Perché Porretta é Porretta…

P1070765(Sugar Pie DeSanto)

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Ed eccomi qui, dopo qualche giorno di assenza, di cui tre, come preannunciato, trascorsi a rivitalizzarmi in quel luogo incantato che diviene la cittadina di Porretta Terme nei giorni in cui si svolge il Porretta Soul Festival.  Bellissimo, entusiasmante, fibrillante, esaltante, eccitante, appassionante, elettrizzante, emozionante, inebriante…Troppi aggettivi? Beh, li merita tutti, il Festival ideato da Graziano Uliani, che è giunto alla sua 21’ edizione.  Anche quest’anno non mi ha deluso, anzi, direi che mi è piaciuto particolarmente Non farò la cronaca delle tre serate, anche perché se volete potere vedere e ascoltare l’intera manifestazione QUI  e io non riuscirei assolutamente a trasmettervi l’atmosfera che si crea in queste lunghe serate di luglio  nel Rufus Thomas Park.
Fra le tante emozioni una non secondaria  è che ci si ritrova con persone conosciute negli anni precedenti, e con le quali, durante l’anno, non si è avuto alcun rapporto: ma è come se ci si fosse viste il giorno prima, e non sembra proprio che siano passati dodici mesi. Ci si ritrova seduti negli stessi posti, anche vestiti nello stesso modo… E’ abitudinario, il popolo di Porretta…Basta un ciao, un abbraccio, una stretta di mano e si ricomincia, e non ci sono barriere alla comunicazione, né dovute all’età, né ad altro. La musica fa da collante, crea un filo rosso, una rete che ci avvolge tutti.  Perché la musica ha proprio, forse unica fra le arti, questa grande capacità di unire persone anche totalmente diverse fra loro.
E così insieme abbiamo “vissuto” (perché lì, la musica la si vive) le esibizioni del gruppo francese di Captain Mercier ( vitalissimo e…energetico) e della splendida Mable John, e di Otis Reding III ( sì, proprio il figlio del grande Otis, e non è niente male, vi assicuro..) e della R.&B. Band di Austin Delone con le dolci e sorprendenti coriste (ma pure soliste) Sweet Nectar,  e del grandissimo Henry Butler all’Hammond… E poi della incredibile, portentosa, Sugar Pie DeSanto, classe 1935, che mentre canta ( e come canta!)  si muove sul palco come un folletto, fa capriole, salti…Ma chi gliela dà tutta quella energia??? E pensare che fuma, e anche parecchio (cosa, questa, che mi ha molto, molto consolato…).
Ma vorrei dare una rilevanza particolare a un coro Gospel d’eccezione, il D Avenue Boys Gospel Choir: bambini e ragazzi giovanissimi provenienti da un paese della Florida e che il pastore evangelista Joe Simon ( cantante di R.&B., vincitore anche di un Grammy nel ’71, mi sembra) ha raccolto togliendoli da situazioni estremamente disagiate. Ragazzi senza  dubbio destinati a percorrere la strada del crimine, se non fossero intervenuti Simon e sua moglie, che li hanno fatti letteralmente innamorare della musica. Dovreste vedere i loro volti, mentre cantano, le faccine dei più piccoli… Traboccano gioia e entusiasmo: ascoltarli, vederli, ci ha commosso tutti. Ecco il potere della musica… Sarebbe ottima cosa che iniziative del genere nascessero anche in Italia, agendo sui tanti bambini e adolescenti a rischio che popolano il nostro Paese. Bishop Joe Simon sta pagando gli studi, a questi suoi ragazzi, e ha pagato loro pure il viaggio che li ha portati dalla Florida a Porretta. Eccoli, sono loro:
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Come ho già scritto lo scorso anno, a parte lo spettacolo, è pure bello vedere tutti i partecipanti al festival girare per le strade del paese, vederli fare la spesa al mercatino artigianale, fermarsi a chiacchierare con chiunque rivolga loro la parola, con semplicità. Insomma si comportano, questi musicisti, come gente normale, come in realtà sono. Non si credono chissacchì, Si può dire la stessa cosa dei nostri cantanti più o meno famosi?

C’è stata, è vero, un’eccezione. Ospite della terza serata era Chaka Khan, una cantante di Chicago considerata un’icona da generazioni appassionate di musica R&B, ma pure di funk, jazz e hip hop e vincitrice di ben nove Grammy. Beh, saranno stati tutti quei Grammy, a darle alla testa, ma si è comportata in modo odioso.
Primo: non ha mai partecipato alle prove pomeridiane (a cui il pubblico ha accesso gratuito).
Secondo: non ha voluto assolutamente che il pubblico la riprendesse con video camere (e durante lo spettacolo si vedevano i poveri collaboratori di Uliani andare su e giù per le scalinate del parco per invitare a spegnere le apparecchiature, dato che non era stato fatto alcun avviso ufficiale…)
Terzo (e proprio questo noi, civile popolo di Porretta, non lo abbiamo tollerato): avrebbe preteso, la signora, come condizione sine qua non per cantare, che fra lei e il pubblico ci fossero le transenne. Che infatti sono state rapidamente  sistemate davanti al palco. E altrettanto rapidamente sono state tolte: i fischi di protesta hanno convinto gli organizzatori che proprio non era il caso di lasciarle. Sono rimasti solo quattro carabinieri, due di qua e due di là dal palco. Che non si vedono mai, i carabinieri, in quella posizione durante il Festival…  La signora ha cantato ugualmente. Ma che si crede, quella? Non conosce proprio come siamo,noi, seguaci del Festival. Mai nessuno è salito sul palco, se non invitato dai musicisti…
L’emozione è anche data dal fatto che il palco è bassissimo, e ci si può sedere per terra, a pochi centimetri da chi si esibisce. E non è mai, e dico mai, successo nulla…
E non è che poi il pubblico ha dimostrato di gradire tanto la sua esibizione. Un po’ perché senz’altro non c’era stata una buona partenza, un po’ perché quelle sue canzoni, con il soul, non avevano niente a che fare. Una che non trasmette nulla, mi ha detto uno degli organizzatori…
Ecco, avrei tanto voluto che fosse stato presente un altro artista, al posto della tipa sopra nominata. Eh, sì, avrei proprio voluto che ci fosse lui, il suonatore di organo Hammond, il componente più in vista di una band italiana, anzi, più precisamente varesotta: la Band Distretto 51!!!! Di chi si tratta??? Ma di Roberto Maroni!!!! E sapete perché mi è mancato tanto? Perché, se fosse stato ospite di Porretta, come tante volte è successo, avrebbe significato solo una cosa: che non faceva parte dell’attuale governo!!!! Non vi sembra che abbia una più che giusta motivazione il mio rammarico per la sua assenza????
Ora vi lascio con un po’ di musica, e con un ciao squillante. Vorrei pure mandare un saluto a Ana Maria e Ermanno di Trieste, a Ezio di Chiavari, a Alessandro di Torino (ragazzo eccezionale che per molte sue idee e stile di vita mi ha ricordato mio figlio) e a Filippo, promettente giovane fotografo bolognese: sono stati gli amici ritrovati in questa 21’ edizione del Porretta Soul Festival.  A loro il mio arrivederci al prossimo anno, e, magari, anche prima, chissà…

Happy Day
(sono proprio quei ragazzi di cui vi ho parlato, a cantarla…)

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13 risposte a Perché Porretta é Porretta…

  1. anonimo ha detto:

    Grazie per il reportage, Milvia. Sono stata molte volte a Porretta (in bolognese Puratta = bambola rotta). Festival soul a parte, è una cittadina deliziosa alla confluenza di due fiumi: terme, begli alberghi primi Novecento, piscine, montagne e boschi verdi ricchi di funghi e ciclamini… bei ricordi.
    Il mio PC ora funziona (anche le casse) così potrò finalmente riascoltare le belle musiche che corredano i tuoi post.
    Grazie, ragazza.
    Mirella

  2. cristinabove ha detto:

    quanto entusiasmo, altro che ragazza!!!
    sei grande, Milvia.
    baci
    cri

  3. anonimo ha detto:

    ciao milvia, sai che ti penso molto ma ti scrivo poco.
    bellissima come sempre la tua cronaca.
    una curiosità: hai incontrato anche il delizioso ragazzino di cui ci hai parlato l’hanno scorso?
    un rammarico: ma non sarebbe stato bello che oltre a maroni ci fosse stata tutta la berluscon band a Porretta?

  4. accipicchia ha detto:

    Sempre interessanti, coinvolgenti i tuoi “appunti di viaggio”. Sembra di vedere ciò che racconti, di sentire ciò che vien detto. Devo confessarti che non mi è piaciuta affatto la “star”, mentre ho trovato molto bella la prima foto, delicata e tenera la fotografia di gruppo dei ragazzini. E’ incredibile ciò che si può fare con un cuore generoso e determinato!
    Un abbraccio alla poetessa ( si può ancora dire o è ormai in disuso? Meglio poeta?), alla scrittrice, alla giornalista! Piera

  5. Annalisa55 ha detto:

    Che belle le cose che racconti 🙂
    (mi piacciono molto anche le foto).
    E adesso, dove vai per raccontarci qualcosa? 🙂
    Ciao, un salutone.

  6. glodalessandro ha detto:

    tu sai essere una persona infinitamente giovane dentro…

    Glò

  7. Soriana ha detto:

    @Mirella: Non sapevo che Puratta significasse “bambola rotta”… Prima o poi dovremo fare un piccolo vocabolario dei modi di dire bolognesi: tu sei una vera esperta…

    @Cri: grazie! L’entusiasmo per le cose che mi piacciono è una mia caratteristica, è vero.

    @Valeria: Ben tornata, Valeria! E che memoria…Ti ricordi a distanza di un anno di Luca, quel ragazzino che mi aveva incantato…No, non l’ho visto, quest’anno, e mi è proprio dispiaciuto.
    Eh, sì…Tutta la Berlusconi band a Porretta…Magari!!!!

    @Piera: Grazie!!!! Grazie anche per le tue definizioni: non mi sento però né poetessa (termine al femminile che preferisco di gran lunga a quello di “poeta”), né giornalista, né scrittrice. Sono una…scrivente, che butta giù cose che si sente dentro.

    @Annalisa: Grazie anche a te, Annalisa. Sai, per le foto mi meraviglio sempre. In effetti alcune sono buone, ma è tutto merito della macchinetta, credo.
    Per ora non ho nessuna meta. Solo Mantova, a settembre. Ci sarai anche tu?

    @Glo’: Grazie, Glo’. A volte, però, mi sembra di avere 1000 anni, ma non per saggezza acquisita, ma per stanchezza accumulata…

    Un abbraccio a tutte, care amiche.

    Milvia

  8. tristantzara ha detto:

    Chaka Khan è stata davvero fuori luogo lì in pratica.Credo di esserci stato una volta in questo festival,prov.di Firenze o sbaglio ?

  9. Soriana ha detto:

    @Tristan: è in provincia di Bologna, verso l’appennino tosco-emiliano.

    Ciao!

    Milvia

  10. anonimo ha detto:

    abbiamo inserito il tuo blog a http://www.porrettasoul.it nella icona “contribute”. spero ti faccia piacere.
    Ciao
    Graziano Uliani

  11. Soriana ha detto:

    Mai avrei immaginato che il davvero mitico Graziano Uliani capitasse nel mio blogghino…
    Sono molto felice e orgogliosa di essere inserita nel sito di questo splendido Festival e ti ringrazio di cuore, Graziano.
    Sai, anni fa scrissi una poesia sul festival, e ogni volta che vengo a Porretta mi propongo di consegnartela. Poi, però, mi manca sempre il coraggio.
    Approfitto del tuo gradito intervento per dirti grazie: grazie per aver dato vita a questa bellissima manifestazione che è per me come un carburante (che non inquina) e mi dà energia, luce e colore per proseguire più agevolmente in questo tempo che, purtroppo, si presenta a noi tutti sterile e grigio.

    Milvia

  12. anonimo ha detto:

    Grazie ancora per le bellissime parole. Il festival lo fa sopratutto la gente e la mancanza di barriere tra artisti e pubblico è ormai una consuetudine che piace a tutti. Non dimenticare di darmi la poesia la prossima volta che vieni a Porretta.
    A presto,
    Graziano Uliani

  13. Soriana ha detto:

    Bentornato, Graziano! O.K., spero che la prossima volta troverò il coraggio per darti la poesia.
    Un cordialissimo saluto.

    Milvia

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