sentirsi vivo, come il mondo sotto la neve sia bellissimo oggi, qui. E nella successiva implosione del cervello, stomaco e polmoni scopro l’amore o me lo invento, a essere sincero non capisco bene, ma non importa molto: so che Domenica Delle Palme è la persona più consueta che io abbia mai conosciuto, è assolutamente normale, totalmente unica nella sua completa assenza di unicità. E senza alcun senso, senza un significato e una direzione, io inizio a perdere la testa per lei.
Finalmente.


Valeria Parrella
Lo spazio bianco
Giulio Einaudi Editore- 2008

Crescere figlia di operaio negli anni Settanta, e poi proprio per questo studiare, intestardirsi sui libri, diventare la generazione dello scarto intellettuale, erano cose che davano una certa arroganza. Perché a vedermi da fuori io lo sentivo, di essere la prima persona della famiglia che non avrebbe avuto le braccia corrose dal succo di pomodoro.
Però, perché questo fosse possibile, qualcun altro era rimasto a fare gli straordinari per cinquecento lire all’ora.


 
Fiorenza Aste
Cocci di bottiglia
Edizioni Creativa –Agosto 2007

Questa cucina.
Cucina di legno e ferro verniciato di verde scuro.
Le tazze di ceramica sbrecciata. Le tazze di ceramica grossa, che stanno fra le mani lisce e calde quando le lavi. Le scheggiature del bordo. L’impasto granuloso della materia sotto. Grigiastro.
I tegami. Le pentole grosse di alluminio coi manici di bachelite screpolati. Il legno del pavimento. Il rosso del legno. Le tazze appese ai ganci. Materia calda, bianca. Bordo grosso. smalto liscio.

Milena Agus
Perchè scrivere
Nottetempo- 2007

Inoltre ho scoperto che la scrittura, al contrario della musica e delle lingue e della scuola e della destrezza e delle altre cose, riscatta, e in un modo del tutto particolare. Per esempio, una persona che nessuno ama nella realtà puoi farla amare tantissimo se la trasformi in un personaggio. Così ho scritto di gente non amata e sfortunata, e ho sperato che avesse fortuna e amore almeno presso i lettori.


Roberto Saviano
Gomorra
Arnoldo Mondadori Editore –Aprile 2006

Dopo aver visto decine di morti ammazzati, imbrattati del loro sangue che si mescola allo sporco, esalanti odori nauseabondi, guardati con curiosità o indifferenza professionale, scansati come rifiuti pericolosi o commentati da urla convulse, ne ho ricavato una sola certezza, un pensiero tanto elementare che rasenta l’idiozia: la morte fa schifo.

Willy Vlautin
Motel Life
Traduzione di Gioia Guerzoni
Fazi Editore – gennaio 2008

Quando uscii, il cane era seduto vicino a un bidone della spazzatura. appena mi sedetti sul marciapiede mi venne vicino. Avevo comprato mezzo litro di latte per il mio stomaco, ma appena vidi il cane che mi fissava aprii il cartone per farglielo leccare direttamente da lì, poi misi a terra un Ding Dong al cioccolato. lo mangiò così in fretta che gli diedi metà del mio burrito. Sotto le luci fluorescenti del minimarket osservai il bastardino. Era così pelle e ossa che gli vedevi le costole. Sembrava che non mangiasse da settimane e aveva il pelo arruffato a chiazze. Ma aveva l’aria di un bravo cane, non era cattivo e non ringhiava, cercava solo di leccarmi la faccia.

Milena Agus
Ali di babbo
Nottetempo –  febbraio 2008

Ma certi giorni a madame fa pena tutto il mondo. Guarda la spiaggia deserta di sassolini bianchi, il mare celeste, turchese, blu infinito, la notte il cielo pieno di stelle, sente il profumo della macchia e dice che anche questo posto è poveretto, che tanta gente vorrebbe metterci le mani e magari anche incendiare la macchia per rovinare tutto e costruirci delle villette a schiera.


Agota Kristof
Trilogia della città di K.
Traduzione di: Armando MarchiVirginia Ripa di MeanaGiovanni Bogliolo
Giulio Einaudi Editore – 1998

Siamo venuti a prendere la biancheria pulita alla canonica. Mangiamo pane e marmellata con la fantesca, in cucina. Sentiamo delle urla venire dalla strada. Posiamo il pane e usciamo. La gente è davanti alle porte, verso la stazione. Dei bambini eccitati corrono gridando:
-Arrivano! Arrivano!
Dal fondo della strada sbuca una camionetta militare con degli ufficiali stranieri. La camionetta avanza lentamente, seguita da militari con il dficile a tracolla. Dietro di loro una sorta di gregge umano. dei bambini come noi. Delle donne come nostra madre. Dei vecchi come il calzolaio.


Il libro di Agota Kristof non c’è nella foto che apre il post. Era nella mia borsa e mi sono dimenticata di metterlo insieme agli altri. In realtà ne devo ancora finire la lettura, e come sempre succede mentre sto leggendo un libro, me lo porto dietro nei miei spostamenti. Mi mancano ancora poche pagine e solo di questo libro dirò qui due parole: erano decenni che un libro non mi spaventava così…Mi terrorizza, ma lo trovo tremendamente bello.
Fra i libri citati uno, invece, l’ho abbandonato a metà. E non penso che lo riprenderò in mano. E pensare che, fra le mie letture di febbraio, è, fra gli italiani, il libro assolutamente più famoso. A voi indovinare quale sia.
Mi piacerebbe, anzi, che qualcuno ne parlasse, che ne discutessimo insieme. E anche sul libro della Kristof mi piacerebbe sapere se ha spaventato altri, come sta spaventando me.

Musica, ora. Un brano per ricordare un grandissimo tenore che è deceduto la scorsa settimana. Credo che anche chi non ama l’opera lirica non potrà non emozionarsi ascoltando questa voce veramente meravigliosa.

Giuseppe Di Stefano: Lucean le stelle

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in 2008 i miei amori aperti a caso. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Letture di febbraio

  1. anonimo ha detto:

    ali di babbo?
    rosy

  2. Soriana ha detto:

    @Rosy: Ciao, Rosy! Sì, Ali di babbo: lo hai letto?

    Milvia

  3. anonimo ha detto:

    “Il cerchio imperfetto” di Sabrina Campolongo è un libro che mi ha coinvolto moltissimo. Per diversi motivi. E’ un libro ben scritto, le parole, le frasi, i periodi sono costruiti con cura, in modo essenziale. Sono presenti sentimenti forti, ma sempre controllati, senza lasciare spazio ad un’ enfasi eccessiva, ad un sentimentalismo fuori luogo.
    Attuali e ben trattati i problemi fondamentali del nostro tempo: la difficoltà del vivere, l’autismo, i problemi di relazione anche con chi amiamo, e le difficoltà legati alle infanzie che infanzie non sono state.
    Davvero un bel libro, scritto tra l’altro da un’autrice molto giovane.
    Avevo intenzione anch’io di parlarne sul mio blog, perchè Sabrina è una ragazza che davvero, come lei stessa dice, non può non porsi dei perchè. Un caro saluto. Piera

  4. anonimo ha detto:

    Sì Milvia l’ho letto
    e ne sono stata delusa.
    Mi aveva molto entusiasmata “Mal di pietre” (letto tra l’altro nel viaggio di ritorno quest’estate dopo averti incontrata a Roma insieme a Maria)
    ma quest’ultimo sa davvero di confettura.
    Sono anche sorpresa che sia tra i preferiti di fahre.
    Che dire? Speriamo nel prossimo.
    Valeria Parrella invece conferma il suo talento anche se parlare di romanzo mi sembra un pò azzardato. Diciamo che c’è l’ha messa tutta per scrivere un romanzo ma le è venuto un racconto un pò più lungo.
    Brava, comunque.
    Io sto leggendo Boris pahor.
    bellissimo e tremendo insieme .
    a presto
    rosy

  5. cantodiluna ha detto:

    Deliziose le tue segnalazioni, Milvia! Finito ‘sto mese massacrante di lavoro e di letture obbligate (a proposito, ti ricordi che il 5 aprile dobbiamo presentare SETALUX, che, ringrazioiddio, mi sta piacendo molto?), spero proprio di leggere qualcuno dei giovani autori che segnali. Bacioni, Stefi

  6. cochina63 ha detto:

    guarita baby? che invidia… ma quanto tempo libero hai?baci.

  7. BarbaraProvenzi ha detto:

    Sono da tempo tentata da Milena Agus ma per un motivo o per l’altro non ho ancora letto niente di suo. La metterò nella mia lista di libri da comprare (e sono tanti, ahimè!). Cosa mi consigliate? Forse “Mal di pietre”…
    Grazie per averci “regalato” Giuseppe Di Stefano! Lui e la Callas mi hanno fatto sognare. Un bacio al grande maestro!

    Barbara

  8. Soriana ha detto:

    @Piera: Condivido assolutamente il tuo giudizio su “Il cerchio imperfetto”.
    La scrittura di Sabrina, in questo romanzo, ti graffia, coinvolge in maniera incredibile.

    @Rosy: Ti dirò, Rosy, le prime pagine stavano deludendo anche me, tanto è vero che lo avevo scritto in un commento nel blog di Piera. Poi a mano a mano che proseguivo mi ha catturato quella sorta di magia che secondo me è l’essenza della scrittura della Agus. Quell’aggirarsi fra realtà e mito che stranisce il lettore. E’ un narrare di cose, di episodi del vivere quotidiano che all’improvviso si scrollano di dosso la banalità e prendono il volo per esplorare altre dimensioni. Senza dubbio Mal di pietre è un’opera più pregevole, ma a me è piaciuto molto anche Ali di babbo.
    Della Parrella non avevo letto nulla, e questo… racconto lungo mi ha emozionato molto.
    Di Boris Pahor mai letto nulla, ma gli aggettivi che hai adoperato per descrivere il suo libro mi hanno ricordato le sensazioni che ho provato leggendo (oggi l’ho finito) La trilogia della città di K. della Kristof. Credo che questo libro me lo ricorderò a lungo.

    @Stefy: Grazie! Se vuoi i libri che ti interessano te li presto volentieri.
    Meno male che ti piace, Setalux…Domani contatterò l’autrice.

    @Cinzia: guarita, guarita…Io mica lavoro (purtroppo? sì, in un certo senso purtroppo). Di tempo ne ho un po’…Anche se mi sembra che non mi basti mai…Comunque leggo molto sui mezzi pubblici…

    @Barbara: Sì, comincia da Mal di pietre, senza dubbio migliore di Ali di babbo, anche se a me è piaciuto anche Ali.
    Come sono contenta che tu abbia apprezzato Di Stefano…Era davvero un grande…

    Un abbraccio forte a tutte con l’augurio di buona fine settimana

    Milvia

  9. biancabalena ha detto:

    Ci tenevo a ringraziarti, Milvia per la segnalazione, e a ringraziare Piera per questo bel commento inatteso.

    Purtroppo la febbre mi impedisce di dire qualcosa di più sensato di così, ma anche un semplice grazie, quando è sincero, non è da buttar via.
    Tornerò, in migliore forma psicofisica.

    un abbraccio
    sabrina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...