Galassia: l'arrivederci

L
Riprendo la mia cronichetta napoletana, piccoli appunti scoordinati, poesie, impressioni. Mi capita sempre così, quando giro per Fiere: ascolto talmente tante parole che poi, quello che emerge alla superficie, è ben poco rispetto al tutto. Spero però che il tutto se ne stia lì, dentro di me, e elabori qualcosa che comunque mi arricchisca.
Allora, dicevo ieri di Napoli, città di luce e ombra. Luce può essere considerata
  L’arte della felicità  per esempio. Una serie di incontri e di eventi che, solo
leggendone i titoli, mi fanno rimpiangere di non potervi partecipare: la pace è a ogni passo; la cura del male è una guida sulla strada del bene; madri nel bene e nel male…Solo qualche esempio degli argomenti che verranno affrontati fino al 6 aprile in vari sedi della città. Fra l’altro, entrando nel sito, si trovano anche iniziative pro Tibet
Ci tenevo, prima di… rituffarmi nella Galassia, a segnalare questa manifestazione.

Bene, Galassia, allora. Qualche nome, qualche emozione, qualche voce rubata:

Antonella Anedda 
che è stata ospite di Fahrenheit,bella, elegante, e grande poetessa. Non ho trovato le poesie che lei ha letto in trasmissione, e allora ecco:

L’aria è piena di grida
 
Pensi davvero che basti non avere colpe per non essere puniti,
ma tu hai colpe.
L’aria è piena di grida. Sono attaccate ai muri,
basta sfregare leggermente.
Dai mattoni salgono respiri, brandelli di parole.
Ferri di cavalli morti circondano immagini di battaglie
Le trattengono prima che vadano in un futuro senza cornici.
Cosa ci rende tanto crudeli gli uni con gli altri?
Cosa rende alcuni più crudeli di altri?
Le crudeltà subite e poi inghiottite fino a formare una guaina
con aculei sul corpo ferito?
O semplicemente siamo predestinati al male,
e la vita è solo fatta di tregue dove sostiamo
per non odiare e non colpire?

( Antonella Anedda: dal Balcone del corpo – Mondadori 2007 Collana lo specchio)

Padre Alex Zanotelli
anche lui intervistato da Marino Sinibaldi in trasmissione. E’ un grande, padre Alex, molto lontano il suo pensiero da quello di una Chiesa che pare discostarsi sempre più dalle parole del Cristo,  preoccupata solo di emettere condanne e di espandere il proprio potere. Per molti anni missionario a Nairobi, padre Alex al suo rientro in Italia ha scelto Napoli come città in cui vivere e operare. Anche lui, quindi, una luce che tenta, con amore e onestà, di spazzarne via le ombre.

Tiziano Scarpa 
Non ho mai letto nulla, di Tiziano Scarpa, ma sentirlo parlare e ascoltarlo leggere poesie è una delizia. E poi ha una cosa che me lo rende ancora più simpatico: il suo amore per gli animali. Il suo intervento a Galassia aveva infatti come titolo I diritti degli animali, e questa è una delle poesie che hanno fatto parte della sua lettura scenica

La differenza

Penso e ripenso: – Che mai pensa l’oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.

Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d’essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l’armi corruscanti della cuoca.

– O pàpera, mia candida sorella,
tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s’è pensato.

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Ché l’esser cucinato non è triste,
triste è il pensare d’esser cucina

(Guido Gozzano)

Maurizio de Giovanni:
fino a qualche settimana fa questo nome mi era completamente sconosciuto. Poi in
Letteratitudine (il bel sito di Massimo Maugeri) si è aperto un dibattito nel quale si discuteva su di lui e su Filippo Tuena. E così, influenzata dai giudizi positivi, non ho potuto fare a meno di acquistare il suo ultimo romanzo, Il senso del dolore. E devo dire che quel commissario Ricciardi, personaggio principale della storia, mi è rimasto nel cuore. Maurizio de Giovanni ha una scrittura molto coinvolgente, una grande capacità di trascinare il lettore nella storia, attraverso un linguaggio con risonanze classicheggianti, di cui, in un panorama letterario che tende sempre più ad azzerare le differenze fra parola scritta e detta, si sente necessità, a mio avviso. E poi quello che mi ha colpito particolarmente è la grande umanità che pervade tutte le pagine de Il senso del dolore.. Appuntatevi il titolo di questo libro, ne consiglio davvero la lettura. E’ un giallo, sì, genere molto in auge, ultimamente, ma la narrazione e l’ambientazione (una Napoli degli anni trenta) si distacca nettamente da tanta altra produzione giallistica molto spesso troppo uguale l’una all’altra.
Ho avvicinato Maurizio de Giovanni prima della presentazione del suo piccolo, divertente libro “Juve-Napoli 1-3”. Mi ha detto: Questo è il libro della passione! E infatti, ascoltando poi  le sue parole dal palco ho riscoperto quanto il tifo per una squadra di calcio possa essere ancora un sentimento sano, entusiasmante. Purtroppo oggi anche questa passione ha acquisito un volto ben diverso, come dimostrano fatti molto recenti di cronaca.
Mi ha anche detto, Maurizio de Giovanni, che sta per uscire il suo secondo romanzo con protagonista il commissario Ricciardi, (credo che verrà presentato alla prossima Fiera del libro di Torino), che un terzo lo sta scrivendo proprio in questi giorni, e che è in previsione anche la realizzazione di una serie televisiva. Il mio in bocca al lupo, quindi, a Maurizio de Giovanni, che, oltre a essere un bravo scrittore, è anche una persona simpaticissima.

Un altro evento cui ho assistito, e che ha chiuso il mio viaggio a Galassia, ha visto come protagonisti

Gianfranco Bettin
Goffredo Fofi
Marco Paolini
Protagonista assente il grande grande grande Mario Rigoni Stern (Marino Sinibaldi in trasmissione lo ha definito il più grande scrittore italiano vivente ). Di Mario Rigoni Stern, sul suo Sergente nella neve, ho ricordi che risalgono all’infanzia. Mio padre (pure lui sergente, pure lui in Russia) lo comprò  appena uscì in libreria: avevo sette anni, e me lo ricordo bene, quel libro dalla copertina di un azzurro che tendeva al grigio. Uno dei pochi libri che ho visto fra le mani di mio padre: ma come se lo leggeva, e rileggeva…Non me lo scorderò mai.
 Fofi, Bettin e Paolini
(quest ultimo  come saprete  ha portanto sul palcoscenico proprio il libro di cui ho fatto accenno: Il Sergente ) hanno parlato di lui come uomo e come scrittore e hanno letto brani tratti dai suoi libri.
Una cosa mi è piaciuta in modo particolare: questo grande vecchio abita nell’ultima casa del paese, al limitare del bosco. E il bosco lo conosce bene, e non ha timore di addentrarvisi di notte. E dice, Mario Rigoni Stern, che quando il buio lascia lo spazio alla prima luce dell’alba, proprio nel momento esatto in cui questo accade, lui percepisce un fremito che attraversa le foglie, e i rami degli alberi, e l’erba. E lo chiama, questo fremito, il fremito della creazione. Questa, per me, è un’asserzione meravigliosa. E voglio anche ricordare una cosa che lui disse a Mantova, mi sembra due anni fa: nei suo libri, anche quando parlavano di guerra, non ha mai usato la parola nemico. Come si fa a non amarlo, questo Vecchio?

Basta, mi fermo qui. Solo un ringraziamento a Fharenheit, voglio lasciare. Per saper sempre vivacizzare ogni evento, per essere sempre presentie là dove si fa cultura. Un grazie di cuore a Marino Sinibaldi, Susanna Tartaro e Rosa Polacco. E ne approfitto per segnalarvi un altro evento: Radio3  in  festival  Chi può, partecipi!
Ah, pubblicamente ringrazio e mando un bacio a Antonella, Daniela e Cecilia, le mie amiche campane, che hanno reso ancora più gradevoli le mie quattro giornate di Napoli.

Se volete, ora, guardatevi questo video. E nel post precedente a questo un po’ di foto di alcuni dei personaggi di cui vi ho parlato.

Il sergente

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7 risposte a Galassia: l'arrivederci

  1. lucidimarzo ha detto:

    Torno a leggerti dopo tanto tempo, Milvia cara e trovo che le tue riflessioni e segnalazioni sono stimolanti come sempre e mi dispiace per tutto quello che ho perso nel frattempo…ma ora la casa c’è e forse riuscirò a recuperare un po’ di tranquillità per seguire te e i tuoi tanti contatti come meritano.
    un abbraccio e a presto
    luci

  2. BarbaraProvenzi ha detto:

    Grazie per l’ottima cronaca Milvia… indagherò tra gli autori che proponi.
    A presto,

    Barbara

  3. anonimo ha detto:

    Bella cronaca e bellissime foto, ti invidierei (Paolini, Rigoni Stern, due artisti che adoro…) se non fosse che sei sempre più il mio occhio sul mondo, cara Milvia!
    ATTENZIONE però che sul tuo blog è tornato il… TUTTO ROSSO (nei commenti)
    Mirella

  4. RenzoMontagnoli ha detto:

    Rosso? E’ per colpa della sua innata timidezza…

  5. biancabalena ha detto:

    Che bella la poesia della Anedda!

    bentornata,
    sabrina

  6. cristinabove ha detto:

    bellissima la poesia della mia amata poetessa Anedda. grazie.
    cri

  7. Soriana ha detto:

    Grazie a tutti! Sono felice che vi piaccia Antonella Anedda, e Rigoni e Paolini. E pure felice di essere la…finestra sul mondo per Mirella.

    @Renzo: ci hai preso in pieno, timidissima, sono!

    @Luci: bentornata! Spero che ora tutto per te prosegua al meglio. Un bacio.

    Milvia

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