Follia

LA - Labirinti-Labirinto-cm80x60-acryl suVilleneuve 2002LA - Labirinti-Labirinto-cm80x60-acryl suVilleneuve 2002

LABIRINTI

                                                                                                      

Sogni. Sogni ad occhi aperti sogni nel cassetto sogni ricorrenti sogno o son desto la vita è un sogno sogni di gloria i sogni muoiono all’alba sogni infranti sogni da interpretare dalla cabala al lettino denti patimenti mare madre sogni allegorici sogni leggeri di bambino con risate come cascatelle sogni evanescenti sogni che sono incubi sogni ambiziosi io ho un sogno i have a dream dormire sognare morire forse sogni profetici sogni di santi di eroi di naviganti sogni fuori rotta.
Sogni di un pazzo.

I miei sogni, in questa stanza con croci alle finestre, su questo letto bianco e stretto, con gli odori acidi dei medicinali, con i passi felpati che si aggirano intorno e i chiaroscuri e le ombre e le grida che il mondo chiama follia. I miei, di sogni, che si dilatano nel dormiveglia inciampante, nel sopore indotto da fiale.
Il sogno, il mio. Il sogno del paziente disteso sul letto n.8, stanza 27, la prima a sinistra dopo la cappella, quella cappella dove santi immemori si cibano di preghiere sbiascicate.

Cammino in una strada piana, la luce è abbacinante, un sole bianco appeso a un cielo basso mi opprime. Non c’è nessuno intorno. Ma so di non essere solo, so che da dietro le finestre chiuse di questi palazzi a forma di piramide mi osservano i vostri occhietti sferici, lo sento il sibilo maligno dei vostri sguardi.  Mi accorgo con vergogna di essere nudo, il mio corpo si ripiega a terra e con le unghie comincio a grattare l’asfalto per scavare una buca e sottrarmi ai vostri sguardi e sparire. Ma le mie dita tremanti trovano acqua fresca, dolce  e allora mi immergo in quella limpidezza, e rido e rido  e rido  mentre verso di me  nuota un delfino azzurro. Mi sfiora e sento la pelle di seta, e sono così felice che piango lacrime dal sapore di zucchero ma mi  ritrovo nuovamente in quella strada con le piramidi di acciaio e c’è una folla che mi viene incontro e si avvicina sempre più sempre più, mi circonda, mi toglie l’aria. Sui  volti maschere bianche, occhi come  foglie lanceolate di colore nero opaco. Le maschere si sciolgono sui visi e li lasciano nudi e sono i miei compagni di stanza e il dott. Cenni e l’infermiera Danieli  che mi si stringono addosso sempre più minacciosi.  Le finestre dei palazzi si spalancano e io spero e chiedo aiuto ma al di là delle finestre non c’è nulla, solo rettangoli bui. Grido ancora, ma non esce suono dalla mia bocca spalancata e il terrore mi sovrasta. E mi sovrasta la gente e mi schiaccia e non ho più spazio e mi manca il respiro e nel silenzio si alza una litania, mille voci che cantano: tu sei un numero, un numero, un numero e l’eco delle parole va e ritorna e rimbalza lontano e ritorna.  E mi ritrovo in un altro luogo, un prato con grandi fiori colorati, c’è una salita davanti a me, e tu stai in cima, mi tendi la mano, ma te ne stai immobile, e io avanzo e i fiori mi sorridono, le corolle si piegano gentili, come per un saluto. E continuo a salire, lo sguardo fisso su di te, mia amata, verso la tua mano tesa, mi arrampico spezzandomi le unghie nella roccia, sto per sfiorare le tue dita…ma la tua immagine diviene sfocata, stai diventando trasparente, ti confondi sempre più con il cielo. Un passo ancora e forse… Precipito lentissimamente verso il nulla. E grido il tuo nome, Angela, amore mio.

Riemergo in un acre bagno di sudore, il cuore che mi martella in questo guscio che ancora chiamano corpo.
Grido e grido e grido.
Un pizzicore sul braccio.
L’infermiera Danieli chiude piano la porta.

Sogni. Sogni ad occhi aperti sogni nel cassetto sogni ricorrenti…


Da: Donne ricette ritorni e abbandoni – Pendragon 2005
(con qualche revisione….)

Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri.
(Arthur Schopenhauer)

Ti regalerò una rosa

 

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6 risposte a Follia

  1. giuba47 ha detto:

    La follia a volte sa dire cose sulla vita molto più vere che nessuno vuole più ascoltare, Giulia

  2. ReAnto ha detto:

    Hai ascoltato oggi fahre? bellissima puntata!

  3. cristinabove ha detto:

    Il folle, spesso, dice la verità che nessuno vuole ascoltare…
    ciao
    cri

  4. Soriana ha detto:

    La follia, la malattia mentale, mi affascina e mi incute paura al tempo stesso. Forse è questo il motivo che mi ha spinto a scrivere il racconto.

    Milvia

  5. Orqcie ha detto:

    Emh… bella questa immagine…
    con il tuo permesso la uso nel mio prossimo post ;-))

    http://www.orqcie.splinder.com

  6. Soriana ha detto:

    L’immagine non è mia… Pure io l’ho prelevata da internet…

    Ciao.

    Milvia

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