Vedi alla voce: Mantova

P1080107(Alda Merini al Festival letteratura di Mantova 2008)

Magia caldo afa  code interminabili per assistere agli eventi volontari azzurri e gentili biciclette un organetto di Barberia  che viene dal Piemonte  gente che si riconosce si saluta si abbraccia  che si è incontrata  salutata e abbracciata a Torino a Roma a Napoli il che dimostra che si è sempre gli stessi parole parole parole che si incrociano si snodano si defilano si amplificano abbracciano le pietre antiche rotolano nelle piazze si alzano a toccare il cielo si perdono nei vicoli rimangono (dovrebbero rimanere)  nella mente.

E così per la terza volta ho assistito a questo Festival letteratura. E così per la seconda volta dovrei  (punto uno) farne un resoconto puntuale e dettagliato nel blog, e  (punto due) con tanto di foto.
Ma, dato che lo spazio che Splinder mi ha generosamente concesso per pubblicare immagini si sta esaurendo velocemente, per quanto riguarda il punto due sarò molto parca.
E, dato altresì  che lo spazio che madre natura mi ha concesso per archiviare  informazioni è stipato come un autobus all’ora di punta, con frasi, concetti, principi  che si affastellano e si confondono gli uni con gli altri,  l’unica cosa che posso fare è dare un’occhiata al taccuino dove ho appuntato qualcosa a mano a mano che una frase mi colpiva. Tenendo conto poi che ho una pessima calligrafia, incomprensibile a volte anche a me stessa,( il che mi riporta alla mente un saggio e illuminato detto: chi non capisce la sua scrittura è un asino addirittura)…non so proprio che ne verrà fuori…

I miei amati lettori si staranno rendendo conto che sto tergiversando…Ho già scritto un sacco e ancora non ho detto nulla. E’ che ogni volta che rientro da queste manifestazioni mi risulta difficile raccontarle in maniera coerente e esaustiva. Insomma, miei amati due o tre lettori, se volete sapere come è andato il dodicesimo Festival letteratura di Mantova non è me che dovete leggere. Oppure, dovevate venirci pure voi, cosi poi ci incontravamo anche.
Altrimenti dovrete accontentarvi di quanto, faticosamente, segue:

Emozioni

Alda Merini : incredibile, commovente, divertente, struggente, incoerente, semplicemente: GRANDE! Con i suoi collant smagliati, con la sigaretta sempre accesa, con il suo viso intenso, con lo sguardo a volte di bambina… Parla, dice tanto. Dice: i Poeti son povera gente…Dice: si nasce destinati a scrivere. Dice: difficile è digerire la società che abbiamo. Dice: l’innocenza salva la poesia. Dice: i Poeti hanno grande memoria, ma perdonano. Dice: siamo sull’orlo del fallimento, non c’è bisogno di parole, ma di esempio. Dice: amore (per una donna) è combattere a fianco del proprio uomo. Dice: la vera follia è costruttiva.  Dice: non voglio dirvi dei manicomi. E’ troppo orribile.
Dice…dice tante cose, Alda Merini, molte condivisibili, altre meno, ma c’è un dolore che riaffiora  periodicamente fra tante parole: i figli che le sono stati strappati, la sua angoscia di madre negata.
Recita una poesia di un poeta che non è certo fra i più celebri:
Angiolo Silvio Novaro  conosciuto certamente dai miei coetani, perché le sue poesie erano presenti in tutti i libri di lettura delle elementari, ma forse oggi dimenticato. Mi fa molta tenerezza sentire la poetessa più volte candidata al Nobel recitare a memoria quella tenera poesia, che parla di affetti famigliari, di cose semplici…

Un incontro. Un incontro personale, al di fuori degli eventi, che mi ha veramente riempito di emozione e commozione. Enza Campino, amica conosciuta durante le mie numerose trasferte letterarie, eccellente libraia di Formia e appassionata organizzatrice di incontri con gli Autori, l’altro giorno mi ha fermato, in piazza Concordia e mi ha detto: Milvia, ti presento Angela Terzani .  Non mi vergogno a dirlo: mi sono commossa fino alle lacrime.  Abbiamo chiacchierato, le ho detto alcune cose e anche lei si è commossa. Andrò a trovarla  a Orsigna, l’estate prossima.  Tiziano Terzani è, per me, uno dei più grandi Uomini che sono vissuti in questi ultimi cento anni.

Jonathan Safran Foer , emozionante, perché è uno scrittore che amo tantissimo, lo adoro, oserei dire. E sentire come ha risposto con intelligenza, con gentilezza e in maniera esaustiva alle irritanti e direi banali domande di Gad Lerner non ha fatto che aumentare la mia ammirazione per questo giovane autore. Che, a quanto pare, sta lavorando al suo terzo romanzo. Ma anche la moglie, Nicole Krauss  mi è sembrata molto in gamba. Veramente bello anche l’evento di cui è stata protagonista.

Fabrizio Gatti  il giornalista dell’Espresso che non si limita a dare un’occhiata alle agenzie e battere i tasti del suo computer, per scrivere un articolo. Le inchieste lui le fa davvero, calandosi letteralmente nei panni dei diseredati, delle persone in difficoltà, clandestini, raccoglitori di pomodori, gente di cui si parla e si scrive tanto spesso senza cognizione di causa. Affrontando i loro stessi disagi sotto una falsa identità. Identità, dice Gatti, da cui si fa fatica a liberarsi anche quando l’inchiesta è finita, perché ti rimane appiccicata alla coscienza. Ho avvicinato Fabrizio Gatti dopo il suo intervento a Fahrenheit, ci tenevo a dirgli una cosa: considero il suo coraggio di gran lunga superiore a quello di Saviano. Pur schermendosi ho visto quanto sia stato contento di questo apprezzamento di una anonima lettrice. Contento davvero, tanto che gli occhi gli brillavano e… ha chiesto se mi poteva dare un bacio sulla guancia.

Antonio Moresco e Giovanni Giovannetti:  sentirli raccontare del loro viaggio in Romania, che ha dato origine al libro: Zingari di merda. Un libro che consiglio, dove non solo le parole ci raccontano, ma anche le immagini fotografiche.

E ancora ce ne sarebbero tante di emozioni da riportare qui, di frasi che mi hanno colpito, di altri ospiti del Festival letteratura che mi piacerebbe leggere e tornare ad incontrare. Ma credo che debba smettere, per non allungare all’infinito questo post. E anche per non accorciare troppo il mio tempo, dato che ho un sacco di cose da fare e…sono di nuovo in partenza.  Per dove? Ve lo dirò venerdì prossimo. E ci sarà anche un’appendice a questo mia trasferta mantovana: vi parlerò di mamme di scrittori, farò qualche ringraziamento e poi…mah, vedrò. Forse nient’altro.

Roberto Vecchioni: Canzone per Alda Merini

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12 risposte a Vedi alla voce: Mantova

  1. giadanila ha detto:

    meravigliosa Merini, mi sono sempre chiesta come faccia a dire con grande semplicità cose di una forza e di una verità sconvolgenti, forse perchè è come se nei suoi versi le parole riacquistassero una nitidezza originaria.

  2. BarbaraProvenzi ha detto:

    Grazie Milvia di questo tuo resoconto. Le parole con cui hai descritto Alda Merini mi hanno quasi illusa di essere lì, di aver assistito all’incontro.
    E’ stato un piacere incontrarti ancora e parlare con te.
    Un abbraccio,

    Barbara

  3. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato dell’11 settembre 2008[..] Potrebbe capitare a tutti; è capitato anche a Laura. Leggete, quindi, [..]

  4. anonimo ha detto:

    carissima,
    per me l’incontro con Alda Merini è stato sicuramente il più bello di tutto il Festival.
    Grande donna, davvero.
    rosy

  5. cristinabove ha detto:

    che cosa entusiasmante! cara Milvia, quanto mi sarebbe piaciuto essere lì con te!
    Però attraverso il tuo racconto è un pò come esserci stata.
    grazie

  6. anonimo ha detto:

    Mi ha commosso la presentazione della grande Merini con l’aria da bambina e soprattutto”i poeti hanno memoria ma perdonano…”
    Ciao
    Tinti

  7. giuba47 ha detto:

    Come avrei voluto essere lì… Condivido le tue passioni, Giulia

  8. kittymol77 ha detto:

    “Ma credo che debba smettere, per non allungare all’infinito questo post.” E però..per me,che ci sono stata ma molte cose le ho perse (detesto le code..),leggerti è stato come tornarci ed emozionarmi con te…Grazie della bella lettura..

  9. Soriana ha detto:

    Sono contenta di essere riuscita a trasmettere almeno in piccola parte l’emozione che ho provato. Non è che mi sento una brava reporter…
    Barbara, anche per me è stato un piacere…

    Milvia

  10. glodalessandro ha detto:

    sei una splendida reporter, cara Milvia, perchè sai partire e raccontare i dettagli dall’inizio dell’inizio :-)…
    e mi fai sorridere, sempre.

    con ammirazione, Glò

  11. Soriana ha detto:

    Felicissima di farti sorridere, cara Glò. Grazie e un bacio.

    Milvia

  12. Evaluna71 ha detto:

    sto scappado purtroppo, non vedo l’ra di avere 10 minuti tutti per me per leggere questo post.

    ti bacio, a presto.

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