Un altro sguardo

arcobaleno2007


Ho deciso di aprire un nuovo tag: un altro sguardo, lo voglio chiamare.
Un bisogno essenziale, o meglio esistenziale, di diventare strabica. Di mantenere cioè uno sguardo su quanto di infetto sta avvenendo e avverrà nei giorni futuri in Italia e nel resto del mondo,  ma, con uno strabismo voluto, riuscire a cogliere anche episodi positivi, che servano quale antidoto al virus che inesorabilmente invaderà sempre più questo nostro povero Paese.
Un antidoto per neutralizzare la nausea  che mi procura chi, reso ancora più forte e sicuro  dal recente risultato elettorale, esterna, aggredisce, fa gesti stupidi e volgari. I vari 
Montezemolo.
Gli inqualificabili criminali che assaltano il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma: ce ne parla Beppe Iannozzi Qui
Il…mimo Berlusconi Silvio, che gioca a fare il killer di una giornalista russa 
dimostrando ancora una volta di essere un vero signore, ricco di sensibilità e buon gusto…Forse, poverino, occupato come è stato ad accumulare consensi (e tant’altro ancora…) non è al corrente del fatto che, in Russia, i giornalisti li ammazzano sul serio: Qui

Un antidoto, dunque. Prendendo spunto anche da quanto scritto oggi da
Laura e Lory , ma anche guardando e ascoltando altro. Non so se materia per mettere insieme il mio kit antiveleno la troverò nelle istituzioni, ne dubito, così come dubito fortemente che la potrò racimolare nella voce dei politici, anche all’opposizione. Ma nella voce, nei gesti della gente comune forse sì, e, in effetti, mi è già capitato questa mattina. Niente di che, nessuna cosa eclatante. Ma è anche con i piccoli fuscelli che i castori costruiscono dighe (almeno così mi hanno raccontato a scuola…)

Innanzi tutto questa mattina, finalmente, c’è il sole, e non è poco, per risollevare l’umore…
Alle 11 entro nella Feltrinelli di Piazza Ravegnana. E’ il primo appuntamento con il  Reader Corner 
e io, che amo molto la lettura ad alta voce, non potevo mancare. A inaugurare l’iniziativa la bravissima Margaret Collina (fuori concorso, è ovvio…) che legge un racconto di Dino Buzzati: La goccia, e una poesia (di cui, putroppo, non ricordo né il titolo né l’autore, ma cercherò di informarmi..) sull’importanza della voce, della sua modulazione, per comunicare emozioni.
La lettura ad alta voce, premette Margaret prima di dare avvio alla lettura, sta prendendo sempre più piede, forse si sente proprio la necessità di far rientrare in un momento collettivo  un atto  che negli ultimi secoli era diventato estremamente privato, da svolgersi in solitudine.
E già questo fenomeno mi pare possa essere rinchiuso nel mio kit, non vi sembra?

Il primo lettore ufficiale legge poi due delle Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti. Ottima scelta, davvero…

Terminate le letture esco dalla libreria, ed ecco lì il mio pusher…No, che avete capito?  Ancora non sono così disperata da ricorrere a droghe…
E’ Mustafa, il mio libraio ambulante che mi rifornisce (a volte mio malgrado) di tutti i libri pubblicati dalle Edizioni dell’Arco, specializzata in letteratura africana. Credo di averli comprati proprio tutti quelli che di volta in volta mi propone il mio amico senegalese…Poi lui è bravo, perché se sto per acquistarne uno che non mi ricordo di avere  comprato in precedenza, è lui che mi dice: no, questo lo hai già…Ma io ho poca memoria…E proprio per questa mia mancanza di memoria, oggi non mi ricordo il suo nome. Glielo chiedo, e lui: Mustafa, mi dice, ma come, non te lo ricordi? E io: Sai, ho poca memoria, sono vecchia..
“Lo so, si vede”, mi risponde lui. A questo punto il mio  ego precipita nel sottosuolo di Piazza Ravegnana. Ma è solo un attimo. Poi penso che Mustafa mi ha fatto un complimento: perché la gente del suo Paese verso la vecchiaia ha rispetto. Quindi essere vecchia, ai suoi occhi, è indice di considerazione. Ecco la differenza: una frase che sulle labbra di un occidentale parrebbe a dir poco inopportuna, sulle labbra di quest’uomo assume tutta un’altra valenza…E poi, forse, è anche questione di sincerità, di non essere ipocriti…Insomma, alla fine sono grata all’amico Mustafa che mi vede come sono davvero. E, naturalmente, lui mi…rifila gli unici due libri che ancora non ho…

Due passi e…c’è il banchetto di Emergency…Faccio per tirare diritto, ma non posso. Un vecchio amore, Emergency, sempre vivo, però. E allora. Allora compro una maglietta. Perché anche Emergency è un antidoto.
In piazza Maggiore sole, gente, piccioni. Musica. Un trio (due chitarre e un contrabbasso), bravissimi, coinvolgenti. I bambini piccoli ballano saltellando e tenendosi per mano, i genitori sorridono e lasciano cadere qualche euro in un barattolo. Improvvisazioni Jazz, allegria, condivisione.
Una scatolina con dei cd. Servitevi da soli, dice un cartello. Anche fiducia, quindi. Perché mentre suonano
i Tolga trio non hanno modo di controllare se gli acquirenti lasciano i quindici euro richiesti…Bella musica, comunque. Infatti la sto ascoltando proprio ora, mentre scrivo…Sì, insomma, l’ho comprato il cd…

Arrivo in via Indipendenza, giusto in tempo per vedere il mio autobus che sta per partire. Corro, e davanti a me corrono pure un uomo e una ragazza. L’autobus attende, l’uomo sale e la ragazza sta per salire ma non so perché cade come un sacco vuoto. Mi chino per aiutarla ma l’uomo che era con lei è già ridisceso e la solleva. Tutto a posto, lei non si è fatta male, sembra un po’ imbarazzata, un po’ confusa, forse ha qualche handicap, non so. Ma quello che mi ha positivamente colpito è che, nell’indifferenza generale, solo una signora extracomunitaria si voleva alzare per cederle il posto e si è preoccupata, chiedendo a me (la coppia era rimasta nella zona anteriore del veicolo) cosa fosse successo.
Proprio una di quelle signore che una certa parte di Italia (e abbiamo visto quanto grande) vorrebbe rimandare al proprio paese, come un…pacco indesiderato.
Bene, poche piccole cose mi sono successe questa mattina. Ma il mio kit non è più vuoto. Spero che non lo sia anche il vostro.

Ma questo mio nuovo strabismo mi porta anche questa sera a guardare…il resto. Guardiamolo insieme, così, tanto per non perdere l’abitudine….

Guerriglia Radio

Citizen Berlusconi

Leggete tutto l’articolo  e guardate i video….Purtoppo il secondo, la riproduzione credo integrale della trasmissione televisiva statunitense Wide Angle, con i sottotitoli in italiano, da me si interrompe dopo qualche minuto. Spero che voi abbiate più fortuna…

E ora, augurandovi buona domenica, vi lascio con la musica che mi ha rallegrato la mattina:
Lulu Swing

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9 risposte a Un altro sguardo

  1. BarbaraProvenzi ha detto:

    Sono stata spesso tentata di chiudermi in casa con i miei libri, di non uscire davvero più e non vedere più nessuno. Di non accendere più nemmeno la tv, di estraniarmi da tutto e da tutti. Quanto è forte in me a volte questa tentazione! Ma poi… so che perderei quelle piccole cose, quei piccoli raggi di sole che ad occhio nudo non percepiamo, ma che danno senso alla vita.
    Un abbraccio,

    Barbara

  2. cristinabove ha detto:

    La tua voce forte e chiara! Il tuo spirito indomito! Mia cara Milvia, ti ammiro e ti affianco come posso. Lo faccio soprattutto consigliando i miei visitatori a raggiungerti qui, questo è quanto.
    Un abbraccio forte.
    cri

  3. kinglear ha detto:

    Non sono bei tempi.
    Ma temo che la “cosa” – chiamiamola cosa – non sia iniziata oggi, non con Berlusconi. O meglio è iniziata anche con Berlusconi, ma tanti anni or sono, quando impazzava ancora il Drive-In in tivvù, e che ha aperto la strada al disimpegno per una civiltà dell’immagine, la stessa pecoreccia che oggi ritroviamo in programmi quali Amici e Grande Fratello. La lobotomizzazione è iniziata in quegli anni, ma non è che prima si stesse bene: non dimentichiamo le BR, non dimentichiamo Dalla Chiesa, ed ancora Falcone e Borsellino, Baldoni, ecc. ecc. E la Guerra nel Golfo perorata da D’Alema, per cui tutte le manifestazioni di pace non servirono a nulla. Oggi Berlusconi, per quanto privo di buon gusto, è solo uno showman e un businessman, ma l’ideologia che mi fa paura non è che provenga da lui, bensì dal berlusconesimo e più ancora dal ritorno di fiamma di An e da quello non troppo dissimile della Lega Nord. Io temo la Lega Nord e An, che oggi hanno ottenuti risultati elettorali perché il popolo ha votato gli schieramente. Li ha votati perché oramai stanco, affamato, diciamo pure incazzato e quindi pronto a investirsi e a compromettersi in una guerra fra poveri, anche a costo di conculcare i diritti degli altri. E’ una guerra fra poveri, e a vincere sono gli esponenti politici, mentre il popolo continua a scannarsi e a guardarsi in tralice sospettoso che il compagno accanto sia il nemico. Se è questo che volevano i politicanti, ci sono riusciti: hanno portato il popolo all’esasperazione, hanno portato gli individui a mettersi gli uni contro gli altri. Un lavoro di anni, iniziato nei primi anni 80 e che oggi tocca l’acme.

    Baci,

    Beppe

  4. anonimo ha detto:

    Sì sì ma è troppo poco,e poi quelli dall’altra parte ridono nel vederti accontentata per così poco. Cmq. le elezioni le poteva vincere abbastanza tranquillamente,di autostrade da percorrere ce n’erano.Hai ricevuto la mail sul Tibet ? ciao da “tu sai chi sono” slog(g)ato.

  5. cochina63 ha detto:

    apprezzo la tua rimonta psicologica, io preferisco drogarmi di scemenze ancora per un po’… proprio non ce la faccio a tornare nel sociale. Oggi me ne vado sui peloritani a vedere i camosci e le erbe officinali.
    ah, ricordo anche io il Drive in… lo odiavo!

  6. ReAnto ha detto:

    Bella mattina Milvia. Io ho lavorato. anche io sono un po’ giù psicologicamente .Mi sono buttato sulla rete, libri e “fahre”… Leggevo proprio ora che ci sono polemiche riguardo a “Bella Ciao”…e il 25 aprile
    LEGGI QUA!

  7. nexus7 ha detto:

    Acc… ora son di corsa… bello scritto, Milvia. E Mustafà, gli autobus persi in via Indipendenza ed il trio di cui parli…. li conosco anch’io… (bravissimi, quei musicisti). Ho, guarda caso, appena scritto sul mitra di Don B. in un commento sul mio blog (penso in parte in tema con questa tua nuova “rubrica”, un altro sguardo); evidentemente il nostro Don non conosce appunto le decine di giornalisti uccisi a revolverate in Russia o non se ne cura. Anche per questo merita disprezzo, ma poi tutta la mia compassione.

    Anch’io sempre in cerca di antidoti… da settimane, in un parco, c’è un albero in fiore, rosa, stupendo, vicino casa mia. Se solo lo potessero vedere tutti. Adagiato vicino al prato, un contatto tra cielo e terra. Di una grazia unica. Perfetto. Tranquillo. Bellissimo. Di quelle cose che ti riconciliano con la realtà, con il mondo.

    Un caro saluto a tutti…

    Antonio

  8. Soriana ha detto:

    @Il sorriso: Grazie del tuo…discreto sorriso!

    @Barbara: Mai estraniarsi…Ma la tv, quella, si può anche spegnere…

    @Cri: a volte la mia voce è flebile, incrinata e stanca. Grazie Cri, per quello che mi dici e per segnalarmi.

    @Beppe: strano come, se pur io appartenga a una generazione lontana dalla tua, mi trovi molto spesso d’accordo con le tue idee. Hai ragione: la mentalità berlusconiana è nata ben prima che Berlusconi diventasse un leader politico. Ricordo Drive-in; ricordo come, dopo averne vista una puntata o due, non riuscissi a capacitarmi come potesse avere tanto successo. Mio figlio faceva le elementari, allora, e il lunedì mattina, tornando a scuola, si trovava davanti ai suoi compagni che ripetevano le battute della trasmissione andata in onda la sera prima, e lui non capiva di che cosa loro parlassero. Non credo che si sia mai sentito un emarginato, per questa sua…ignoranza. Per fortuna conosceva altre cose: i concerti di De Andrè, il perché gli Inti Illimani erano in Italia, e il motivo per cui si festeggiava l’otto marzo. E oggi, che ha trentacinque anni, è un uomo che sa ragionare con la propria testa, non è un lobotomizzato.
    Anche a me fa più paura l’ascesa della Lega e di A.N.: mi ripugna l’idea di un Calderoli vice-presidente del consiglio, non meno, anzi di più, di un Berlusconi presidente. E mi sgomenta il fatto che a votarli sia stata quella parte di popolazione più stanca, quella che ha paura di non avere più diritti, e che non ha trovato nessuno che li rappresentasse, e si illude che questi qui possano migliorare le loro condizioni. Guerra fra poveri, tu dici: e, anche con questa affermazione, credo che, purtroppo, tu abbia centrato il problema.

    @Tu sai chi sono: certo che lo so, anche se sei sloggato…Se quelli dall’altra parte ridono non mi importa: non è che mi accontento, questo credo che tu lo sappia…E’ che ogni tanto sento il bisogno di respirare aria pura…

    @Cinzia: Scemenze i Peloritani, i camosci e le erbe officinali? Ma quando mai…Sono cose bellissime, è anche nella natura che dobbiamo trovare conforto, e tu fai benissimo a ricercarlo lì…Ti invidio, Cinzietta…

    @Antonio: ho letto, ho segnalato…Sono indignata! Grazie, Antonio della segnalazione.

    @Nexus: grazie di questa altra pozione di antidoto…A volte basta avere lo sguardo giusto, e in ogni città, in ogni luogo si può trovare un albero come quello di cui tu parli. Ma bisogna, appunto, saperlo e volerlo vedere.
    Ho letto il tuo commento su mister B. Compassione per lui, però, io non riesco a provarla….

    Ciao a tutti, e continuiamo a ricordare, a resistere, a parlare. A PENSARE.

    Milvia

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