C'al scusa, zugal al Bulagna?

P1060299(Bologna, Piazza Nettuno, 20 marzo 2008)

Non stupitevi del titolo di questo post, dove parlerò ancora del Tibet.
Non ho fatto altro che riportare  la domanda che mi è stata posta mentre giovedì, in piazza Nettuno, stavo aspettando che iniziasse la manifestazione pro Tibet.
Un anziano signore, vedendo nella piazza alcune bandiere dai colori rosso e blu, si è fermato con la sua bicicletta davanti a me e con occhio vispo mi ha chiesto: C’al scusa,  zugal al Bulagna? (che come è facilmente intuibile significa: scusi, gioca il Bologna?). Non ho saputo rispondere che: No, è una manifestazione contro la repressione in Tibet…mentre dentro di me si scontravano sensazioni opposte, dall’indignazione all’ilarità…Il signore ha inforcato la sua bicicletta e se ne è andato…
Questo per dirvi della disinformazione, di scala di valori ecc.ecc.
Però, per fortuna, mi sembra che  il numero dei partecipanti sia stato abbastanza alto. Forse più che per il passaparola che per merito dei media.
Non mi soffermerò a riportare i discorsi che hanno fatto coloro che si sono avvicendati sui gradini di Palazzo Re Enzo, dove erano stati posti i microfoni. Un’ottima e esauriente cronaca l’ha scritta Nexus, e la potete trovare
QUI
I discorsi introduttivi, in verità, mi stavano cominciando a irritare: le solite cose, che tendevano a svuotarsi ancora più di significato in quanto lette da fogli che gli oratori tenevano in mano. Mi sembra sempre assurdo che dei politici, o chi è comunque abituato a parlare in pubblico, non sia capace di tirar fuori due parole senza doverle prelevare da un foglio scritto…
Poi la parola è stata data a Sango Tenzing, segretario della comunità tibetana in Italia, che con uno stentato italiano, ma molto più coinvolgente dell’italiano corretto che avevo ascoltato precedentemente, ha portato la sua testimonianza sulla situazione che si è creata in Tibet dal 1950 in poi. Ha posto l’accento sulla aggressione demografica che il Tibet ha subito e continua a subire, attraverso il trasferimento di un numero sempre più alto di cinesi in Tibet.  E si è appellato a tutti, e in particolar modo alla comunità europea perché finalmente faccia sentire una forte voce di condanna.

Poi è stata la volta di Gianni Sofri
E il suo intervento mi è piaciuto tantissimo. Un intervento lungo, senza fogli in mano. Sofri ha dimostrato di conoscere veramente la questione tibetana, ha fatto informazione, attraverso il suo intervento, illuminandoci anche sul pensiero del Dalai Lama e del perché il capo spirituale dei buddisti parla di autonomia del Tibet e non di indipendenza. Ma, ripeto, molto meglio di quanto possa fare io, di tutto questo ha scritto Nexus, e vi invito caldamente ad andare a leggere la sua testimonianza.
La manifestazione si è conclusa con la preghiera di due monaci buddisti, una preghiera della com-passione, cioè del patire insieme, della condivisione. Toccante, emozionante.

Al di là della mia scarna cronaca, volevo riportare qualche riflessione. Mi dispiace non aver visto alla manifestazione persone che conosco. Persone che sono disposte a scendere in piazza (e giustamente) quando ci sono da salvaguardare altri diritti: il diritto all’aborto, per esempio, o il diritto delle donne a non subire violenza. Ce ne saranno state, indubbiamente, ma delle molte che conosco io non ne ho viste. (C’era per fortuna la presenza di Amnesty e di un Ponte per . E c’era, fra gli organizzatori, anche la CGIL-CISL-UIL.)
Ecco io credo che quando si tratta di diritti violati si debba essere tutti uniti, invece ho avuto come l’impressione che ci si muova a compartimenti stagni, in battaglioni completamente autonomi fra loro. Io per le donne, tu per i Palestinesi, lui contro la guerra ecc.ecc. E questo non mi piace.
Un’altra cosa è che mi sembra proprio che le notizie sul Tibet stiano  scomparendo dai giornali. Nei quotidiani locali, della manifestazione di giovedì, ho trovato solo un piccolo trafiletto. E nulla ho trovato sulle pagine di Bologna di Repubblica. E anche questo non mi piace.
Continuiamo quindi noi blogger, a tenere i riflettori sulla questione tibetana. Magari solo attraverso un banner, o riportando segnalazioni.

Continuiamo, non dimentichiamo.

PRO TIBET

Barbara Provenzi

Ziubustianu

Prodigit

Evento Unico

I mulini a vento

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in cronache infernali. Contrassegna il permalink.

10 risposte a C'al scusa, zugal al Bulagna?

  1. nexus7 ha detto:

    Cronache molto “simili”, abbiamo avvertito proprio le stesse cose… hai riportato i nomi, io me li dimentico sempre… 😉 . Molto bello, veramente, l’intervento di Sofri, sembrava a tratti fosse anche commosso.

    Penoso l’assessore di non so che, il quale forzatamente ha tentato di interrompere l’applauso a Tenzing (persona molto simpatica) per “non farla troppo lunga”. Penosi. E non sono nient’altro che in piccolo ciò che sono i politici “che contano”.

    Hai notato anche ciò che ho visto io: niente più notizie… c’era da aspettarselo, l’avevo pure scritto… la prossima settimana comunque sarà molto importante, c’è l’incontro tra il parlamento europeo ed il presidente del parlamento tibetano in esilio. Staremo a vedere quali altri gesti d’ipocrisia sapranno tirare fuori dal cilindro i nostri beneamati rappresentanti.

    Hai ragione: non lasciamoli soli, non dimentichiamo, parliamone… cerchiamo di informarci nonostante il muro di silenzio di queste ore… semplicemente inaccettabile nel mondo odierno… leggete le dichiarazioni del governo cinese… da medioevo…

    Antonio

    Intanto niente più giornalisti a Lhasa… questo silenzio la dice lunga…

  2. nexus7 ha detto:

    -> link che ho messo “in prima pagina” sul blog:

    Dichiarazioni del premier cinese sul Tibet

    Da leggere e rileggere…

  3. nexus7 ha detto:

    I nostri figli, i nostri giovani spero saranno differenti dai “nostri nonni”… loro sono stati abituati a crescere in un mondo “non globale”, in un mondo in cui il proprio giardino di casa era molto ristretto… ora invece i nostri cuccioli crescono in un'”aria” globalizzata… spero le categorie mentali con cui ragioneranno da grandi saranno molto più ampie di quelle delle generazioni precedenti….

    … Free Tibet… Free Burma…

    e…

    … Free China….

    Ho appena trovato questa bella bandieruola (che potete prelevare e diffondere) e l’ho issata sul blog a simbolo non solo del Tibet, ma della libertà di… esistere… come esseri umani…

    Buone feste…

    Antonio

    p.s. l’indirizzo è questo: http://files.splinder.com/ec2c7b7177e5cbeb8aae551d6c332070.gif

  4. nexus7 ha detto:

    Vi dirò…. sto rimuginando sugli eventi ed a me stanno venendo tante “ipotesi” in mente… magari ne scriverò…

    … del tipo: a chi giova il fatto che i giornalisti siano stati allontanati e l’area per diverso tempo non sarà accessibile agli occidentali?


    … sembra abbia fatto comodo per fare un po’ “di pulizia” questa rivolta dei tibetani proprio in questo momento e la sicurezza dei cinesi nel dire “facciamo da noi, la questione non vi riguarda” mi sembra fin troppo studiata e sicura…

    I totalitarismi, anche quello “nuovo” in cui viviamo noi, hanno proprio come strategia quella di tenere alto il livello di “caos” (vedi “guerra al terrore” che in realtà è “terrore e basta”) così da giustificare agli occhi del popolo misure da stato di polizia… misure drastiche per azzerare il dissenso, come limitazioni della libertà personale e della privacy (vedi Stati Uniti e statunitensi sull’orlo di una costante crisi di nervi… è un popolo stanco e nervoso… ed un nervoso che ti punta una pistola alle tempie non è proprio il massimo).

    Basta anche camminare per Bologna, vi sono telecamente dappertutto ed una macchina su quattro è delle forze “dell’ordine”…

    Mi fermo qui….

    … meglio così….

    Buone feste…

    Antonio

  5. cristinabove ha detto:

    Ecco, Milvia, è proprio questo il punto, e tu lo hai centrato bene, la globalizzazione è soprattutto il tentativo, che sta riuscendo, di appiattire popoli e coscienze, cosicchè le centrali del potere si innestino su quelle consumistiche che diventano artatamente ragioni di vita.
    Aspetto il tuo articolo, scritto come tu sai fare, a chiarimento del mio fumoso intervento.
    ciao, buona domenica
    cri

  6. BarbaraProvenzi ha detto:

    L’ho notato anch’io. La notizia, ormai abbastanza sfruttata, sta scomparendo da giornali e televisione. Poco importa che la situazione non sia affatto risolta, poco importa che la sofferenza dei tibetani sia ancora così grande.
    Noi non siamo giornali e televisione; avremo certo un’influenza e una diffusione minore, ma abbiamo senza dubbio più costanza e più cuore. Io sono pronta a segnalare sul mio blog la situazione in Tibet, Ingrid Betancourt e qualunque altra cosa richieda la nostra attenzione e solidarietà. Magari a giorni alterni, magari solo poche righe. Credo che questo piccolo sforzo possiamo farlo tutti, anche chi come me non conosce a fondo la situazione. Pensiamoci solo un attimo; quanti blog, quanti siti sono presenti in internet? Ora pensiamo ancora… se tutti quanti scrivessero due o tre righe per il Tibet o Ingrid…
    E allora? Facciamolo. L’oceano è composto da tante piccole gocce e nulla può placare la forza dirompente dell’acqua. Prima o poi qualcuno ci ascolterà!

    Barbara

  7. Soriana ha detto:

    @Antonio:sei un vulcano! Non finirò mai di ringraziarti per tutte le informazioni, per tutte le segnalazioni che ci offri.
    Free Burma, scrivi anche…Già, che sta succedendo anche in Birmania? Mi ero impegnata anche allora, con qualche post arrabbiato…Poi, pure io, ho in un certo senso mollato…
    E scrivi anche, giustamente, free Cina…
    Ho stampato le dichiarazioni del premier cinese, le leggerò prima di dormire. Non so invece come mettere nel blog la piccola bandiera…
    La stampa: sto proprio ora ascoltando il TG3 della notte, e…Alitalia, Berlusconi, papa, maltempo, e stanno finendo con il Gran premio della Malesia. Sul Tibet assoluto silenzio. E buona Pasqua a tutti…
    Il mio…cucciolo ha trentacinque anni, è sufficientemente globalizzato, ma nel senso positivo del termine, perché è molto attento a quello che succede nel mondo, e sapessi di quante cose mi informa, quante brutture anche lui mi segnala. Credo che un po’ di merito vada anche a noi genitori, per averlo educato al rispetto dell’altro, e all’odio verso l’ingiustizia. Insisto sempre molto sull’importanza che ha l’educazione nell’ambito famigliare. E le responsabilità che ha anche la scuola, naturalmente. So che insegnare oggi è particolarmente difficile, non voglio, come si usa dire, sparare sulla Crocerossa, però non posso fare a meno di chiedermi quanti insegnanti (dalle elementari, sì, anche dalle elementari, alle superiori) abbiano parlato della questione tibetana. Personalmente non credo siano stati molti.
    Forse è anche vero quello che dici nel tuo ultimo commento, una sorta di strategia della tensione dove tute le azioni delle forze di repressione siano giustificate. Scrivine, Antonio, e continua a segnalarci tutto quello che riesci a sapere.

    @Cri: non è affatto fumoso, il tuo intervento. E non saprei che altro dire: quando agli ideali si sostituisce l’effimero, quando i falsi bisogni vengono creati per soppiantare l’essenziale, il vero, quando a far muovere il mondo è solamente il denaro, non possiamo aspettarci altro che queste situazioni. Ecco perché io insisto sempre sull’educazione da impartire ai ragazzi. Bisogna capovolgere questi principi amorali, che non vuol dire tornare indietro, ma vivere ciò che ci offre questo ventunesimo secolo in maniera onesta e consapevole, con discernimento e coscienza.

    @Barbara: continuiamo, continuiamo a essere piccole gocce, piccoli granelli di sabbia…Continuiamo a fare rete: per il Tibet, per la Birmania, per la Betancourt, per la situazione in Palestina…Contro tutte le dittature, le sopraffazioni, contro il potere ogni volta che rende l’uomo suddito e non cittadino.

    Ciao a tutti e un forte abbraccio

    Milvia

  8. nexus7 ha detto:

    🙂 Sono un “vulcano” forse perché sono nato alla pendici del… Vesuvio…. ;-)))

    Ho creato una finestrella sul mio blog (colonna di sinistra) dove poter prelevare il codice html e dunque poterlo inserire direttamente nel punto desiderato del proprio template… ho messo il riferimento al sito http://www.tibet.com del governo in esilio… 😉 … penso sia un buon gesto… se ne sta e se ne starà lì a ricordarci che la situazione non è per nulla “risolta”…!

    Sono d’accordo anche io con l’educazione familiare… è la cosa fondamentale affinché i nostri pargoli abbiano una chance di non diventare ingranaggi meccanici del sistema e poter crescere in un clima di amore e rispetto delle altrui identità…

    Buona notte…. anzi buon giorno e buona Pasqua…

    Antonio

  9. giuba47 ha detto:

    Anch’io ho dedicato diversi post a questo terribile problema… Bello il tuo post, Giulia

  10. Soriana ha detto:

    @Antonio: Grazie per il banner. Ora la bandiera del Tibet sventola anche nel mio blog.

    @Giulia: ho visto, e ho letto anche il tuo post sulla guerra. E’ sempre bello scoprire voci che non conoscevo e con cui mi sento in sintonia.

    Buonanotte!
    Milvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...