Vorrei fosse questa l'immagine reale del Tibet…

Old Tingri (Tibet) 2004

Sono rientrata ora (è quasi mezzanotte), dopo aver passato una bella serata di cui, forse, vi parlerò nei prossimi giorni. Però una parte del mio pensiero non era in quel locale dove musica e parole miscelate con perizia davano vita a un delizioso dopocena. Pensavo all’ultimatum, mi chiedevo come stessero andando le cose. Ho domandato in giro: nessuno aveva notizie fresche. C’era anche qualcuno che non sapeva addirittura niente della protesta in Tibet di questi giorni. Persone che per scelta hanno da tempo deciso di non guardare più la tv, di non leggere giornali. E non riesco a biasimarli, no.  E’ un segno dei tempi, anche questa scelta, è la colonnina di mercurio che misura il disgusto o la frustrazione che tanti di noi provano ormai ogni volta che ascoltano un telegiornale o aprendo un quotidiano.
Ma torniamo al Tibet. Ho appena trovato questo articolo, pubblicato in 
Qn.quotidiano net
e lo riporto interamente. La firma è del direttore, Xavier Jacobelli.

Bologna, 17 marzo 2008 – In queste ore, mentre il regime comunista cinese massacra i tibetani, ciò che disgusta di più in Italia è il silenzio assordante di troppi politici di ogni colore e persino del Papa che non hanno il coraggio di prendere una posizione durissima su ciò che sta accadendo in Tibet. Dove per posizione durissima s’intende boicottaggio delle Olimpiadi, richiamo dell’ambasciatore italiano a Pechino, azione comune europea per ridiscutere la posizione dell’Unione verso la Cina. Almeno Putin, cioè Medvedev, il suo clone, parla cinico e chiaro: "Il Tibet è un affare interno della Repubblica Popolare e noi non ci immischiamo".
Vi risparmiano, invece, la selezione delle dichiarazioni ipocrite e melense che intasano le agenzie. La chiamano realpolitik. Tradotto in soldoni, significa che fare affari con la Cina è troppo importante per preoccuparsi dei monaci e dei ragazzi di Lhasa che sono stati o che saranno perseguitati, incarcerati, assassinati per avere osato chiedere la libertà. Quanto al Vaticano, vale la stessa scusa accampata nel dicembre scorso, quando, con rispetto parlando, per non comprometrtere il dialogo con Pechino non ci fu né un monsignore né un cardinale né un priore che si degnasse di ricevere il Dalai Lama. Celebrato invece con tutti gli onori al Congresso degli Stati Uniti che l’insignì della medaglia della Libertà, in Germania, in Francia e in cento altri Paese meno pavidi del nostro. In Italia, il Dalai Lama è stato trattato come un appestato dalla nomenklatura di un sistema marcio sino al midollo, come dimostrano le cronache di una campagna elettorale noiosa, stantia, plastificata.
Soltanto Beppe Grillo e Letizia Moratti si inchinarono davanti a lui. Come dimenticare, invece, la non accoglienza riservata tre mesi fa alla massima autorità spirituale tibetana dal governo Prodi e dal capo dell’opposizione Berlusconi: fecero tutti a gara a squagliarsi, adducendo i pretesti più ignobili, pur di non stringere la mano a Tenzin Gyatso.
Non parliamo dei dirigenti dello sport italiano: se la fanno talmente sotto che non hanno nemmeno il coraggio di spiegarci perchè gli atleti italiani dovrebbero partecipare ai Giochi di Pechino nella capitale di un Paese che calpesta i diritti umani, che ogni anno manda a morte migliaia di detenuti e dove, ha annotato Roberto Baldini, capo della redazione esteri di Qn, "si viene uccisi dallo Stato per 69 reati, tra cui: evasione delle tasse, appropriazione indebita, gioco d’azzardo, bigamia, gestione di un bordello, disturbo della quiete pubblica, contrabbando di sigarette, organizzazione di circoli pornografici, contrabbando di macchine, pubblicazione di materiale pornografico, vendita di false fatture, furto di mucche, cammelli e cavalli, vendita di falsi certificati di controllo nascite, vendita di falsi certificati di sterilità, vendita di denaro contraffatto, caccia al panda gigante e alla scimmia d’oro e pirateria informatica: dove per pirateria si intende anche scrivere le proprie idee su Internet".
Leggete un po’ qua: "La nostra posizione è quella del Coni, stante la centralità del Coni come soggetto di riferimento di tutto il movimento olimpico. Non è ipotizzabile una situazione per cui ogni federazione articola una posizione specifica. Riteniamo doveroso esprimere riflessioni in sede Coni, ma non in altre sedi". Firmato Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio campione del mondo. Capito? In Tibet massacrano gli oppositori, "ma non è ipotizzabile una situazione per cui ogni federazione articola una posizone specifica". Ma si può parlare così? Adesso pare che, per quanto sciolto, il Parlamento si riunisca, a livello di Commissione Esteri, per esaminare la situazione tibetana. Senza fretta, però. Prima ci sono i comizi.

E a proposito del Coni tutte le mail spedite in seguito all’iniziativa di Nina Maroccolo e da me riportata ieri sono state tutte censurate: ce lo comunica la stessa Nina.

E ora le segnalazioni di altri blogger che hanno scritto su questo più che drammatico accadimento. Non so quanto sia importante, continuare a fare queste segnalazioni. Forse serve anche a me: vedere tutti questi nomi allineati mi rassicura. E’ come se sentissi urlare da tutti: Tibet libero! E poi ognuno di loro dà comunque altre informazioni.

Pro Tibet

ReAnto

Barbara Provenzi

Georgiamada

Letteratitudine- La camera accanto
(Da leggere assolutamente gli ultimi commenti.)

Mente Critica
(Qui troviamo anche un rapidissimo ripasso di storia  del Tibet dal 1950 -anno dell’invasione cinese- a oggi.)

Nessuno tocchi Caino

Patrizius

Faccio due eccezioni segnalando due post in cui non si parla di Tibet:

Morgan
(Perché si parla di Gramos e dei City Angel)

Massimo Maugeri
(Perché in questa sezione di Letteratitudine  si sta discutendo di un libro molto importante non tanto per il suo valore letterario, forse, ma per il suo contenuto )

Tibet 1950 (video)

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9 risposte a Vorrei fosse questa l'immagine reale del Tibet…

  1. patrizius ha detto:

    Grazie, Milvia!!!
    patrizio

  2. kinglear ha detto:

    Il Dalai Lama ha detto di essere pronto alle dimissioni se la situazione degenera e diventa incontrollabile. La dichiarazione è arrivata durante un incontro con la stampa a Dharamsala, in India, sede del parlamento tibetano in esilio. Il leader spirituale dei tibetani, accusato dalla Cina di essere dietro alle manifestazioni di Lhasa, ha detto di avere come “unica opzione le dimissioni se le cose vanno fuori controllo”.

    L’unica sarebbe che tutti i paesi civili boicottassero i giochi di Pechino: ma non uno è disposto al boicottaggio. Le proteste sono in tutto il mondo, anche tra noi blogger, ma purtroppo la nostra protesta vale poco o niente. Se i capi di governo non si esporranno, se non decideranno tutti per il boicottaggio dei giochi, allora il bagno di sangue continuerà e servirà a ben poco che il Dalai Lama si ritiri.

    Qui ci sono due bannerini:

    Puoi usarli, diffonderli se vuoi, non è un problema. Anzi.

    Beppe

  3. BarbaraProvenzi ha detto:

    Grazie Milvia, che ci tieni aggiornati. L’articolo che hai riportato fa venire i brividi. Pensare che chi potrebbe davvero fare qualcosa invece se ne infischia fa capire in che mondo subdolo e meschino viviamo. Servirà a poco lo so, ma almeno noi siamo qui. Questo un po’, a livello umano, mi consola.

    Barbara

  4. BarbaraProvenzi ha detto:

    L’immagine, della ragazza sorridente che apre le braccia, è di una bellezza davvero commovente. Infonde speranza. Grazie.

  5. cristinabove ha detto:

    quanto mi piacerebbe davvero che fosse così per tutte le ragazze, per tutti i tibetani!!!
    cri

  6. anonimo ha detto:

    Grazie . Antonio

  7. nexus7 ha detto:

    Bologna e Milano unite per il Tibet!

    Manifestazioni per il Tibet!

    La proposta

    Diffondete…! 😉 Organizzate qualcosa anche voi nella vostra realtà… potremmo unirci tutti per giovedì pomeriggio…!

    Antonio

  8. BarbaraProvenzi ha detto:

    Segnalo, per chi è in zona, la GRANDE MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO TIBETANO che si svolgerà a Milano giovedì 20 marzo, ore 16.30, Piazza della Scala. Chi non è in zona segnali per favore l’evento a persone che potrebbero essere interessate.
    Grazie!!!
    Lascio questo sito per maggiori informazioni:
    http://www.italiatibet.org/

  9. Soriana ha detto:

    @Patrizius: E’ un piacere, per me, segnalarti

    @Kinglear: sono pienamente d’accordo con quanto dici, Beppe. Continuiamo a fare quel che possiamo, anche se servirà a ben poco…
    Grazie per i bannerini, che come vedi ho utilizzato e poi segnalato nel post di oggi.

    @Barbara: grazie a te, Barbara, che sei sempre presente…Sì, è molto bella quella foto… Grazie per la segalazione.

    @Cri: E per tutte le ragazze del mondo…Ciao, Cri

    @Antonio (ReAnto): la risposta che ho dato a Patrizius vale pure per te, amico caro.

    @Nexus: Grazie, Antonio! Queste informazioni sono preziose…

    Milvia

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