Que sera sera

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No, non lasciatevi ingannare dal titolo…Non voglio parlare del destino del nostro Paese, questa notte…
Voglio invece parlarvi di qualcosa di piacevole. Di un incontro in libreria avvenuto la settimana scorsa dove ho avuto modo di conoscere una persona veramente deliziosa: Michela Murgia. Non sapevo niente di questa giovane scrittrice sarda e se quell’incontro non fosse stato condotto da Alberto Masala, cui va la mia stima e il mio affetto sia come persona  che come poeta, probabilmente non ci sarei andata. E avrei fatto proprio un bello sbaglio.
Allora, mercoledì o giovedì, non ricordo bene, arrivo in via Mascarella, al numero 24. Davanti alla libreria Modo Infoshop alcune persone in attesa. Saluto con molto piacere Alberto che mi presenta una ragazza morettina, con due occhi neri grandi grandi che il sorriso rende luminosissimi. E’ lei, è Michela Murgia, che è diventata (suo malgrado, dirà poi, durante la conversazione) una sorta di paladina dei precari.
Chi non sapesse ancora chi sia Michela, quale modo migliore, per conoscerla, che entrare nel suo blog?
  Il blog di Michela

Ma un po’ vorrei farvela conoscere anch’io, sperando di essere breve (ma so già che non lo sarò…).
Io credo che la Sardegna sia un’isola magica. Forse è uno stereotipo, forse troppe volte al sostantivo isola si aggiunge l’aggettivo magica.  E vale un  po’ per tutte le isole. Ma io continuo a pensarlo: la Sardegna per me è un’isola magica. E non lo dico perché conosco il suo territorio (sono stata solo a Carloforte, che non viene neppure considerata Sardegna Sardegna), ma la sento, questa cosa, leggendo gli scrittori sardi, ascoltando Maria Carta, o altre musiche dell’isola,  parlando, quando ne ho l’occasione, con chi nell’isola è nato.  E Michela Murgia, che è nata a Cabras, a pochi chilometri da Oristano, ha dentro di sé, e la esterna, la magia della sua Isola. Qualcosa che non riesco a definire, ma che c’è, che si avverte.
E poi, Michela,  sa quel che vuole e, ancora più importante, quello che non vuole. Non vuole per esempio, essere citata come “caso umano”
da Paolo Virzì che dal libro della Murgia"Il mondo deve sapereha tratto il film Tutta la vita davantiche proprio in questi giorni viene proiettato nei cinema di tutta Italia. Rifiuta le offerte di partecipare a trasmissioni televisive di spicco come paladina dei precari… Non rinnega il suo libro, ma considera quel periodo chiuso, finito.
Non ama stereotipi e icone, Michela. Quel libro, che prima di finire nelle librerie era un blog. Quell’anno di vita trascorso a lavorare al call center della

Kirby  che lei ogni giorno raccontava nel web: con rabbia, ironia, spietatezza, disincanto.  Quel blog, quell’anno, quel libro fanno parte ormai del passato di Michela. Punto.
Ed è il futuro che ci prospetta mentre stiamo comodamente seduti sulle poltrone nella saletta della libreria. Siamo in pochi, è vero, ma proprio per questo si è creata un atmosfera da salotto di casa, quelle poltrone un po’ vecchiotte ma comode, i libri intorno a noi,  a un certo punto arriva anche una buona bottiglia di rosso. Si sta davvero bene. Alberto parla di scrittura fondante, di scrittura inizializzante, riferendosi alla scrittura di Michela, soprattutto per quanto riguarda i suoi prossimi libri, in uscita fra poco. Poi Michela ci legge alcune pagine del suo nuovo romanzo “L’ultima madre”, che sarà nelle librerie il prossimo autunno. Ed ecco di nuovo la magia. Quella che trovo anche in Milena Agus, anche se il suo stile è completamente diverso da quello della Murgia. C’è una sonorità particolare, nelle pagine degli scrittori sardi che non trovo in altri scrittori. Non sono un critico letterario, né tanto meno un’esperta di linguaggi, quindi non so spiegarmi. E’ qualcosa che avverte il mio orecchio, ma non solo, anche la mia anima, o il cuore, non so. E che mi incanta. Le pagine lette da Michela mi sono piaciute tantissimo. E anche la storia, per quell’accenno che ne ha fatto l’autrice mi sembra molto bella. Fa riferimento a qualcosa che ignoravo assolutamente: esiste in Sardegna una tradizione per cui famiglie abbienti senza figli “adottano” bambini di famiglie bisognose, con il vincolo di dare loro la possibilità di studiare e di condurre un’esistenza priva di quei pesanti disagi che certe situazioni economiche veramente precarie possono arrecare all’infanzia. Non è una vera e propria adozione, se ho ben capito, ma una sorta di impegno morale. A loro volta, i bambini, diventati adulti, si impegnano a non abbandonare alla solitudine della vecchiaia i loro benefattori. Figli dell’anima, si chiamano, questi bambini: una definizione  molto bella, secondo me, e mi rammarico di non ricordarmi l’espressione sarda, per definirli, perché mi sembrava ancora più…magica.
Un altro libro di Michela Murgia (edito da Einaudi) verrà presentato alla prossima Fiera del Libro di Torino e sarà nelle librerie dal 6 maggio prossimo. Una sorta di guida di viaggio narrativo che toccherà undici punti della Sardegna. Ecco la copertina:
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Un’ ultima cosa (ahimè, non sono una brava blogger, che è la brevità il pregio della blog-scrittura…): Michela insegna all’Università di Arborea. E sapete che corso tiene? Un corso… sull’odio! Però, dice la giovane scrittrice sarda, prima di frequentare il mio corso è obbligatorio frequentare quello sull’ amore…. Ecco, stop, mi fermo qui, anche perché crollo dal sonno…

Già, dimenticavo! Che c’entra Que sera sera? Ma è la colonna sonora con cui si conclude il film di Paolo Virzì, “Tutta la vita davanti” liberamente tratto, come recitano i titoli di coda, dal romanzo di Michela Murgia: “Il mondo deve sapere”!  Film che io mi sono vista domenica. E che mi è piaciuto. E di cui vi volevo raccontare cose ma non ce la faccio. Ma che vi consiglio di vedere.  Così come vi consiglio molto molto vivamente di acquistare i libri di questa ragazza che da scrittrice…precaria è diventata in breve tempo un’ottima scrittrice professionista.  E prima di ascoltare la colonna sonora del film,( anzi dei film) e di questo lungo post, altre indicazioni su Michela, sul suo primo libro,  su Tutta la vita davanti e sulla spettacolo teatrale (già, anche uno spettacolo teatrale…)

Michela Murgia

Lo spettacolo teatrale

Il film

Que sera sera

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5 risposte a Que sera sera

  1. ReAnto ha detto:

    evviva l’umiltà…rara di questi tempi

  2. cristinabove ha detto:

    Bellissimo post!
    Interessante il blog.
    Lo visiterò volentieri.
    grazie, Milvia.
    cri

  3. tristantzara ha detto:

    Soriana ho una foto pazzesca da passarti sui monaci tibetani e soldati cinesi scattata con il satellite (da Gpsh inglese),dammi la tua mail che te la giro. Scrivemela sulla messaggeria interna qui di splinder. Vedrai che foto.ciao

  4. glodalessandro ha detto:

    Non è affatto vero che non sei una brava bloggher!!!!
    hai saputo travolgermi.
    grazie per questa preziosissima segnalazione.
    Un bacio, Glò

  5. Soriana ha detto:

    Grazie! Sono molto felice quando le mie segnalazioni vi interessano…

    Milvia

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