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vecchi

Prendono prosciutto, carne o parmigiano: cose che non possono più permettersi.
I direttori degli esercizi: "Questi furti sono raddoppiati nel giro di pochi anni"

E la crisi spinge i nonni a rubare nei supermercati

di JENNER MELETTI

BOLOGNA, 7 aprile 2008- Per rubare grammi 300 di grana padano, costo euro 4,75, l’anziano con il gabardine impiega 12 minuti. Ecco, si avvicina allo scaffale. Prende in mano il pezzo di formaggio, si mette gli occhiali, legge il prezzo al chilo (13,50 euro), la scadenza, il nome del caseificio… Sembra proprio un cliente come tutti gli altri. "Fanno tenerezza, i nostri ladri pensionati", dice Stefano Cavagna, direttore dell’iper Leclerc Conad alla periferia di Bologna.

"Per portare via una busta di prosciutto o una confezione di formaggio – continua – impiegano fra i dieci minuti e il quarto d’ora. Ecco, adesso fa la faccia un po’ arrabbiata, come se dicesse: ‘guarda che prezzi’. Rimette il grana al suo posto. Fa un giro, va allo scaffale del parmigiano reggiano. Anche qui guarda i prezzi. Troppo caro: 422 grammi costano 7,05 euro, 16,70 al chilo. Può sembrare strano, ma l’anziano che ha deciso di rubare sceglie quasi sempre il prodotto che costa meno, per fare meno danni al supermercato e anche per mettersi in pace la coscienza. Ecco, torna al grana padano. Sempre lo stesso pezzo, ormai lo ha battezzato. Lo prende in mano, lo tiene in bella mostra. Dieci metri dopo lo mette nella tasca del gabardine ma lo tira fuori quasi subito, lo abbandona su un altro scaffale. Pochi passi ancora e torna indietro, riprende il formaggio e lo riporta nel suo scaffale. Poveretti, questi poveri ladri. Ci mettono tanto tempo che li becchiamo quasi tutti".

Provocano angoscia, i film a colori che raccontano i furti dei vecchi. Film che per fortuna spariscono ogni sera, quando l’ipermercato viene chiuso e le registrazioni delle tante telecamere vengono cancellate. "Ecco, l’uomo ha trovato il coraggio. Non c’è nessuno intorno, mette il grana padano in tasca, si avvia verso la cassa. Ha comprato anche due rosette di pane, un pacco di pasta e le mele. Mentre è in fila alla cassa, si vede che ha paura. Si agita, si guarda intorno. Ma ormai è fatta. Tanti ci ripensano all’ultimo momento, tornano indietro e abbandonano la refurtiva dove capita, il salame fra le merendine e la carne fra le fette biscottate".

L’uomo arriva davanti alla cassiera, mette sul bancone le cose che vuole pagare. Ma la telecamera ha seguito l’uomo che ha rubato il grana padano e, pochi metri dopo la casa, c’è Antonella che aspetta. "È lei – dice Stefano Cavagna – che ferma gli anziani che hanno rubato. Abbiamo messo una donna, così i ladri hanno meno paura. Ci sono cartelli che annunciano che, per tutti, dopo il pagamento alla cassa ci può essere un controllo scontrino e chi viene fermato non viene subito bollato come ladro dagli altri clienti".

Valentina è una ragazza gentile. "Scusi, dovremmo controllare lo scontrino. Sa, a volte anche le cassiere si sbagliano. Può seguirmi?". Poche decine di passi verso una stanza usata come infermeria. "Signore, si è dimenticato di pagare qualcosa? E qui l’anziano confessa. Tira fuori il grana o il prosciutto, chiede scusa, spesso si mette a piangere. Dice che è solo, con l’affitto e le bollette da pagare, che i figli non si fanno mai vivi. Antonella spiega che non si può rubare al supermercato, che il Conad ogni giorno manda tanti prodotti vicino alla scadenza alle mense e alle associazioni di carità che così possono distribuire alimenti e 21.000 pasti all’anno. Chi ruba per fame, se non è recidivo, non viene denunciato. Facciamo pagare ciò che è stato sottratto e spieghiamo che non sarà perdonato una seconda volta".

Il Conad di via Larga è lo stesso dove, 4 anni fa, "nonno T." andava a rubare i mandarini e, pieno di vergogna, accettava di parlarne con Repubblica. Erano quasi mosche bianche, allora, gli anziani accusati di furto. "Da allora – dice il direttore – le cose sono cambiate, in peggio. I ‘nonni T.’ si sono moltiplicati. Rispetto a quattro anni fa – e il picco è stabile già da due anni – gli anziani che rubano sono aumentati del 40- 50%. Guardi qui, sui monitor della nostra sicurezza. I reparti dove sono si usano le telecamere più sofisticate, che permettono di seguire una persona molto da vicino, sono puntate sul reparto ortofrutta e sui cibi freschi. Sorvegliamo soprattutto il cibo perché è il prodotto più a rischio".

"Questo vuol dire che ci sono molte persone che, se non soffrono la fame, quantomeno non possono permettersi cibi ai quali si erano abituati. Vengono rubati infatti la busta di prosciutto crudo, la confezione con due bistecche, il formaggio per una grattugiata sulla pasta… E c’è chi mangia direttamente fra gli scaffali. In questa stagione l’uva viene spesso consumata sul posto, c’è chi svuota una confezione di merendine… Un iper è una città. Qui gli anziani sono di casa, al caldo d’inverno e al fresco d’estate. In gran parte per fortuna non rubano. Fanno il giro delle degustazioni. Un caffè gratis lo trovano ogni giorno, e spesso una fetta di salame o di prosciutto. Tanti ormai vivono qui. Chiedono ai commessi di spegnere tutta quella musica sugli schermi del reparto tv. ‘Fateci vedere invece il giro d’Italia’. C’è un buon rapporto, con loro. E io continuo a mandare messaggi, a dire che siamo qui per vendere ma possiamo dare una mano a chi abbia davvero bisogno. Noi stiamo male, quando dobbiamo chiedere a un vecchio se ‘ha dimenticato di pagare qualcosa’".

"Nei loro occhi – conclude – vedi il terrore: gente che ha lavorato una vita e si trova a vivere così male gli ultimi anni. Ma i ladri con tanti anni e tanta paura addosso sono aumentati e noi non possiamo spegnere le telecamere".

A Udine, nella strada che dalla città porta verso Tolmezzo, c’è la più alta concentrazione di iper e supermercati d’Europa. "Anche qui, in quattro anni – dice il tenente Fabio Pasquariello, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri – i furti commessi dagli anziani sono aumentati del 40%. Per affrontare il problema, ho incontrato anche i direttori e responsabili sicurezza di questi centri commerciali. Ho spiegato che il furto semplice si persegue solo su querela, mentre chi fa danni – ad esempio strappando una confezione – può essere accusato di furto aggravato e non serve querela. Ho anche detto che, se il direttore ci chiama, noi non possiamo fare da pacieri: dobbiamo denunciare chi ha commesso il reato".

"Per questo – continua – tanti direttori, quando trovano l’anziano che ha rubato, si limitano a fargli pagare la merce e a dirgli di non presentarsi mai più nel supermercato. L’anziano che ha rubato per fame, quando ci vede arrivare in divisa, resta di ghiaccio. Non riesce nemmeno a parlare. Sono strani ladri, i vecchi. Rubano la confezione di tonno che costa meno, o il prosciutto cotto in offerta speciale. Ma la fame è brutta. Noi carabinieri vediamo la povertà anche dentro le case, quando entriamo perché ci sono stati maltrattamenti o liti. Trovi famiglie che hanno la tv al plasma e niente in frigorifero. Gli addetti alla sicurezza dei supermercati dicono che gli anziani sono la categoria più a rischio: rubano più dei ragazzi in cerca di dvd o cd e degli extracomunitari. Secondo le mie informazioni, extracomunitari e pensionati sono alla pari, ma solo perché questa è una zona di confine e gli extracomunitari residenti e soprattutto di passaggio sono tanti. Con le bande di ladri professionisti riusciamo a ottenere successi. Abbiamo individuato una banda di croati che organizzava viaggi in Italia e costringeva altri croati che dovevano pagare debiti agli usurai a compiere furti. Li abbiamo messi in galera. Ma contro il vecchio che quando ci vede resta quasi paralizzato, che puoi fare?".

I titolari dei supermercati in questo pezzo di Nordest, non vogliono i loro nomi sui giornali. "Ci sono anche gli anziani onesti e non vogliamo perdere clienti". Raccontano però che anche le tecniche si sono affinate. "Non solo aggiungono frutta al sacchetto già pesato: lo tengono sollevato al momento della pesata, così lo scontrino è più leggero". "Il ladro più abile? Un anziano che veniva tutte le mattine a comprare una pagnotta. Un giorno l’abbiamo fermato a addosso aveva 80 euro di cibi vari". "Nel mio piccolo market di paese, dopo trent’anni di attività, tre mesi fa ho dovuto assumere un addetto all’anti taccheggio". "Ai vecchi noi non facciamo mettere l’acqua minerale sul bancone della cassa. La lasciano sul carrello, così non fanno sforzi. E c’è chi se ne approfitta e fra due confezioni ben strette l’una all’altra infila una busta di bresaola o di salmone".

"Il furto più piccolo? C’è una signora che quasi ogni giorno si ruba un ovetto Kinder, e non ha nipoti. L’altro giorno un anziano è stato trovato mentre rubava una cioccolata da 1,05 euro". "Ormai, quando li fermi, senti la stessa litania: non riesco ad arrivare a fine mese, ieri ho pagato la luce e sono rimasto senza soldi…". Ma ci sono anche parole commosse. "Quando li fermi, i vecchi, ti fanno stare male. Appena riescono a riprendere fiato ti chiedono solo una cosa: "per carità, non ditelo ai miei figli"".

(http://www.repubblica.it/)


Questa canzone non è pertinente all’argomento pubblicato, ma è splendida come testo e come musica e la dedico a tutti coloro che ancora si amano, nonostante il passare del tempo.

La canzone dei vecchi amanti

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10 risposte a …non aggiungo commento…

  1. BarbaraProvenzi ha detto:

    Mi hai fatta piangere, se penso alle cose inutili che mi compro ogni giorno… I veri ladri però non sono loro, ma quelli che rubano venti mila euro al mese.

  2. biancabalena ha detto:

    Veramente tremende queste storie. Vivere gli anni più fragili dell’esistenza nella vergogna di sè, tradendo per necessità il proprio codice etico. Questo è un altro sintomo di una società che deraglia.

  3. cristinabove ha detto:

    Mi si stringe il cuore…e se penso che quelli che dovrebbero risanare questo stato di cose rubano a noi e a loro ogni mese la cifra che li farebbe vivere per un anno…sono talmente indignata che se me ne capitasse uno a tiro lo gonfierei di schiaffi, prim, e poi gli farei provare gli stessi stenti.
    E pensare che c’è chi impunemente spende milioni per farsi portare piante esotiche nel proprio parco…
    Dio non gioca a scacchi, diceva Einstein…forse gioca a monopoli.
    cri

  4. ReAnto ha detto:

    Cara Milvia,
    visto che non lo fai tu , il commento lo faccio io : ” è uno schifo!!”

    Saluti a tutti . Antonio

  5. anonimo ha detto:

    Purtroppo l’Euro ha raddoppiato il costo della vita e chi ne ha subito le disastrose conseguenze sono coloro che devono fare i conti con minime entrate.Il grave è che in tv ci sono soldi da regalare a chi sa rispondere a delle domandine…..
    giovanna giordani

  6. RenzoMontagnoli ha detto:

    Amarezza, provo solo amarezza, perchè la rabbia sarebbe impotente.
    E’ una tragedia silenziosa in un mondo alla rovescia.

  7. glodalessandro ha detto:

    Lavoro come cassiera in un supermercato proprio nel nord-est.
    Per fortuna non ho mai fermato nessuno perchè non ho visto il signore o la signora anziana nell”atto d’intascarsi il fomaggio o il tonno…, ma se dovessi vedere mi sentirei male…
    Provo rabbia, tristezza, mi sento impotente di fronte a tale realtà… i ricchi sempre +ricchi e le persone anziane messe sempre + alle strette da spese e pagamenti. Non è più vita questa, è schiavitù, nemmeno tanto sottile, pura.
    Grazie,
    Glò

  8. accipicchia ha detto:

    E’ malinconicamente chiaro il linguaggio di questa fotografia:lo sguardo sdegnato della signora,quello moderatamente incuriosito del signore, e la maldestra e forse un po’ imbarazzata concentrazione del “nonno” sulle buste “misteriose” appena tirate fuori dalla sacca.
    E’ una storia amara, di difficoltà oggettive e anche di solitudine, una storia che non suscita sdegno ma comprensione, e che fa pensare. Un caro saluto. Piera

  9. patrizius ha detto:

    Il problema è che il divario tra poveri e ricchi cresce sempre di più ogni giorno. Abbiamo costruito un modello di società, soprattutto in Italia, basato sull’ egoismo, sull’ arrivismo, sulla furbizia. La maggior parte dei liberi professionisti, dei lavoratori autonomi, delle imprese a tutti i livelli, elude o non paga le tasse dovute, con il beneplacito di una certa politica….
    Ovviamente uno Stato che permette un’ evasione fiscale di 200 mln di eur all’ anno, pari al peso di cinque finanziarie, non può permettersi di mantenere uno stato sociale decente, nè di aumentare le pensioni più basse…..
    A proposito delle ingiustizie sociali, proprio ieri pomeriggio rientrando a casa dal lavoro, con l’ autoradio accesa, ho ascoltato le parole del professor Franco Cardini, il noto studioso medievista, che era intervenuto ad una trasmissione radiofonica che asseriva il questa nostra moderna società globale è dominata e governata da circa trentamila gruppi, in cui rientrano le multinazionali, potentati economici finanziari che tengano in scacco, decidendo le politiche anche delle più importanti democrazie a livello planetario con metodi da gangsters.
    Immaginiamoci dunque a questi sopraffattori, meglio dire delinquenti, quanto gliene possa fregare dei vecchietti, o dei lavoratori che non ce la fanno più ad arrivare alla quarta o alla terza settimana….
    Grazie Milvia…per aver portato in prima piano un tema sociale così drammatico…
    patrizio

  10. Soriana ha detto:

    Logico che tutti i vostri commenti mi trovano pienamente d’accordo. In particolare:

    @Cri: la condanna che tu vedresti per questi potenti che fagocitano soldi, principi etici e dignità è esattamente quella che applicherei io. Togliere loro ogni fonte di reddito e farli vivere con una pensione minima. Forse, a questo punto, preferirebbero la morte.

    @Piera: sono contenta che ti abbia colpito quella foto, che tu ne abbia colto le pecularietà.

    @Patrizius: grazie a te per aver evidenziato le origini di questo problema. Certo che è ben difficile pensare che la situazione a questo punto possa migliorare…

    Grazie a tutti, comunque. Che ci unisca sempre lo sdegno, ma anche, perché no, un minimo filo di speranza…

    Milvia

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