Cose di Fiera 1' tranche

P1060925Immagino che ora che sono tornata dovrei scrivere un bel resoconto sulla Fiera del libro.
Parlare di scrittori, di atmosfere, di eventi, libri, editori, eccetera eccetera eccetera. Ma altri lo hanno fatto meglio di quanto possa fare io. qui, per esempio: Letteratitudine: Fiera del libro di Torino fra polemiche e bellezza
E poi, che volete che vi dica. Forse non ho più l’età per queste cose. Le sinapsi o quelle cose lì, insomma, che dovrebbero connettere le comunicazioni e trasformarle in pensiero, devono aver preso acqua, e la ruggine le ha colpite. Le comunicazioni arrivano, non trovano nessuno in grado di elaborarle e se ne vanno…Sciao…
Beh, non è proprio così tragica la situazione, ma certo è che in testa, dopo cinque giorni di Fiera, mi rimane una bella confusione, detta anche, in termini colloquiali, un gran casino.
Allora mi limiterò a riportare qualche osservazione, qualche domanda che mi sono posta, qualche riflessione, qualche discorso sentito in giro. Poi nel post di domani magari parlerò anche dei libri che ho acquistato o che mi sono stati regalati, o che, pur non avendoli acquistati mi hanno incuriosito. E anche di una mia amica napoletana che ha vinto il primo premio di un concorso simpatico e singolare. E delle persone che ho conosciuto o che ho rivisto con molto piacere.
Ma ora ecco di che scrivo:
ho sentito che un quotidiano riportava in prima pagina questo titolo: Torino: piazze piene d’odio, Fiera vuota di gente. Questo più o meno diceva.  Beh, che fosse vuota, la Fiera, non mi è sembrato proprio. E non mi è sembrato neppure, come i giornali hanno scritto, che fosse blindata. Senza dubbio vi era più polizia rispetto agli altri anni, ma da qui a parlare di assedio e simili ce ne vuole…Ah, sì, c’erano molti rappresentanti della Guardia di Finanza, che mica ho capito che ci stavano a fare.
Comunque, anche se ora il mio tono è leggero, devo dire che per cinque giorni ho avvertito un senso di colpa,  e sono seria, mentre lo scrivo. Sono ancora convinta che invitare lo Stato di Israele come paese ospite proprio nel sessantesimo anno dalla sua fondazione sia stato un errore e, pur non avendo preso una posizione sulla questione del boicottaggio, se fossi stata coerente me ne sarei dovuta stare a casa. Ecco il motivo del mio senso di colpa. Ma non sempre riesco a essere coerente.

Cose che mi hanno colpito:
Un editor della Mondadori, in un incontro dedicato agli scrittori esordienti, ha detto che le case editrici, piccole, medie o grandi che siano, leggono una minima parte dei manoscritti che vengono loro inviati e che la scelta di aprirne uno è puramente casuale (sic). E ha anche aggiunto che non è opportuno inviare il proprio manoscritto a tanti editori, al massimo a due, ha detto. Allora io ho pensato che sperare che qualcuno cui hai mandato il tuo lavoretto tutto bello in ordine ti legga  (non  che ti pubblichi, che sarebbe troppo, ma che solo ti legga) è un po’ come comprare un solo grattaevinci e  sperare di trovare sotto la vernicetta  il premio milionario. Praticamente un miracolo. Mi piacerebbe sapere che ne pensate….

Non ho mai visto tante scuole come quest’anno. Di tutti i gradi: dalle materne alle superiori. Ecco quello che ho notato: i ragazzi più piccoli, dalla scuola materna alle medie, sembravano interessati ai libri, si avvicinavano agli stand, osservavano incuriositi, toccavano, sfogliavano. Quelli delle superiori se ne stavano fuori, spaparanzati al sole, ingurgitando hot dog e coca cola con il cellulare permanentemente incollato all’orecchio. E diversi dicevano: Se il prof ci cerca chi se ne frega…
Vorrei sapere perché a un certo punto i libri hanno smesso di interessarli…

Davanti alla Sala dei cinquecento, domenica pomeriggio, c’era una ressa enorme. Si riusciva ad attraversare con fatica. Alle quattordici iniziava infatti un incontro con Marco Travaglio e Michele Santoro. Ora, senza togliere nulla ai due personaggi, mi sono chiesta se la stessa folla ci sarebbe stata se Travaglio e Santoro fossero stati solo due giornalisti della carta stampata, solo due scrittori. Mi sono risposta di no: perchè, secondo me, una gran parte della gente che se ne stava lì, ammassata come sardine, c’era perché Travaglio e Santoro sono anche personaggi televisivi. Chissà in quanti hanno letto i libri di Travaglio?, mi sono chiesta.
Già, la televisione…Come sabato…Quando è terminata Fahrenheit è arrivato alla spazio Rai, il conduttore di Mi Manda Rai3, che non ricordo come si chiama e mi è pure antipatico (ma questo non c’entra…). Ed ecco che qualche donzella si è voluta far fotografare con lui…Certo, lui va in televisione, lo conoscono tutti…Commento un po’ maligno: almeno fosse bello…

E a proposito di spazio Rai. Per tutti i sacrosanti cinque giorni, lo stand che era posizionato lì a pochi metri, ha trasmesso tutti i video di Beppe Grillo, tenendo il volume al massimo e mettendo a dura prova la pazienza e l’udito di Marino Sinibaldi, dei suoi ospiti, di tutti i suoi collaboratori e del pubblico
che assisteva alla trasmissione. Non ho capito il perché, non ho capito che ci …azzeccano le urla di Grillo con i libri. E poi, come ha detto Marino, perché urla tanto, Grillo? Non potrebbe dire le stesse cose risparmiando un po’ di decibel?

E che ci azzeccano pure le automobili, con i libri…Sì, perché in Fiera c’era pure uno stand che esponeva auto. Non chiedetemi quali, che mica lo so. So solo che erano molto lucide, colorate e avevano un’arietta arrogante.

E ora racconto una cosa che mi ha disgustata.
Ci doveva essere un unico evento a pagamento, nell’ambito della Fiera del libro, questo: Col ferro e col fuoco. In memoria delle vittime della TyssenKrupp (sul testo del reportage di Ezio Mauro).
Il ricavato (15 euro a biglietto) sarebbe stato devoluto ai famigliari delle vittime di quel tremendo incidente sul lavoro. Bene: dato che a un certo punto l’organizzazione si è resa conto che di biglietti ne erano stati venduti davvero pochi, ha deciso di rendere libero l’ingresso, per non avere (giustamente) la sala semivuota. All’inizio dello spettacolo Ernesto Ferrero ha spiegato, con molta delicatezza, quello che era successo, dicendo anche che chi aveva acquistato il biglietto poteva alla fine dello spettacolo chiederne il rimborso, ma anche, ha aggiunto, chi era entrato gratuitamente se lo riteneva opportuno poteva pagare. Ecco, io credo che il comportamento della gente sia stato disgustoso. Di quelli che non avrebbero mai assistito allo spettacolo dovendo pagare, e che poi,  quando l’ingresso è diventato libero, hanno deciso di parteciparvi. E di quelli che avendo pagato hanno chiesto il rimborso. E non mi dite che è perché la gente non ha soldi, o come ha dovuto dire un imbarazzato Ferrero, che capiva tutto benissimo, perché già costa il biglietto della Fiera e costano i parcheggi…Quindici euro è praticamente il prezzo di una pizza e di una birra, e credo che la maggioranza dei visitatori della Fiera si possano permettere una pizza e una birra, se devo giudicare dai bar e posti ristoro che erano sempre superaffollati. E’ che siamo fatti così: se una cosa possiamo averla gratis, perché pagare?  A prescindere dalle finalità.
Mi sono  sentita imbarazzata io, che il biglietto lo avevo nella borsa, nei confronti dei  famigliari delle vittime, seduti nelle prime file della sala. Cosa avranno pensato? E non tanto per quei soldi che venivano a mancare, ma per aver capito che, alla fine, di loro e dei loro morti, una volta che la notizia dell’incidente è diventata vecchia, alla gente non gliene frega niente.  Vergogna vergogna vergogna.

Ecco che ripensando a quell’episodio mi è montata ancora la rabbia. Meglio che vada a dormire. Lo slogan di quest’anno affermava: ci salverà la bellezza. Mah….
A domani con la seconda parte di Cose di Fiera.
E ora

Il grande Coltrane

che lui sì che ci azzecca, con la Fiera.

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11 risposte a Cose di Fiera 1' tranche

  1. cristinabove ha detto:

    Grande Milvia! ci vuole un coraggio da leoni per reggere la consapevolezza di quanto hai scritto. Io so che non ce la farei, e che tutto quello che mi è possibile fare dalla mia roccaforte dove per necessità ma anche per timore mi sono autoconfinata, è dare soltanto un piccolo risalto a chi il coraggio ce l’ha.
    Grazie, cara amica pasionaria. un abbraccio
    cri

  2. biancabalena ha detto:

    Non mi sorprende che le tue sinapsi si rifiutino di collaborare.
    E’ che quando si vorrebbe qualcosa di diverso, e lo si vorrebbe fortemente e appassionatamente come lo vuoi tu, certe cose proprio non si riescono a mettere in fila, secondo un ordine che non hanno.
    Dalla cultura ci si aspetta altro, le macchine rampanti non c’entrano, Grillo c’entra poco, Travaglio e Santoro c’entrerebbero, ma non per i motivi che hanno trascinato là la gran parte di quella folla, temo.
    Baracconizziamo ogni cosa.
    Tanti temono che Travaglio sarà fatto fuori (in senso televisivo) per esempio, ma la mia paura è diversa: io temo che anche lui sarà indotto a interpretare se stesso, a farsi star, così tra un’ospitata qua e un’ospitata là, un gossip e una velina non avrà più il tempo di fare seriamente il suo lavoro.

    La coda delle persone che sono andate a farsi risarcire il biglietto acquistato per dare una mano, è un’immagine che si situa oltre la soglia della vergogna.

    un’abbraccio

    sabrina

  3. biancabalena ha detto:

    Aggiungo un’altra cosa.
    Sui ragazzi che si allontanano progressivamente dalla cultura.
    Da madre (ma anche da lettrice omnivora) ho visitato gli stand del Bookstore Village, e una cosa ho notato: fino a una certa fascia di età (7/9 anni) ci sono libri FAVOLOSI, davvero con tutte le maiuscole, ci sono editori che pubblicano libri straordinariamente belli, intensi, commoventi anche per un adulto, con messaggi non scontati, non retorici ma profondissimi. Quei libri che non mi stanco di leggere ai miei bambini (e non pensate che siano noiosi, anzi, l’arte sa rendere divertente qualunque messaggio, senza sciuparne il senso: pensate a “La vita è bella” di Benigni.)
    Poi però, negli spazi dedicati ai ragazzini più grandi, ho riscontrato una scivolata paurosa nell’intrattenimento puro. Scaffali e scaffali di libretti da niente, fumetti, storielle di primi amori per le ragazzine e storielle un po’ trash per i ragazzi.
    Sto generalizzando, c’è Harry Potter che è un’ottima lettura, e c’è anche qualcos’altro, ma quell’attenzione al lato “etico” dei ragazzi mi sembra cadere a favore di storie che inneggiano alla superficialità.
    E poi fumetti ultraviolenti, giochi di ruolo che straniano dalla realtà e portano quasi sempre su campi di battaglia virtuali, ragazzine maliziosette e interessate alla moda e banalità generalizzata.
    Mi immaginavo tra qualche anno, a fare i conti con quella non-cultura dominante, e ho pensato che sarà dura.
    Per questo mi piace cercare, e parlare, ogni volta che posso, di quei libri per ragazzi che invece dovremmo scovare e dare in mano ai nostri figli, perchè forse se riusciremo, come genitori, a vincere la pigrizia (chiamiamola con il suo nome, pur con tutte le attenuanti che sappiamo), forse, i nostri figli in gita alla Fiera del Libro staranno con il naso tra le pagine, anzichè con una sigaretta in mano a prendere il sole sulle brutte terrazze del Lingotto.
    Chiedo scusa se mi sono dilungata.

    sabrina

  4. stefanialusetti ha detto:

    Parole sacrosante!
    Circa i ragazzi (avendo un bimbo piccolo, le preoccupazioni per quando crescerà si moltiplicano a dismisura): allo stand della Mondadori c’era il pienone e le ragazzine abbracciavano e baciavano (sigh) il libro di… Vaporidis.

    Riguardo alla pubblicazione degli esordienti da parte delle grandi case editrici, ho letto che l’autore de “La solitudine dei numeri primi” è stato pubblicato dopo solo un mese dall’invio del suo manoscritto. O è un capolavoro assoluto (non l’ho ancora letto ma provvederò) o è stato pescato dal mazzo (come scrivi tu come un grattaevinci milionario) o conosceva qualcuno in seno alla stessa casa editrice (propendo decisamente per l’ultima versione).
    Situazione tristina.
    Condivido la tua idea su Israele, come il fatto che si dovrebbero boicottare i giochi olimpici….
    Mi fermo qui.
    Un abbraccio

  5. glodalessandro ha detto:

    NOOOOOOOOO…
    non ho parole….

    però… sei grandiosa, sei riuscita a tenermi “appiccicata”.

    Salutissimi
    Glò

  6. sportelloutenti ha detto:

    Ciao Soriana, grazie per la visita.
    Io quest’anno niente salone del libro non ce l’ho fatta. Sarà per il prossimo. Non ho parole per la raccolta fondi pro Tyssen. Pensare che il quotidiano La Stampa di Torino ha una rubrica di lettere che si chiama “Specchio dei Tempi” e che raccogli sempre molti soldi per tante persone bisognose di aiuto e so che ne ha raccolte decine di migliaia anche per le vedove e le famiglie degli operai morti nel rogo della Tyssen. La gente è proprio strana.
    Spero di vederti prima o poi
    Elisa

  7. verbavolant2008 ha detto:

    Hai scritto diverse osservazioni interessanti.
    Ovviamente sottoscrivo il tuo commento sullo spettacolo dedicato alle vittime della Tyssen.
    Per quanto riguarda i ragazzi che non leggono, sinceramente non è facile trovare le giuste strategie. Io ho sempre letto tantissimi libri (quando ero in vacanza dalla scuole d’estate anche uno al giorno!!!) così pure i miei fratelli. I miei figli (14 e 18) da piccoli erano dei divoratori di libri. Il piccolo fino allo scorso anno ne leggeva abbastanza. Ora legge solo fumetti e nonostante mi sforzi di trovare libri che lo possanocolpire, non c’è verso. Il grande si sta riaccostando ora alla lettura, ma predilige i saggi. Romanzi nessuno. Comunque l’importante è che legga (ora sul suo comodino c’è Gomorra). In questo caso non si tratta di famiglia che non trasmette l’amore per i libri, visto che la loro famiglia (cioè io, ma anche i miei genitori, i miei fratelli e i miei cognati) è composta da lettori assidui.
    Infine sulla questione dell’inviare i manoscritti alle case editrici.
    Tempo fa, dopo avere intervistato Carlo Lucarelli, mi sono intrattenuta a chiacchierare con lui che mi ha dato qualche consiglio per chi, esordiente come me, vuole provare ad essere pubblicato da qualche editore noto. Ecco mi ha consigliato – proprio per la questione che spesso i manoscritti da esaminare vengono scelti a casao – di inviarlo a quanti più editori possibile che trattano il genere letterario a cui appartiene il manoscritto. Per la legge delle probabilità sarà maggiore la possibilità che attiri l’attenzione di qualcuno. Ed io concordo con Lucarelli. IUl consiglio dell’editor di cui parli mi sembra a dir poco assurdo.

  8. Soriana ha detto:

    @Cri: Credo che tu mi attribuisca un coraggio che non ho, cara Cri. Sarei stata coraggiosa se in quella sala io mi fossi alzata in piedi e avessi manifestato il mio sdegno. Esprimerlo qui, davanti a questo schermo, è davvero poca cosa…Però essere (immeritatamente, forse) essere definita pasionaria mi piace assai.

    @Sabrina: non so se lo hai coniato tu il termine “baracconizzare”, comunque sia, è proprio centrato. I palchi di Grillo sono diventati baracconi, dove anche le verità che vengono dette, per come vengono esposte, e per come vengono raccolte (quello scandito va fa ‘n culo…) si svuotano di significato. Sono arrivata a pensare che se tutto andasse bene a Grillo dispiacerebbe…
    Non so se c’era la fila per chiedere il rimborso del biglietto, questo lo posso solo presumere, ma è probabile, come è probabile che NON ci fosse la fila, alla fine dello spettacolo.
    Sui ragazzi e la lettura la penso come te, anche se, dai quattordici anni in poi, potrebbero già avvicinarsi alle letture per adulti, e lì, di materiale buono certo che se ne trova. A questo dovrebbe pensarci la scuola. Ma non facendo leggere un libro agli studenti e poi pretendere scheda, riassunto, ecc., ma, per esempio, leggendo loro ad alta voce, discuterne poi in classe. Portarli alla Fiera del libro, quando in loro c’è un profondo disinteresse per la lettura, è come portarli in un qualsiasi altro posto: solo un’evasione senza alcun senso. E aggiungo che con quella non-cultura dominante ci stiamo già facendo i conti da anni.
    Mi ha fatto molto piacere, Sabrina, che tu ti sia…dilungata.

    @Glò: Grazie!

    @Stefania: beh, almeno Paolo Giordano, durante quel famoso incontro sugli scrittori esordienti di cui ho parlato, lo ha detto chiaramente, o quasi. Ha detto che qualcuno ha spedito per lui il manoscritto e che tutto poi si è sviluppato senza intoppi lasciando intendere che un altro qualcuno si è mosso velocemente perché questo accadesse. Mi hanno detto però che è un ottimo libro, almeno questa volta non è stata premiata la banalità

    @Elisa: benvenuta in Rossiorizzonti e in bocca al lupo per il tuo giovanissimo Blog. E’ vero, la gente è strana. Probabilmente lì in Fiera il pubblico avrà pensato che pagare fosse un’ingiustizia, dato che tutti gli altri eventi erano gratuiti…Forse, più che egoisti, sono stati allora superficiali…Mah…

    @Carla: Io credo che sia soprattutto la scuola ad allontanare i ragazzi dalla lettura. Non voglio colpevolizzare gli insegnanti, ma come per molte altre cose, credo che sia il metodo a essere carente. Una soluzione, ma non so, alla fine, quanto sia valida, potrebbe essere quella di cui ho parlato nella mia risposta a Sabrina.
    Beh, concordo pure io con Lucarelli…Se si vuole almeno una possibilità è così che bisogna fare.. A proposito: dove si può leggere la tua intervista a Lucarelli?

    Un abbraccio a tutte

    Milvia

  9. verbavolant2008 ha detto:

    L’intervista a Lucarelli è uscita sul Resto del Carlino ma credo nel 2006. Ormai è persa… 😦
    Adesso che mi ci fai pensare la vado cercare tra il materiale di repertorio e se la trovo la pubblico sul blog!

  10. anonimo ha detto:

    Rispetto ai ragazzi alla mostra;quando sono piccoli divorano tutto,alle medie poco,alle superiori quasi nulla..almeno per la mia esperienza di docente quarantennale.Oggi più che mai nessuno ,salvo,qualche volta ,la scuola,legge,propone ,porta loro libri ,li stimola ,partendo magari anche da un giallo di Simenon..sono sempre più passivi e quella enorme capacità d’inventare
    si convoglia in pulsioni violente o nichiliste.Ahimè..spero di sbagliarmi.
    Un saluto ed un grazie.
    Tinti Baldini

  11. Soriana ha detto:

    @Verbavolant: la leggerò con piacere.

    @Tinti: purtroppo i risultati del malessere e della violenza dei ragazzi la stiamo vedendo anche in questi giorni.

    Milvia

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