Alla Feltrinelli con Bianciardi, Baraghini, Sughi e…Giubilei!

copertina_5giornate
Non capita spesso di assistere a due presentazioni di libri, a un giorno di distanza una dall’altra, godibilissime entrambe. Eppure a me è successo, la settimana scorsa.
La prima venerdì, alla Feltrinelli di Piazza Ravegnana. Il libro presentato quello di un grande autore scomparso da tempo, Luciano Bianciardi, che grazie anche all’impegno pieno di entusiasmo del figlio Ettore e dell’editore di Stampa alternativa Marcello Baraghini sta  piano piano, forse, uscendo dall’ombra dove è stato tenuto per tanti anni. Tanto è vero che su Radio3, ogni mattina, da circa due settimane, sta andando in onda a puntate il suo romanzo più famoso: “La vita agra”. 
Il libro presentato:
Le cinque giornate-Bisognerebbe occupare anche le banche
(Stampa Alternativa/Nuovi equilibri-2008).

(E
QUI  nel bel blog…libertario della casa editrice potete trovarne notizie).
Nel retro di copertina si legge: Una rivoluzione, perché sia vera, non deve smettere mai, e se viene meno, se un nuovo ordine è imposto, bisogna ricominciarla da capo, quella rivoluzione …l’ultimo romanzo di Luciano Bianciardi, il suo vero testamento: culturale, politico e sociale.

Un grande personaggio, Luciano Bianciardi, oltre che uno dei migliori scrittori del secolo scorso. Uno che vede le cose con sguardo acuto e disincantato, il che rende la sua scrittura, il suo pensiero, di una attualità sorprendente. Nei suoi libri è già scritto chiaramente il declino della civiltà occidentale. Un uomo che non è mai sceso a compromessi, anzi i compromessi li ha sempre proprio esecrati. Pagando di persona, naturalmente per questo suo “non starci”. E’ stato isolato ed emarginato, come sempre accade in questi, seppur rari, casi.

Ma ritorno alla cronaca di venerdì.
Il figlio Ettore è un vulcano di parole, mentre parla del padre. E’ piacevolissimo ascoltarlo, con quel colorito accento toscano, che sembra dare più sonorità a ogni parola.  E altrettanto piacevole è ascoltare Marcello Baraghini, che io definirei come uno degli ultimi vecchi editori che ancora amano il loro mestiere. Uno di quelli che ancora credono veramente in quello che pubblicano, a prescindere dal valore commerciale che le opere possono avere. Leggere Bianciardi, dice, ha un effetto igienico, rivitalizzante.
Ad incontro iniziato arriva un signore un po’ anziano, sta mangiando un gelato e mormora “buono, buono..”. Sembra quasi capitato lì per sbaglio. E invece no: il signore è Cesare Sughi, giornalista culturale del Resto del Carlino. Attraversa (facendo platealmente finta di essere reticente) la saletta gremita di gente e si siede accanto a Baraghini. E l’incontro si fa ancora più vivace. Si parla di libri che non sono più in catalogo e che non vengono più ristampati: mai così alta come oggi è stata la percentuale di questi libri, perché ora ci sono scrittori che non scrivono ma pubblicano. Un libro, oggi, è importante se il valore di quello che c’è scritto dentro coincide con il valore commerciale. Ecco perché Bianciardi è uno scrittore ancora abbandonato: è proprio la testimonianza, questo abbandono, della politica degli editori, e anche dei librai, che espongono sempre in primo piano libri che vendono, a prescindere dal loro valore. Non esiste più la grande editoria, dice Sughi, esiste la grossa editoria, grossa come fatturato…L’unico elemento interessante è la “vendibilità del libro”. Il resto non conta.
E non vengono neppure risparmiati i critici letterari: Certi critici fanno da zerbino agli editori, viene detto.
Insomma, dalla presentazione del bel libro di Bianciardi si è passati a parlare di cultura, non cultura, editori, consumismo, dando un quadro un po’ miserello, ma credo piuttosto veritiero, della cultura e dell’Italia contemporanea. Il quadro che Luciano Bianciardi aveva già ben descritto diversi decenni fa.
Ma …non è finita la mia cronachetta…Anzi, a dir la verità devo tornare all’inizio, prima che la presentazione cominciasse.  Allora: sento Ettore Bianciardi che dice, rivolgendosi a qualcuno alle mie spalle: ecco il più giovane scrittore italiano! Mi giro e vedo un ragazzino con uno zainetto e sto quasi per dire: io ne conosco un altro di scrittori giovanissimi, si chiama Francesco Giubilei…E mentre sto pensando questo sento…zac! la parola “Cesena”!. Allora spalanco occhi e bocca e (forse a voce un po’ troppo alta) dico: Ma tu sei Francesco????
Ebbene sì! Il blogger più giovane della rete (letteraria), Francesco Giubilei  era davanti a me!!!!
Vi do la mia testimonianza che esiste, e non è un professore universitario che si occupa di letteratura…No, è un bel ragazzino biondo, dall’aria sicura ma non saccente, e che forse (perdonami Francesco) dimostra ancor meno dei suoi sedici anni. Ma sono certa che fa già battere forte il cuore a molte ragazzine.
E’ stata davvero una bella, piacevolissima sorpresa, l’incontro con Francesco. Una compensazione al mancato incontro con Gian Paolo Serino, che doveva essere presente, ma non ha potuto esserlo perché non stava bene. Peccato! C’erano però diverse copie dell’ultimo numero di
Satisfiction   la sua sua rivista che recentemente è passata dalla rete al cartaceo. Io sono un  abbonata soddisfatta, sono pure il socio n.22 dell’Associazione che si è creata intorno alla rivista. E quindi ho lasciato che di quelle copie ne godesse qualcun altro.

Avevo preannunciato due presentazioni. Ma il post è troppo lungo. Della presentazione di sabato sera ne scriverò domani. Di un libro candidato allo Strega, ecco di cosa vi parlerò.  Leggetemi anche domani, dunque (o meglio domani l’altro mattina, perché lo sapete che io sono una blogger notturna…)!

E ora:
Le parole di Bianciardi, la musica di de Andrè.

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6 risposte a Alla Feltrinelli con Bianciardi, Baraghini, Sughi e…Giubilei!

  1. biancabalena ha detto:

    Ho conosciuto Bianciardi da poco, grazie ai “bianciardini” di Stampa Alternativa. Incredibile il silenzio che ha avvolto per anni un intellettuale della sua statura.

    Grazie per il post e il link al video, che è bellissimo e che riprenderò da me se mi riesce.

    un abbraccio
    sabrina

    ps non ho capito però se Francesco parlava del suo libro, o di Historica, oppure partecipava alla discussione su Bianciardi.

  2. biancabalena ha detto:

    Un nuovo spazio da tenere sott’occhio[..] http://nonfiction.blog.espresso.repubblica.it/nonfiction/ Un blog curato dall’amica Francesca Mazzucato e da Marco Nardini, che così spiega di cosa si tratta: "Uno spazio per parlare della deriva che stiamo subendo, dell’allontanamento dai [..]

  3. anonimo ha detto:

    Bellissimo resoconto di una splendida e divertente presentazione.
    Non è sempre scontato che le presentazioni siano, oltre che interessanti e oltre a trattare argomenti importanti, anche divertenti e per nulla pesanti.
    Ettore, Baraghini e Sughi sono invece riusciti in questo intento.
    Ringrazio Milvia (sei troppo gentile) per la citazione, anche se ho una perplessità… non sono biondo ma castano 🙂
    A Sabrina, ero solamente uditore della presentazione.

  4. Annalisa55 ha detto:

    Volevo riprendere l’accenno di Sabrina ai Bianciardini: sono libricini del formato solito di Stampalternativa Millelire, forse ancora più sottili, costano 0,01 euro (sì, un centesimo). Si possono chiedere a Ettore Bianciardi, te ne manda quanti vuoi e ti dice le condizioni di vendita (nel senso che Ettore Bianciardi ti chiede un centesimo a librino, ma puoi mandargli quello che riesci a ricavarne). Io ne ho presi un sacco, anche per regalarli. I titoli sono “La tradotta per Mosca”, “Come si diventa un intellettuale” (due libri), “La mamma maestra”, tutti scritti di Luciano.

  5. ReAnto ha detto:

    Ciao Milvia e ciao agli altri/e bloggers .
    Come si fa per ricevere la lettera di Masina ?Perchè ho provato sul sito ma non ne vengo fuori. Sorry, se sono entrato prepotentemente nella conversazione che si sta svolgendo in questo grazioso salotto di gentili signore 🙂

  6. Soriana ha detto:

    @Sabrina: i Bianciardini sono fantastici….La prima volta li ho visti al book festival di Pisa, mentre il figlio di Bianciardi li distribuiva a tutti, all’ingresso della Stazione Leopolda. Per un attimo mi sembrò quasi un imbonitore, poi quando capii di cosa si trattava mi vergognai del mio pensiero e li acquistai. Spero davvero che Bianciardi riemerga dal silenzio.
    Da qui puoi prendere sempre quello che vuoi, Sabrina! Anzi, grazie della segnalazione!
    Come vedi, Francesco ti ha risposto prima di me.

    @Francesco: castano chiaro, però…Oddio, che oltre che rincoglionita io sia pure diventata daltonica?
    Grazie dell’apprezzamento

    @Annalisa: Si, Ettore Bianciardi ha parlato infatti anche di questa iniziativa, durante la presentazione. Ho anche “Un occhio a Cracovia”, , oltre a quelli da te citati.

    @Antonio: sai, io credevo di essere capitata nella mailing list di Ettore Masina su segnalazione di un’amica comune. Invece lei mi ha detto che non mi ha mai segnalato. Quindi non so proprio come sono capitata lì.
    Ma cosa vuoi dire quando scrivi: “ma non ne vengo fuori”? Comunque se scoprirò come puoi fare a ricevere le lettere te lo comunicherò.
    Chiedi scusa? Ma è un grande piacere riceverti in questo salotto dove, in verità, gli uomini scarseggiano…

    Ciao a tutti!
    Milvia

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